LAB snipped-for-privacy@mail.com ha scritto:
Prova senza alimentarlo, x me funziona pure meglio.
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LAB snipped-for-privacy@mail.com ha scritto:
Prova senza alimentarlo, x me funziona pure meglio.
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Mi sai dare anche una risposta più tecnica, a prescindere dalle questioni mediche?... :)
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LAB snipped-for-privacy@mail.com ha scritto:
No sinceramente.
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Minchia ma i libri li mangiavi lisci o conditi?
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Sono pochissimi giorni e oggi ancora non l'ho fatta, ma mi sembra di sentirne già giovamento... Come ho detto, i dolori sono molto variabili, perciò mi servirà del tempo per capire.
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Ciao a tutti
Da molto tempo ho una borsite retrocalcaneare a cui i medici interpellati non sono riusciti a trovare una soluzione valida.
Da qualche giorno sto provando con un quarto d'ora al giorno di magnetoterapia BF con l'elettromagnete su nucleo a E di una pompetta dell'aria da acquario che recuperai molti anni fa e usavo per smagnetizzare. Praticamente è il primario a 230V di un trasformatore con solo i lamierini a E, senza la parte a I, dimensionato adeguatamente. Nonostante ciò, scalda un po', probabilmente perché la pompa aveva la parte mobile che andava a ridurre il traferro, aumentando l'induttanza, e non mi consente di chiuderlo in un comodo contenitore isolante (seppure le connessioni siano già isolate con tubetto termorestringente).
Mi vengono, allora, un po' di domande...
- A che valori di induzione lavora un trasformatore? 15000 gauss, cioè
- L'elettromagnete della pompa lavora a valori simili?
- Quanto aumenta la corrente togliendo i lamierini a I da un trasformatore da una ventina di watt? Moltissimo, oppure si scalda meno dell'elettromagnete che sto usando e si può metterlo in un contenitore isolante? Temo che si scalderebbe di più...
- Varie ede eventuali... :)
Grazie Gianluca
Ho dimenticato di scrivere che l'elettromagnete sembra funzionare! Purtroppo non posso dirlo con certezza, perché precedentemente ci sono stati giorni in cui il dolore quasi non lo sentivo ma poi è tornato a essere quello di sempre...
Ho fatto qualche misura:
Con un vecchio ponte manuale: 23,7H @1kHz, Q=10 (a 1kHz...)
Rcc = 4865 ohm
A 230V: 26mA, quindi Z=8846 ohm e XL = sqr (8846^2 - 4865^2) = 7388 ohm. Perciò: L = 7388/(2*pi*50) = 23,5H.
Un po' meno coi nuclei standard. Credo picco max 1 T, ma forse anche meno.
Elettromagneti hanno inevitabilmente del traferro, per cui l'induzione e' senz'altro di molto inferiore.
Considera che l'induttanza diminuisce di 500-1000 volte circa, perche' il contributo del campo nel ferro all'induttanza diventa trascurabile. Pertanto la 230 V vede praticamente solo la resistenza del filo, da cui la corrente. L'induzione cala drasticamente rispetto al trasformatore senza traferro, perche' il flusso concatenato fi_c = N*B*S = L*i. I aumenta, ma L diminuisce enormemente, per cui B crolla. Anche S (area) in aria e' maggiore che nel ferro.
Ciao,
LAB ha scritto:
volevo chiederti: hai trovato giovamento da questa "cura" ?
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