Trasformatore elettronico

Jun 11, 2012 21 Replies

Ho acquistato un trasformatore per sostituire quello che alimenta un faretto alogeno 12V 50W. Sul trasformatore c'=E8 scritto "carico minimo



35W, max 100W, carico resistivo".

Cosa significa "carico resistivo" in relazione con il trasformatore?



-- Grazie, ziggio



ziggio ha scritto:

Significa che quella corrente la eroga solo su carico resistivo, come lampade o resistori, se ci metti un motore le cosa cambiano molto.

Puoi chiarire il concetto, per cortesia? Poich=E8 il produttore lo etichetta come: "trasformatore elettronico, protezione corto circuito, input 220/240V 50/60Hz, output 12V carico min 35w, max 100w, carico resistivo", e dato che il fornitore lo vende come trasformatore per lampade alogene BT, secondo te, se non =E8 un trasformatore, cos'altro potrebbe essere?

ziggio ha scritto:

E' un alimentatore a commutazione e pure molto rustico.

Ciao, Ciula. Tanto che non ci si sente (oddio, veramente sono io che sono sparito dall'altro gruppo). Capito tutto. Grazie per la risposta, ziggio.

Il giorno luned=EC 11 giugno 2012 11:35:21 UTC+2, ziggio ha scritto:

significa che va bene per alimentare carichi di natura non reattiva... la s= tufa elettrica ok, una lampada al neon oppure una lavatrice NO

il carico minimo deve essere garantito altrimenti hai problemi sull'uscita.= .. potresti trovarti una tensione troppo alta che ti brina il carico

inutile dire che se ci attacchi un carico induttivo il trasformatore se ne = va in fumo

Quindi un'alimentatore switching, mi pare di capire. Comunque, il fatto che oramai di "trasformatori", nel senso di "riduttori di tensione" per usi domestici, se ne vedano sempre meno, si riduce per un normale consumatore a questione pi=F9 che altro lessicale. Se alla lampada che ci devo collegare poco importa come lo chiamiamo, direi che va bene cos=EC.

Sul molto rustico posso essere totalmente d'accordo: ho aperto quello bruciato e, confrontandolo con quello dei notebook, siamo a zero tituli.

-- ziggio

Un trasformatore è un nucleo con uno o più avvolgimenti.

un alimentatore switching.

Non lo classificherei come alimentatore in senso proprio visto che in genere questi cosi non sono regolati. Se vedi la forma d'onda in uscita vedi addirittura che nemmeno il 50 hz e' filtrato (e' solo raddrizzato).

Tecnicamente *e'* un trasformatore, abbastanza piccolo.

Lo si fa auto-oscillare, ad alta frequenza, proprio per ridurre l'ingombro del trasformatore. In genere sui usano dei trasformatori toroidali a traferro distribuito.

maite Aliboron.

Ci sono anche gli "alimentatori non stabilizzati (o regolati)...

Quindi un trasformatore quasi-in-continua?

Ma raddrizzato...

Ferro-(auto)risonanza o che?

Ma e' piccolo perche lavora ad alta frequenza o perche' "atooscilla"?

Ossia col nucleo "a fette"? Si puo' avere un disegno?

Saluti e (auto)fischi.

"Tomaso Ferrando" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@z19g2000vbe.googlegroups.com... On 11 Giu, 19:36, maitre Aliboron wrote: Tommaso, devo dire che resto un po' stupito. Di solito sei sempre così preciso e puntiglioso, anche se un po' irritante con il tuo atteggiamento da checca isterica saputella....

Questo è vero, ma nessuno dei due è il caso dei trasformatori elettronici per alimentazione di lampade alogene. Ma hai mai guardato cosa c'è in uscita? Oppure, li hai mai smontati? Comunque dai un'occhiata a questo link e trovi pure uno schema e un po' di forme d'onda

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Quindi, raddrzzatore sull'ingresso di rete, mezzo ponte autoscillante e trasformatore in alta frequenza accoppiato in ac senza alcun "trattamento" fra il secondario del trasformatore e l'uscita. Ergo uscita in AC, in DC i traformatori non funzionano granchè bene.

Ma quando mai! Su tutti quelli che ho visto l'uscita è a tutti gli effetti in alternata

Magari.... Purtroppo la fisica non lo consente, Magari la metafisica sì.

Vedi sopra. Please informarsi prima di affermare sicure affermazioni

Semplici miracoli dell'elettronica. Ha fatto parecchi passi avanti negli ultimi decenni ed è un bel pezzetto che non vedo progetti di aggeggi elettrici/elettronici basati sulla ferrorisonanza. Bei tempi.... (forse perchè avevo una trentina d'anni in meno?)

No, più semplicemente polvere di materiale ferromagnetico impastato con materiale amorfo, sempre in polvere, in proporzione dipendente dalla permeabilità e dal "traferro" desiderato, il tutto impastato ben bene e pressato in forma toroidale. Volendo è comunque possibile praticare un taglio in un nucleo toroidale per aggiungere del traferro, ma è un operazione veramente poco pratica.

Con tanti (ri)pensamenti

Si', ho scritto "uscita" ma intendevo a quella in ingresso al mezzo ponte. Se ci fosse la componente DC ovviamete il nucleo saturerebbe subito, ma comunque nel mezzo ponte i condensatori sul ramo H non permettono un DC bias.

maitre Aliboron

Infatti dicono di tenere corti i fili di collegamento alla lampada, altrimenti l'induttanza provoca forti cadute di tensione. Per avere una bassa induttanza i fili che vanno alla lampada devono stare il più possibile vicini fra loro.

"bip"

E' quel ponte americano che crollo' nel fiume a causa del vento subito dopo l'inaugurazione?

Per tutto il resto affermo la mia impossibilità a dare un contributo in quanto sono in grado di ragionare, ed è un mio limite, credo, solo con uno schema elettrico davanti agli occhi.

Sito di schemi elettronici utili e belli, di "SOMMERGIBILE": http://am3zz.altervista.org

Tacoma Bridge?

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maitre Aliboron

"maitre Aliboron"

Non so, non conosco l'americano, conosco l'inglese...:-)

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"maitre Aliboron"

Ce n'é uno su Nuova Elettronica n° 164, suppongo con le spiegazioni sul funzionamento (non l'ho letto).

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ul

Hai fatto una supposta e ti e' andata male, e' spiegato col cavolo!

mandi

"zio bapu"

Hai fatto una supposta e ti e' andata male, e' spiegato col cavolo!

Appena ho tempo e voglia me lo vado a leggere.

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