scaricatore a gas

Jun 03, 2010 3 Replies

ciao a tutti vorrei porvi una piccola domanda: sono in possesso di alcuni piccoli scaricatori a gas della Siemens(anche se non sono sicuro sul corpo è riportato due S che si incrociano e segnato 350V e 92 penso sia l'anno) assomiglia a questo trovato sul sito RS

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solo che è trasparente in vetro sul corpo e si vedono all'interno i due elettrodi piatti distanziati, all'interno sul vetro sembra depositata una piccola striscia di una qualche polvere(ma potrebbe essere una serigrafia); mi chiedevo se questi cosi per facilitarne la conduzione contengano una qualche sorta di materiale debolmente radioattivo come per le lampadine spia al neon; e mi chiedevo anche se sapreste dove trovare qualche schema che ne mostri l'utilizzo come sopressore di sovratensioni presenti sulle linee di alimentazione o derivanti dall'apertura dell'alimentazione di carichi induttivi.



dimenticavo: se interessa li ho acquistati ad una fiera di elettronica Sapreste indicarmi quanta energia di scarica può sopportare uno scaricatore di quel tipo?



Grazie mille Ciao a tutti


crisram ha scritto:

pia

Non ho mai sentito che le spie al neon contengano materiali radioattivi. So che certi vecchi scaricatori a gas li avevano, ma non penso che sia il caso di questi che hai tu. Posso dire che un contatore Geiger per beta e gamma non segnala niente, ma d'altra parte non segnala niente nemmeno con gli scaricatori radioattivi percio' non e' una prova valida.

i

In generale non sono adatti all'uso su linee di alimentazione perche' quando innescano diventano quasi un corto circuito non solo per la sovratensione ma anche per l'alimentazione stessa. In queste situazioni sono adatti i varistori, che tagliano la tensione soltanto sopra il loro valore. Gli scaricatori a gas invece sono ottimi per le linee telefoniche, antenne e in generale le linee che trasportano segnali, anche ad alta frequenza. Il vantaggio principale rispetto ad un varistore e' la bassissima capacit=C3=A0, pochi pF contro diversi nF, la possibilita' di condurre decine di migliaia di ampere e di abbassare a pochi volt la tensione dell'impulso.

caricatore

Ne ho comprati anch'io alle fiere perche' costano pochissimo. Sfortunatamente 350 volt sono un po' troppi per gli usi comuni, per esempio nelle linee telefoniche andrebbero bene quelli a 90 volt. Comunque si trovano i datasheet della Siemens e Epcos con tutte le caratteristiche. Tieni presente che non avendo una massa consistente non possono assorbire molta energia come un varistore. Il loro compito principale e' quello di condurre molta corrente con una piccola caduta di tensione. Ovviamente a 20 kA la loro vita si riduce a una singola scarica e poi devi cambiarlo.

Non c'entra molto, ma una volta, su un alimentatore per lampada allo xeno, ho trovato un "coso" che sembrava un grosso fusibile, mi sembra in parallelo alla lampada (vado a memoria), che ho scoperto essere una specie di zener per alta tensione, contenente un isotopo radioattivo. Oltre a questo so di fonti radioattive per uso analitico (roba che devi avvisare un sacco di gente solo per spostarla); non ho mai saputo di componenti radioattivi o debolmente radioattivi commercializzati comunemente.

E' sempre un tubo a scarica. La sostanza radioattiva serve a favorire la ionizzazione del gas.

Dipende da cosa si intende per debolmente radioattivo. Se significa con una radioattivita' superiore al fondo naturale, allora anche tu sei debolmente radioattivo perche' contieni un bel po' di potassio. Comunque materiali radioattivi in elettronica civile se ne usano pochi. Mi vengono in mente i sensori di fumo a ionizzazione che usano Americio 241. Oppure i catodi contenti Torio nei tubi a vuoto. E poi parecchi tubi a scarica come hai notato anche tu, tra i quali il Krytron, ma e' un componente piu' militare che civile.

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