Certificazione CE

May 22, 2012 81 Replies

Il 23/05/2012 22:30, Claudia ha scritto:

Te l'ho scritto...

Eh lo so che non si deve vendere per forza. Di certo è un freno, non un aiuto in questi casi.

Mi sai che non hai capito. Non si tratta si sapersi vendere. Si tratta solo di $$$. Se mi arriva un cliente e mi dice: quanto costa sviluppare questo progetto e quanto mi costa la produzione? Puoi stare basso con il tuo margine quanto vuoi ma non puoi lavorare in perdita!

Ci provo. Marco

Marco Trapanese ha spiegato il 24/05/2012 :

scusa leggendo da google gruppi a casa mi era sfuggito!

beh capisco tutte le ragioni di chi produce però, essendo pure un acquirente, sono contenta pure che vi siano controlli!!! non sai quante note facciamo a chi ci porta a controlalre apparecchi importati senza certificazione (in vista di una possibile commercializzazione) non tutte note stupide, credimi! magari chi ha progettato però lìha fatto seguendo solo il buon senso e non le regole che bene o male ci siamo dati (in Europa)

esattamente quel che dico io.....cioè lavorare in perdita (e se è così per te lo sarà per tutti i produttori che vengono interpellati, viste le richieste che ti fanno) non è lavorare.....ad un certo punto il committente troverà chi lo fa e due sono le cose...o chi ha deciso di accettare ha già il progetto semifatto (cut and paste da altre progettazioni recedenti) oppure...lavorerà a cavolo e in quel caso la normativa servirà proprio a tutelare almeno formalmente (ricordi il famoso test report che il lab ti rilascia e che costituisce documento di prova?) il committente.

in bocca al luppolo!!! :D

Cai (Pisa)

Dopo dura riflessione, Massimo Soricetti ha scritto :

questo vero in parte.....nel senso che le partite che entrano in Italia a volte sono controllate e in quel momento l'ìimportatore deve produrre al documentazione che sta dietro l'apposizione del marchietto CE!

nessuna truffa...semplicemente un acquirente deve comuqneu stare attento.....quel marchio, sta pur sicuro viene controllato se passa per i canali ufficiali per entrare in europa.....

Cai (Pisa)

Claudia ha scritto:

Io apprezzo le tue sicurezze, sei pure simpatica (per un aperitivo o pizza) ma guarda che il mondo non va come lo disegni tu.

Se vengono da te sono già vincenti, nel senso che hanno mercato o potenziale mercato e soldi da buttare, ma sappi che non solo sono la minoranza, ma mosche bianche.

Tra 10 anni tu, al massimo farai il limoncello in cantina, anche se ti auguro che le cose vadano diversamente.

Dopo dura riflessione, Fabio_78 ha scritto :

esattamente

esattamente, i test citati comunque non sono fattibili (almeno alcuni) nel lab di casa! e il discorso è cpi che le norme di prodotto, così come le leggi non si autosostengono ...ovvero al loro interno richiamano altre norme che descrivono in particolare procedura per procedura...uan sorta di labirinto duqnue! in pratica vi sono delle norme che dicono prova per prova coem fare..e. poi altre che dicono...questa prova qui falla con questi valorii, questa con altri...ecc..

beh in un certo senso....riprendendo l'esempio del commercialista...perchè un progettista (magari ing visto che a ingegneria ci fanno fare un corso di economia aziendale proprio con il fine di dare una visione a tutto tondo del mondo del lavoro in proprio coem se un domani uno si occupasse oltre che della progettazioen anche del tenersi i conti e fare marcketing spinto!) non si fa tutto da solo??? perchè anche se la base dell'azione amministrativa è chiara, non lo è l'applicazione delle norme e delle variazioni, anno dopo anno....ecco che il commercialista si specializza nello star dietro alle cose burocratico-amministrative sollevando chi progetta dal docverlo fare.....

per fortuna....io sono dipendente (nel bene e nel male) e non ho una gestione fiscale particolare (ovvero ho solo casa figlo/i e poco più).... :oÞ quidni non mi occupo molto dell'aseptto. so solo che la mia busta paga vista nelle prime righe pare una roba da ricconi...vista la riga in fondo e quello che poi mi arriva sul CC......mi inserisce nella media nazionale...di quelli che se tutto va bene pagano pagano pagano (a fronte di lavoro lavoro lavoro!!!) e rimangono un pelo sopra l'acqua..ma che possono venir affondati facilmente (bastano pochi ritocchi ai pagamenti che mi obbligano a fare!)

ripeto, da struzzo , nonho mai voluto andare sull'autonomo (ance perchè questo lavoro da autonomi non è davvero fattibile se non per consulenza..che sì, è pagata ma davvero senza alle spalle un lab lascia il tempo che trova!)

ti ho detto....cerca le etsi e comincia da lì....ti devi iscrivere ma poi scarichi le norme!

sì ma se un lab di fiducia te la spiega e soprattutto integra con quello che sono i richiami e la interpreta alla luce delle interpretazioni e delle norme correlate non è meglio?

comunque ... ordini degli ing....università e altri enti dovrebbero averne per consultaione..chiedere coem poterle consultare.

Cai (Pisa)

Nel suo scritto precedente, El_Ciula ha sostenuto :

vabbè...lo so che hai sempre ragioen tu.....peccato che non lavori in un lab....

sarà....allora di mosche bianche ce e sono molte per nostra fortuna!!!

beh ...già13 anni di lavoro li ho sistemati...altri 10....sono 23 più altri 6 che ho in altro ambito ....ce la farò a sopravvivere no???

Cai (Pisa)

Claudia ha scritto:

Si col limoncello!

El_Ciula ha spiegato il 24/05/2012 :

vabbè se secca il ramo certificazione...significherà che è già seccato quello progettazione.....un minimo divantaggio (per seminare limoni a gogò ce l'ho sempre!)

Cai (Pisa)

Il 23/05/2012 21:13, Fabio_78 ha scritto:

Che io sappia la certificazione CE è obbligatoria, ma è sempre un'autocertificazione.

In teoria quindi, capendo quali norme sono applicabili al tuo prodotto e avendo la strumentazione ed i locali, potresti effettuare le prove in proprio.

I problemi sono proprio questi: dovresti dedicare una persona alla valutazione delle norme e allestire nell'azienda un laboratorio con tutta la strumentazione adeguata per fare le prove per rispettare la legge. Pagare per le norme direi che è la parte minore.

Ad occhio direi che si va su alcuni milioni di euro di investimento, e una cosa del genere se la possono permettere quindi solo le grandi aziende (tipo Apple per intenderci).

Alla fine le prove come tempo durano molto poco (qualche giorno/settimana), non avrebbe senso mettere tutto questo investimento per così poco, quindi se vuoi fare le cose in regola secondo la legge, conviene affidarsi ad un laboratorio di fiducia. Nella mia esperienza devo dire che sono un po' costosi, ma ti aiutano a risolvere tantissimi problemi e la qualità e sicurezza del prodotto aumentano enormemente.

Riguardo il problema della responsabilità sollevato sopra da Marco, io penso che è vero che alla fine la certificazione e la responsabilità sono mie, ma è anche vero che se viene fuori che un problema è legato al fatto che ha sbagliato il laboratorio (per colpa/dolo) io pagherò i danni ma a mia volta mi rivarrò verso di esso.

_|/ Francesco Sacchi - Develer S.r.l. |\http://www.develer.com/ - http://www.bertos.org/

Il 23/05/2012 19:40, Massimo Soricetti ha scritto:

Confermo, noi facciamo sempre così quando ci dobbiamo muovere in un campo in cui non abbiamo esperienza.

Per dare un po' di dati concreti: per un prodotto in un nuovo settore chiamiamo il lab, gli spieghiamo quello che vogliamo produrre e loro individuano le norme che dovranno essere applicate.

Costo ~2.000¤, compresa una giornata per fare un po' di prove di precompliance/debug con le attrezzature del laboratorio.

_|/ Francesco Sacchi - Develer S.r.l. |\http://www.develer.com/ - http://www.bertos.org/

Il 23/05/2012 19:27, dalai lamah ha scritto:

Per la parte suscettibilità/emissioni radiate anche io non ho mai avuto problemi, sulla parte di immunità sui disturbi condotti e fast transient invece qualche problemino me lo hanno dato.

_|/ Francesco Sacchi - Develer S.r.l. |\http://www.develer.com/ - http://www.bertos.org/

Francesco Sacchi ha pensato forte :

in molta molta teoria...dove la si trova una camera semianecoica full compliance che come minime dim per una certificazione civile misure a 3 metri ha dimensioni 9x5x6m circa???? dove lo trvi il ricevitore EMC e set antenne (per emissioni che vanno da 30 MHz a 6GHz....per non palrare degli amplificatorei ed antenne per la paret di immmunità insomma...coem ho detto e ridetto a aprte la sezioen sicurezza l'EMC nonè praticabile in proprio..... o meglio lo è se fai calcoli complessi sulle radiazioni di ogni singolo filo/pista/componente ecc e dimostri che l'emissione sta sotto i limiti o l'immunità è forte tanto da non fare avere problemi all'apparato ( e come ho detto in altro post costa pù in fatica, organizzazione e altro che fare quelle tot giornate di lab e vedere realmente cosa emette o recepisce dal mondo!!!!

già con l'aggravante che quella singola persona lavorerebbe poi per un tempo molto ristretto (deve aspettare che la progettazioen sia ad un livello testabile) quidni con immobilizzazioen di personale e strumentazioen non indifferente! ci sono aziende ceh al loro interno hanno un lab certificazioni...ma sono poche e comuqneu per alcune cose si rivolgono fuori (non si può mica avere tutto nella vita)...e soprattutto fnno parte di sognori gruppi aziendali!!!

8-o

esatto, meno male che non lo dico solo io (che ovviamente potrei essere tacciata di interesse (quale poi...io sono dipendente qui!!!) :')

esattamente per questo c'è l'assicurazione (quelle che risponde in solido nel caso di accertato errore) che i lab hanno!

Cai (Pisa)

Francesco Sacchi ha usato la sua tastiera per scrivere :

aggiungo (giusto perchè Il Ciu fa *sempre* interventi con cognizione di causa :/) che altro pezzo forte è il ricevitore EMC , anche quello sui

120mila! antenne, sensori di campo circa sui 10-20mila ciascuno..... e nel conto vanno computati poi camere schermate o precamere, clamp d corrente e macchine ad hoc per burst esd surge ecc, oscilloscopi ( non quelli d 100 euro purtroppo....noi ne abbiamo uno da 12mila euro e....ovviamente c'erano pure le versione superiori ma.....il budget era quello e quello il minimo per caratteristiche che dovevamo prendere in fatto di banda passante)

titikke titakke si far presto a raggiungere cifre che inizialmente paiono lontane!!! :/

Cai (Pisa)

El_Ciula ci ha detto :

no, no quelle per elicotteri o aerei costano decisamente di più!!! :')

Cai (Pisa)

Francesco Sacchi ha scritto:

Le so ste cose ero in modalità KK.

Il 24/05/2012, Francesco Sacchi ha detto :

no, non bastano 15-20mq. fa un conto a spanne, per emissioni irradiate la norma richiede distanza minima di 3 m tra antenna e apparecchiatura, più l'antenna deve stare a due metri dalle sup in ogni lato (e 50 cm da soffitto e pavimento ) e un'antenna compatta per partire dai 30MHz tipo questa

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è circa larga 140 cm) quindi arriviamo ad una camera di lunghezza

3+2+2=7 e larghezza circa 5 m ovvero minimo minimo 35-40mq. inoltre la norma richeide che l'antenan possa avere un escursione da 1 a 4 m di altezza quidni ti viene fuori una struttura tipicamente di 9x5x6m (dim esterne) poichè vanno considerati pure gli eventuali inserimenti di coni anecoicizzanti.

poi sì in commercio esistono camere di precompliance che anno dimensioni minori ma....a rifgore non sarebbero da prendere in considerazione per misure relative alal certificazioen (full compliance) poichè quelle che ho scritto , per il civile, cono el misure MINIME accettabili kk

Cai (Pisa)

Claudia ha scritto:

Fai la sceneggiatura e la critica da sola?

Sei un fenomeno!

Massimo Soricetti :

Sì, è vero, i punti elettrici aumentano con la scala. Io pensavo alla cablatura, che per grandi ambienti si riduce enormemente, ma è anche vero che il filo è la cosa che costa meno...

Recentemente un amico mi ha fatto vedere una stanza da ufficio circa

10x5, com mlte prese, interruttori e simili, per la quale non sono bastati 200m di filo. Con punti domotici ne sarebbero bastati meno di 50 e avrebbe avuto più flessibilità, ma tutti gli interruttori e i punti luce avrebbero dovuto essere elettronici. Più la centralina.

Il giorno marted=EC 22 maggio 2012 21:11:14 UTC+2, Giuseppe Giraudo ha scri= tto: cut

Ragazzi che flame !!!

Ho mandato le email descrittive a tre laboratori, ho ricevuto un solo conta= tto telefonico, solo per dirmi di mandare il modulo.

Al momento non ho risposte.

Facciamo un esempio, io costruisco circuiti su ordinazione, ogni circuito = =E8 diverso, come potrei inviare dei prototipi per i vari test, qui stiamo = parlando di grandi aziende con grandi numeri, io sono un piccolo pezzente c= he vorrebbe fare le cose bene ed a norma, ma appunto, come diceva qualcuno,= vai fuori piazza.

Se invece mettessi una bancarella, (in Italia) faccio venire il cliente str= aniero, lo compra, emetto regolare scontrino o fattura. oppure dico che son= o soprammobili.

Nessun bollino CE, lui se lo porta a casa .....

:))))

scherzo naturalmente, ancora grazie delle info tutte utili, naturalmente se= ci sono news Vi aggiorno.

Pino

Il 25/05/2012 22:48, Giuseppe Giraudo ha scritto:

la bancarella la puoi sempre mettere su ebay o creare una pagina web per offrire servizi di progettazione/prototipazione...

bye !(!1|1)

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