Sono presenti negli scaffali dei vari mediaword degli economici dispositivi marchiati TAPO prodotti dalla TP-Link, che fanno parte del ramo commerciale della IOT (internet of things).
I dispositivi sono in pratica dei sensori piu' o meno utili (temperature, PIR, contatto, pulsanti ecc.) tutti alimentati a pila, che non colloquiano direttamente con internet, ma colloquiano con un concentratore locale (hub). L' Hub-concentratore riceve i segnali radio dai sensori domestici e poi li inoltra ai suoi server cinesi, stavolta via internet (via Wifi o via LAN). L'utente col telefonino alla fine interroga anche lui via internet questi server cinesi- uno schema ormai largamente diffuso.
Il colloquio fra i sensori e il concentratore avviene via radio con un protocollo locale proprietario che il produttore ha battezzato "Sub-GHz". Si tratta di segnali digitali, in Europa a 868 MHz che e' una delle frequenze libere per i vari telecomandi da apricancello o antiintrusione. La scelta viene magnificata dal produttore con una serie di vantaggi mirabolanti, ma in pratica il vantaggio vero e' che si aggira l'affollamento dei 2,4 GHz dove de la giocano Wifi, BT, ZIgbee e i dongle key/mouse. Peccato che io a 868 ho gia' i telecomandi auto e alcuni sensori tecnoalarm, che per fortuna e' una ditta seria.