"stefano delfiore" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@usenet.libero.it...
E' quello che ho detto io. La batteria è costantemente sotto carica, circola giusto qualche mA. E' questo che le danneggia, avvenendo la solfatazione.
Per prolungare la vita della batteria, si accetta qualche minuto di autonomia in meno, ma sicuro (pochi punti percentuali sulla autonomia effettiva della batteria), rispetto al credere di avere una batteria efficiente e rimanere a piedi nel momento del bisogno. Una batteria con tensione nominale ok, non significa che abbia anche la capacità di fornire tutta la corrente nominale nel caso del bisogno... Esperienza diretta. Tutte le macchine che utilizzo io hanno procedure di test ciclico della batteria,che consiste appunto nel fare circolare una certa corrente e verificane il comportamento. Circolando questa corrente, la batteria inevitabilmente si scarica un poco...
E se la rete non torna ? In genere gli ups servono per tenere tutto su per le microinterruzion di qualche centinaio di ms. In caso di assenza prolungata di oltre 10/20 minuti, si tratta in genere di guasti sulle linee e quindi i tempi di ripristino aumentano considerevolmante, quindi oltre il tempo prefissato o al raggiungimento della soglia preimpostata gli ups comunicano al pc lo shutdown (o viceversa). Quello che potrebbe accadere poi....chi lo sa ?
Costano molto di + di quelle a valvola, generano di continuo idrogeno e ossigeno (pericolo di esplosione in ambienti chiusi), necessitano di rabbocchi continui, l'elettrolita è liquido e quindi norme particolari per lo stoccaggio. La loro durata arriva anche a 15/20 anni, ma le problematiche che ti ho esposto, fanno si che siano di gran lunga più economiche/utilizzate quelle a valvola/gel. Le ho utiliizzate solo in grossi uffici (oltre 50pc), associate a ups double conversion e stipate in apposite sale con idonea ventilazione e con tutto ciò che ne deriva.