Buon pomeriggio,
sto studiando i concetti di "linea di trasmissione" e vorrei chiedere quali sono le tecniche di adattamento di impedenza che nella pratica sono pi=F9 utilizzate ?
Saluti
Buon pomeriggio,
sto studiando i concetti di "linea di trasmissione" e vorrei chiedere quali sono le tecniche di adattamento di impedenza che nella pratica sono pi=F9 utilizzate ?
Saluti
Trovi delle ottime trattazioni di Mario i3HEV in it.hobby.radioamatori.moderato.
Comunque dopo molti dubbi e molte riflessioni, dopo aver anche messo in difficoltà un anziano tecnico con molta esperienza che mi ha risposto: "Uhm... me stai a frega'... :-)" ho scoperto che l'uscita di un trasmettitore ha, sì, un'impedenza CARATTERISTICA di 50 Ohm, ma non è "adattato"!!!
La domanda più o meno era: "Mettiamo di avere un trasmettitore FM da
50kW in uscita: se la sua impedenza d'uscita è 50 Ohm, per essere adattato al cavo che va all'antenna e all'antenna stessa il finale (o i finali) deve sicuramente dissipare un minimo teorico di 50kW (senza considerare tutte le perdite).Il punto è che il finale NON HA 50 Ohm in serie all'uscita!!! Semplicemente, come il finale audio di un'autoradio, è alimentato a una certa tensione (secondo quanto può sopportare) ed è in grado di fornire una certa corrente senza danneggiarsi: per avere la massima potenza possibile sul carico quest'ultimo deve avere una resistenza (per semplificare) pari alla massima tensione diviso la massima corrente.
Il transistor può dare 20Veff e 4Aeff? deve vedere un carico di 5 Ohm. Poiché il cavo ci riporta i 50 Ohm dell'antenna bisogna trasformare i 50 Ohm in 5 Ohm. L'adattamento può essere realizzato a larga banda con un idoneo trasformatore su ferrite oppure, se si lavora su una sola frequenza o su una banda abbastanza ristretta (dipende poi dal "Q" dell'adattatore) con un adattatore a "T" composto da induttanze e capacità.
LAB ha scritto:
Non ne dubitavo! :D :D
Marco
Aggiungo: 20V x 4A = 80W. Affinchè gli venga fornita quella potenza il carico (50 Ohm) dovrà ricevere circa 63V e 1,3A.
Alexis ha scritto:
Tronco di linea in 1/4 lambda se sono 2 impedenze differenti (es 75 e 50 = Ohm) oppure "stubs" per compensare componenti reattive. Ciao
Francesco
Ciao Nessuno parla di trasformatori...che invece sono indispensabili per tanti casi. Corretto il tuo sistema.
Altro sistema: Con microstrips, (e la carta di Smith) si aggiunge una linea lunga fino ad intercettare il cerchio di resistenza unitaria, poi si compensa la parte reattiva residua con stub (aperti o in corto). Ad es. in ingresso e in uscita di un transistor per avere 50 Ohm. Un amico mi ha fatto un programma che fa tutto questo senza neppure la carta di Smith (microstr.exe). L'ho usato per preamp a 1.7Gzh per i meteosat.
Ciao Giorgio
"Alexis" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@z41g2000yqz.googlegroups.com... Buon pomeriggio,
sto studiando i concetti di "linea di trasmissione" e vorrei chiedere quali sono le tecniche di adattamento di impedenza che nella pratica sono più utilizzate ?
Saluti
L'usatissimo adattatore a L per elevare l'impedenza molto bassa dei finali a transistor, e quello a PiGreco molto usato nei valvolari, entrambi spesso in combinazione con autotrasformatore. Il problema degli adattatori in genere e' che i valori cambiano con la f, si ha cosi' necessita' di ritararli, o meglio si aveva, da un bel po' ci sono gli adattatori automatici. Mi riferisco in particolare agli adattatori per HF e VHF.
ciao giorgio
giorgiomontaguti ha scritto:
Giusto; ma avevo inteso, forse erroneamente, adattamento utilizzando linee.
Ciao
Francesco.
genau :-)
mi riferivo proprio all'utilizzo di linee.
Grazie a tutti per le preziose indicazioni
Ciao Come dici, in HF eVHF i vari L o pigreco, se li guardi bene , sono dei circuiti accordati con presa intermedia sulla L o sui C. Quindi inevitabilmente dipendenti dalla frequenza.
Ricordo il vecchio pigreco sui 2 metri con la 832 !!! Bei tempi !!!( I1MTG )
Ciao Giorgio
Ciao Francesco In altissime frequenze le linee vanno benissimo; a frequenze basse possono andar bene i trasformatori progettati per quelle bande e quei rapporti di impedenze. Ad es quelli che si usano ancora adesso sugli anpli BF a valvole !!!
Ciao Giorgio
giorgiomontaguti ha scritto:
Ah..certamente; in questo caso dove il rapporto di translazione e' di diverse centinaia di volte, a causa della elevata resistenza interna della valvola, e deve coprire circa 3 decadi di frequenza, il trasformatore sembra l'unica soluzione possibile.
Ciao
Francesco.
Pur essendo d'accordo con quello che dice Giorgio, ci terrei a fare una piccola puntualizzazione, ovvero che l'adattamento di impedenza ha senso sostanzialmente in due casi:
- Quando ci sono dei fenomeni propagativi che iniziano a diventare rilevanti, ovvero le dimensioni tipiche del circuito diventano non pi=F9 trascurabili con la lunghezza d'onda dei segnali che vi transitano. Se non lo si fa, le riflessioni possono provocare problemi anche piuttosto antipatici.
- Quando c'=E8 da massimizzare il trasferimento di potenza tra generatore e carico (c'=E8 un teorema a questo proposito: il carico dev'essere eguale al complesso coniugato dell'impedenza del generatore).
Spesso in bassa frequenza si massimizza non tanto il trasferimento della potenza quanto pi=F9 il rendimento complessivo, e quindi si tende a tenere bassa l'impedenza del generatore rispetto al carico.
Ciao Darwin Infatti nessuno si sogna di adattare il generatore ENEL .
Ai miei tempi esisteva la regola del Chitarella : Collegando un carico adattato, la tensione ai capi del generatore cala di 6 dB . E per una prima valutazione del coefficente di riflessione, era gia' abbastanza buona !!!
Chitarella era un famoso napoletano...insegnante di SCOPA !!! L'altra sua regola era " In dubbis, cuppis " ..che non era una gran regola...ma in mancanza di meglio....
Ciao Giorgio
Have something to add? Share your thoughts — no account required.
Ask the community — no account required