Ok, ma poi il PC su cui gira questo software lo stacchi. La configurazione rimane salvata nei vari nodi del bus che diventano autonomi?
E quindi hai il punto di fragilità nel dispositivo (un micropc o qualcosa del genere) che fa girare HA, giusto?
Sì, questa è la parte domotica, ma stavo rispondendo alla tua frase "creare un impianto che sia tradizionale ma domotico" che era stata tirata fuori parlando di come rendere il sistema funzionante in modo tradizionale quando il sistema domotico è down.
Dici che con KNX è tutto distribuito, quindi non hai un unico punto di failure (e se c'è viene a cadere qualcosa di non essenziale, tipo un controllo via app/cloud). Con HA penso che questo vantaggio tu non ce l'abbia. Non mi sembra possibile pensare di fare un impianto che funzioni sia quando HA è up sia quando HA è down.
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M
Mirko Borsari
Il Thu, 27 Feb 2025 15:38:46 +0100, pozz ha scritto:
bhe certo.
vabbè... un punto di failure c'è sempre, ma anche se non dovesse funzionare HA chissene... l'impianto elettrico in modo tradizionale funziona. Per es. 30min dopo il tramonto mi si chiudono in automantico le tapparelle dei velux... se non va HA non si chiuderanno in automatico, ma io col ditino schiaccio il pulsante e si chiudono.
se non colleghi i moduli ad un hub che li gestisca, di domotico non c'è niente.
ti faccio un es. Potresti prendere una lampada zigbee/wifi che colleghi direttamente senza passare da un interrutture. la colleghi ad tuo hub e decidi di accendere e spegnere dallo smartphone. in questo caso se l'hub non è disponibile non sei in grado di accendere la luce. Se invece usi un modulo che metti al posto dell'interruttore fisico, con il suo bel pulsante di comando, quella luce la potrai sempre accendere dallo smartphone, ma se l'hub è down la comandi dal pulsante fisico.
certo che c'è, è l'alimentatore. e infatti va ridondato e con uno di ricambio nel cassetto
certo... il mio è un impianto tradizionale che funziona in modo tradizionale, ma con un layer sopra che lo "domoticizza", se quel layer viene a mancare, amen, si fa senza ma l'impianto in modo manuale funziona al 100%
A
Adriano
pozz ha pensato forte :
se resti senza rete wifi e vuoi poter accendere e spegnere come faresti?
credo che nessuno ti proibisca di mettere il pulsante ad una certa distanza.
non capisco cosa intendi. con gli shelly puoi usare o la app (quella proprietaria in cloud o home assistant facendo tutto da te) oppure i pulsanti preesistenti.
uno shelly 2 non e' che costi tanto di piu'
davvero non ne capisco cosa intendi. Se l'hub cade (in che senso? crasha? va a fuoco, semplicemente cade la connessione wifi?) qualunque cosa collegata all'hub non funziona piu' e stop. I pulsanti sono per un intervento manuale e sono ovviamente svincolati dal concetto di domotica. Tecnicamente non sei nemmeno obbligato ad installarli, ma se hai problemi all'elettronica ti attacchi al tram.
quando dicevo che sono della parrocchia del "quel che non c'e' non si guasta" cosa pensi che intendessi? ma comunque se hai installato i pulsanti, con il modico sforzo della pressione di un dito, risolvi a manina.
ripeto: quando parlo di pulsanti (o interruttori ecc) secondo te di cosa parlo? se la centralina e' down, o semplicemtne non hai la rete per qualunque motivo (a me un paio di settimane fa e' morta la rete a
2.4 ghz del router. Non per questo non ho potuto azionare le tapparelle o accendere le luci)
mi sembra di aver detto che le luci di casa NON le accendo con la domotica. Se devo entrare in una stanza buia schiaccio l'interruttore ed entro; ci metto meno che prendere il cellulare, aprire l'app e azinare da li'. Mentre se sono comodo sul divano e voglio accendere o spegnere luci che fanno ambiente la app mi puo' tornare utile.
no, con il pensiero. Comincio a pensare che parliamo lingue diverse :-) certo, con il telefono. Se va giu' l'hub ovviamente NON funziona.
allora NON usare la domotica. comunque in tanti anni di shelly (i primi sono gli shelly 1 V1. Avranno 5 o 6 anni almeno) mai avuto problemi con il cloud del produttore. Di mettere home assistant non ci penso proprio. Imho troppo sbattimento
Alla fine non ho capito quali siano i tuoi dubbi. Usa quello che ti pare (shelly, sigbee & Co.) quando l'hub (o il cloud) non funzionano, resti a piedi, se non hai un metodo alternativo manuale.
P
pozz
Il 28/02/2025 00:24, Mirko Borsari ha scritto:
[blah blah]
Intendi un modulo con pulsante, anch'esso Wifi/Zigbee, che va a controllare direttamente, senza intermediari, la lampada?
Il Wifi è una rete che ha uno (o più) punti deboli, nel router o access point. Se dovesse rompersi di sera, non riusciresti ad accendere più le luci.
Zigbee ricordo che necessita di un coordinatore, quindi anche qui c'è un punto debole non indifferente.
Ma penso che abbia comunicato le mie argomentazioni in modo sbagliato.
Un impianto tradizionale mi permette di accendere una luce con un pulsante. Se c'è energia elettrica, l'affidabilità del sistema è quella della lampadina (facilmente acquistabile e sostituibile addirittura dalla signora Maria) e del pulsante (facilmente acquistabile e sostituibile dall'amico fai-da-te-ista).
Se io *non* volessi rinunciare a questa affidabilità e volessi sovrapporre un controllo smart/domotico (per gestire il punto luce da app o in automatico da un sw), cosa potrei fare? Intendo un sistema domotico che, se non funziona, mi permette di interagire con il
*classico* pulsante (che interrompe direttamente la fase del carico).
Secondo me questo è lo scenario migliore: non funziona la domotica (l'alimentatore, l'hub, la rete, un nodo della rete, ecc), ma io posso sempre usare il pulsante alla vecchia maniera (non un pulsante qualsiasi, ma un pulsante collegato in modo tradizionale).
Sì, ma secondo me avere come maggior punto debole un alimentatore KNX è estremamente più rassicurante di avere un (micro)PC su cui gira HA.
Trovare e sostituire un alimentatore KNX penso sia molto più facile che rimetter su, come prima, il sistema hw/sw di un HA. Poi chiaramente dipende dalle competenze che si hanno, ma pensando all'utente medio (la signora Maria), il primo scenario è molto più tranquillo, secondo me.
P
pozz
Il 28/02/2025 07:14, Adriano ha scritto:
[blah blah]
Sicuramente mi sono espresso male e chiedo venia.
Sicuramente siamo d'accordo che un impianto tradizionale con interruttori che interrompono la fase della lampada associata (giusto per fare un esempio) ha una affidabilità molto alta. Cosa può andare storto? Si può rompere la lampada, che addirittura la signora Maria può acquistare nel negozio sotto caso e sostituire con una scaletta, o l'interruttore, che addirittura il marito della signora Maria, notoriamente ozioso ma possessore di un paio di cacciaviti dimenticati chissà dove, potrebbe essere in grado di acquistarlo nel negozio sotto caso e sostituirlo. Oppure può andare via l'energia elettrica, ma lì non ci può fare niente nessuno.
Il mio desiderio è quello di avere un sistema domotico, anche il più complicato e all'avanguardia possibile, ma che, nel caso di malfunzionamento, mi permetta di lavorare con l'impianto *tradizionale*.
Attenzione. Con impianto tradizionale non intendo che ci debbano essere un pulsante che accende una lampada. Se questo pulsante comunica alla lampada di accendersi via Wifi non è la stessa cosa di un impianto tradizionale.
Allora mi chiedo: c'è modo di cablare una lampada (o un qualsiasi carico) con un interruttore in modo tradizionale e contemporaneamente aggiungere uno strato di domotica? Io la vedo difficile.
L'unica cosa che mi viene in mente è sostituire l'interruttore (che interrompe la fase) con un pulsante che comanda un relè passo-passo (da aggiungere). Oltre al pulsante, il relè passo-passo può essere comandato da un dispositivo smart (uno Shelly o simile).
In questo modo, se un dispositivo domotico va giù, il mio pulsante-relè-lampada funziona in modo praticamente tradizionale: se c'è energia elettrica, funziona e se non funziona è facilmente riparabile con roba comune da personale quasi inesperto.
Però questo vuol aggiungere almeno un relè passo-passo per ogni attuazione che voglio far diventare smart.
P
pozz
Il 21/02/2025 09:48, Mirko Borsari ha scritto:
Non ricordo se l'hai scritto da qualche parte. Che lampade hai in corridoio e come controlli la loro intensità?
L
Luis
sono arrivato alla conclusione che è meglio avere 2 impianti completamente separati:
-uno tradizionale magari con un po' di domotica per poche cose, certificato
-uno completamente domotizzato con le cosettine che ci metti tu nel modo che più ti garba senza che nessuno rompa le palle
ovviamente se ristrutturi da zero, e fai mettere 2 sistemi di corrugati separati e indipendenti che non si toccano e non si parlano. o forse si possono anche parlare, giusto per monitorare dall'uno cosa fa l'altro, ma solo a livello dati
A
Andromeda
Il 02/03/25 18:21, pozz ha scritto:
Ma questo comporterebbe, a meno di usare un "ingresso" domotico per avere lo stato del carico, la possibilità di perdere il passo con il sistema domotico e ciò è deleterio soprattutto per il controllo remoto. Mi spiego meglio: per il sistema domotico il carico è spento. Una persona preme il pulsante e accende il carico ma il sistema domotico questo non può saperlo (ripeto, a meno di ulteriori complicazioni dell'impianto). Da remoto si vuole accendere quel carico (che nella dashboard viene riportato spento) e invece, mandando un impulso al passo passo, lo si spegne...
A
Adriano
pozz ha detto questo domenica :
probabilmente mi sono spiegato male io, anche se non capisco cosa possa avere sbagliato. SE ce' un malfunzionamento (e dovresti identificare quale, dei millemila possibili guasti), e hai appena detto che l'interruttore meccanico tradizionale e' molto affidabile, quindi un possibile malfunzionamento e' nell'impianto domotico, non ti resta che usare i pulsanti (o interruttori ecc), se li hai cablati. Altrimenti, tecnicamente parlando, ti attacchi al tram.
ma allora dovresti prima fare un po' di chiarezza e deceidere cosa intendi per malfunzionamento. Ti si scassa il raspberry? domotica inaccessibile. Ti si scassa il wifi? domotica inaccessibile; ti si scassa tutto il router? domotica inaccessibile. Pulsante tradizionale? to', quello funziona ancora.
credo che dovresti prima chiarirti cosa intendi con domotica, quali tipologie di collegamenti sono realizzabili e (soprattutto) se il gioco vale la candela. Imho, una eccessiva complicazione nel cablaggio, aggiunge solo un ulteriore punto di fragilita'
tu credi? e se lo shelly, o chi per esso, schiatta e il suo microrele' resta inchiodato in posizione chiusa? in 30 secondi, oltre allo shely, o chi per esso, ti brucia anche il rele passo passo, esponendoti a rischi anche maggiori
che sarebbe anche il minore dei problemi, se (caso della luce) hai piu' punti di accensione e devi cablare fra tutti i fili di deviatore\invertitore, potrebbe essere anche una scelta preferibile. Ma, come dicevo prima, l'accensione dei lampadari mi sembra l'uso piu' inutile della domotica. Dove effettivamente la domotica potrebbe servire, si ricade nel caso piuttosto diffuso in cui:
1) gli elettrodomestici devono essere smart
2) ogni elettrodomestico\termostato ecc usa un sistema proprietario e quindi non e' necessariamente unificabile in un sistema domotico centralizato.
3) nella migliore delle ipotesi, un tale impianto centralizzato, ti espone al rischio, in caso di malfunzionamento della centralina, di restare senza domotica in tutto e per tutto. E magari restare senza riscaldamento in inverno non e' proprio il massimo dells gioia. quindi, imho, keep it simple.
P
pozz
Il 02/03/2025 19:52, Andromeda ha scritto:
Ed in effetti è vero.
P
pozz
Il 02/03/2025 20:07, Adriano ha scritto:
Su questo diciamo la stessa cosa. Il problema è capire *come* cablare il tradizionale con il domotico.
Ma io ammetto che se ci sono questi malfunzionamenti la domotica non funziona... ovviamente. Quello che vorrei è, però, poter comandare le luci con il pulsantino classico. Ok, devo muovere il culo dal divano, ma almeno non rimango al buio fin quando si risolve il problema (semplifico al massimo).
Infatti è proprio il mio punto di partenza. Se oggi voglio il fallback su un impianto tradizionale, il gioco si complica non poco.
Quindi di volta in volta decidi se accettare il rischio di rimanere senza luce da qualche parte (se è l'illuminazione di sfondo della TV posso) fin quando si risolve il problema del sistema domotico, oppure fai il tradizionale e non fai il domotico (per esempio per la luce del bagno e del living).
Diciamo che anche questa è una possibilità, anche se meno probabile. Tutti questi ragionamenti mi convincono che o fai il figo e accetti il rischio oppure usi il tradizionale. Una tecnica di fallback come si deve non esiste.
Era solo un esempio: accendere un carico.
Correggetemi se sbaglio, un elettrodomestico smart ha un suo meccanismo di fallback integrato. Se non funziona il cloud di Electrolux (se ne esiste uno) o la rete Wifi, puoi sempre premere il tasto per avviare la lavatrice.
Se si rompe anche il pulsante della lavatrice... beh, s'è rotta la lavatrice e porti le mutande sporche dalla mamma fin quando arriva il tecnico o cambi lavatrice (che è più probabile).
M
Mirko Borsari
Il Sun, 2 Mar 2025 18:27:51 +0100, pozz ha scritto:
inizialmente lo avevo fatto con delle lampade gu10 zigbee dell'ikea, e come controllo avevo un modulo fibaro che si occupava di leggere solamente la chiusura del pulsante a muro. Ma fatta così se l'hub salta o le lampade si scollegano etc etc non funzionano più (mai successo a dire il vero). Ho quindi modificato con delle GU10 dimmerabili (osram mi pare) e uno shelly pro dimmer per gestirle. fino ad ora impeccabile.
M
Mirko Borsari
Il Sun, 2 Mar 2025 18:04:38 +0100, pozz ha scritto:
o lan, comunque si.
invece no, perchè, il modulo funziona anche in assenza di connessione. Per capirci, se tu lo togli dalla scatola e lo cabli, funziona!
al contrario.
esatto... ed è quello che avviene anche nel mio impianto, nonostante alcuni elementi siano gestibili anche in modo non tradizionale.
puoi sicuramente creare un impianto come l'ho fatto io sfruttando moduli che funzionano anche senza controller software.
per quanto mi riguarda, funziona esattamente così e deve essere esattamente così.
bhe l'ali con un cacciavite lo sostituisci, un PC è già diverso, anche se... Sono comunque cose diverse, l'ali è qualcosa di fisico, mentre l'hub è un software che andrebbe paragonato alle centrali knx di gestione.
potrebbe, ma comunque la signora maria sempre un tecnico deve chiamare.
M
Mirko Borsari
Il Sun, 2 Mar 2025 19:01:27 +0100, Luis ha scritto:
cosa fai metti due lampadine al posto di una? una tradizionale e una domotica?
A
Adriano
Dopo dura riflessione, pozz ha scritto :
posso dirti che con gli shelly in ormai qualche anno, non ho avuto problemi. Chiaro che se si guasta il singolo dispositivo, quello non lo comandi piu' nemmeno a mano, e l'unica alternativa e' rele' passo passo e pulsanti. E credo sia anche la soluzione meno invasiva dal punto di vista del cablaggio.
per le luci che io definisco "superflue" (luci sopra la lbreria, dietro al tv, e una piantana) ho risolto con lo shelly 1 montanto in una scatoletta da esterno (quelle classiche grige...tanto non sono in vista) in cui ho montato 2 prese e lo shelly. Una presa e' a monte dello shelly e l'altra a valle. Se lo shelly schiatta, se non c'e' rischio di cortocircuito e danni piu' rilevanti, mi basta spostare la spina da una presa all'altra. Va da se' che comunque dovrei aprire la scatoletta per capire cosa sia successo prima di spostare allegramente il collegamento (sgratt sgratt) Pero' appunto sono luci inutili, che fanno solo scena. Non domotizzerei mai i normali lampadari. Non ce ne e' ragione (imho); al massimo, in qualche caso, puo' servire un sensore di presenza e magari un timer di spegnimento, ma (sempre imho) e' un volersi complicare la vita inutilmente. Consumi a parte, che comunque con le luci a led sono modesti, potrei capire delle luci da esterno con sensori di luminosita' e presenza. Io ho un faretto preso al lidl anni fa che fa proprio quello. Altrimenti al buio imbroccare la serratura diventerebbe problematico. Le luci nel giardino, montate tanti anni fa, credo di averle usate non piu' di 2 volte. tanto per vedere se qualche lampadina non fosse da sostituire.
temo di no. Nulla di semplice almeno. E non dimenticare che il guasto puo' essere tale da lasciarti anche senza corrente finche' non lo risolvi. Nel migliere dei casi resti senza corrente in solo una sezione dell'impianto. Nella peggiore resti al buio.
certo. L'elettrodomestico funziona sempre con i classici comandi manuali (anche se non sono necessariamente i classici interruttori di una volta ma passano tramite la scheda elettronica; per questo motivo il tecnico di turno, di solito cambia la scheda di controllo senza nemmeno cercare dive sia il problema). La parte "smart" e' un di piu', che fra l'altro alla classica casalinga di voghera manco interessa piu' di tanto. Mi sembra piu' una funzionalita' adatta al single quarantenne. Oltretutto non e' nemmeno cosi' scontato che un elettrodomestico possa funzionare con un sistema smart diverso da quello proprietario, il che ti preclude la possibilita' di integrare tutto in un solo sistema domotico (un esempio? le caldaie bosh. Alcune almeno. Sono controllabili da app, ma devi usare il suo specifico termostato se vuoi usarle al 100%; io ho un termostato Nest, compatibile opentherm, ma la caldaia non lo e'. Quindi posso comandarla solo on/off e non in modalita' modulante. A casa di mia madre invece ho fatto sostituire il vecchio termistato e le termovalvole specifiche e il tutto funziona al
100%. Solo che il giochino e' costato 1300 euro in piu', fra termostato e termovavole)
beh', dipende. Se a parte la scheda saltata la lavatrice e' in buone condizioni e non vecchissima, e magari anche di un certo costo, la riparazione potrebbe convenire. Se invece e' un catafalco di 15 anni che sostituiresti con meno di 300 euro, direi che la sostituzione sarebbe conveniente*, anche considerando che chi ti porta il nuovo si sobbarca anche lo smaltimento del rottame.
a meno che non sei in grado di fare da te la riparazione, magari seguendo qualche tutorial. Ma se ti serve subito...c'e' poco da fare.
M
Mirko Borsari
Il Mon, 03 Mar 2025 15:22:55 +0100, Adriano ha scritto:
lo stesso problema però ce l'hai se si guasta l'interruttore o il relè.. Diciamo che mi aspetto una vita più breve di uno shelly o affini rispetto a pulsanti e relè "standard", ma comunque mi aspetto una vita ragionevole.
oh diciamo, che se parte lo shelly, bypassarlo non è così complicato (certo non per la sig maria)...
L
Luis
sì ma diverse:
-una ON OFF che potrei non usare mai
-una con tutte le funzionalità possibili: colore, intensità, temporizzazioni, etc.
P
pozz
Il 03/03/2025 10:37, Mirko Borsari ha scritto:
Stiamo parlando di questo[1], giusto?
Quindi questo giochino ti è costato circa 100€ tra lo Shelly, il maggior costo delle lampade (immagino che quelle dimmerabili siano più costose) e il maggior costo del cablaggio.
In particolare sull'ultimo punto. Penso che tu abbia lo Shelly nel quadro principale dove hai sicuramente fase e neutro. Da lì ti sei portato il conduttore della fase commutata per la lampada nel corridoio. Se utilizzi anche i tasti (e immagino di sì) ti sei portato i conduttori del/dei tasti dal corridoio al quadro dello Shelly.
Si semplificherebbe parecchio mettendo lo Shelly vicino alla lampada, buttato in una scatola.
[1]
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M
Mirko Borsari
Il Tue, 4 Mar 2025 08:53:15 +0100, pozz ha scritto:
si.
qualcosa meno, considerando che ho preso il 2PM che mi servirà per gestire un altro gruppo di lampade. Il cablaggio non l'ho toccato, le lampade ho preso le più economiche che ho trovato di marca conosciuta.
in origine era gestito da un relè sempre nel quadro, quindi non ho fatto altro che sostituire quel relè con il modulo.
il semplificare per fare qualcosa che non mi piace non va bene. Il tempo e le bestemmie ce le metto io, quindi preferisco bestemmiare e mettere le cose al meglio possibile. Se possibile preferisco mettere tutto nel quadro e collegato con cavo di rete, dove non possibile allora metto nelle scatole collegati via wifi/zwave/zigbee Considera che l'impianto è nuovo, la fase c'è ovunque e non è così difficile tirare cavi
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