Analisi della dinamica di un circuito...

Jan 23, 2005 3 Replies

Salve.



In un esercizio che ho da fare per prepararmi ad un esame di elettrotecnica che si terrà lunedì (ho cominciato tardi a studiare!), il circuito è composto da due resistenze, un conduttore, un induttore ed un generatore di tensione. Quest'ultimo, ha come valore e(t) = 10*u(-t), con u(t), ovviamente, che rappresenta la funzione "gradino".



Il problema è che non riesco a capire come devo comportarmi: il generatore di tensione, eroga una tensione costante di 10V per t0, il generatore è un corto circuito. Giusto?



Bisogna calcolare la tensione sul condensatore, v_c(t).



Come devo impostare il discorso (il docente vuole che noi esponiamo anche a parole ciò che stiamo facendo)? Ci provo, correggetemi...



Nell'istante "precedente" a t_0=0, la tensione sul condensatore si è attestata ad un certo valore v_c(0), e (penso) la corrente nell'induttore ad un altro valore i_l(0).



Quando si spegne il generatore, il circuito evolve liberamente: ovviamente, con una velocità che varia a seconda della topologia del circuito e del valore delle resistenze, il condensatore si scarica, mentre l'induttore dovrebbe fare qualcosa di simile per "consumare" (?) la (o il flusso di) corrente in esso, ovvero il campo magnetico che ha creato si attenua, fino ad annullarsi.



Io riesco a calcolare i due valori iniziali di cui sopra, riesco a scrivere le cosiddette "equazioni di stato" del circuito, ma poi non so più come andare avanti. E' ciò che (spero) imparerò a fare domani, dato che mi rimane solo un giorno per studiare. :-)



Nel frattempo, mi confermate se ciò che ho detto sia giusto o meno?



Grazie! A.


(cut)

Parto dall'ipotesi che per "spegnere il generatore" tu intenda solo che annulli la sua tensione ma rimanga inserito in circuito comportandosi come un cortocircuito tra i suoi terminali.

Quello che rimane è un bel circuito RLC in serie... con il condensatore bello carico. Penso che il circuito si comporterà di conseguenza sulla base del valore di R, del Q del circuito limitato da questa R ecc. Insomma può anche esserci una bella risonanza da addomesticare...

Ciao! Piercarlo

PS - suppongo che il circuito RLC sia in serie ma in realtà può anche essere visto, a generatore annullato, anche in parallelo. Dipende da come sono connesse le resistenze che possono rendere opportuno l'uno o l'altro dei due modi di vedere.

Buono studio! :-)

Sì. :)

uhm, no, in realtà ho elencato i componenti presenti nel circuito, ma non erano in serie.

io volevo conoscere più o meno a grandi linee la dinamica di un circuito con sole resistenze, condensatori e induttori (oltre ai generatori). così ho pensato (spero non erroneamente) che indicare la topologia del circuito non fosse necessario.

in genere il docente chiede l'analisi su una delle due variabili di stato (corrente nell'induttore o tensione sul conduttore) per t(empo) che va da meno infinito a più infinito. e in genere all'istante t_0=0 avviene un qualche impulso, e i(l) generatori(e) cambia[no] valore.

si suppone che prima di t_0 il circuito fosse a regime, e si cerca l'espressione analitica della variabile di stato, cioè l'andamento nel transitorio e a regime.

mi chiedevo, però, se era come dicevo: i condensatori immagazzinano energia ["sottoforma" di campo elettrico], per poi comportarsi da generatori di tensione quando i "veri" generatori di tensione vengono spenti (cortocircuitati); è qualcosa di intuitivo. Mentre gli induttori fanno qualche altra cosa che non saprei descrivere, e dunque non riesco ad intuire il funzionamento di un induttore. So che quando circola corrente in una spira si crea un campo e/magnetico: ma allora gli induttori immagazzinano energia ["sottoforma" di campo e/magnetico], per poi comportarsi da generatori di _corrente_ quando i "veri" generatori di corrente vengono spenti (cioè, "aperti") ?

per adesso me l'immagino così il loro funzionamento. ieri inoltre non sapevo come trasformare le due "equazioni di stato" per ottenere un'unica eq. differenziale di II ordine. adesso credo :) di averlo imparato, insieme alla sua soluzione, al metodo dei fasori, a Laplace, all'integrale di convoluzione e tante belle altre cosette... :)

eh, per fortuna sappiamo cosa sia un circuito in risonanza, ma ai fini del corso non dobbiamo addomesticarla :-)

grazie, lo studio per ora è finito, domattina ho l'esame :)) il problema è che ho fatto pochi esercizi... e perciò volevo riempire il foglio con tante belle parole inutili riguardo il funzionamento del circuito ;-))

mi sa che però è molto rischioso che io mi metta a pontificare su quel poco che so... quindi, mi limiterò a copiare gli esercizi! ;-)

Grazie! Alex

PS. se va male domani (oggi), a febbraio posso *tentarlo* altre due volte ;-)

cut

Se conosci già tutte ste cose NON capisco come cinque componenti possano averti messo in crisi...

Ciao! Piercarlo

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