sottoalimentazione

Jan 05, 2017 7 Replies

se al posto della normale alimentazione a 5V nominali, un sistema elettronico composto da scheda CPU e varie schede di elaborazione dati digitali, viene costantemente alimentato a una tensione piu' bassa, circa



4,8 - 4,7V, che tipo di danni si vengono a creare ?

e' plausibile che qualcosa all'interno di circuiti integrati complessi (come la cpu) non lavori piu' in saturazione/interdizione ma si trovi leggermente in zona lineare, contribuendo al surriscaldamento del chip ?



alfio ha scritto:

no. il range di alimentazione ,in basso, si estende ben al di sotto dei 4.7V, anche per CPU datate

Il 05/01/2017 19:20, alfio ha scritto:

riferimento per la tensione dei 5V) prevede un range di tensione tra

4,25 e 5,5V non penso che ci sia problema alcuno .......
Ciao, Renato

Il 05/01/2017 21:24, emilio ha scritto:

ma anche no ;-)

Z80 NMOS , dal datasheet ST e' specificato 4.75 5.25 ( 5V +/- 5% ) Z80 CMOS , come sopra e' specificato 4.5 5.5 ( 5V +/- 10% )

R6502 NMOS , Rockwell 4.75 5.25 ( 5V +/- 5% )

per l'OP: la risposta la trovi nel datasheet di TUTTI i componenti della scheda, visto che anche gli altri componenti a bassa integrazione potrebbero avere problemi

"mmm" ha scritto nel messaggio news:o4o7ts$1tnb$ snipped-for-privacy@gioia.aioe.org...

ok per verificare tutti i datasheet, ma come risposta generica, cosa potrebbe succedere ai componenti sotto alimentati per lungo tempo ? considerando anche che tutte le schede sembrano funzionare regolarmente.

le schede di cui parlo usano come microprocessore principale un motorola della serie 68000, e altri microprocessori secondari dedicati ai chip DSP della Texas, con il normale contorno di flash eprom, ram, dualport ram, pal, gal e porte logiche varie.

Sul lungo periodo non so ma per esperienza alcuni componenti potrebbero fun zionare non regolarmente. Ricordo bene motherboard Olivetti degli anni '90 che sottoalimentate di qua lche decimo di volt (tipo 4.7V) non funzionavano: erano le EPROM. Alzata la tensione ai regolari 5V tutto tornava come nuovo.

e.

ione della tensione (hanno vari acronimi a seconda delle marche) in grado d i agire sul reset.

iosa col reset attivo, soprattutto riguardo la EEPROM che di solito corromp e(va) i dati in situazioni di power-off nella transizione in cui la tension

Nella serie ST6 la casa madre consigliava di non utilizzare la locazione 0x

to personalmente su una produzione) a meno di non fornire un RESET esterno. La principale funzione del reset era di bloccare gli oscillatori, quindi ni ente survultore, niente istruzioni eseguite a casaccio, niente di niente.

Piccio.

"Piccio" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@googlegroups.com...

[cut]

riassumendo possiamo dire che patiscono di piu' le memorie non volatili, gli altri chip non sono negativamente influenzati dalla bassa alimentazione.

nel mio caso sono schede con piu' di 15 anni di vita. su tutte le schede ci sono dei chip della maxim (ora non ricordo la sigla) per il watchdog e undervoltage protection, che attivano il reset dei micro delle singole schede sotto i 4,65V, ma non spengono nulla, tutto rimane alimentato.

Plausibile ma poco probabile. Quasi tutte le logiche che richiedono bias interni usano generatori di corrente, per cui sono poco influenzate dalla tensione. Solitamente riducendo la tensione anche la corrente si riduce, o

tensione puoi ottenere errori dovuti al fatto che i tempi di propagazione

necessario alzare leggermente la tensione di alimentazione.

Fletto i muscoli e sono nel vuoto.

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