quanto consuma un pc?

Jul 09, 2005 22 Replies

quanta corrente elettrica assorbe un pc? La maggior parte della fetta di energia viene assorbita dal monitor o dal case? Di quanto varia il consumo tra un monitor CRT e un monitor LCD? Ci sono degli accorgimenti da mettere in atto per risparmiare l'energia elettrica consumata dal pc?



e come chiedere quanto consuma la mia auto bhe se sta ferma chiusa in garage poco se la uso in autostrada consuma tot in città tot nel tuo caso di massimo può consumare quanto riportato sul alimentatore ma non è il valore reale bisogna conoscere quante cose sono accese al interno del tuo compiuter che processore hai quanti Hd hai sono tanti i fattore che cambiano "elagogo" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@g47g2000cwa.googlegroups.com...

Il monitor a CRT e di grandi dimensioni, consuma parecchio, 100-200 watt, un LCD consuma meno,

30-50 watt. Il computer vero e proprio ha un consumo variabile in funzione della CPU, dei dischi e delle schede e anche del sistema operativo e del software e puo' arrivare a 200-300 watt, forse anche di piu'. Per risparimiare bisogna soprattutto limitare le prestazioni. Per un server internet da tenere acceso 24 ore al giorno, io ho usato un vecchio Pentium II a 300 MHz con un hard disk Seagate un po' lento, scheda video senza pretese, no floppy, no cdrom, no audio, no tastiera. Con questa configurazione, logicamente col monitor spento, ho misurato sul contatore enel un consumo di 40-50 watt. Con un consumo cosi' basso non e' necessaria nemmeno la ventola sulla CPU e quella dell'alimentatore gira al minimo, rendendo il tutto molto silenzioso. Prossimamente per lo stesso scopo usero' un vecchio portatile che consuma una ventina di watt e, con le batterie ancora parzialmente efficienti, e' come avere anche un gruppo di continuita'. Tradotto in euro, un computer cosi' costa circa 50 euro all'anno di energia, contro i 500 che costerebbe un normale computer desktop.

Vedi le altre risposte.

In ordine di importanza:

1) sostituire il CRT con un LCD (circa 100W in meno, che per un uso di 8 ore al giorno vuol dire 292 kWh all'anno risparmiate: aumenta o diminuisci in base al tuo chilometraggio)

2) se si hanno piu' dischi, suddividere il contenuto per coerenza nell'uso ed usare i cassettini estraibili. Ad ogni accensione, estrai il disco che non prevedi di utilizzare (risparmio circa 12W)

3) abbassare la velocita' di clock ai valori piu' bassi compatibili con il processore/scheda madre e tali che le prestazioni siano adeguate. Se si sta usando programmi di scrittura e fogli elettronici, non si notera' la differenza ed il risparmio puo' essere anche di alcune decine di watt (dipende dal processore, specialmente quelli Intel di ultima generazione sono delle vere e proprie stufette)

4) creare dei dischi virtuali con parte della memoria (ovviamente se e' abbondante) ed abilitare i file temporanei su quei dischi, da usare anche per la swap area (o per contenere il file di swap di MS-Windows), questo, oltre a ridurre gli accessi al disco ha il vantaggio di aumentare le prestazioni (e compensare gli effetti dell'abbassamento di clock)

5) sostituire il processore con la versione per notebook (mobile) se esiste.

6) usare un alimentatore di marca, a buona (o alta) efficienza: se avete un'alimentatore switching con il 70% di efficienza, sulla potenza totale consumata avete una tara del 30% (ad esempio su 200W sono ben 60W), se l'alimentatore ha l'85% di efficienza, la tara e' solo del 15% (cioe' 30W in meno).

7) inserire la scheda video super mega sofisticata con massiccia memoria video solo quando si sta giocando. Questo pero' e' un'approccio un po' delicato, perche' richiede l'apertura ripetuta del PC e puo' essere un rischio. Un'idea alternativa potrebbe essere di staccare l'alimentazione della scheda grafica, usando nel frattempo quella a bordo del PC, ma richiede un po' di cablaggio e qualche modifica alla scheda madre o alla scheda grafica. Oppure ci si rassegna a non usare mai la mega grafica.

8) spengere l'amplificatore audio/le casse autoalimentate quando non lo si usa

Molte di queste tecniche usate insieme possono dimezzare il consumo, senza incidere significativamente sulle prestazioni.

Altri spunti gli puoi avere osservando come viene costruito un notebook, il cui obbiettivo e' ridurre al minimo i consumi - per allungare la durata della batteria, ma senza rinunciare alle prestazioni.

Un'altro metodo e' quello di spengere il PC ogni qualvolta non serva, pero' ha una grave controindicazione, accorcia la vita del PC, specialmente dei dischi (il cui limite di avviamenti prima di un guasto, con 3-4 al giorno, puo' essere anche solo di un paio di anni). In tal caso e' utile un backup frequente.

Pekilan

pero'

E' vero che i clici di accensione e spegnimento usurano l'hard disk, ma 3-4 cicli al giorno per due anni sono circa 3000 cicli, troppo pochi. Le specifiche degli hard disk parlano di 50 mila cicli, almeno per per gli hard disk di qualche anno fa, poi non mi sono piu' interessata.

"Valeria Dal Monte" ha scritto nel messaggio news:Tf9Ae.9103$ snipped-for-privacy@twister1.libero.it...

Come i cretini che mi dicono "Ma tu non lo spengi il computer?" perche' lo accendono, vedono una foto e poi lo spengono. Poi lo riaccendono.

I.

E' vero quello che dici, ma io per anni ho fatto assistenza e la pila di hard-disk che ho in cantina smentisce questa fiducia nei dati dei produttori. Infatti il guasto piu' frequente erano un guasto agli hard-disk. Con alcuni clienti non duravano piu' di due anni. Dato che io sto ancora usando dischi (5' alti 10 centimetri) del 1988 (quindi quasi 20 anni), oltre che dischi piu' recenti (dal Gb in su, gli altri sono pensionati per insufficienti capacita') e l'unica mia osservazione e' che tengo il computer accesso tutto il giorno, cosa devo dedurre ? Mi riferisco anche ai recenti dischi da 20-40 Gb. In quanti ai dischi di oggi, e' troppo presto per trarre deduzioni (ci vediamo tra un paio di anni :-)

Pekilan

Pekilan wrote in news:42d29c84$0$340$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it:

L'MTBF è un dato statistico ovviamente, non significa che il produttore "bari" sui numeri (anche se può accadere): in quanto statistica è significativa sul numero di guasti rispetto le ore di funzionamento totali di tutti gli harddisk prodotti in una certa serie. Ci sarà chi l'HD ha funzionanto imperterrito per anni e anni, chi invece gli si guasta dopo due mesi. La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo...e prende pure la mira. :-)

Tuttavia a far sballare i conti ci si mettono certe mandate di HD che, per difetti congeniti, hanno una forte mortalità (chi si ricorda i 6.4GB della IBM? :-( ).

I dischi di un tempo andavano decisamente più lenti, quindi non dovevi preoccuparti troppo della temperatura anche se funzionanti H24.

Oggi se non fornisci una buona ventilazione rischi di mandare il disco all'altro mondo in pochissimo tempo. In un ufficio, l'anno scorso, abbiamo perso due dischi nel giro di un paio di giorni, perchè il condizionatore non funzionava e, durante il pomeriggio, la stanza in pieno sole arrivava a 40° (ti lascio pensare a quanto arrivano i dischi).

AleX

Non ho parlato di MTBF (che se il disco e' trattato bene, e' altissimo, mi pare sulle 300'000 ore, e come ho scritto, la mia esperienza conferma questi valori altissimi), ma di un'uso eccessivo di Start/Stop, un'altro valore fornito dai costruttori e molto, ma molto piu' basso.

7200 giri ? I miei vecchi dischi sono SCSI ad altre prestazioni. E consumano 50W all'uno durante gli accesi. In ogni caso e' indubbio che un raffreddamento adeguato fa bene all'elettronica.

Pekilan

Pekilan wrote in news:42d2fcfa$0$332$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it:

In termini di start/stop si parla di almeno 50000 cicli. Se consideri che spesso hanno tre anni di garanzia vuol dire una media di 50 riavvi il giorno: sono comunque grandi numeri.

I miei server in ufficio (web, file server e domain controller, in funzione

24/7) hanno avuto mediamente un disco guasto ogni due anni, la mia stazione di lavoro, in funzione otto ore al giorno, ha perso il disco la scorsa settimana dopo quattro anni di onorato servizio...

In realtà, IMHO, scegliere di mantenere il sistema in funzione H24 o accenderlo solo quando necessario è ininfluente: nel momento che avviene il guasto è comunque fondamentale essere stati previdente con backup sistematici. Affidarsi solo all'affidabilità del disco (magari non ridondante) è po' da acrobati... ;-)

Non solo all'elettronica, ma anche alla meccanica, al supporto magnetico, etc etc.

Considera anche che sui nuovi dischi non hai molte avvisaglie da un disco che sta per defungere (beh, se tieni d'occhio i parametri S.M.A.R.T. qualche info ce l'hai), perchè ad esempio gli eventuali bad cluster vengono rimappati finchè è possibile.

AleX

Alla meccanica, le moderate temperature (100-150 gradi, per la meccanica) sopportabili dall'elettronica non danno alcun fastidio. La deformazione termica, e' vero che introduce errori irrecuperabili, ma una volta raffredata la meccanica, torna come nuova. Ma forse ho capito male, cosa intendevi dire per meccanica ?

Pekilan

Pekilan wrote in news:42d382c3$0$329$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it:

Che torni proprio come nuova non ne sono sicuro, perchè a causa delle dilatazioni termiche ti aumenta l'usura. Un disco che lavora costantemente a 60 gradi non ha la stessa vita di un disco che lavora a 40 gradi.

AleX

Ti sbagli, i materiali di cui e' composto il disco non rilevano alcuna differenza per una variazione da 40 a 60 gradi.

E lo stesso vale per il suo lubrificante.

Diverso e' il problema della ritenzione dei dati (la componente magnetica e' piu' sensibile, tendendo a valori casuali piu' facilmente a 60 gradi che a

40 gradi), ma questo non e' un'aspetto meccanico, bensi magnetico.

Pekilan

Pekilan wrote in news:42d452a5$0$335$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it:

Mi piace la sicurezza con cui affermi che mi sbaglio. :-)

C'è anche l'aspetto magnetico, tuttavia... Cut & paste dal sito della Hitachi (che dici, ne sapranno qualcosa di dischi? ;-) )

formatting link

/QUOTE ON As the temperature exceeds the recommended level, the failure rate increases two to three percent for every one degree rise above it. For example, a hard disk drive running for an extended period of time at five degrees above the recommended temperature can experience an increase in failure rate of 10 to 15 percent. Likewise, operating a drive below the recommended temperature can extend drive life. Several failure modes within a disk drive are exacerbated by temperature. Thermal tilt of the disk stack and actuator arms can occur very quickly and cause off-track writes, corrupting data on adjacent cylinders. Outgassing of the lubricants in the spindle motor and voice coil motor occurs at high temperatures (experienced over a relatively short 30-60 day time period), which can lead to stiction failures or a possible head crash. Over an extended period of time, the bearings can wear out and cause mechanical failures. /QUOTE OFF

Nota in particolare quel "bearings can wear out and cause mechanical failures"...

Ma forse sono gli Hitachi poco buoni ;-)

Goodnight, AleX

In questo caso e' vero. Ma riguarda gli Ultrastar, dischi SCSI con 15'000 rpm. Sei andato a cercare proprio il caso limite. Dubito che il possessore di PC ordinario ne' abbia uno o prevede di acquistarne uno. Solo l'interfaccia che sfrutti le prestazioni degli Ultrastar (altrimenti tanto vale comperare un Seriale) costa oltre 500 euro. Vedi tu.

Il problema della vaporizzazione di lubrificante si ha solo negli Ultrastar ed infatti non c'e' alcuna menzione priore (per la produzione precedente) dell'esistenza del problema qui indicato. In quanto alla qualita', a suo tempo, un disco su due si guastava in pochi mesi, percio' ho smesso di acquistare Hitachi. Sono passati anni e non so se la loro qualita' e' cambiata, ma visto che mi trovo bene con i Quantum (ora diventati Maxtor) continuo ad usarli.

Tra parentesi, Maxtor descrive il problema con il titolo:

"Excessive heat and high-speed SCSI hard drives."

che fa capire che il problema e' limitato a tali unita'. Nelle unita' di prestazione meno esaltate i cuscinetti idro-dinamici usati al posto dei cuscinetti a sfera rendono il problema trascurabile. Come sempre, io rispondo al problema effettivo, non ad ipotesi future. Fatemi la domanda quando i dischi da 15'000 rpm sono di uso comune e la mia risposta cambiera'.

Pekilan

Pekilan wrote in news:42d52719$0$335$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it:

Mi sa che hai letto di sfuggita l'articolo. Parla si, anche degli Ultrastar, ma il problema della temperatura è affrontato in senso generale.

/QUOTE ON One of the worst enemies of hard disk drives is heat. Within a drive, the reliability of both the electronics and the mechanics (such as the spindle motor and actuator bearings) degrades as temperature rises. /QUOTE OFF

Tanto che infatti, il sensore di temperatura, inizialmente posto sugli Ultrastar, lo trovi anche sulle altre unità.

Comunque, leggiamoci anche questa intervista al Senior Product Marketing Manager della Maxtor, si parla dei dischi a 7200rpm

formatting link

/QUOTE ON All electrical and mechanical devices ?age? over time. The aging process includes mechanical wear and tear and materials degradation. Materials age over time, for example ?old? plastic becomes hard and brittle - a process that is accelerated by temperature. Even semiconductor devices are subject to these effects. At higher temperatures materials can soften and melt, semiconductors can malfunction, and mechanical devices overheat.

Disk drive components are generally rated for an operating temperature range of 5 to 55°C. Within these limits, component life is specified to be at least 5 years. If a drive gets too hot, that is beyond its rated temperature range, the components will start to degrade and the danger of the electronics malfunctioning increases.

Everyone knows that the heads in a disk drive fly very, very close to the surface of the disk. Just like an airplane, the flying characteristics of a disk drive head are very dependent on the temperature and pressure of the air. If a drive gets too hot, the heads may not fly correctly resulting in data errors or even disk damage. /QUOTE OFF

Non capisco come mai ti vuoi ostinare nella tua tesi che la sovratemperatura è solo causa di malfunzionamenti elettronici e non *anche* meccanici.

AleX

E su questo non ci piove.

Ed e' una cosa ovvia.

Only for plastics, please. Penso che tutti sappiamo cosa succede se lasciamo la plastica al sole.

E' oltremodo risaputo che i semiconduttori ed il calore non vanno d'accordo, ecco il motivo di ventole, radiatori ed aria condizionata.

Si surriscaldano, d'accordo, ma conseguenze permanenti ?

Come ovvio, l'elettronica e' se ne va' a remengo.

Il danno al disco avviene solo quando la viscosita' dell'aria scende a valori cosi' bassi che la testa non e' piu' in grado di volare, e questo avviene a temperature molto piu' alte di 100 gradi. Insomma, quel "even" e' tirato.

Se includi anche la plastica ...

Pekilan

Pekilan wrote in news:42d59abe$0$324$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it:

Dove lo vedi "only"? Io leggo "for example" ...

BTW, riguardo plastica e sole il discorso è ulteriormente diverso, visto che nel degrado della plastica oltre alla temperatura entrano in gioco i raggi UV.

Mi sembra che trascuri le tolleranze meccaniche degli accoppiamenti. A causa della dilatazione termica aumenta l'usura da attriti.

E comunque cosa intendi per conseguenze permanenti? Se per via di una deformazione meccanica (diciamo pure reversibile) la testina ti scrive nel posto sbagliato puoi già avere un crash di sistema... questo è un ulteriore problema.

Considerato che l'altezza di volo è intorno ai 10nm non sono tanto sicuro che il problema si presenti solo sopra i 100 gradi. Hai qualche link in merito? Altrimenti si va solo a sensazione...

Senza considerare che il crash potrebbe essere indotto dalla deformazione seguita alla dilatazione termica.

AleX

L'esempio riportato (fragile e duro) in relazione al calore, puo' riferirsi SOLO alla plastica.

Ma non sono necessari. E' dato che un hd difficilmente e' esposto al sole, e' solo il fattore temperatura. Se smonti un vecchio elettrodomestico che produce calore tale da portare la temperatura, anche in certe parti ove e' presente plastica "elsatica", sopra i 40 gradi (tostapane, phon, ferri da stiro) con componenti in plastica noteresti che in vari punti, da elastica e' diventata dura e fragile. E non sto parlando di ebanite o simili. Ti e' mai capitato di vedere un phon mezzo "fuso" ? La custodia ove non e' fusa e' ancora elastica, ove e' deformata, se provi a fare pressione si spacca.

A 60 gradi ? Stiamo parlando di acciai speciali, non di ferraccio comune.

Che e' quello che ho scritto il 12 luglio, mi cito:

"La deformazione termica, e' vero che introduce errori irrecuperabili, ma una volta raffredata la meccanica, torna come nuova. Ma forse ho capito male, cosa intendevi dire per meccanica ?"

Non ho bisogno di link, devo solo fare calcoli idrodinamici (sono laureato in ingegneria). Secondo i miei calcoli, la viscosita' dell'aria diminuisce solo del 15% a quelle temperature e quindi la distanza di volo non scende a meno di 8 nm.

Questa deformazione (tale da provocare crash fisici e non logici) puo' essere significativa a 60 gradi, solo per i recenti dischi SCSI ad alte prestazioni, come ho gia' riscontrato. Pekilan

Pekilan wrote in news:42d7817d$0$337$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it:

Glass climbing, eh? :-) Certo che "fragile e duro" si riferisce solo alla plastica ma era *un* esempio di invecchiamento di materiale.

Uhm, forse non ci siamo capiti: non si sta dicendo che appena il disco ti arriva una volta a 60° ti si deve piantare la testina nel piatto o altre amenità, ma molto più semplicemente che l'operatività *per lunghi periodi* (o addirittura comunemente) a temperature superiori ai 60° (o comunque quella consigliata dal costruttore), ti induce maggiore usura e quindi maggior rischio di "failure" (in altre parole riduzione della vita media).

AleX

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