[OT] consigli su corsi post diploma informatica

Sep 13, 2023 Last reply: 2 years ago 43 Replies

era il mito della mia generazione non tanto posteriore alla tua. Personalmente non mi darò mai pace per l'errore di aver scelto l'università e per giunta aver "insistito" dopo. Ho capito tardi che serve una vocazione affiché quella strada diventi produttiva.

Oppure va bene anche un'intelligenza media ma accompagnata dalle cosiddette "skills sociali" in misura molto superiore alla media per compensare i 5 anni di ritardo sul mercato del lavoro.

Quando vedo certi "artigiani" intascare 200 euro per volta senza fatturare, ammetto, mi prende un po' male ma capisco che sto per uscire dai limiti del tema del thread.

Se solo si potesse tornare indietro nel tempo...

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Come puoi immaginare considero la mia vita infinitamente migliore della tua, compreso un senso dell'ironia che come al solito vedo assente in te.

Dovresti smetterla di copincollare (altrove) norme dai codici, evidentemente non ti aiuta a essere sereno :)

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ps adesso che ho fatto outing e visto che faccio spesso domande idiote anche su quello che dovrei sapere, ecco non è per trollare. ci Si sono messi altri problemi. Non voglio mettere scuse, lo dico sempre che non sono una cima ma da tanti anni devo prendere dei farmaci che impattano molto la sfera cognitiva. sono regredito al II liceo scientifico :(

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Non è facile spiegare tutto il proprio vissuto perché le scelte professionali come tirando un filo di una ragnatela si portano appresso 3/4 di una persona.

Per rispondere alla domanda sono ingegnere civile e ho preso un successivo dottorato in tecnica delle costruzioni (di fatto in dinamica delle strutture). Questo si è "innestato" su un'educazione disfunzionale che fin da piccolo consisteva nel dirmi e dire a tutti che ero un mezzo genio, cosa che a sua volta ha prodotto danni a cascata mai del tutto recuperati, nemmeno ora.

Ho preso la laurea tardi, in parte per motivi oggettivi. Al netto di questo, quasi due anni di ritardo dovuti proprio ai miei limiti sia sociali (terrore degli esami) sia intrinseci, di mera intelligenza. Vedevo molti colleghi che si laureavano in corso e li ho capito l'errore: non sono stupido ma nemmeno intelligente nonostante mi sia mancata "solo" la lode (che comunque vuol dire molto)

Non racconto del "dopo" perché sono solo ricordi tristi.

Agganciandomi a quel che scrivi io penso che la percezione della propria soddisfazione sia una specie di valutazione a punteggio che include la soddisfazione professionale, la capacità di guadagnare denaro, successo "fisico" (sport, avere un buon aspetto, etc.) e diverse altre cose. Quindi mi sarebbe andato bene quel che è poi successo, ovvero non avere i numeri per la carriera universitaria ma "almeno" essere l'assistente di fiducia di un professionista come può essere il prof. Petrangeli (mio idolo scientifico-professionale) oppure ancora né l'una né l'altra cosa ma una bella vita mondana, sport compreso.

Ho messo alla rinfusa tante cose lo so, ma aver realizzato che ho solo un'intelligenza media ha alterato la mia percezione del mondo. Razionalmente vedo tutto e so tutto ma economicamente galleggiò e basta, e soprattutto il cuore mi dice altre cose. Ho la sensazione di aver quasi rubato non so a chi i miei titoli di studio.

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Un giovane neodiplomato in informatica che non continua gli studi e cerca lavoro, ha senso fargli fare qualche corso professionale coerente col suo percorso per dargli una formazione diversa da quella scolastica e aggiungere spessore al suo CV ? pensavo i corsi certificati tipo CISCO o simili, comunque qualcosa di serio che abbia un taglio diverso e finalizzato al lavoro. Vedo inoltre prezzi molto diversi...ma soprattutto non so pesare i reali benefici ed apprezzamenti sul mondo del lavoro



Sentito un prof e lui sconsiglia; dice o fai università o cerca di farti assumere in azienda del settore e alla formazione casomai ci pensa lei.



La vedo un po' diversamente ma...ascolto tutti.



Grazie per i consigli.


Un bel giorno Otello digitò:

Per me dipende dal tipo di corso. Eviterei corsi di programmazione, i datori di lavoro semmai sono più interessati a un "portfolio" di progetti che hai fatto, anche a livello non professionale.

Invece per quanto riguarda le certificazioni IT (CISCO, AWS, Azure, ecc...) non ne so molto ma ho l'impressione che siano tenute in maggiore considerazione. Il mio dubbio è su quante offerte di lavoro esistano in Italia per figure del genere (probabilmente poche).

Il 14/09/2023 09:27, dalai lamah ha scritto:

Si e no, un linguaggio di programmazione "importante" lo DEVI conoscere, il portfolio non professionale ... dipende.

Qui hai azzeccato in pieno. Le certificazioni sono tenute in grande considerazione ma sono realmente poche le realtà in cui serve. Tieni conto che molto spesso le certificazioni sono l'equivalente di un esame universitario bello tosto e quindi non una cosa da prendere sottogamba. Giangi

Otello scriveva il 13/09/2023 :

il fatto e' che i corsi sono tantissimi. Non e' che fai la "certificazione Cisco": fai _UNA_ certificazione Cisco. E non e' detto che sara' quella che poi ti servira'. Oltretutto non costano poco, e magari avere un minimo di esperienza sul campo prima di farla potrebbe aiutare. Per quel motivo di solito e' l'azienda che la fa fare al\ai dipendente\i in base alle proprie necessita'

Il Thu, 14 Sep 2023 09:41:49 +0200, Giangi72 ha scritto:

falso. le certificazioni servono alle aziende oltre che per l'aspetto tecnico per ottenere livelli di partnership più alti. In italia probabilmente servono più per questo che per l'aspetto tecnico.

bhe prima di arrivare a quelle certificazioni devi fartene dell'esperienza sul campo, non puoi arrivare a certificazioni importanti senza lavorarci quotidianamente.

Il problema delle certificazioni è che ce ne sono n mila e prenderle senza esperienza secondo me non servono a niente. Uno certificato ccna (o come si chiama l'attuale) che non ha mai messo mano veramente su un router vale niente contro uno con nessuna certifica ma che che ci lavora tutti i giorni.

se il ragazzo, vuole studiare su internet c'è tutto (il sito cisco è pieno zeppo di documentazione ed è un riferimento assoluto, microsoft idem, etc etc), che scelga un ambito e lo segua, io piuttosto spenderei qualche soldino per creare un laboratorio casalingo dove sperimentare sul serio.

Ma spendere per un certifica cisco che poi magari vai a lavorare dove non fanno nemmeno networking non ha senso.

Mirko Borsari snipped-for-privacy@bsi-net.it wrote in news: snipped-for-privacy@mirkonews.bsi- net.it:

+42

Il 14/09/2023 20:40, Mirko Borsari ha scritto:

Stai parlando di bandi pubblici? Sono d'accordo, per questo ho scritto "sono realmente poche le realtà in cui serve", nell'ambito privato, nel senso di aziende che non partecipano a bandi, servono per dire all'azienda "sono una persona che è capace di prendere una certificazione e quindi affidabile" più che "le mie competenze vi servono".

Ho visto persone che, appunto, le ha prese come esami universitari: studio studio studio, senza mai metterci le mani sopra. Una mia ex collega ne ha prese 2 e poi ha vinto un concorso in una forza armata nel campo tecnico.

Anche questo ... è un po' difficile: sperimentare cosa? Ci sono nmila ambiti anche lì, senza uno "scopo" preciso si rischia solo di perdere tempo.

Hai perfettamente ragione, ma come abbiamo detto, ti apre più porte (vedi il concorso di cui parlavo prima, in realtà non so se abbia effettivamente avuto punti in più per quello ma immagino di si) e dimostra all'azienda che se ti prefiggi uno scopo lo raggiungi = affidabile. Giangi

Giangi72 snipped-for-privacy@invalid.net wrote in news:kmigi2FmeunU1 @mid.individual.net:

Di tutto, visto che con poco si fa di tutto.

Non è mai perdere tempo. E se ragioni così, tanto vale fare concorsi a gogo finchè non ne imbrocchi uno e sei sistemato a vita.

Il Fri, 15 Sep 2023 09:48:18 +0200, Giangi72 ha scritto:

no no parlo solo di privato. Ambiente che conosco molto bene.

per i privati le certificazioni servono molto a scalare i livelli di partnership dei vari brand. ormai vedere su un curriculum una certificazione "standard" non è che faccia poi tutto questo stupore. Diverso se parliamo di certifiche di alto livello ma parliamo di profili professionali diversi.

le certifiche che conosco io di più alto profilo hanno almeno un paio di requisiti, avere tutta una serie di certifiche di più basso livello e molta esperienza, perchè in fase di esame devi proprio lavorare su ambienti "reali". la vedo dura superarli solo studiando. mentre è sicuramente più facile sulle certifiche "base" a risposta multipla.

oh io sarò prevenuto, ma nel pubblico si vede veramente di tutto.

bhe se si parla di cisco, l'ambito è il networking. poi chiaramente uno deve scegliere. un po' di networking non fa mai male, è base... Microsoft idem, oppure linux, wmware, DB... ormai provare costa poco e uno si fa un'idea.

se uno vuole lavorare per concorsi allora si... ha assolutamente senso fare certifiche a nastro.

si forse... ma comunque non farei certifiche a caso. Poi quando uno lavora, ha scelto il suo ambito, allora assolutamente si.

Il 13/09/2023 20:56, Otello ha scritto:

Da persona anziana e con molta esperienza della vita voglio darti un consiglio spassionato. Se il ragazzo ha voglia di studiare ed è bravo non esitare, mandalo all'università. Una laurea vale più di tutte le certiicazioni per trovarsi un lavoro. Ciao e auguri al ragazzo.

Il Sat, 16 Sep 2023 10:15:03 +0200, Gab ha scritto:

concordo assolutamente... ma se nel 2023 uno studente non pensa all'università mi vien da dire che di voglia di studiare ce ne sia poca.

su questo concordo meno...

Sembra che Gab abbia detto :

da "diversamente giovane" e dipendente di universita', dissento. In determinati ambiti, una buona certificazione vale anche piu' della laurea perche' certifica una competenza specifica superiore alla media su un ambito specifico. Se c'e' un'azienda che ha bisogno di tecnici specializzati su determinate apparecchiature (cisco, enterasys...) o sistemi (Windows Server, Red Hat ecc), preferisce chi gia' conosce l'argomento piuttosto di chi ha una conoscenza piu' vasta dell'informatica ma senza esperienza specifica. Chiaro che se uno cerca la certificazione XXX e trova un laureato e un diplomato che ne sono in possesso, fra i due sceglie probabilmente il laureato (ma anche questo non e' cosi' scontato: dipende anche quanti anni ci ha messo il laureato a finire l'universita'; con che voto; che indirizzo specifico ha preso) In ogni caso, difficile che a parita' di certificazione e di utilita' per l'azienda, diploma e laurea comportino sensibili differenze di stipendio. Piuttosto la vera difficolta', nel mare di certificazioni esistenti, e' scegliere quella giusta (e ottenerla al momento giusto; perche' non hanno valore eterno; per fare un esempio: uno che ha una certificazione windows server 2003 oggi, se non ha anche un curriculum decisamente corposo, rischia di vedersi superare da qualche giovincello)

Mirko Borsari ha scritto:

in Italia? è molto piu sensato intraprendere una carriera politica! meno problemi,piu guadagni ti sistemi per tutta la vita anche per i nipoti

Quoto in toto, se la famiglia si può permettere di mantenere un figlio all'università (...) e se quest'ultimo trova un'università che fa al caso suo con materie che gli piacciono imho è l'investimento giusto!

Negli annunci di lavoro di un certo livello relativamente al mondo IT chiedono tutti la laurea poi prenderla dopo quando si lavora è dura e non prenderla oggi ti porta ad essere relegato allo schiavetto\operaio informatico che stacca e attacca due spine!

Se posso consigliare una buona università per l'ambito IT è quella di Camerino, ho lavorato nel mondo della smartmobility con numerosi colleghi che venivano da quella realtà molto preparati ed ho conosciuto anche diverse persone che in quella realtà avevano frequentato master post laurea molto validi.

Mi accodo a questa frase! :)

Saluti. ^Bart

Il 15/09/2023 17:43, Allen ha scritto:

Si ma qusto "di tutto" vuol dire tutto e niente, ci vuole uno scopo altrimenti il rischio è lavorarci un giorno e poi lascaire tuttto in un angolo. Non so come chiamarli: esercizi? Test?

Si ma ci sono un milione di ambiti, bisogna avere una linea guida. Magari anche il programma di una certificazione, senza fare la certificazione stessa, ma qualcosa. Giangi

Il 15/09/2023 19:58, Mirko Borsari ha scritto:

Probabilmente hai ragione. Le persone di cui parlavo erano alle prese con le loro prime certificazioni e quindi, immagino, fossero quelle che definisci certificazione base.

Ok, ma immagina la scena: installo vmware, configuro un paio di macchine, gioco con i loro parametri, con i parametri del server, ... e poi? Già con i parametri di clustering, che sono tra i più incasinati, non posso smanettare per ovvi motivi, e quindi come continuare? Io ci vedo uno/due giorni di sperimentazione, non di più. Già linux/windows sono ambiti più grandi ma proprio per questo hai bisogno di più input.

E insomma, bisogna comunque avere un poso di soldi perchè le certificazioni costano.

Amen. Su questo penso che nessuno abbia niente da ridire. Giangi

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