Per ice e chiunque sia interessato, ho tirato fuori i grafici promessi.
Giuliano
Per ice e chiunque sia interessato, ho tirato fuori i grafici promessi.
Giuliano
"JUL" ha scritto nel messaggio news:doboqa$kui$ snipped-for-privacy@news.newsland.it...
rimbalzi?
PeSte ha scritto:
Può darsi, ma di che tipo? Stavo pensando che, quando l'armatura si stacca, e si genera l'extratensione, quest'ultima viene applicata comunque ai capi della bobina, ma alla rovescia, causando forse un altro tentativo di chiusura, e poi l'apertura definitiva con altro picco. Ma non sono molto convinto.
Ciao. Giuliano
"JUL" ha scritto nel messaggio news:dobs3k$247$ snipped-for-privacy@news.newsland.it...
[...]sono poco convinto anche io. Capisco bene le problematiche di un rimbalzo in chiusura...ma non apertura non tanto...forse un effetto frusta della molletta che stacca il contatto con conseguente richiusura e successiva nuova extra tensione? mah...
Ste
"PeSte" ha scritto nel messaggio news:Wweqf.18074$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...
Corrente indotta (dalla bobina dell'avvolgimento)?
:-)
Lorenzo
non sono pratico di questo strumento... ti permtte di graficare direttamente su pc? immagino costi una fortuna...
ma qual è la base tempi? dal grafico sembra che le extra-tensioni si esauriscano entro i primi 100ns... ma 1n4007 interviene nell'ordine dei ms... dove sbaglio?
inoltre io faccio: I=V/R --> I=400/450=900mA da cui deduco che se ci metto l'1n4148 lo polverizzo... mentre 1n4007 è al limite
GRAZIE PER LE PROVE ciao!
ice ha scritto:
No, visto che è un mio progetto, montato più di dieci anni fa. Dopo la rilevazione spedisce i dati al PC via RS232. Ho messo una foto qui:
Non so se sbagli, ma il fatto è che l'1N4007 elimina del tutto i picchi. La base dei tempi (asse X), in questo caso vale 800us per il grafico intero. Le due crocette gialle le ho messe io per misurare il tempo fra una e l'altra (27us). E i tempi sono sicuramente esatti, visto che il tutto è controllato a quarzo.
Probabilmente in 27us non fa in tempo a rompersi niente.
Ciao.
BELLISSIMO, complimenti... come hai fatto fatto per riuscire a campionare segnali sia da pochi volt che da centinaia di volt? da cosa è formato lo stadio di ingresso, insomma?
l'unico è che se si lavora fuori specifica e si fanno molti cicli di lavoro il componente dura meno...
Beh se ho capito bene cosa cerca di misurare potrebbe essere...
ice ha scritto: Ho messo una foto qui:
Grazie.
Lo stadio di ingresso era previsto per 20V max. Per queste prove ho montato un partitore volante 30:1, compensato in frequenza con due condensatori, in modo da arrivare a 600V.
Il fatto è che, con il diodo, i 400V non ci sono più. Probabilmente la corrente è bassissima. Cercherò di farne un grafico misurando la tensione ai capi di una resistenza da 0.1 ohm messa in serie al diodo, prima amplificandola 20, 50, o 100 volte e poi spedendola al data logger.
Ciao.
quindi diaciamo che un datalogger è un'oscilloscopio con memoria ma senza schermo, giusto?
senza i condensatori che succede?
grazie!
ice ha scritto:
Grosso modo si, però, mentre la rilevazione è in tempo reale, la trasmissione seriale al PC richiede un discreto tempo. In fondo si tratta di PC che lavora in GWBasic a 9600 Baud. Roba antica.
Sparirebbero le frequenze più alte a causa delle capacità parassite. E' fatto come le sonde da oscilloscopio 10:1 o 100:1.
stefano delfiore ha scritto:
Stai facendo venire qualche dubbio anche a me, comunque posso sempre vedere cosa succede sul gate. Di solito li piloto con diversi inverter in parallelo e invece questa volta ne ho usato uno solo. Gli inverter non usati hanno comunque gli input collegati a massa. Scusa se non uso FIDOCAD, ma preferisco il mio sistema. Lo schema è qui:
Giuliano
in effetti c'è qualcosa di strano. Il gate del mosfet come viene pilotato? Magari se posti (fidocad) il circuito di prova è più facile capire il comportamento.
stefano delfiore
Forse l'induttanza entra in risonanza con la capacità d'uscita del mosfet, anzi a dire la verità mi meraviglio che siano solo 2 picchi, dovrebbero essercene molti di più, il grafico dovrebbe essere un'oscillazione smorzata. Il data logger ha in ingresso un filtro anti-aliasing? Si vede una piccola oscillazione residua sul grafico che potrebbe essere dovuta all'approssimazione fatta dal data logger sull'oscillazione smorzata che citavo prima.
Il diodo è polarizzato direttamente durante il flyback e la corrente che lo attraversa (di picco) è pari a quella che attraversava la bobina.
Il transitorio si esaurisce però in breve tempo, quanto breve dipende dalla R equivalente del circuito diodo + bobina, più bassa è più è lungo.
Non so se è una notizia buona o cattiva. Sicuramente mi fa ricredere sui sistemi che pensavo fossero indispensabili per non bruciare il MOSFET. In breve: Ho messo al posto del diodo un condensatore da 10nF, 400V. Ebbene, i picchi spariscono, esattamente come con il diodo. La prima idea che mi viene è che si tratti di impulsi ad alta tensione, sufficienti a "bucare" il MOSFET, ma anche ad alta impedenza, e quindi eliminabili con un piccolo condensatore. Probabilmente, quando proverò con grossi relays mi ricrederò ancora.
Giuliano P.S. Per un pò mi ritirerò in meditazione e non farò altre prove.
Francesco Sacchi ha scritto:
Per quanto ricordo non c'è nessun filtro, solo un partitore di tensione
4:1, per limitare a 5V l'ingresso al convertitore A/D, che è un uPD7003. Purtroppo, quando l'ho progettato, non usavo ancora il PC per disegnare gli schemi, ma solo carta e pennarello, e non so se li ho ancora.Grazie. Giuliano
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