Fabio_78 ha scritto:
Si, ma in italiano e comprensibile, grazie.
Fabio_78 ha scritto:
Si, ma in italiano e comprensibile, grazie.
Fabio_78 :
Purtroppo non è così, non è come le leggi. Le norme tecniche quasi sempre si pagano, in qualunque ambito. Immagino che la ratio sia che se ci lavori (e ci guadagni) allora puoi anche pagare. Le leggi invece sono per tutti, anche per i poveri, e non sono una scelta.
Quello è vero anche per le leggi :)
"El_Ciula" :
L'impianto elettrico della mia casa (sui 100 mq) l'ho progettato io quasi tre anni fa dopo aver comprato un manuale dell'elettricista, poi l'ho mostrato ad un elettricista (amico di amici, altrimenti mi avrebbe mandato a quel paese), ne abbiamo discusso e l'ho corretto dove serviva, e lui (aiutato da me) l'ha realizzato e certificato. Questo per dire qual è il mio livello di competenza.
Mentre lo progettavo mi chiedevo quanto mi sarebbe costato un sistema moderno a bus. Ho fatto due conti, mi veniva quasi il doppio e ho lasciato perdere. È normale? È vero che per una casa non grande un sistema "domotico" costa troppo? Qual è la dimensione per cui comincia a convenire?
Forse e' su questo punto che ho capito male, ma dover rispettare norme di prodotto e' sempre una scelta o a volte e' un obbligo? E se qualche articolo di legge tira dentro delle direttive che tirano dentro delle norme di prodotto, allora queste non diventano obbligo di legge?
Se poi e' tutta una scelta allora il problema non si pone e mi vendo i miei aggeggi, tanto se qualcuno ci resta secco, in tribunale sempre io ci vado :)
Ma almeno la gazzetta ufficiale la posso leggere, poi capirci qualcosa non e' facile ma con un po' di impegno...
Fabio.
Il 23/05/2012 21:13, Fabio_78 ha scritto:
[ cut ]
Non è esattamente così, per la verità. Ai legislatori piace difendere le industrie del loro territorio e (entro certi limiti, perché comunque una normativa tecnica va concordata a livello internazionale) usano le normative per farlo: es. o hai il CB oppure non esporti da me, ma per le mie industrie locali il CB non lo chiedo o è solo una formalità.
Una seconda fonte sono le industrie stesse: quelle che producono i prodotti migliori stabiliscono (sempre entro certi limiti, che non sono solo loro a decidere) il livello di qualità da rispettare tramite l'innovazione in fatto di sicurezza/affidabilità, perché le normative sono fondamentalmente ispirate alle "best practices". Ed è chiaro che hanno tutto l'interesse a livellare le norme verso l'alto, per costringere i competitor "economici" a non andare troppo sotto coi prezzi e non fargli troppa concorrenza.
Fabio_78 :
È una scelta nel senso che a produrre qualcosa non ti obbliga nessuno: è il tuo lavoro e ci guadagni; è un'attività economica. La legge sullo dtato di famiglia (per fare un esempio) vale per tutti, ricchi e e poveri, furbi e scemi, e non è un'attività economica.Ma non sono un giurista, quindi prendi quel che dico con le molle. Quel che so per certo è che le norme tecniche quasi sempre si pagano, in qualunque ambito.
s=EC ma margine? sai com'=E8....non =E8 che uno debba vendere per forza...e un a produzione bassa e un costo basso con impiego di molto invece in fase di progettazione.....=E8 deletereo
s=EC come estrema ratio......ma nel tempo che paghi c'=E8 pure la ricerca della soluzione....e in genere si cercano soluzioni partendo dalla pi=F9 a buon mercato o pi=F9 ingegnerizzabile poi ovvio se* l'=E8 tutto sbagliato l'=E8 tutto da riffare!!*
beh ....=E8 una questione di sapersi vendere o sapere se si sta puntando su un prodotto valido o meno!
beh valuta dunque anche l asoluzione ibrida!! kk
l
di quelli leggeeeeeeeeeeeeeeeeri...per non parlare di quelli che montano elettrolitici che permettono 50-60 accenzioni poi danno forfait
s=EC s=EC lo so....perf fortuna per=F2 ora alcune norme cominceranno a far desistere chei vuol vendere solo 4 componenti....se non altro quelle che si prefiggono l'economicit=E0 dell'impiego (energy star , blue angel.....eccecc) con le richieste in quel campo chiedono che i progetti vengano rivisti in toto....e qualcosaina a quel putno spero che cambi!
Il 23/05/2012 22:01, Francesco Potortì ha scritto:
Se usi un bus su powerline, come l'SCS di Siemens o il Konnex che invece è open e aspira a diventare uno standard, non devi cablare niente di diverso da un normale impianto elettrico. Per le prese invece...
Il grosso, grosso problema dei sistemi domotici di adesso è che i vari moduli sono tutti da montare su barra DIN. Il che significa uno o più quadri elettrici murati da qualche parte nelle varie stanze... se devi fare una cosa simile su un impianto esistente questo sì che costa un botto. Oppure degli scatolotti tipo presa temporizzata che devi mettere davanti a ogni presa di corrente che vuoi controllare... finisce sempre che un giorno si stacca lo scatolo perché dà fastidio e non si riattacca più, e addio sistema domotico :-|
Bisogna vedere cosa intendi per sistema domotico: ci sono una marea di possibilità diverse. Puoi anche iniziare montando qualcosa di piccolo, tipo il videocitofono che ti manda l'immagine sul TV e tu che apri da telecomando o da cellulare, via WiFi o BT.
beh per questo viene in aiuto il sito
in parte =E8 vero per=F2 , come ho riportato prima nella mia listina (non esaustiva) non =E8 poi detto che emissione, sicurezze e immunit=E0 abbiano poi stessa numerazione
kk
=F2
il lab non stampa un bel nulla (anche se =E8 capitato che un produttore...una volta ci ...ha contattato per chiedere se noi stampavamo etichette CE!) e comunque un lab che fa marchi di qualit=E0 non ha nulla di pi=F9 (riguardo la parte di certificazione) rispetto ad un lab meno altisonante ma che fa comunque test validi
mi spiace ma questo tuo discorso non lo appoggio proprio!
la cina tralasciala...il ccc =E8 un mondo a se. sempre che non siano necessari adeguamenti (non tutti i marchi di qualit=E0 sono uguali!!!)
cio=E8 tu stai consigliando a chi si lamenta di 3000-4000 euro da sborsare per fare una certificazione CE(europea) scevra di spenderne il doppio o triplo solo per , forse un giorno chiss=E0 magari ..bah andare a vendere all'estero???? io ...eviterei spese inutili...o azzardate!!! :-) kk
ti posso dire che se uno prevede di vendere meno di un tot o a meno di un tot tali per cui la certificazione =E8 invalidante...=E8 meglio che riveda il proprio progetto..... cio=E8 se rpogettio e costruisci una scheda che venderai in 10 pezzi a
10 euro l'uno.....=E8 un lavoro o =E8 solo esercizio di stile??? se devi fare un lavoro che regga progettazione, produzione e dia un introito.....la certificazione =E8 un costo ma non un costo che affossa!per legge la certificazione =E8 OBBLIGATORIA, quello che =E8 volontario =E8 il marchio di qualit=E0 (che non =E8 la certificazione)
la certificazione s=EC OBBLIGATORIA, ripeto
comunque non potresti far da solo al certifciazione e leggerti per cultura le norme e del tutto inutile (oltre alle norme dovrai attenerti a interpretazioni, regolamenti, applicazioni) insomma la norma =E8 solo al punta dell'iceberg.
no, purtroppo =E8 un ambito complesso, non =E8 possibile usare una sola norma per tutto e quidni nascono mille variati, mille norme ecc ...e consocerle tutte per chi progetta non ha senso....
s=EC certo =E8 difficile anche per chi ogni anno deve rivedere le differenze delle norme...credimi il gioco della settimana enigmistica =E8 propedeutico (trova le differenze) :-(a
purtroppo per=F2 quando vai a comperare un oggetto , vuoi essere sicuro che chi l'ha fatto qualceh regola l'ha seguita no????
capisco che dal di fuori ( o dall'altra aprte del tavolo) tutto sembra torbido (=E8 per questo che ripeto e riripeto di considerare una collaborazione con un laboratorio e non una sudditanza e basta) per=F2 se il produttore cominciasse a vedere il lab di test alla stessa stregua di come vede il commercialista (cio=E8 un tecnico che si occupa dandogli fiducia di un settore che il progettista non ha intenzione di seguire direttamente), ci sarebbero molti meno problemi, rancori e incertezze.
...
Condivido, non imputavo ai legislatori solo una passione malefica per le complicazioni, ma proprio il fatto che la burocrazia e' uno strumento. Hai citato due esempi, sicuramente le cose sono complicate e ci saranno anche altre ragioni, comunque nell'elettronica il risultato finale credo che non aiuti le aziende grandi e piccole europee, ne i clienti finali che si trovano a scegliere tra prodotti costosi e prodotti importati con il machio CE fasullo (vabbe' forse esagero :) ).
Ciao! Fabio.
sempre un obbligo
anche se fossero gratis sarbbe quasi inutile. Ti invito ad andare a scaricarti quelche ETSI che sono gartis (e sono le norme a cui la direttiva R&TTE si riferisce) tanto per capire come =E8 scritta una normativa...capirai a quel punto che comunque ...se vuoi poter scrivere su un foglio che ti assumi la responsabilit=E0 che l'apparecchio che commercializzi =E8 marcabile CE....ti conviene appoggiarti ad un laboraotio....perch=E8 tra test che non puoi fare in proprio...e competenze specifiche...... non hai avuto minimo guadagno ad avere quei 30 fogli stampabili
anche le direttive sono libere e consultabili....e parte tutto da l=EC!!!!
Bhe' il Lavoro, dipendente o autonomo, e' uno degli aspetti fondamentali della nostra vita, e poi nessuno mi obbliga neanche a guidare una macchina o a farmi una famiglia se e' per questo :)
Questo credo che valga per tutte le regole, comprese quelle che devo rispettare per vendere la mia stupida schedina elettronica ;)
Fabio.
Il 23/05/2012 23:10, Fabio_78 ha scritto:
Assolutamente no :-) L'UE ha in effetti un problema con il marchio CE, nel senso che come dissi all'inizio del thread non ci sono controlli e ognuno importa un pò quel che vuole. In più esiste ANCHE il marchio CE fasullo... i cinesi hanno registrato il marchio China Export, con un logo molto, ma molto simile alla dicitura CE del nostro marchio: nel vero CE la C è un mezzo cerchio e la E inizia quando il cerchio della C si dovrebbe (idealmente) chiudere. Il marchio China Export è identico al CE graficamente, ma la spaziatura fra le due lettere è minore. Una truffa legalizzata, insomma :-|
Massimo Soricetti :
Ma soprattutto interruttori e attacchi lampade costano tanto.
No, quello che avevo guardato io aveva tutto concentrato su un quadretto solo (che pure non costava poco).
No, io intendevo tutte o quasi tutte le utenze controllate centralmente, ognuna col suo bravo id univoco.
Ti rispondo qui, che aioe mi ha segato le tue risposte.
Ok quindi se io voglio distribuire un prodotto elettronico devo certificarlo CE e mi serve la consulenza.
Potrei pero' avviarmi sulla giusta strada, per poi terminare il lavoro con chi di dovere, certo in maniera molto limitata, la precompliance per la compatibilita' elettromagnetica e' fuori discussione, credo.
E la garanzia starebbe nel fatto che la certificazione e' materia tanto complicata da richiedere il sudore di molte persone, le quali devono impegnare molto del loro tempo a cercare di capire quali norme si devono applicare e quali interpretazioni ecc... pittosto che dedicarsi a tempo pieno agli aspetti tecnici? ;)
Credo tu abbia fatto un paragone molto azzeccato con il commercialista, non avrei saputo fare di meglio. Ti piace come e' strutturato il sistema fiscale? Non dal punto di vista del quanto ma del come? Non rispondere, credo che anche tu abbia intravisto a volte il volto sconcertato del tuo commercialista davanti a norme non proprio chiare :)
Non condivido, anche leggere gli articoli di legge e' quasi inutile ma non per questo si deve pagare per leggerli, almeno non ancora...
Qualche norma di prodotto l'ho letta, ottenute per vie traverse, concordo che una volta lette si rimane con + dubbi di prima, ma non e' del tutto inutile.
Continuo a credere che sia necesario avere libero accesso ai testi delle norme obbligatorie, comunque grazie per i chiarimenti, se in futuro dovessi aver bisogno di certificare qualcosa almeno avro un punto di riferimento.
Ciao! Fabio.
Il 24/05/2012 00:33, Francesco Potortì ha scritto:
[ CUT ]
Ti sei risposto da solo. Non ci sono economie di scala. Più la casa è grande, più roba ti serve e più costa il tutto. Un sistema domotico completo per tutti gli ambienti di una casa costa tanto di più quanto più è grande la casa: a meno che non scegli di servire solo gli ambienti più importanti e lasciare il resto senza, almeno in un primo tempo.
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