Ho una vecchia torcia che per il funzionamento impiega appunto
2 elementi... a torcia.... Giorni fa vado per accenderla ma mi fa cilecca. Penso subito che i due elementi si siano scaricati. Li estraggo e li misuro: uno mi da 1,5 V abbondanti, l'altro 0,3-05 V, stranamente incostanti. Il tester digitale sembra ubriaco, le cifre girano senza mai fermarsi. Decido di ritagliare via il bordino ripiegato in materiale isolante, sul lato negativo, e quindi libero il disco di acciaio (inox?) che si vede nella foto, indicato dalla freccia verde:
Come tutti sanno, le alcaline hanno le polarità invertite rispetto alle vecchie zinco-carbone, alle Ni-Cd, alle Ni-Mh, vale a dire che la carcassa é il positivo. Per cui il disco metallico si rende necessario per mantenere la compatibilità con gli altri tipi di piile. Orbene, sotto il disco scorgo un piolino di colore scuro, tendente al blu (indicato dalla freccia arancione nella foto). Prendo la lima e raschio. Diventa di colore giallo, in quanto é di ottone. Dò una passata con la mola sul centro del disco, ungo il punto di contatto con un pò di vaselina, riassemblo e fisso con nastro da imballaggi et voila, la pila torna ad erogare i suoi bravi 1,5 V abbondanti. Altro problema l'avevo avuto con una batteria rettangolare da 9 V. Presa al negozio e portata a casa, misurata per curiosità col tester mi dava zero volt. Non mi era mai capitato di maneggiare pile con tensione a zero: anche la più esausta qualche manciata di millivolt la dà sempre (eccetto le ricaricabili quando vanno in corto). La apro e vedo che i piccoli sei elementi cilindrici che la compongono, invece che essere connessi tramite saldature elettriche, sono ponticellati da una specie di circuitino stampato, spinto a contatto dei poli degli elementi da una banalissima piastrina rettangolare di gomma. Insomma, una vera schifezza. Non nomino la marca (molto nota) perchè non ho più sotto mano le parti e non vorrei beccarmi una querela da una multinazionale. Scusate la lunghezza del post.