Costruire un caricabatterie per batterie al piombo: cerco chiarimenti

Aug 03, 2011 22 Replies

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ho trovato esempi di circuiti per caricare batterie al piombo. La pagina spiega come calcolare i valori di alcuni componenti, ma ne trascura altri. Visto che l'autore di quella pagina non è rintracciabile (l'indirizzo email non è più valido) ho pensato di chiedere qua informazioni su quello che non capisco.


1) La corrente erogata dal trasformatore (e di conseguenza, quella che passa nel raddrizzatore), come si calcola? Nel primo esempio (corrente finale 1,2 A) è 3 A, mentre nel secondo (corrente finale 2,5 A) è 5 A. Per cui... 2 volte la corrente finale?


2) Che logica segue la capacità del condensatore subito a valle del raddrizzatore? Nel primo esempio è 2,2 uF; nel secondo, nonostante il trasformatore eroghi meno del doppio della corrente, è ben di 10 uF. Quindi?


3) La tensione supportata dai due condensatori è 25 volt. Considerando che i circuiti sono fatti per caricare batterie da 12 volt, la regola generale è "poco più di 2 volte la tensione delle batterie", ?


4) La resistenza massima del potenziometro è indicata solo con due esempi (1 K per 2 V, 5 K per 6 V e 12 V). Per cui la regola generale... qual è?


5) Viene spiegato come calcolare la portata del fusibile da mettere a valle di tutto il circuito per proteggerlo dalla batteria nel caso di corti circuiti. C'è scritto di mettere un fusibile anche a monte del primario del trasformatore, ma di QUESTO non viene spiegato come calcolare il valore. Si usa la stessa regola dell'altro?

Quella corrente dipende da diversi fattori: direi che, si', per gli scopi che ti proponi, potrebbe andare bene "il doppio della corrente di carica"m anche se mi sembra proprio il valore minimo.

In effetti sono perplesso anche io: avrei usato 4700uf.

No. La tensione massima che vedono i condensatori di filtro in quei circuiti e' di 18*1,41=25,38V. Considerando l' eventualita', tutt' altro che rara, che la tensione di rete sia superiore al valore nominale, restando comunque entro i parametri garantiti, possiamo arrivare a 28V.

Vedi da solo che la tensione di lavoro di quei poveri condensatori debba essere di almeno 35V (nuova scuola, 63V vecchia scuola).

Devi leggere il datasheet del LM317. Sono valori arrotondati rispetto alle uscite nominali, che consentono (anche) di a) ottenere valori di Vout diversi da quelli indicati, b) compensare eventuali tolleranze, c) sono gli unici reperibili.

IMO, no. Io direi 2-5 volte la Imax nominale sul primario (1,2*18/230)=100mA circa, diciamo da 200 a 500mA "ritardato", per il carichino da 1,2A

"Englishman" ha scritto nel messaggio news:jUs_p.58306$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...

Non credo che il ripple residuo influenzi la carica della batteria.

Appunto.

P.S: Per evitare equivoci, avrei usato 4700 al porto di quello da 10.000.

Ti ringrazio delle risposte.

Ah, quindi gli schemi indicano i valori dei condensatori usando il punto secondo l'uso italiano (per separare le migliaia) e non secondo l'uso inglese (per separare la parte intera da quella decimale)?

Ma se il ripple non ha importanza, perché un condensatore così grosso?

"Francesco "Potortì"" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@tucano.isti.cnr.it...

Tendono sempre ad esagerare, magari come tampone ma anche in questo caso non ne vedo l'utilità

un 100 o 220 mF tanto per gradire. :-) (imho)

Adecco che me lo ai notare, ho interpretato automaticamente i valori dei condensatori, secondo il loro valore ragionevole in quel circuito, quindi 10.000uF e 4.700uF, e non 10uF e 4.7uF.

Stavo cercando di capire di quale nazionalita' fosse l' autore del sito, ma non non ho trovato nulla nemmeno su whois. Boh.

A pieno carico, il ripple per il primo circuito dovrebbe essere dalle parti di 5,4V.

Considerando una tensione di picco all' ingresso del LM317 di (18*1,41)-2=23,38V (i diodi da raddrizzamento hanno normalmente una Vf alla corrente nominale abbastanza alta), e sottraendo i 5,5V di ripple e di 13,8V della batteria, rimangono 23,38-5,5-13,8=4,08V di margine per non fare andare in povero LM317 in interdizione, cosa che cercherei di evitare.

Certo, si potrebbe anche riprogettare il circuito in modo da non utilizzare condensatori di livellamento, eliminando l' LM317 e inserendo al sui posto un limitatore di corrente, ma, a parita' di tensioni in uscita, si avrebbero tempi di carica piu' lunghi (la corrente di carica sarebbe impulsiva e non continua come adesso) e, IMO, non ho idea di quanto le batteria piombo-acido gradirebbero.

Il 04/08/2011 0.27, Devil Master ha scritto:

ciao, non mi piacciono anche se probabilmente funzionano,

questo schema (trovato con google immagini "caricabatterie al piombi") ha il vantaggio che lo tari per la tensione di fine carica e il circuito con il transistor e resistenza ti limita la corrente anche in caso di corto circuito.

comunque specifica sempre la capacità dell'accumulatore e la tensione.

ciao primula

A parte la presenza di un condensatore solo invece di due, del LED, della resistenza collegata al LED stesso e del diodo a valle del circuito, mi pare identico all'altro. Anche la descrizione dei vari calcoli mi pare identica.

Scusa, differenze tra il primo circuito del primo link e il circuito del secondo link?

Il 04/08/2011 16.44, Devil Master ha scritto:

ciao effettivamente sono simili, fosre il nero dello sfondo non mi piaceva ;-)) dicci per che batteria ti servono.

ciao primula

BatteriE :-) Voglio caricare 4 batterie sigillate al piombo, da 5 amperora, collegate in serie.

Il 04/08/2011 18.21, Devil Master ha scritto:

ciao per 4 batterie al pB (da 2,2V)fanno 8,8 - 9 V di alimentazione max e 0,5 A o meno di corrente limitando a 12-14 ore di carica poi staccando l'alimentatore , verifica se puoi che dopo poche ore le tensioni sui singoli elementi siano simili, io utilizzeri il primo schema con però solo un diodo anziché un ponte di diodi e senza capacita importanti (0,1 mF) prima e dopo il LM317 e circuito di max corrente dimensionato per 500 mA l'utilizzo di un diodo solo fa "riposare" l'accumulatore durante le semi onde negative facendo una specie di carica ad impulsi.

ciao primula

Ehm, no, intendevo 4 batterie da 12 volt ciascuna.

Englishman ha scritto:

Nel secondo il diodo sull'uscita garantisce l'isolamento dalla batteria a caricabatterie spento, pero' la tensione di uscita risente delle variazioni della Vf del diodo.

Ho usato questo sistema per l'alimentatore della macchina fotografica (dove 100..300mV in piu' o in meno non fanno nulla) con una protezione crowbar per le sovratensioni appena prima di esso, ma non lo userei per caricare una batteria come le piombo o le litio che richiedono una tensione molto precisa.

Un paio di carica piombo che avevo fatto erano infatti simili al primo.

Claudio_F

Il 04/08/2011 21.35, Devil Master ha scritto:

ciao bè per 4 batterie in serie i problemi si complicano.... non puoi usare la serie lm317 normale. il mio handbook national riporta che il LM317HV ha come V max 60 V potresti provare con un trasformatore da 36 Vac in uscita ponte di diodi e condensatore da 4700mf poi seguito dal circuito simile a quelli proposti. Io metterei anche un circuito di segnalazione di tensione sulle singole batterie.

ciao e informaci primula

Devil Master ha scritto:

quindi,se messe in serie in tampone, 13.8V*4=55.2V. in questi casi forse è meglio metterci un "bilanciatore di carica" (quelli tipicamente usati per le Li....)in modo che una batteria non si sovracarichi; anche se le Pb sopportano bene sovracariche prolungate......ma se vuoi stare sul sicuro,mettilo. in alternativa 4 circuiti indipendenti per caricare singolarmente le 4 batterie. se scegli la soluzione "serie" ti conviene andare un un alimentarore,con limitazione di corrente, di tipo "floating". prova a cercare il datasheet dell'LM723, li ,c'è un esempio.

"Devil Master" ha scritto nel messaggio news:4e39cb33$0$15668$ snipped-for-privacy@reader2.news.tin.it...

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