Salve, ho un circuito ed una sua parte è posta a terra come riferimento di potenziale. A me interessa conoscere la ddp ai capi di un condensatore, una armatura del quale è anch'essa a terra. Domanda: che senso ha mettere terra il condensatore se poi alla fine a me interessa conoscere una ddp? Qualunque sia il potenziale delle due armature, non ci si potrebbe accontentare visto che ci interessa solo una ddp?
Notare che non parlo di una terra fittizia come riferimente in base al quale calcolare tutte le altre tensioni, ma di una terra "fisica", ossia un cavo che va a terra. Grazie
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P
paolobc547
Angelo ha scritto:
na
erra
Una volta che il condensatore =E8 carico, puoi scollegare dalla terra la sua armatura ed esso conserva indefinitamente (trascuranto le resistenze di perdita) la sua carica, e quindi la differenza di potenziale ai suoi capi. Partendo invece da un condensatore scarico, per caricarlo devi collegare le due armature ai due poli di un generatore di tensione. Nel tuo circuito probabilmente uno dei poli del generatore =E8 anch'esso a terra, in modo tale da avere lo stesso potenziale di un'armatura del condensatore: quindi se scolleghi l'armatura da terra, puoi, come ti ho detto sopra, mantenere la differenza di potenziale, ma, se parti da un condensatore scarico, non puoi caricarlo.
Qualunque
to
ale
Di che circuito si tratta? Potresti essere pi=F9 preciso? Se si tratta di un circuito collegato alla rete elettrica la messa a terra =E8 fatta per motivi di sicurezza (contro eventuali dispersioni), ma ad essere collegato a terra =E8 l'involucro metallico che contiene il circuito. I terminali dei componenti che devono stare a 0V (riferimento) devono essere collegati al neutro.
P
Pasu
Se stai parlando di una simulazione SPICE, penso sia normale che ti chieda un riferimento. Non è una questione "elettrotecnica", ma puramente numerica (il problema sta nell'algoritmo di risoluzione del circuito). Ciao Pasu
A
Angelo
"Pasu" ha scritto nel messaggio news:Jlrqh.62439$ snipped-for-privacy@newsfe3-gui.ntli.net...
Rispondo anche a "paolobc547", ma con un esempio diverso da quello del condensatore.
Ho un voltmetro che ha due elettrodi Ag/AgCl per la misura di ddp tra diverse soluzioni elettrolitiche che prersentano cariche positive (ioniche) in eccesso o in difetto. Ciò che interessa è la ddp tre due soluzioni: che senso ha mettere una delle due a terra ad opera di un terzo elettrodo? Inutile dire che il mio testo sottolinei come il fatto di avere a che fare con conduttori di seconda specie (ioni) anzhichè con elettroni, non cambia la sostanza del quesito, nè le leggi (Ohm, ecc) che regolano il flusso ionico tra punti della soluzione a differente potenziale. Tanto che questi sistemi vengono modellizati con semplici circuiti elettrici. Io, però, non ho cpaito il perhè di un riferimento uguale alla terra. Ripeto che ciò che interessa è la ddp.
Grazie
A
AleX
"Angelo" wrote in news:jQsqh.3133$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it:
Puoi fare un disegno con fidocad? Non mi è chiara la disposizione di cui parli. Potrebbe essere una questione di immunità al rumore (collegamento di guardia e simili): visto che le capacità parassite esistono comunque, a quel punto è preferibile un riferimento sicuro.
Ciao, AleX
P
paolobc547
e)
: che
Infatti non serve. Per valutare la differenza di potenziale tra le due soluzioni basta che immergi gli elettrodi del tester nelle due soluzioni (uno ciascuna, ovviamente)
bia
non
In un circuito si pu=F2 misurare solo la differenza di potenziale tra due nodi, non il valore del potenziale di ciascun nodo (il potenziale in un punto dello spazio =E8 noto a meno di una costante additiva). Per comodit=E0 si sceglie un nodo di riferimento e si fissa convenzionalmente, sottolineo convenzionalmente, la sua tensione a 0 Volt. Fatto ci=F2, oltre a parlare di tensione tra due nodi, si pu=F2 parlare di tensione di un nodo, sottointendendo che si tratta in realt=E0 della differenza di tensione tra quel nodo e quello di riferimento. Probabilmente il tuo dubbio ha origine dal fatto che spesso ci si riferisce al nodo di riferimento chiamandolo terra (anche se non =E8 connesso alla terra, intesa come pianeta) o massa. Per chiarirti le idee su queste tre espressioni (0 Volt, terra e massa) puoi vedere dei post passati (se ne =E8 parlato diverse volte). Di seguito te ne mando uno:
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hl=3Dit#42ef1117d0f19b20 (vedi in particolare la risposta di Franco)
Di nulla
a presto Paolo
A
Angelo
"AleX" ha scritto nel messaggio news:45aa63e5$0$19091$ snipped-for-privacy@reader4.news.tin.it...
In breve. Il principio è misurare la ddp tra due soluzioni elettrolitiche, una contenuta entro la cellula e l'altra all'esterno. La memebrana che le separa è impermebile agli ioni ed è quindi un dielettrico. Di fatto le due soluzioni si comportano come le due armature diun condensatore. Il piccolo spessore del dielettrico e la sua costanza ed omogeneità strutturale e geometrica, fanno si che la capacità del sistema sia costantemente uguale a 1uF/cm^2.
Ora, prendo un generatore di corrente (non è importante come glie elettrodi trasformino - con principi noti all'elettrochimica - una corrente elettronica in ionica o viceversa; nelle soluzioni elettrolitiche vale ad es. la legge di Ohm, quella di carica-scarica dei condensatori, ecc, così, come potete vedere, si può ragionare in termnini elettronici classici e non elettrochimici), prendo un generatore di corrente, dicevo, ed infilo nella cellula uno dei due elettrodi. Faccio scorrere una corrente capacitativa I(t) che risulta sperimentalmente capace di fare quello che ci si aspetterebbe dalla teoria dei circuiti: integrando I(t) lungo il tempo t e dividendo per C, ottendo la ddp causata dalla corrente capacitativa. Per misurare la ddp ai due "morsetti" del condensatore, devo inserire un elettrodo entro la membrana (questa volta parlo di un elettrodo di registrazione collegato ad un voltmetro e non di un elettrodo di stimolazione collegato ad un generatore di corrente). In ed out, nello schema che ho disegnato per voi, sono l'interno e l'esterno della cellula, cioè le due armature. Sopra mostro quello che normalmente si fa: la solizione esterna viene posta a terra e l'elettrodo esterno del voltmetro viene posto nella soluzione esterna. Tutto a pot. di terra. Nel mio schizzo, sotto, indico come preferirei che stessero le cose, senza messa a terra della soluzione esterna. Ripeto, un comnto è farlo "figuratamente", cioè per dire: mando all'amplificatore la tensione aut come riferimento zero o terra o pico pallina. Altro e metterla a terra con tanto di elettrodo. Accanto ho disegnato i circuiti elettrici equivalenti.
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Qui mostro meglio il voltmetro (non disegnato da me)
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Grazie
P
Pasu
Sparo la mia cavolata del lunedì mattina. Ma come è fatto questo voltmetro? Non hai una foto? Mi viene da pensare che sia solo una questione pratica. Del tipo: il voltmetro ha il solo puntale positivo e l'altro è magari un coccodrillo o qualche altra forma più "elettrochimica" (non so una cippa di elettrochimica ovviamente), collegato, attraverso lo chassis, a terra. Quindi è più pratico avere un riferimento fisso (nel senso che non lo sposti più durante l'esperimento) e un positivo che puoi spostare... Non so se mi sono capito.
Pasu
A
Angelo
"Pasu" ha scritto nel messaggio news:deIqh.480$ snipped-for-privacy@newsfe1-win.ntli.net...
Fermi tutti ;-) Ho parlato adesso con un ingegnere che si occupa di elettrofisilogia: mi ha detto che c'è un errore. O, meglio, un malinteso: tutti i testi tendono a sottolineare l'importanza della messa a terra fisica del dispositivo. Quando invece, a suo dire, nei setup in cui effettuano queste registrazioni, non esisteuna messa a terra fisica, ma due elettrodi uno fuori ed uno dentro la cellula. La ragione di questo diffuso malinteso (su tutti i testi dedicati si parla di elettrodo per mettere a terra il medium esterno), è che per sottolineare come il potenziale di riferimento sia quello esterno, si tende a schematizzare il tutto con un simbolo di terra, arrivando a sottolineare la cosa con un ulteriore elettrodo che metterebbe a terra la soluzione esterna. Quindi: torniamo a pspice: basta avere un riferimento, arbitrariamente scelto come quello esterno, a cui rifeire i potenziali interni.. Scusatemi se vi ho coinvolti in questo malinteso: ne sono stato la prima vittima. Cmq spero di avervi interessati e non annoiati troppo. Grazie a tutti.
P
paolobc547
ha
a
ndo
la
de
Scusatemi se vi ho coinvolti in questo malinteso: ne sono stato la
Per quanto mi riguarda =E8 stato un thread molto interessante. Buon lavoro e a presto
Paolo
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