Otello snipped-for-privacy@gmail.com wrote in news:udt0ll$jim$ snipped-for-privacy@shakotay.alphanet.ch:
Se in Italia, per le risapute ragioni, e' assolutamente necessario volente o nolente restare concreti, pragmatici, con i piedi per terra, pertanto l'acerbo ragazzo provveda per il tre piu' due - in Italia citata come magistrale - senza se e senza ma, tutto il resto sono solo sciocchezze e perdita di tempo.
Le specializzazioni, se vorra' e se potra', verranno dopo ovvero le certificazioni, che ben differenti sono dalle specializzazioni, sempre se vorra' e se potra' pure contestualmente.
Se genietto e non solo e quando piu' maturo poi seguira' il suo corso come vorra' altrimenti se vive solo perche' respira si rassegni prendendo atto del suo status provvedendo vs qualche concorso nella PA.
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^
^Bart
Detto tra noi il mondo del lavoro pubblico, quello che da molti viene definito il posto fisso, non mi ha mai attratto perché anche se hai voglia di fare, se hai mordente devi adagiarti, frenarti, accontentarti e adeguarti allo status quo e non puoi emergere come invece avviene nel settore privato se ovviamente hai da dire il tuo perché non è che fuori dal pubblico siano tutti geni ma ci sono realtà dove chi vale di più e porta risultati viene premiato.
Ho di recente conosciuto una ragazza laureata in lingue a Cesena che da
25 anni lavora nell'ufficio estero di una banca, visto da fuori tutti potremmo dire che ha un bel lavoro, magari anche ben remunerato eppure lei vorrebbe cambiare settore anche rischiando di guadagnare di meno e per certi versi si è pentita del fatto che 25 anni fa abbia scelto quello che agli occhi di tutti è riconosciuto essere appunto un buon lavoro.
Studiare parallelamente al lavoro è davvero difficile quindi se e sottolineo se la famiglia riesce a continuare a mettere il cibo in tavola ed a far studiare il proprio figlio all'università senza ovviamente farlo cazzeggiare io sarei per questa ipotesi.
Le nuove generazioni viaggiano già ad un età in cui io andavo in bicicletta attorno al mio quartiere quindi non è questo un problema o almeno credo...
Il mondo pubblico, come già scritto sopra, è imho un mondo a se che, sempre come già accennato, non mi ha mai attirato, di recente un mio ex collega ha vinto un concorso per entrare nell'IT di un noto ospedale marchigiano come vice dirigente ed era richiesta come elemento minimo la laurea.
Trovo una certa dicotomia nel tuo pensiero... io credo che per un figlio si possano anche fare dei sacrifici per qualche anno con questo non prendere la mia come una critica ma semplicemente un modo diverso di vedere la stessa situazione! :)
Investire in cultura ed istruzione non è una scommessa al buio, io a fine mese avrò il TOLC-S all'Università di Camerino dopo aver abbandonato diversi anni addietro Ing. Gestionale all'università di Ancona... sarà dura lavorare e studiare ed avrei preferito se all'età giusta invece sempre di lavorare e studiare i miei genitori si fossero potuti permettere di "mantenermi" agli studi.
Saluti. ^Bart
H
Hans
Archaeopteryx snipped-for-privacy@lybero.it wrote in news:uekrv2$d001$ snipped-for-privacy@dont-email.me:
DFTT!
A
Adriano
Scriveva ^Bart sabato, 23/09/2023:
avendo fatto entrambe le cose, non sono cosi' d'accordo. E il settore pubblico ha anche altri pregi; non ultimo la sicurezza del posto, come si e' visto durante la recente pandemia
probabilmente l'ufficio estero di una banca non e' nelle sue corde; o quella banca e' proprio un postaccio. Personalmente ho visto gente che per soldi ha mandato giu' piu' di qualche rospo
anche qui dipende. Anni fa lo avrei fatto per prendere una seconda laurea, ma all'epoca avevo un contratto semestrale e nessuna facilitazione economica. Quando poi avrei avuto le facilitazioni....non avevo piu' voglia io ;-), anche se mi avrebbero tenuto buono parecchi esami. Ora, a quasi 60 anni proprio non se ne parla: fatico a leggere e a restare concentrato. Problemi miei comunque., Ho un'amica che, con pochi anni meno di me ha due lauree, sta facendo un master e ha accantonato la terza laurea perche' con le giornate di 24 ore proprio non ci sta dentro a fare tutto.
si, oggi e' piu' facile; cio' nonostante non e' nemmeno cosi' facile. Io ho lavorato in campo petrolifero per una decina d'anni, e andare all'estero mi e' sempre pesato. Non tanto per l'essere via, quanto perche' avrei dovuto staccarmi da famiglia, amici, hobby e cosi' via. Quando chiusero l'ufficio italiano, mi proposero di andare all'estero, ma non su turni: 3 anni in un paese arabo (era il 2005, non mi e' sembrato il caso); oltretutto quello petrolifero e' un ambito particolare: ti fai un'esperienza da cui poi e' difficile staccarsi
non e' cosi' diverso; chiaramente e' comparabile con aziende private di dimensioni comparabili; e anche in quelle, o hai il santo in paradiso, o sei un nobel o non sfondi per niente
per essere dirigente vorrei anche vedere. Fra l'altro mi sembra che i dirigenti non sono propriamente assunti, ma sono praticamente collaboratori (un modo come un altro per scavalcare il tetto agli stipendi e "menate" tipo i concorsi; cosi' prendi chi vuoi. Ti basti dire che da noi ne presero uno con gia' una condanna e un'indagine in corso che dopo un mese e mezzo era gia' ai domiciliari; forse la fedina penale fa curriuculum)
nessuna dicotomia. Una semplice costatazione: oggi una laurea costa un botto. Se non ce la fai, non c'e' sacrificio che tenga. Metti che hai le rate dell'auto, l'affitto....ai voglia avere un isee basso: quello al massimo ti abbassa la rata uniersitaria, non certo libri, mensa, trasporti ecc.
e io ti auguro con tutto il cuore di riuscirci (e che ti tengano buoni gli esami gia' fatti)
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