Qualcuno conosce il principio di funzionamento dei sensori a riluttanza variabile ?
Dovrebbero essere dei sensori magnetici che vengono impiegati per rilevare la velocità di rotazione di un albero dentato o di turbine con alette metalliche. Da cosa ho capito consultando qualche testo sui trasduttori e cercando su internet, il passaggio di un componente metallico all'interno di un flusso magnetico generato da un magnete permanente, crea una differenza di tensione ai capi di una bobina avvolta attorno al magnete. Tale tensione ha ampiezza proporzionale alla velocità di attraversamento del flusso magnetico da parte del componente metallico. Questa tensione dovrebbe essere alternata, e l'ampiezza simmetrica all'asse del tempo.
Tutto ciò è corretto ?
Quali sono le caratteristiche della differenza di potenziale rilevata ai capi dei due conduttori in uscita dal sensore ?
In che modo la riluttanza produce una differenza di potenziale ?
Grazie.
Vincenzo Pascariello