Prove su relay e diodi

Dec 21, 2005 17 Replies

Per ice e chiunque sia interessato, ho tirato fuori i grafici promessi.

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Il primo mostra le extratensioni in apertura senza diodo di protezione. Il secondo è con un 1N4007. Le rilevazioni sono state fatte fra massa e drain del MOSFET, sincronizzate con l'apertura del relay. Non so quanto possano essere esatte le forme d'onda, ero al limite del mio data-logger, ovvero a 250000 samples/sec. Le tensioni dovrebbero essere abbastanza vicine a quelle reali, o leggermente inferiori. Ancora non ho capito perchè i picchi sono due, comunque, in totale, durano circa 27us. Se troverò il tempo farò altre prove, tipo sostituire il diodo con un condensatore, o usando un relay più grosso. Nel frattempo ho provato a mettere una lampadina al neon al posto del diodo, e lampeggia allegramente, limitando i picchi a 60-70V. Attenzione, le scale in volt dei due grafici sono diverse!



Giuliano



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"JUL" ha scritto nel messaggio news:doboqa$kui$ snipped-for-privacy@news.newsland.it...

rimbalzi?

PeSte ha scritto:

Può darsi, ma di che tipo? Stavo pensando che, quando l'armatura si stacca, e si genera l'extratensione, quest'ultima viene applicata comunque ai capi della bobina, ma alla rovescia, causando forse un altro tentativo di chiusura, e poi l'apertura definitiva con altro picco. Ma non sono molto convinto.

Ciao. Giuliano

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"JUL" ha scritto nel messaggio news:dobs3k$247$ snipped-for-privacy@news.newsland.it...

[...]

sono poco convinto anche io. Capisco bene le problematiche di un rimbalzo in chiusura...ma non apertura non tanto...forse un effetto frusta della molletta che stacca il contatto con conseguente richiusura e successiva nuova extra tensione? mah...

Ste

"PeSte" ha scritto nel messaggio news:Wweqf.18074$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...

Corrente indotta (dalla bobina dell'avvolgimento)?

:-)

Lorenzo

"Adoro i piani ben riusciti" Col. John "Hannibal" Smith

non sono pratico di questo strumento... ti permtte di graficare direttamente su pc? immagino costi una fortuna...

ma qual è la base tempi? dal grafico sembra che le extra-tensioni si esauriscano entro i primi 100ns... ma 1n4007 interviene nell'ordine dei ms... dove sbaglio?

inoltre io faccio: I=V/R --> I=400/450=900mA da cui deduco che se ci metto l'1n4148 lo polverizzo... mentre 1n4007 è al limite

GRAZIE PER LE PROVE ciao!

ice ha scritto:

No, visto che è un mio progetto, montato più di dieci anni fa. Dopo la rilevazione spedisce i dati al PC via RS232. Ho messo una foto qui:

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Non so se sbagli, ma il fatto è che l'1N4007 elimina del tutto i picchi. La base dei tempi (asse X), in questo caso vale 800us per il grafico intero. Le due crocette gialle le ho messe io per misurare il tempo fra una e l'altra (27us). E i tempi sono sicuramente esatti, visto che il tutto è controllato a quarzo.

Probabilmente in 27us non fa in tempo a rompersi niente.

Ciao.

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BELLISSIMO, complimenti... come hai fatto fatto per riuscire a campionare segnali sia da pochi volt che da centinaia di volt? da cosa è formato lo stadio di ingresso, insomma?

l'unico è che se si lavora fuori specifica e si fanno molti cicli di lavoro il componente dura meno...

Beh se ho capito bene cosa cerca di misurare potrebbe essere...

ice ha scritto: Ho messo una foto qui:

Grazie.

Lo stadio di ingresso era previsto per 20V max. Per queste prove ho montato un partitore volante 30:1, compensato in frequenza con due condensatori, in modo da arrivare a 600V.

Il fatto è che, con il diodo, i 400V non ci sono più. Probabilmente la corrente è bassissima. Cercherò di farne un grafico misurando la tensione ai capi di una resistenza da 0.1 ohm messa in serie al diodo, prima amplificandola 20, 50, o 100 volte e poi spedendola al data logger.

Ciao.

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quindi diaciamo che un datalogger è un'oscilloscopio con memoria ma senza schermo, giusto?

senza i condensatori che succede?

grazie!

ice ha scritto:

Grosso modo si, però, mentre la rilevazione è in tempo reale, la trasmissione seriale al PC richiede un discreto tempo. In fondo si tratta di PC che lavora in GWBasic a 9600 Baud. Roba antica.

Sparirebbero le frequenze più alte a causa delle capacità parassite. E' fatto come le sonde da oscilloscopio 10:1 o 100:1.

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stefano delfiore ha scritto:

Stai facendo venire qualche dubbio anche a me, comunque posso sempre vedere cosa succede sul gate. Di solito li piloto con diversi inverter in parallelo e invece questa volta ne ho usato uno solo. Gli inverter non usati hanno comunque gli input collegati a massa. Scusa se non uso FIDOCAD, ma preferisco il mio sistema. Lo schema è qui:

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Giuliano

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in effetti c'è qualcosa di strano. Il gate del mosfet come viene pilotato? Magari se posti (fidocad) il circuito di prova è più facile capire il comportamento.

stefano delfiore

Forse l'induttanza entra in risonanza con la capacità d'uscita del mosfet, anzi a dire la verità mi meraviglio che siano solo 2 picchi, dovrebbero essercene molti di più, il grafico dovrebbe essere un'oscillazione smorzata. Il data logger ha in ingresso un filtro anti-aliasing? Si vede una piccola oscillazione residua sul grafico che potrebbe essere dovuta all'approssimazione fatta dal data logger sull'oscillazione smorzata che citavo prima.

Il diodo è polarizzato direttamente durante il flyback e la corrente che lo attraversa (di picco) è pari a quella che attraversava la bobina.

Il transitorio si esaurisce però in breve tempo, quanto breve dipende dalla R equivalente del circuito diodo + bobina, più bassa è più è lungo.

Non so se è una notizia buona o cattiva. Sicuramente mi fa ricredere sui sistemi che pensavo fossero indispensabili per non bruciare il MOSFET. In breve: Ho messo al posto del diodo un condensatore da 10nF, 400V. Ebbene, i picchi spariscono, esattamente come con il diodo. La prima idea che mi viene è che si tratti di impulsi ad alta tensione, sufficienti a "bucare" il MOSFET, ma anche ad alta impedenza, e quindi eliminabili con un piccolo condensatore. Probabilmente, quando proverò con grossi relays mi ricrederò ancora.

Giuliano P.S. Per un pò mi ritirerò in meditazione e non farò altre prove.

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Francesco Sacchi ha scritto:

Per quanto ricordo non c'è nessun filtro, solo un partitore di tensione

4:1, per limitare a 5V l'ingresso al convertitore A/D, che è un uPD7003. Purtroppo, quando l'ho progettato, non usavo ancora il PC per disegnare gli schemi, ma solo carta e pennarello, e non so se li ho ancora.

Grazie. Giuliano

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