Corrente in serie col tester... :-)

Jul 14, 2005 56 Replies

"PeSte" ha scritto nel messaggio news:BBOBe.20843$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...

se il cavetto polo + lo metto sulla boccola VOHMmA,nn mi segnala nulla!!

Giggi ha scritto:

controlla il fusibile, la portata da 10 A di solito non è protetta, ma con una pila non la hai danneggiata, ha troppa resistenza interna, quella dei mA se hai provato a vedere quanta corrente ti da la pila mettendo l' amperometro tra positivo e negativo, potrebbe essere saltata. Se ho ben capito hai provato la corrente di cortocircuito che ti può dare la pila.

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Mi avete tutti "spiegato gentilmente" che non ho capito la differenza tra serie e parallelo. Avete un po' tutti sbagliato alla grande, poiché è forse l'unica cosa che realmente ho capito dell'elettronica! :-)

E' vero, queste domande quissù possono portare a pensare che io non l'abbia capito, ma in realtà è una vostra errata interpretazione: quello che non capivo è il funzionamento del tester, e quindi ho provato varie combinazioni (che ci volete fare, io vado a tentativi) di cui la prima era quella che pensavo fosse in serie (entrambi i puntali nello stesso punto), mentre la seconda pensavo potesse essere il modo alternativo di funzionamento. Io non so quel che fa il tester al suo interno: magari - ho pensato - quello messo a massa, nella misura di correnti, sarebbe stato ignorato e il tester avrebbe considerato solo il puntale nel punto in cui misurare la corrente: mi sbagliavo, ma che ne sapevo? tuttora non so come funzioni il tester al suo interno, né ho le istruzioni, poiché comprato da un cinese. (magari le cerco su internet)

Ringrazio te, Pekilan, per avermi ricordato il paragone corrente-acqua (ma ti assicuro che l'avevo già sentito un bel po' di volte ;-D), Ancis e [Frank] per le risposte utili e i consigli e Matricola per il supporto morale (ma non preoccuparti, io non sono il tipo che se la prende: solo avrei sperato fossero state più divertenti le risposte... ;-D).

E' quello che credevo di fare mettendo i due puntali nello stesso punto. Ora che Ancis mi ha fatto riflettere, facevo una cretinata: mettevo solo una resistenza (quella interna del tester) su un ramo aperto (R=oo). Invece dovevo _interrompere_ il circuito e collegare il tester in serie.

Fatemi capire una cosa, allora: se voi avete un circuito stampato, già alimentato e volete misurare la corrente in un punto, dovete: a) togliere l'alimentazione (non credo sia sempre facilissimo); b) dissaldare qualcosa dal circuito (magari da un circuito industriale); c) alimentare; d) misurare (non molto agevolmente, dato che bisogna tenere i puntali e il componente in mano); d) ri-saldare quel qualcosa; e) rialimentare. Mado'! Va be', si può evitare di dissaldare un componente, a patto di rompere una pista... :-P

Io spesso, poiché sono agli inizi, ho voglia di vedere quanto vale la corrente qui e là in un circuito costruito da altri e di cui ancora non capisco tutto. Ogni volta dovrei dissaldare e risaldare un pezzo??

Più vado avanti, e meno riesco a comprendere come lavorino "male" gli elettro(tec)nici. Essendo un informatico, noto un'enorme differenza tra i due lavori. Intendo differenze di comodità lavorative. Io, dovessi lavorare nel vostro settore, a quest'ora starei già cercando di inventare qualcosa per sostituire basette/saldatore eccetera.

Da quel che vedo, ad es., se non ci fosse il metodo "stira e ammira" praticamente tanti aspiranti hobbysti sarebbero tagliati fuori dalla creazione ex-novo di un circuito su basetta. Anche un newbie come me, con tale metodo, può prensare di costruirsi il suo circuito su basetta simile a queli industriali, e non più su breadboard/basetta millefori.

Non a caso questo metodo sta avendo molta considerazione.

Ora quest'altro obbrobbrio: dover rompere per effettuare una semplice misurazione di corrente. Possibile non ci siano altri modi?

Io, come detto, di elettronica non ne capisco ancora molta. Quindi non saprei se non sia possibile (sembrerebbe di no). Fatemi pensare...

Uhm... Vedete un po' quante cazzate tiro fuori in 5 minuti:

1) Nel punto x c'è la corrente da misurare I 2) Tra x e massa c'è un'impedenza Z1 (è corretto dir ciò? mah) 3) Collego uno strumento *in parallelo* tra x e massa 4) Di questo strumento conosco l'impedenza Z2 e posso misurare la corrente I2 che lo attraversa quando è connesso al circuito 5) I sarà data (per Kirchhoff)da I1 + I2, con I1 = I2 * Z2 / Z1

I2 potrebbe essere ottenuta con un normale amperometro. Z2 (dovrebbe esser nota a priori) e Z1 con un normale ohmetro.

Ecco, questo strumento - se funzionasse, ma ho seri dubbi, dato che, si sa, le idee che si ritengono geniali o sono già state pensate oppure sono cretinate (cit.) ;-D - verrebbe connesso *in parallelo* per agire da "amperometro". Che ne potevo sapere io, se il tester non funzionava in modo simile? All'inizio pensavo che bastasse mettere un unico puntale in cui voler misurare la corrente, e avrebbe fatto tutto lui...

{caso mai dovesse funzionare il prototipo di cui sopra, sappiate che è sotto licenza GPL, quindi non potete brevettarlo! ;-D}

Il fondo scala dovrebbe essere tipico dei tester analogici, giusto? Quello che uso io è digitale, abbastanza noto (anche in questo ng): il DT9205A. Ha due "boccole" per la misurazione di correnti: una, da quel che intuisco :-D, è per grandi correnti ed è "unfused" (immagino voglia dire non protetta da fusibile :o) ), mentre l'altra col fusibile arriva fino ai mA. (perché mettere il fusibile sulle correnti minori? mah ;-D)

Va be', cerco di approfondire prima un po' di teoria e poi passo alla pratica, altrimenti le bastonate me le meriterò sempre. ^_^

Vi saluto, parto per le vacanze. :-)

M.

Mado'... per fortuna non ho una cantina :)) E quando ho a che fare con la tensione di rete, invece che coi max 12 volt che ho :), sto moolto più attento. Quindi non mi vedrete saltare in aria, né in cantina né altrove! ;P

Comunque, non preoccuparti: il pensiero di "essere tritato" non mi tange minimamente. Purtroppo so di gente che invece se la prende per simili cose e può arrivare anche ad abbandonare quello splendido strumento che è usenet, quando non tutta internet... grazie del pensiero, quindi.

Chi non posta, non esiste! ;-)

Ciao, M.

"Michele" ha scritto [iper-mega-cut]

[ri-mega-cut (marò, quanto scrivi!! :)))]

Dal basso della mia poca esperienza (sarò sempre una matricola in elettronica, essendo informatico come te :) ho sempre dissaldato mezza resistenza - che è la cosa più banale da sostituire - per poter poi ficcare in mezzo il multimetro e misurare (in linea di massima) la corrente assorbita dal circuito. Se è SMD sei costretto a toglierla del tutto, a meno che tu non sia un Copperfield del saldatore. :D Una sonda attaccata alla resistenza e l'altra sul punto dissaldato della stessa. Se possibile cerco di dissaldarne una che si trovi più a monte possibile, quanto più vicino allo stadio di alimentazione del ramo di cui voglio misurare l'assorbimento. Se non è una resistenza è un diodo, credo vada bene lo stesso.

Beato te, a me se ne parla a settembre. :(

Buone ferie. :)

Vado a cercare una resistenza sul percorso e misuro la tensione ai suoi capi. Applicando la legge di ohm I = V/R, nota la resistenza (la leggo sul componente), ho la corrente. Lavorando con i potenziali, e qualche calcolo di teoria delle reti, si riesce a fare svariati misurazioni di corrente senza smontare nulla. Naturalmente aiuta avere in mano lo schema del circuito.

Del resto come pensi che funzioni al suo interno il tuo "amperometro" ? Non fa altro che misurare la tensione ai capi di una resistenza di valore noto ...

Pekilan

Un bel giorno, Pekilan ebbe l'ardire di profferire:

Beh, il tester fa così. Un "amperometro" usa proprio la corrente per far muovere l'ago. Anzi, un voltmetro solitamente è in realtà un amperometro... Questo perlomeno se parliamo di strumenti analogici.

IBM: Incredible Bowel Movement News 2000 [v 2.06] - http://www.akapulce.net/socket2000

"gnat" ha scritto nel messaggio news:db8fnu$lkg$ snipped-for-privacy@news.newsland.it... , quella dei

ho fatto cosi boccola rossa su A quindi ho messo su A esempio con una pila di 1,5 ai due capi della pila +e- segnala 0.130 A sposto su mA segnala

1.30 mA nn si trova!!

"Giggi" wrote in news:T4cCe.169501$ snipped-for-privacy@news4.tin.it:

Se fosse un amperometro ideale misureresti la corrente di cortocircuito. In realtà lo strumento ha una resistenza interna non nulla che dipende dalla portata scelta.

AleX

"AleX" ha scritto nel messaggio news:I1dCe.77281$ snipped-for-privacy@news3.tin.it...

in parole povere come dovrei misurare l'amperaggio della pila??

"Giggi" wrote in news:YddCe.169639$ snipped-for-privacy@news4.tin.it:

La corrente è limitata dalla resistenza interna della pila e dalla resistenza dello strumento.

In genere è una pessima idea fare quel genere di misura, perchè a priori non sai quanto è la corrente massima e potresti rimetterci lo strumento. (Successo a un mio amico che voleva misurare la "corrente" della batteria dell'auto).

Semmai dovresti usare una resistenza nota (e di adeguata potenza), almeno puoi calcolare la corrente massima che può circolare e scegli la portata dello strumento di conseguenza.

Ma come mai ti interessa la corrente della pila?

AleX

"AleX" ha scritto nel messaggio news:sqdCe.77326$ snipped-for-privacy@news3.tin.it...

mi è stana sta cosa!mi credevo che includeva una resistenza interna,rapportata alla misura! Quindi quando vogliamo fare quel tipo di misura:pile,batterie dell'auto.... dobbiamo utilizzare una resistenza!

imparare usare lo strumento,incominciando da 0!

"Giggi" wrote in news:RLdCe.169726$ snipped-for-privacy@news4.tin.it:

No, l'amperometro "ideale" ha resistenza interna nulla. Cosi come il voltmetro ideale ha resistenza interna infinita. Questo è immediatamente chiaro se pensi alla inserzione dei due strumenti: amperometro in serie (misura il passaggio di corrente), voltmetro in parallelo (misura una differenza di potenziale tra due punti). Le resistenze degli strumenti non devono alterare il circuito di misura. Nella pratica si parlera di resistenza interna molto piccola (amperometro) o molto grande (voltmetro), in rapporto a quella del circuito sotto misura.

Si. Nel tuo caso la resistenza è stata quella dello strumento, ma è un approccio un pò rischioso per lo strumento stesso.. ;-)

Beh, allora prima ancora di imparare a usare lo strumento serve un ripassino di base: una pila fornisce una certa differenza di potenziale, ma la corrente che eroga dipende da cosa ci colleghi (è un generatore di tensione, non un generatore di corrente). Se, al limite, la resistenza fosse nulla il tuo generatore ideale erogherebbe corrente infinita (e il tuo amperometro probabilmente passerebbe a miglior vita...)

Nella pratica questo non è possibile, la pila ha una sua resistenza interna sulla quale, quando scorre corrente, hai una caduta di tensione quindi la tensione hai capi della pila non è costante ma si abbassa in funzione del carico. La resistenza interna ti limita la corrente massima erogabile che viene detta corrente di cortocircuito.

Ecco perchè mi suonava un po' strana la richiesta di voler misurare la "corrente della pila".

Dai un occhiata ai parametri delle pile:

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Ciao, AleX

AleX ha scritto:

Non è nulla... pensa che io un anno e mezzo fa ho lasciato di default la boccola del positivo su mA ed ho messo i puntali del tester nella presa di casa per misurare la corrente...

Ciao

Artemis

Si e' vero. Collegato internamente per funzionare da voltmetro che poi misura la ddp ai capi di uno shunt :-)

Pekilan

Artemis wrote in news:mogCe.169934$ snipped-for-privacy@news4.tin.it:

/MODO PIERINO_NON_LEGGERE! ON

mi sembra di averti già raccontato di quello che volendo sentire il 50Hz della rete.... collegò un altoparlante alla presa di corrente ... :-)))

/MODO PIERINO_NON_LEGGERE! OFF

Ciao, AleX

No, è il contario.

Daniele Orlandi

Pestando alacremente sulla tastiera Pekilan ebbe l'ardire di profferire:

No, la resistenza di un volmetro che usa uno strumento analogico è in serie.

IBM: Intensely Boring Machines News 2000 [v 2.06] / StopDialer / PopDuster - http://www.socket2000.com Akapulce portal: http://www.akapulce.net

"AleX" ha scritto nel messaggio news:fegCe.77560$ snipped-for-privacy@news3.tin.it...

Io parlavo se era dotato di una resistenza interna e misurando la corrente te la segnalava gia sottraendo la misura di questa resistenza. Credevo avesse questa resistenza proprio per la protezione del circuito!!

confused ;) mi dai un link con una guida dettagliatissima su quest'argomento?? Ripeto:quindi si puo misurare la corrente,solo se è iterposto fra i due poli una resistenza???

quindi sapendo la resistenza interna,vedendo dal datasheet ,mi sembra 146 mOHM, posso calcolarmi la corrente reale che eroga la pila ??

Ad uno shunt per la misura di 10A ?!? :-)

Forse vi siete persi un passaggio ... nella frase "collegato internamente per funzionare da voltmetro" c'e' la parte in serie. Ma poi lo strumento "voltmetro" ottenuto, per misurare i 10A misura la ddp ai capi dello shunt. Generalmente per shunt (almeno noi) si intende una resistena di bassissimo valore ed alta potenza appositamente per la misura di alte correnti. Scusate quindi se mi sono spiegato male.

Pekilan

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