collegare 6 altoparlanti per diffusione sonora

Jul 04, 2007 35 Replies

Come fai a dire che ridurre la potenza a un terzo =E8 "accettabilmente poco", senza nemmeno sapere quanto =E8 la disponibile e quanto la necessaria?

Se gli altoparlanti fossero raggruppati e tu ti trovassi ad una distanza molto maggiore del loro disassamento; ma nel caso in questione mediamente senti un altoparlante alla volta, quindi un terzo di potenza.

Forse per riuscire a utilizzare la potenza massima dell'ampli.

Dove l'hai preso 'sto 15W per canale?

Detto senza senza sapere la superficie dei locali, l'assorbimento acustico, il rumore di fondo, la pressione acustica richiesta, la tua =E8 chiaroveggenze per la quale io non sono attrezzato. Per questo mi sono limitato a proporre una soluzione ottimizzata, e non a darne una di fantasia.

Ai tuoi amici piacer=E0 essere presi in giro, o forse hanno pazienza con te.

Tu lo sai certamente, ma per toglierti la voglia di scherzarci intorno e per essere un po' utile agli altri lettori, preciso che l'impedenza effettiva di uscita dell'ampli =E8 praticamente zero. Il carico deve essere adattato al meglio all'impedenza di uscita nominale. Una impedenza di carico pi=F9 bassa della nominale impedisce di _utilizzare_ la potenza massima per eccessiva richiesta di corrente, e potrebbe procurare danni ai finali. Una impedenza di carico pi=F9 alta della nominale impedisce di _ottenere_ la potenza massima per mancanza di tensione, e a parte questo, non ha altre controidicazioni, salvo un remoto rischio di avere instabilit=E0.

Ciao.

lucky

Mi ripeto. L'impedenza effettiva di uscita dell'ampli =E8 praticamente zero. Il carico deve essere adattato al meglio all'impedenza di uscita nominale. Una impedenza di carico pi=F9 bassa della nominale impedisce di _utilizzare_ la potenza massima per eccessiva richiesta di corrente, e potrebbe procurare danni ai finali. Una impedenza di carico pi=F9 alta della nominale impedisce di _ottenere_ la potenza massima per mancanza di tensione, e a parte questo, non ha altre controidicazioni, salvo un remoto rischio di avere instabilit=E0.

Certo che se ne parla. Ma ha rilevanza in questo thread?

Ciao.

lucky

1) parto dalla ipotesi che la potenza iniziale applicata a un diffusore per canale sia sufficiente. Se questa ipotesi non =E8 verificata, tutto il discorso salta. 2) Interpreto la affermazione di Luca 'sonorizzare un negozio' e 'sottofondo' alla lettera, non come 'sonorizzare un centro commerciale' e 'a volume alto'.

=E8

Vedi punto 2) sopra.

Parlavi di "adattamento di impedenza", che come ben sai significa un'altra cosa. "Adattare un carico" a una impedenza di uscita praticamente nulla =E8 una affermazione che ha qualche significato?

"Utilizzare la potenza massima dell'ampli" lo si fa in base alla massima corrente che =E8 in grado di fornire, non "adattando l'impedenza". Ammesso che sia necessario, in questo caso, cavarne molta potenza.

Sorry, avevo letto 50 watt e pensavo che si riferisse alla potenza dell'ampli. Resta il fatto che se la potenza bastava per due

Se per te fare ragionevoli ipotesi in base alle informazioni date =E8 chiaroveggenza, il mondo =E8 pieno di chiaroveggenti e in altre condizioni probabilmente anche tu lo sei. In questo caso faccio la ragionevole ipotesi che tu non abbia voglia di esserlo. :-)

In base a quanto dice e chiede Luca, ipotizzo che l'ambiente non vada oltre i 100 m^2 (ma mi fermerei anche a met=E0) e che non ci siano rumori di segheria ne terremoti in atto. Pu=F2 anche non essere cos=EC, ma =E8 l'eventualit=E0 sicuramente molto meno probabile.

Chi posta qui per chiedere informazioni su come attrezzare un negozio difficilmente sta pensando a un centro commerciale o a un grosso discount.

Quanto ai dati tecnici (fattore di cresta) difficilmente sar=E0 superiore a quello di un rumore bianco su tutta la banda audio, non credi? e che un watt (medio) sia sufficiente a dare buoni volumi di ascolto, anche con sistemi poco efficienti, =E8 una cosa che molti si rifiutano pervicacemente di accettare, ma =E8 un fatto.

Ottimizzata in base a cosa? Consideri anche rapidit=E0, praticit=E0 di realizzazione, maggiore o minore competenza e abilit=E0 di chi deve operare, e, perch=E9 no, la sacrosanta pigrizia?

Quanto alla fantasia, se applicata sui dati che si hanno e nel ripsetto delle leggi fisiche, pu=F2 essere una risorsa molto pi=F9 utile della ragioneria.

Forse non hai letto tutto: avevo specificato 'audiofili'. Tutto quello che suona arcano e complicato se lo bevono. Qui da noi in genere sono informatici.

Bravo!. Ma forse si era capito. ;-)

Certo ricorderai che "l'impedenza di uscita nominale" non ha lo stesso significato di "impedenza di carico nominale". Mi pare che tu confonda le due cose. 8 ohm (o 4 ohm, o quello che sia) si riferisce alla seconda, non alla prima. La prima ha il valire che hai detto tu.

Ecco perch=E9 non si pu=F2 "adattare le impedenze".

"Adattamento di impedenza tra generatore e carico" descrive, e certo lo sai, l'uguagliare impedenza dei due per il massimo trasferimento di potenza. Quello che si fa, lo ripeto, =E8 scegliere una impedenza di carco in base alla massima corrente che l'ampli pu=F2 fornire, e cehe con la sua impedenza di uscita - se non =E8 un troiaio -c'entra poco o niente.

Detto questo, =E8 ovvio che la soluzione che proponi tu mette a disposizione pi=F9 potenza (ma anche la soluzione 2+1 proposta da altri, che ha il difetto della disuniformit=E0) Quello di cui fortemente dubito =E8 che sia necessario in questo caso.

Molto remoto. Ho usato amplificatori audio (fatti decentemente) per usi non audio sui carichi pi=F9 strani e assurdi. Ho trovato instabilit=E0 solo con carichi capacitivi puri e molto, molto alti. Su impedenze altissime, a volte essenzialmente induttive, mai avuto problemi.

Ciao

Tullio

In conclusione:

1) La tua soluzione pu=F2 essere impiantisticamente pi=F9 facilmente realizzabile. 2) Per l'aspetto elettrico non hai indicato alcun vantaggio, e hai sollevato un fumus di ipotesi per dimostrare che gli svantaggi che comporta, tutto sommato, sono accettabili. Ma svantaggi restano.

Ciao.

lucky

Pu=F2? :-)

Qualcuno ha gi=E0 sottolineato l'invalsa abitudine di trasformare i fatti in opinioni. Ora pare che anche le constatazioni possano diventare ipotesi, e per di pi=F9 fumose.

Affermare quindi che "adattamento di impedenza" sia un falso problema e che "adattare l'impedenza" in apparecchi audio sia una gran menata =E8 una "fumosa ipotesi"

Dire che una potenza di un watt medio fornita a un diffusore =E8 pi=F9 che sufficiente per un volume di ascolto normale, fino a distanze di vari metri, =E8 una fumosa ipotesi.

Dire che un negozio non =E8 un campo di calcio =E8 una fumosa ipotesi.

Eccetera...

Quanto agli svantaggi, non posso negare, ad esempio, che una panda sia in assoluto in svantaggio, rispetto a un cayenne.

Per=F2 se mi serve solo per andare da casa al bar, siamo sicuri che sia in svantaggio? A meno che lo scopo non sia di esibire agli amici del bar il cayenne, naturalmente turbo, e magari col divano a due posti montato sul tetto :-)

Ciao

Tullio

S=EC, "pu=F2". Perch=E9 impiantisticamente potrebbe essere irrilevante, dipende da elementi che non conosciamo.

Qui o ti sbagli o vuoi difendere l'indifendibile. Ti ho gi=E0 detto che adattare l'impedenza in campo audio, non solo hifi esoterico ma anche PA spartano, significa adattare l'impedenza di carico a quella nominale. Se vuoi puoi inventare un altra locuzione che ti piaccia di pi=F9 e promuoverla, ma attualmente collegare variamente gli altoparlanti o introdurre trasformatori e resistenze per mandare d'accordo ampli e alto, si dice "adattare l'impedenza". O mi vuoi lasciar pensare che per te ad un ampli si pu=F2 collegare qualsiasi cosa, tanto gli ohm e i watt sono tutte fisime da audiofili rintronati?

Ti ho gi=E0 risposto. Non hai nemmeno dati a sufficienza per dire che la potenza disponibile =E8 sufficiente e vuoi sostenere che ne basta di meno! Una logica tutta tua!!

I campi di calcio ce li stai mettendo tu. Ti stai allargando, come fa il fumo.

Ma cosa c'entrano!! Ti stai allargando, come il fumo.

In sintesi: niente di nuovo.

Ciao.

lucky

S=EC, in effetti dal punto di vista dell'essenza del fondamento potrebbe essere azzardato darlo per certo.

=E8

Ti ho gi=E0 detto che "adattare le impedenze" significa ben altra cosa che dimensionare il carico in base alla massima corrente fornita dall'ampli. Se proprio vuoi, puoi parlare di scegliere una impedenza di carico pi=F9 vicina possibile a quella 'nominale', o, prometto che =E8 l'ultima volta che lo ripeto, dimensionare l'impedenza di carico in funzione della massima corrente disponibile. Questo =E8, casomai, adattare una impedenza a una corrente, non 'adattare le impedenze', che ha un significato ben preciso, e non =E8 quello che intendi tu.

A proposito, perch=E9 hai deciso che era 8 ohm ? e se fossero 4? oppure

16? e se i diffusori fossero ad alta impedenza per PA? Se l'ampli fosse a 8 e i diffusori a 4 e fosse opprtuno un montaggio in serie? e con diffusori a 16 ohm e uscita a 4 ohm non sarebbe meglio averne tre in parallelo? chi ti dice che il singolo AP sia 'adattato' all'ampli, per cui sarebbe opportuno mettere i diffusori in parallelo? Non dicevi di non possedere il dono della *chiaroveggenza*?

Non mi dire che hai fatto anche tu delle *ragionevoli ipotesi*! Perch=E9 facevi finta di non conoscerle?

Non si tratta di scegliersi una terminologia personale. Una terminologia esiste gi=E0 ed =E8, almeno in questo caso, univoca.

Non star=F2 a ripetere cosa significa realmente 'adattare l'impedenza' e che l'impedenza dell'ampli non c'entra un forbito tubo, N=E8 che la 'impedenza di carico nominale' di un ampli audio non =E8 un valore reale, ma solo un valore stimato in base alla corrente vera o presunta che pu=F2 fornire al carico. E perch=E9 se qualcuno ci legge ancora lo sa bene quanto me e te, e perch=E9 tu la continuerai a rigirare. Non era pi=F9 semplice e banale ammettere che quella dello 'adattamento di impedenze' ti era sfuggita senza volere?

Dove lo avrei detto? Che =E8 che si allarga come il fumo? Ribadisco semplicemente che solo qualche audiofilo, e neanche tutti, penserebbe di 'adattare le impedenze' tra ampli e diffusori, e mi piacerebbe vedercelo in pratica. Magari si potrebbe 'adattare' anche l'impedenza caratteristica dei cavi di potenza? (altro suggerimento di un certo successo tra certi audiofili :-)

che

E io ti ho gi=E0 detto (puoi verificare) e te lo ripeto in altri termini: se consideriamo che la potenza possa essere insufficiente gi=E0 in origine, smettiamo subito di manipolarci i genitali. Se in origine =E8 sufficiente, le perdite connesse al collegamento pi=F9 semplice e banale non saranno tali da rendere il tutto inutilizzabile.

Dici? Grazie!

Esiste una figura retorica chiamata iperbole, sono convinto che la conosci. Chiariamo meglio.

Immagina di disporre 6 diffusori 6 in modo che la distanza tra due vicini sia compresa tra 4 e 5 metri (un ascoltatore posto a caso ne avr=E0 almeno uno a meno di 2-2,5 metridalle orecchie) Considera le varie forme *ragionevoli* che possa assumere l'area di un negozio (un rettangolo lungo e stretto, una 'L', due rettangoli interlacciati, un quadrato, persino un croce). Fatti qualche immagine mentale se non vuoi fare i conti, ma trovi aree tra 70 e 100 metri quadri, a spanne ma non tanto. Basta per un negozio? Quale =E8 secondo te la percentuale di negozi con un'area maggiore? O stai pensando a un campo di calcio? (ecco l'arcano!)

Esiste una figura retorica chiamata metafora, sono convinto che conosci anche quella. O non ti =E8 familiare il ragionare per esempi e analogie?

Non ce n'era bisogno. E non ce ne sar=E0 bisogno da qui in poi.

Ciao

Tullio

Sono dati fornito da chi ha aperto il thread nel primo post. Potrebbero essere sbagliati, ma sia io che _TU_ siamo partiti da l=EC a fare i conti.

Guarda, se vogliamo entrare nel merito e fare i brillanti, siccome l'ampli non =E8 un sistema lineare, in quanto limita in tensione e corrente, la definizione classica di adattamento di impedenza, che significa cercare la condizione per ottenere il massimo trasferimento di potenza, funziona benissimo. Con l'impedenza di carico nominale si ottiene il massimo trasferimento di potenza. Con impedenze di carico diverse dalla nominale, intervengono le non linearit=E0 e la potenza trasferita diminuisce.

In origine =E8 disponibile un ampli con in totale tra sinistro e destro una potenza disponibile che chiamiamo Pd. Non so se =E8 sufficiente o insufficiente e quindi cerco una soluzione che, con i componenti che ho, mi consenta di utilizzarla al pi=F9. Individuo la soluzione (1+1)//(1+1), (1+1) che utilizza fino a

0=2E75Pd . Tu fai l'ipotesi, infondata, che di potenza ce ne sia in abbondanza e proponi la soluzione (1+1+1), (1+1+1) che utilizza 0.33Pd, meno della met=E0 dell'altra soluzione. Quindi con la mia soluzione la potenza ottenibile potrebbe essere sufficiente e con la tua no, ma non viceversa. Per quale motivo pensi sia meglio la tua? Nota che l'ipotetico vantaggio della maggiore superficie radiante non =E8 un'esclusiva della tua soluzione, vale per tutte.

Le hai scoperte da poco e le vuoi sfoggiare?

Ciao.

lucky

RAGAZZI....

per ora provo a collegarli inserie di 3, poi vi farò sapere.... grazie a tutti delle risposte, non volevo creare tanto scompiglio. pensavo fosse una cosa più banale... ciao e grazie a tutti luca

Ci conto!

Nessuno scompiglio, normale amministrazione ;-)

E' molto probabile che sia banale come pensavi. Facci sapere comunque i risultati.

Ciao

Tullio

Scompiglio un po' s=EC, ma neanche tanto. Probabilmente tutte le soluzioni apparse nel thread vanno bene, o almeno non fanno danni. La discussione che si =E8 scatenata verte sulla possibilit=E0 di affermare che una soluzione sia meglio dell'altra basandosi sulle sole informazioni disponibili nel thread. Discussione accademica. E' cosa ormai astratta dal tuo quesito.

Buon lavoro.

Ciao.

lucky

mi dispiace di non poter provare le varie soluzioni con calma, per vedere quale è la migliore. ovviamente se la prima funziona.... arrivederci e grazie. l' impianto era stato predisposto per funzionare con un sistema my-home (e qui si che gli amanti dell' hi-fi rabbrividiranno) ma poi il cliente ha voluto risparmiare... ciao grazie luca

Caro Tullio, non perdere tempo con chi ha tempo da perdere per discussioni oziose esprimendo concetti errati e fuorvianti... Certo, è giusto che la gente possa distinguere tra chi sa ciò che dice (v. sotto) sapendo anche riconoscere i propri errori e chi non sa ma vuole comunque portare avanti le sue teorie. Credo, comunque, che basti leggere qualche post (mica tanti...) per poter operare la distinzione.

Con questo passo e chiudo la discussione.

Buona giornata! Gianluca

Non temer mai di dire cose insensate. Ma ascoltale bene, quando le dici. (L. Wittgenstein) Wovon man nicht sprechen kann, darüber muss man schweigen (L. Wittgenstein) [Grazie, Franco!] - Vi prego, quotate solo l'essenziale. Grazie! -

Mi sento coinvolto dalle tue affermazioni. Se ti riferisci ad altri scusa in anticipo.

dice

Io e Tullio abbiamo avuto una discussione, ma nessuno dei due =E8 andato oltre qualche battuta sarcastica nei confronti dell'altro. Tu che bisogno hai di offendere uno per difendere l'altro?

Sei sicuro di aver almeno letto e capito il senso della discussione in questione?

Non basta evocare una citazione per esserne maestro.

Ciao.

lucky

Fa piacere vedere che hai colto il punto centrale di quel che volevo dire, anche se poi il discorso si =E8 allargato per il gioco del botta e risposta: prima le soluzioni semplici, a complicarsi la vita c'=E8 sempre tempo :-)

Lasciali rabbrividire. Capita spesso di rabbrividire per quello che loro affermano e fanno, mi pare il giusto contrappasso ;-)

Capita. E' forse lucchese? :-p

Ciao

Tullio

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