Sensore Arrugginito

Oct 20, 2006 10 Replies

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e' un sensore di umidita' autocostruito e arruginito che si basa sulla variazione della resistenza tra due viti, immerse in una colata di gesso, al variare dell'umidita' assorbita dal gesso.



Qualche documento trovato sul web diceva che vanno usati elettrodi di acciaio inox appunto per evitare tali fenomeni (elettrolisi?). Ho acquistato dunque viti, rosette e dadi inox, quelle nei blister che si trovano nei faidate.



Visto il risultato sembra invece che non siano proprio inossidabili per cui il valore di resistenza iniziale (con le viti nuove) cambia ed il mio sensore diventa una ciofeca. La ruggine si propaga dall'elettrodo positivo mentre l'altro elettrodo rimane pulito.



Il circuito che sta a valle e' un banale comparatore con LM358, le correnti in gioco sono alquanto basse.



Non ho capito bene se:


  1. le viti inox non sono veramente inox.
  2. meglio utilizzare un altro materiale per gli elettrodi, ma quale?
  3. si puo' adottare qualche accorgimento nell'elettronica per ovviare al problema

L'argomento non e' molto popolare ma magari qualcuno di voi ha qualche esperienza in merito e puo' darmi un consiglio.



Ciao e grazie, Roby.


Harry Poster ha scritto:

Ah, sembrerebbe proprio un'elettrolisi, allora.

Non so in questo caso. Evidentemente no, ma qualcuno potr=E0 darti maggiori informazioni.

Grafite?

Direi fare una misura in corrente alternata invece che continua, anche se puo' rendere pi=F9 complesso il circuito.

"Harry Poster" ha scritto nel messaggio news:BH%Zg.9922$ snipped-for-privacy@twister1.libero.it...

Se puoi, fai una prova con viti in acciaio INOX AISI316, è un acciaio + buono (anche detto "marino") del normale per viteria (AISI303-305). Ma cmq per esperienza diretta, ci lavoro tutti giorni con qualsiasi tipo di acciaio e non, se vuoi una vite sulla quale non hai velleità meccaniche prendile di acciaio normale (tipo FE) o anche in ottone ma CROMATE o alla meno peggio NICHELATE. Non Zincate, perchè le zincature a freddo delle bullonerie fanno ridere... Per l'elettronica non ti so dire nulla ma secondo me se risolvi il problema "chimico" ;-) hai risolto tutto. Hai modo di publicare lo schema, mi pare interessante come cosa..

Ciao, Lorenzo (M1A1).

P.S.: Se proprio hai problemi fammi sapere che vedo di recuperarti qualcosa in magazzino.

"Adoro i piani ben riusciti" Col. John "Hannibal" Smith

"Harry Poster" ha scritto nel messaggio news:BH%Zg.9922$ snipped-for-privacy@twister1.libero.it...

..come già consigliato da altri direi grafite (ritengo le pile zinco-carbone scariche sempre la miglior fonte low cost)..

..si, magari limitando per più possibile il tempo per cui i due elettrodi vanno in elettrolisi, effettuando dei campionamenti della misura di resistenza (aumenti la durata degli elettrodi ma non previeni la loro ossidazione) quindi fai scorrere corrente solo quando serve..

Saluti Steno

Al dettaglio per la plebe e' un problema trovare viti cosi "sofisticate", forse in un negozio di nautica? Comunque grazie delle indicazioni.

eccolo:

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Roby.

Gia', mi era venuto in mente che da bambino smontavo le pile per vedere cosa c'era dentro.

Grazie della dritta, Roby.

Se hai possibilità di recuperare vecchi lettori cdrom, o altro simile, puoi usare le barrette di scorrimento, mi sembra siano da Ø4/5mm ed in acciaio CROMATO. Puoi sempre filettare le estremità per mettercii dadi o con una grattatina togli unpo' di rivestimento e dopo aver saldato i fili corpi con silicone o colla a caldo tipo giallo o nera.

Grazie per lo schema, Lorenzo (M1A1).

"Adoro i piani ben riusciti" Col. John "Hannibal" Smith

Harry Poster ha scritto:

Mi permetto alcuni rapidi commenti:

- sarebbe meglio mettere un condensatore da 10 o 100 nF sulle alimentazioni, il pi=F9 vicino possibile ai piedini di alimentazione dell'operazionale

- in casi come questi, alle volte =E8 opportuno introdurre un leggero grado di controreazione positiva per avere un pizzico di isteresi (una resistenza di qualche MOhm tra il piedino non invertente e l'uscita dell'operazionale)

- puo' essere opportuno mettere un condensatore in parallelo a R2, di modo da filtrare gli eventuali disturbi che possono essere captati dalla linea di collegamento fra il circuito ed il sensore

- per il partitore sul piedino invertente, proverei ad usare dei valori

10 volte pi=F9 grandi per ridurre il consumo a vuoto del circuito

Sono piccole cose, perch=E9 il circuito funziona, pero' puo' essere utile a sapersi in futuro.

ciao

se si arruginiscono, sicuramente no. se invece ci sono dei fenomeni elettrolitici allora devi provare a cambiare materiale (alluminio,titanio o simili...)

puoi provare anche con dei materiali non metallici (grafite e composti plastici a conduzione)

potresti alimentare il circuito di misura con un segnale sinosoidale a

1K alternato, quindi con semionde pos e negative; attento che siano simmetriche altrimenti ottieni un valore in continua che potrebbe ricrearti gli stessi problemi. se fai un circuito di misura a ponte, poi basta che raddrizzi il segnale che ottieni (diodo ideale con op o radd. sincrono...) e ai la tua misura. ps- il generatore sinos. deve essere stabile come valore di Vrms generato, la stabilita in freq. non è fondamentale.

emilio

Grazie di questa indicazione, stavo appunto facendo qualche esperimento pratico con onda sin, il 99% dell'elettrolisi era scomparsa ma un piccolo rilascio chimico è rimasto, credo che dipenda proprio da questo fattore.

Ne approfitterei per chiederti quale differebza ci sarebbe tra 1khz e i

50hz a disposizione sulla rete elettrica, ma forse la questione è la stessa, un buon generatore di sin assicura una simmetria migliore o se non altro regolabile. Era solo per risparmiare un po' di circuito.

Grazie, Roby.

nei fini teorici nessuna, in quelli pratici molto. perche se usi una circuiteria a 50Hz quando vai ad usarla ottieni un ripple di radd. + alto e + corrente che circola nei circuiti induttivi (se usi un sistema a ponte...). potresti provare ad usare delle semionde e poi usare un driver a ponte; quindi alterni il senso delle semionde,e la V è perfettamente euguale tra quella + e quella -.

emilio

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