Parliamo degli UPSoni!

Apr 27, 2013 47 Replies

Ciao a tutti, tutti noi conosciamo ( o almeno spero :D ) cosa sono gli UPS e magari molti di noi avranno perfino uno piccolo per uso domestico.



In giro ( livello enteprise ) vedo che spesso viene addottato un unico "super" ups per reggere tutto il carico che sia una decina o magari centinaia di server.



Ma in giro si vede anche gente che invece compra tanti "mini-ups" ( un po' come i nostri ) e li distribuisce in giro. ( invece di comprare un unico UPS che regge 100 Server/PC ne compra 100 per reggere i 100 Server/PC ). Ad esempio su ques'ultima strategia si affida perfino Google nei suoi datacenter ( ogni server ha una batteria al piombo dedicata ).



Quale delle due strategie per voi è migliore {sia sotto il livello costi che efficenza}? Convine più un mega ups con numerose batterie oppure tanti piccoli UPS?


Il Razziatore wrote in news:517b92d4$0$1369 $ snipped-for-privacy@reader2.news.tin.it:

Devi considerare diversi aspetti oltre alla potenza complessiva:

-Ridondanza (anche se è vero che negli UPS enterprise le schede inverter sono replicate e il sistema funziona,a capacità ridotta, anche con una o più schede guaste).

-Comunicazione UPS->server per la gestione del "fine batteria" (graceful shutdown dei server)

Ciao, AleX

Scriveva Il Razziatore sabato, 27/04/2013:

beh, banalmente un solo ups grosso significa che un solo guasto mette a terra tutti gli apparecchi. Va da se' che nemmeno il caso opposto puo' essere il migliore: basti pensare al numero di manutenzioni necessarie. Dovo lavoro abbiamo sia quelli "piccoli" (3500va circa), che reggono tutto un rack, sia quelli grossi, trifase, con l'armadio separato per le batterie. Ogni ambito ha lesigenze diverse.

Adriano

Dal punto di vista dell'efficienza energetica sicuramente più grande è l'UPS più è efficiente: basti pensare che di schede di controllo, display, led, ammennicoli vari ne hai un set solo da alimentare anziché

100... Poi, che se si guasta l'unico UPS va giù tutto è vero fino a un certo punto: di solito in caso di guasto commutano su bypass e avvisano. Poi sta al sistemista decidere se spegnere tutto subito per non rischiare e far correre sul posto l'assistenza o tenere tutto acceso e far volare sul posto l'assistenza pregando che nel frattempo non avvenga un black-out.
- Oh!!! Ghe xe nesuni? - Si! Sa vuto? - Gavio na cariola da prestarme? - La voto piena o la voto voda?

IMHO un UPS grande (o pochi grandi). Quelli piccoli devono essere sovradimensionati per reggere lo spunto di accensione dei PC, mentre uno grande non ha questi problemi. Inoltre gli UPS piccoli li devi cambiare in blocco quando la batteria muore, mentre nei grandi cambi la batteria e basta.

Massimo Soricetti wrote in news:kllegk$3bq$1 @megan.servidellagleba.it:

Può rimanere il problema di come gestire la comunicazione server-UPS.

Ciao, AleX

Il Razziatore ha scritto:

Mai capito perché i server non abbiano l'alimentatore già dotato di ingresso per batteria tampone.

Perché dovrebbero avere un alimentatore-UPS completamente non standard. Costerebbe troppo, come tutte le cose fatte bene, oggigiorno.

A dire la verità i server olivetti degli anni '80 avevano proprio un alimentatore di quel tipo, con batteria 12V incorporata. Poi le cose andarono come andarono...

"SilverLeo" wrote in news:2013043010574821082 @mynewsgate.net:

Diverse famiglie di router CISCO sono dotate di ingresso RPS:

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ide/rpshim.html

Altra soluzioni sono i server da rack con alimentazione 48V DC ("telco" non è casuale...) :

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Ciao, AleX

Il 28/04/2013 19.57, Andrea Frigo ha scritto:

A dire il vero Google dice essattamente il contrario. Loro hanno integrato UPS all'interno dei singoli alimentatori perché così dicono di aver eliminato la tripla conversione ( da AC a DC e da DC a AC all'intenro del UPS e da AC e DC all'interno dell'alimentatore ). Il che sulla carta ha pure un senso. Ma mi chiedo quanto lo possa avere sul serio.

Il 30/04/2013 12.57, SilverLeo ha scritto:

qualcosa del genere

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?

Ma perché? Dici che sarebbe efficiente? Dal mio punto di vista mi viene da pensare "se la batteria muore, moure anche il server"...

"Il Razziatore" ha scritto nel messaggio news:51803030$0$1341$ snipped-for-privacy@reader2.news.tin.it...

La batteria sara' pure tenuta in carica dalla 220V Iniziera' ad erogare corrente solo in mancanza della 220V E se manca la 220V per parecchio tempo, finisce pure la batteria Quindi, se mancasse la 220V oltre il tempo consentito dalla batteria, il server si spegnerebbe Mica puo' andare ad aria il compiute

Il Razziatore wrote in news:51803030$0$1341$ snipped-for-privacy@reader2.news.tin.it:

Cambia punto di vista: il gruppo di continuità deve fare in modo che andando via l'alimentazione non si danneggi il sistema piuttosto che a garantire il funzionamento senza rete. Per quest'ultimo scopo, se di vitale importanza, prevedi altri sistemi ausiliari che entrano in funzione in assenza di rete (ma che, in quanto più lenti ad avviarsi, non ti potrebbero assicurare lo zero insertion time). Es. gruppi elettrogeni.

Se l'applicazione non è critica (quindi non è previsto alimentazione ausiliaria) e arrivi a fine batteria, il sistema fa l'unica cosa che può fare: inviare un comando di shutdown al server per arrestare senza danni.

Ciao, AleX

Elettronicamente è la strada più sensata, anche se elimini solo due conversioni e non tre. Più semplice, più efficiente, e il server ha un segnale diretto dall'alimentatore che lo allarma in caso di low battery, quindi un cavo di meno in giro :-)

Il Tue, 30 Apr 2013 22:56:57 +0200, Il Razziatore ha scritto:

Dal punto energetico, sicuramente.

Anche con l'ups centralizzato è così.

Il 04/05/2013 16.15, SilverLeo ha scritto:

Pero' hanno dalla lora la ridondanza. Non è una batteria ma una serie di batterie, che si possono anche sostituire "a caldo" { almeno per alcuni modelli }. Le schede di controllo non sono uniche ma ridondate anche loro.

Che si rompa un UPS centralizzato la vedo dura rispetto a tanti distributi, se non altro per una questione di "probabilità" ( più robba hai, più robba si puo' rompere... ) o no?

Il 02/05/2013 15.39, Massimo Soricetti ha scritto:

A dire il vero, la cosa strana dei server Google e che non c'erano cavi di segnali che uscivano dal PSU e andavano alla scheda madre... quindi da questo punto di vista alla fine della batteria... il server si spegneva e pace.

Pero' in certi contesti magari è di poca importanza. ( Google decina di migliai di server tutti i uguali, la rottura e il rimpiazzo di un server per un qualunque ragione credo che sia considerata "normale aministrazione"... )

Pero' mi viene una domanda: come mai google ha dovuto usare un alimentatore modificato e non esistono di così fatti di serie?

Il Razziatore wrote in news:51853f01$0$1366 $ snipped-for-privacy@reader2.news.tin.it:

Se è per questo, è proprio la scheda madre che è custom: non sarebbe alimentata con le canoniche tensioni ATX, ma a tensione unica, 12V. Anche l'alimentatore, come puoi leggere nella foto, è single voltage output.

La sigla della scheda madre non è reperibile sul sito gigabyte (GA-9IVDP o GA-91VDP). Qualunque ricerca con google riconduce solo a quella notizia.

Può non significare niente (non credo che sia un problema per google farsi customizzare qualche migliaia di schede madri ;-) )

Ah, vedi qui intorno a 3:50 e succ.

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Ciao, AleX

Il 04/05/2013 23.45, AleX ha scritto:

Uh non l'avevo notato. In effeti escono solo cavi gialli ( 12V ). C'è scritto che tira fuori un solo voltaggio ( 13.65V valore sufficinete a caricare la batteria ).

Pero' non capisco da dove tiri fuori l'alimentazione dei dischi ( necessitano di due alimentazione oltre ai "12"V anche una linea a 5V infatti sono alimentati da normali cavi sata con entrambe le linee ( rosso 5V, giallo 12V ). Forse c'è una scedina con step-down da qualche parte sotto i dischi.

I produttori costumizzano l'hardware a partire da quantità relativamente modeste ( stiamo parlando al disotto del centinaio qualche decina perfino ) figuriamoci un compratore come google che dispone di numeri assai interessante per un qualunque produttre. Nel video che mi hai linkato ( già conoscevo ma rivederlo è sempre interessante ) parla di 45 container ognuno in grado di ospitare 1000 server. Stiamo parlando di

45'000 server. Per un solo datacenter ( e google ne ha qualche decina di datacenter. Una stima che avevo letto diceva che in totale google aveva un 1M di server...

Anche solo la manutenzione ordinaria è un affare...

Il Razziatore :

Ma è inutile avere un segnale per ogni PC, visto che comunque quando va via la corrente succede per decine o centinaia di macchine che stanno tutte nello stesso posto, e quindi ci sarà un trasferimento di carico organizzato a livello più alto, magari seguito da uno spegnimento programmato.

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