Si chiama produttivita` :-)
Cosi` pochi? :-). Dovro` rivedere i miei criteri :-D
Si chiama produttivita` :-)
Cosi` pochi? :-). Dovro` rivedere i miei criteri :-D
"Franco" ha scritto nel messaggio news:bs028u$82l7t$ snipped-for-privacy@ID-60973.news.uni-berlin.de...
Pensavo si trattasse di ricatto.
Ti potra` sembrare inverosimile, ma quella e` solo la tua opinione. Se poi leggi quello che ho scritto, vedi che non ho detto che non avessero contatti. Ho detto che l'industria non ha avuto nessuna forma di coinvolgimento.
Certamente quella trentina di docenti universitari di elettronica che hanno lavorato sulla riforma di ingegneria elettronica erano ovviamente degli stupidi. E` un vero peccato che non abbiano interpellato te :-).
Per la prossima riforma si sapra` chi interpellare!
Le tue sono idee nobili, ma senza fondamento e attinenza con la realta`.
Se lo dici tu, con la tua profonda conoscenza del mondo universitario, sicuramente e` un ricatto.
Non sparlare su cose che non conosci bene. Essere uno studente unversitario non vuol dire conoscere come funziona l'universita` "dall'altra parte della cattedra"!
Beh, se consideri i rapporti di molti docenti universitari con svariate industrie allora dire che le industrie non erano coinvolte direttamente è solamente una questione grammaticale.
Il fondamento con la realtà esiste visto che quello che sta succedendo è proprio quello che uno si sarebbe in modo elementare aspettato dall'introduzione della riforma:
"tanti ingegneri a basso costo per l'azienda".
Mi fa piacere che tu consideri le mie idee associate al lemma con i seguenti possibili significati.
Lemma: nobile Sillabazione/Fonetica: [nò-bi-le] Etimologia: Dal lat. nobi°le(m), propr. 'noto, conosciuto', corradicale di nosce°re 'conoscere' Definizione: agg.
1 che, per nascita o per privilegio concesso da un sovrano, appartiene o apparteneva nel passato alla classe sociale superiore: famiglia nobile; essere di nobile stirpe; nobil uomo, nobiluomo; nobil donna, nobildonna | proprio di chi appartiene a tale classe; signorile: un portamento nobile 2 (estens.) che possiede o manifesta finezza, elevatezza, generosità di sentimenti: animo, cuore nobile; una nobile gara; sentimenti nobili; un gesto nobile e disinteressato 3 detto di animale o di cosa, che si distingue per un particolare valore o per l'eccellenza della sua natura: il cavallo è uno degli animali più nobili; una nobile tradizione | piano nobile, nei palazzi gentilizi, quello più ricco e sontuoso, dove erano gli appartamenti della famiglia padronale, per lo più sovrastante l'ammezzato 4 (chim.) si dice di certi elementi che reagiscono o si combinano difficilmente con gli altri: metallo, gas nobile ¶ s. m. e f. chi appartiene a famiglia nobile; chi è insignito di un titolo nobiliare: i nobili e i plebei; Leopardi era un nobile; un nobile decaduto. DIM. e SPREG. nobiluccio PEGG. nobilastro, nobilotto § nobilmente avv. con elevatezza d'animo; con generosità | con dignità, signorilmente.Ad ogni modo saresti per piacere così gentile da espormi il motivo per cui l'involucro descritto in uno dei post più sotto debba essere connesso a terra?
Ciao
Stefano
"Franco" ha scritto nel messaggio news:bs036t$857dk$ snipped-for-privacy@ID-60973.news.uni-berlin.de...
Una azione illecita rimane tale anche se ci sono stati dei motivi per averla intrapresa.
Data la tua innata sensibilità al problema degli studenti non avrai certamente il bencheminimo dubbio nell'affermare che un tale comportamento da parte dei docenti sia immondo.
Ciao
Stefano
No, e` una questione sostanziale. Non conosci il mondo universitario e come e` nata e si e` sviluppata la riforma. Se vuoi credere di sapere come sono andate le cose, liberissimo, ma tieni presente che nella realta` quelle sono solo tue idee, la faccenda non e` andata cosi`.
Se mi permetti un inglesismo, bullshit! Non hai la minima idea di che cosa ci fosse dietro. L'industria era l'ultima delle preoccupazioni, tant'e` vero che non ci si e` proprio preoccupati di quella :-)
Se ben ricordo hai delle notevoli lacune di compatibilita` elettromagnetica (l'impedenza d'onda adesso l'hai imparata, ma dovresti conoscere ancora tante altre cose) e la questione non e` facilmente spiegabile in un messaggio se l'interlocutore non ha lo stesso linguaggio di comunicazione.
Se dici che in teoria non dovrebbero essere collegate, vuol dire che hai un modello teorico che sfortunatamente non e` il mio. Vivi felice con quello :-)
Che cosa c'e` di illecito?
Non ho capito a cosa ti stai riferendo. Al fatto che se ne bocciano il
40%? E` immondo certamente, dovrebbero essere tutti promossi (cosi` anche tu sei contento :-))"Franco" wrote in message news:bs058t$89lc1$ snipped-for-privacy@ID-60973.news.uni-berlin.de...
Non so cosa intendesse Stefano, ma per il mio modo di vedere e' "immondo" e "illecito" (virgolette obbligatorie) che se ne promuovano il 60%, l'80% o anche il 100% se quelle percentuali sono ottenute in certi modi. Ovvero, se ad un appello si presentano il 90% di impreparati, giustizia vorrebbe che vengano bocciati il 90% dei candidati. Se all'appello dopo si presentano il
90% di studenti preparati, sempre secondo giustizia il 90% devono venire promossi. Nella moderna universita' si puo' fare cosi'? Io non sono un docente, non saprei dirlo con sicurezza, ma se devo andare a sentimenti direi di no. Solo che non sono tanto sicuro che la risposta cambierebbe parlando di vecchio ordinamento: probabilmente bisogna andare indietro di molti anni per trovare una risposta affermativa. Ma proprio perche' non sono nell'ambiente universitario, chiedo a te che invece ci sei di soddisfare una mia curiosita': e' vero, come dicono in qualche post sopra, che per motivi finanziari ci sono pressioni da parte degli organi accademici perche' la percentuale di promossi non scenda sotto un certo limite? Vedi, secondo me non c'e' nulla di sbagliato nell'auspicare un numero minimo di promossi, quello che potrebbe essere sbagliato e' il modo in cui lo si ottiene. Da quel che vedo io ci sono solo due strade possibili: o si fa un corso tanto buono da far imparare alla giusta percentuale di partecipanti abbastanza della materia da superare l'esame senza problemi, o si adatta la difficolta' dell'esame (o il rigore della valutazione) alla soglia necessaria per promuovere il numero richiesto, senza tener conto della reale conoscenza della materia da parte dei candidati. Da esterno forse semplifico troppo, ma mi viene da pensare che, delle due strade, la prima sia la piu' difficile (tra l'altro per seguirla non basta la competenza e la buona volonta', ma spesso servono molte altre cose al di fuori del controllo del docente) per cui si tenda a ricadere sulla seconda, specie se il raggiungimento del numero minimo di promossi e' davvero "fortemente consigliato" dagli organi accademici. Studenti svogliati ce ne sono sempre stati, cosi' come ci sono sempre stati studenti poco adatti all'universita', ma nel passato solitamente capivano l'antifona e si rimettevano in riga o decidevano che l'universita' non faceva per loro (e avendolo scoperto in tempo, riuscivano spesso ad avere carriere magnifiche anche senza laurea). Adesso ho l'impressione che il numero di studenti impreparati ad affrontare un'universita' "vecchio stile" stia crescendo molto. Se ho ragione, e se sono vere le storie sulle percentuali obbligatorie, sospetto un sempre maggior ricorso alla "seconda strada" di cui sopra... Per favore, tu che puoi, smentiscimi: non per sfida, ma per rassicurarmi. :-)))Ciao, Daniele
E' forse una citazione, oppure non c'è alcun riferimento a PERSONE, fatti, cose, animali, ecc ?
Ciao, Alessandro.
(...)
Non so cosa risponderà Franco (e spero che trovi il tempo per farlo perché interessa anche a me); quest'ultimo passaggio però del tuo post però mi ha tirato fuori dall'ombra qualche perplessità.
Premesso che l'università che ti vada bene o ti vada male COSTA UN SACCO DI SOLDI, varrebbe la pena di istituire un meccanismo pre-universitario che consenta di verificare (gratuitamente se possibile...) se valga o meno la pena di affrontarla.
Una prima "verifica" dovrebbe basarsi sulla pura e semplice diffusione di alcuni dati di mercato:
1) Quanti ingegneri, e con quali competenze, si stima abbia bisogno il mercato nell'arco dei tre anni per uscirsene con una laurea "breve" o nell'arco dei cinque che servono a completare la laurea "lunga". Tale stima dovrebbe essere fatta non sulle panzane sparate dai giornali finanziari (che devono vendere fumo e aspettative sul fumo, non previsioni di mercato) ma direttamente dai settori industriali interessati. 2) Con quale distribuzione territoriale (anche sull'intero territorio europeo) sono richiesti questi stessi ingegneri e con quali competenze in modo da poter mettere in conto, se interessati, eventuali trasferte, traslochi ecc. 3) Quanti ingegneri e con quali competenze sono "prodotti" annualmente dall'insieme delle università nel loro complesso (anche qui con proiezione europea: se si stima che per esempio gli ingegneri richiesti in Francia siano duemila e si sa che i politecnici francesi ne producono già tremila questo dato basta di per sè alla maggioranza per seppellire lo sbocco "Francia" senza starci a ricamare più del dovuto) 4) L'offerta complessiva di ingegneri e competenze già presenti ma non impiegate sul mercato del lavoro (gli "avanzi" degli anni passati, a meno che nel frattempo non abbiano già superato ogni limiti di età plausibile o non abbiano trovato comunque altre collocazioni di loro soddisfazione, sono "sempre lì"). Se vi è già un'eccedenza è meglio saperlo per tempo in modo da orientarsi sempre per tempo verso altri sbocchi possibili.La seconda verifica andrebbe invece fatta sulle attitudini delle persone che vogliono iscriversi a determinate facoltà tecniche. Poiché non tutte le persone hanno le qualità necessarie per "uscire vive" dall'università (lo studio universitario non è affatto uno "studio" ma piuttosto un vero e proprio LAVORO NON RETRIBUITO e come tale va visto; se non si hanno le attitudini adatte per studiare e incamerare nel cervello informazioni in modo efficiente E PERMANENTE è meglio lasciar perdere piuttosto che buttare tempo e soldi per nulla). Ciò potrà essere demoralizzante per qualcuno ma demoralizzarsi prima senza averci ancora rimesso ne tempo ne soldi è molto meglio che scoprire più tardi e a proprie spese la propria inadeguatezza a sostenere un certo percorso di studi.
Tutto questo non dovrebbe porre alcun vincolo alle scelte personali: se uno, in possesso di tutte le informazioni citate sopra e a conoscenza delle sue attitudini - quali che siano - rispetto allo studio universitario decide di imbarcarsi anche quando le circostanze lo sconsiglierebbero... auguri e buona fortuna. L'importante è che qualunque cosa decida di fare un individuo, lo decida con cognizione di causa e non semplicemente sotto la spinta di "tendenze", "mode" o altro.
Una cosa che dovrebbe essere chiarita nella testa della gente (possibilmente prima che compia le sue scelte) è che avere una batteria di cervelli dall'eccellente all'eccezionale non serve a niente se questi stessi cervelli non sono richiesti dal mercato. Lamentarsi come fanno in molti che "l'Italia si fa scappare i cervelli" o non "li valorizza" significa non comprendere che gli imprenditori, di qualunque paese e di qualunque latitudine, di cervelli da pagare tanto quanto cercano di farne l'uso più parsimonioso possibile: se ad esempio ad un'azienda è sufficiente per la maggior parte del suo lavoro utilizzare dei periti che se la cavino con SPICE o AUTOCAD senza andare troppo per il sottile e ha bisogno dell' "ingegnere" giusto una volta all'anno, si può stare sicuri che i migliori ingegneri del mondo possono anche girare fino a scavarci il fosso intorno a quell'azienda che questa non se li filerà a meno che non accettino di essere pagati come dei periti. Le qualità personali, le capacità, le doti individuali, se non trovano un ambiente fertile che le sfrutti, servono solo per raccontarsela al bar con gli amici. E trovare questo ambiente "adatto", è purtroppo più una questione di fortuna che di capacità (a meno di non esserci "nati dentro": ma pure questa è solo una fortuna).
Spero di non aver annoiato nessuno.
Ciao! Piercarlo
PS - Non sono un esperto; le mie sono semplici considerazioni basate sul buon senso (almeno per ciò che io credo sia il "buon senso"; ma cerchiamo di non sbragare troppo! :-)
"Franco" ha scritto nel messaggio news:bs04pr$6h9go$ snipped-for-privacy@ID-60973.news.uni-berlin.de... [CUT].
Prima di affermare quanto dici avresti dovuto conoscermi. Il "mondo" come tu lo definisci non è rappresentabile con una sola esperienza.
Ti, permetto quello che vuoi visto che siamo a natale.... poi a capodanno ti dico cosa penso del tuo inglesismo :)
cui
Le lacune sono nei tuoi messaggi di volta in volta mancanti appositamente di alcune informazioni, per voler "testare" in modo assurdo le conoscenze di chi comunica con te. Se poi chi comunica con te usa pure un linguaggio diverso, allora l'informazione trasmessa è praticamente nulla e la comunicazione è inutile.
Ecco il tipo di frasi che ho citato nel periodo precedente.
Ciao e Buon Natale.
Stefano
"Vulcan" ha scritto nel messaggio news:doVEb.202720$ snipped-for-privacy@twister2.libero.it...
ose
il
qualche
organi
numero
lo
un
necessaria per
della
la
seconda,
stati
faceva
carriere
Mi hai risparmiato un sacco di battiture sulla tastiera :) Sottoscrivo appieno il tuo post.
Ciao
Stefano
averla
immondo.
E' esteremamante probabile che tu abbia svolto la tua carriera universitaria cadendo sempre nella percentuale semicasuale dei "promossi per incentivi governativi", visto che non ti lamenti.
azz! ma mollo un attimo la lettura del NG e siete diventati polemici in modo inverosimile :) ciao a entrambi
Lo stesso vale per te :-).
Ho svariati amici nel mondo universitario, con cui ho avuto lunghe chiaccherate e scambi di opinioni. Credo di saperne parecchio piu` di te su come funziona (e non funziona) l'universita`.
Ok
Forse e` una deformazine professionale :-). Fornire la pappa fatta nel migliore dei modi a chi chiede qualcosa secondo me e` un cattivo servizio. Meglio lasciare qualcosa da lavorarci su in prima persona, lo si impara meglio. Questo ovviamente vale solo per le persone intelligenti, e tu fai parte di queste.
Questo dovrebbe metterti il dubbio che ci possano essere altre cose che non hai considerato. Oppure spiega il tuo modello e convinci gli intercutori che e` corretto.
Ciao, buon natale anche a te.
E` una espressione che ogni tanto cito. Che sui ng di ingegneria ogni paio di settimane ci sia qualche lamentela sul NO/VO e` abbastanza sicuro :-).
Ciao!
Non e` vero, alcuni esami li ho anche comprati :-). E poi non solo la carriera universitaria: gia` dalle medie e dal liceo ho avuto degli incentivi governativi.
A che illecito ti riferivi nel tuo messaggio? Se sei a conoscenza di qualche illecito (per le leggi italiane) vai alla piu` vicina procura della repubblica e presenta un esposto.
universitaria
Ecco, l'ho sempre detto che ho sbagliato università!
Visto che tu hai risposto in questo modo:
********************************************************Si chiama produttivita` :-)
Cosi` pochi? :-). Dovro` rivedere i miei criteri :-D
************************************************************al messaggio iniziale di questo thread, probabilmente hai molti più elementi di me per "inchiodare" certi comportamenti.
Ciao
Stefano
"Franco" ha scritto nel messaggio news:bs59jl$9iknj$ snipped-for-privacy@ID-60973.news.uni-berlin.de... [CUT]
appositamente di
Ti ricordi sulle unità di misura dove siamo andati a finire?
Il ragionamento lo posso condividere in parte, e cioè se almeno dai dei riferimenti su cui si basano certe affermazioni. Se uno mi chiede dove posso trovare una tesina già pronta lo mando a studiare, ma se uno ti chiede come mai affermi una tale cosa, dirgli di andare a studiare o peggio ancora di "vivere felice con la tua idea" mi sembra alquanto triste.... tutto questo IMHO ovviamente.
Mi verrebbe il dubbio se avessi davanti l'amplificatore in questione. Non avendo nulla davanti agli occhi, posso solo ipotizzare sulla possibile modellizzazione di un tale apparato..... e il modello che ne esce non viene modificato dal collegamento a terra dell'involucro metallico.
Ciao.
Stefano.
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