HMC1501/HMC1512

Aug 20, 2008 6 Replies

Ho appena scoperto questa meraviglia della tecnologia



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È un sensore della famiglia "bussole su silicio", in grado però di restituire un uscita proporzionale al coseno di un angolo, in pratica permettendo posizionamenti lineari a partire dall'angolo tra sensore e campo magnetico.
È tutto molto bello, finché si arriva a leggere il passaggio sul datasheet che racconta:

"Effective Linear Range: Linear range of 8mm with two sensors mounted on two ends; range may be increased through multiple sensor arrays operating together."



Domande:


-Secondo voi da dove piove questo limite di 8mm, tra l'altro dato a prescindere da come è generato il campo magnetico ?


-Non c'è proprio modo di aumentare questo range, diciamo a 500mm, riducendo eventualmente le pretese di precisione?


-C'è limite alla scarsità di infomazioni contenute in un datasheet?


-Avete per caso dei riferimenti sull'argomento?


L'unica risposta che sono riuscito a darmi riguardo alla prima domanda è il fatto che non esistono monopoli magnetici, quindi il campo generato da un magnete è tutt'altro che sferico o cilindrico. Ma se io prendo una calamita potentissima (in modo da mantenere il dispositivo in zona di saturazione, come richiesto) e lunga lunga lunga, con i poli alle estremità?


Grazie a tutti



Pasu


Quoto per l'interesse.

mpo

sheet

endo

Tipico Honeywell. :-(

=E8 il

mita

Funzionerebbe, genererebbe nella zona tra i poli un campo magnetico costante. Peserebbe qualche centinaio di chili di troppo, per=F2. Le espansioni polari dovrebbero essere enormi (ad occhio, almeno 200 mm) e le correnti in gioco non trascurabili (a meno di un numero di spire gigantesco). Costa meno fare qualcosa in alta frequenza con dei captatori in quadratura.

E diche? Non ti ho risolto niente. ;-)

Piccio.

Ciao a tutti,

premetto che sono a digiuno di elettronica. comunque quoto anche io.

Per lavoro ho avuto a che fare con uno strumento che potrebbe funzionare con lo stesso principio (tachimetro/posizionatore angolare prod. Jaquet non a catalogo)

Pasu ha scritto:

.....

Probabimente è dato dalle dimensioni dell'area sensibile. con 2 sensori leggerà il movimento (perpendicolare) del campo come una deviazione. Credo che l'applicazione lineare sia un extra per l'articolo.

sulla brochure è indicato l'uso di più sensori, ma credo funzionerebbe anche con più poli magnetici. Oppure un'applicazione tipo encoder, ma dipende da quello che pensavi di fare.

Non c'è male ma si vede anche di peggio

Quando la muovi la direzione del campo non fà un ° quindi, (se mantieni la saturazione oltre quanto indicato) il sensore non vedrà il movimento almeno fino alle estremità della calamita.

bye

Grazie per la risposta e per gli spunti. Vabbè, grazie anche a Piccio, via. :-p

Sì, suppongo sia così...D'altra parte non ci sono altre lunghezze in gioco, a parte appunto la geometria del magnete. Quello che mi chiedo è cosa succede se superi gli 8mm: la linearità non è più stratosferica ma pur sempre accettabile o semplicemente non funziona più niente? Se uso due comuni bussole con un'opportuno magnete e poi mi faccio seni/coseni a manina faccio meglio comunque? Mi sembra strano, perchè in questo caso dovrei fare i conti con la precisione numerica della mia macchina...

Io l'avevo inteso esattamente al contrario. Il dispositivo restituisce il coseno dell'angolo col campo magnetico, non mi sembra molto utile per misurare un angolo o fare altro, soprattutto contando il fatto che ci sono dispositivi che fanno esattamente questo.

Sì, il problema è che io non ho abbastanza spazio, soldi, batterie (autonomia) per mettere più di un paio di questi sensori. Se usi più magneti avresti bisogno di sapere dov'è lo zero, e i magneti comunque pesano abbastanza.

Non ho capito molto cosa intendi...O forse non mi sono spiegato bene...O magari entrambe le cose Io intendevo mettere la calamita perpendicolare al piano del sensore e in vicinanza di uno dei poli, quindi muovere il sensore sul suo piano.

Così (sensore rosso):

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o probabilmente ancora meglio nella posizione del sensore blu.

Il dispositivo suppongo sia sensibile alla sola componente sul suo piano, quindi ha poca importanza se le linee di flusso sono curve... La componente sul piano del sensore è sempre sulla retta congiungente il sensore con il "polo" della calamita. Ma forse è qui che mi sbaglio.

Ciao

Pasu

Pasu ha scritto:

Il fatto che lo diano per buono anche come proximity non fà ben sperare,

con una sensibilità di 0,05°, a 8mm sono millesimi.

Beh, non mi viene in mente molto altro di così semplice e "robusto" per conoscere la posizione assoluta di un'albero veloce in start-up.

per stare sul semplice hai preso in considerazione un potenziometro lineare, o se ti serve senza contatto, un proximity "induttivo" analogico?

Da come l'ho capita io, il sensore è sensibile alla variazione di direzione/verso rispetto ad un'asse (forse pin 1-8) del sensore. Nel tuo disegno, supponendo che il sensore si muova sx-dx, il sensore rosso attraversa linee di campo circa parallele e quindi non sente variazioni, mentre il sensore blu dovrebbe funzionare almeno fino a che resta in saturazione e le linee di campo cambiano abbastanza da essere rilevate.

Ovviamente non conoscendo l'oggetto stò parlando di "impressioni".

bye

Uhmmm :-/

Si ma a me interessano grossomodo i centimetri :-) Ah, dimenticavo di dire l'applicazione... Posizione e velocità dell'archetto di un violino. Al momento uso accelerometri. Non molto originale come idea, visto che qualcun'altro ha fatto lo stesso prima di me. Ma giurin giuretta io ci sono arrivato indipendentemente :-) A parte la poca originalità (che non ha affatto importanza visto che non lo voglio commercializzare), ci sono grosse difficoltà ad ottenere qualsiasi tipo di precisione specialmente per quanto riguarda la posizione (occorre integrare due volte una cosa che assomiglia vagamente ad una accelerazione).

Non conosco questa applicazione, ma non sarebbe meglio una "bussola" in quel caso? O vuoi metere una costellazione di sensori tutt'attorno all'albero? Ma anche in questo caso non ti serve il coseno dell'angolo...

Certo, ma capisci che suonare un violino con un potenziometro a slitta non è il massimo della vita :-) Ovviamente il tutto deve essere "invisibile" o meglio "insensibile"...Insomma, il musicista non deve notare la differenza tra un archetto normale ed uno "preparato". Per lo stesso motivo anche il proximity induttivo è stato scartato. Un gruppo di ricercatori ha usato un campo elettromagnetico (credo, non so bene) realizzando una sorta di LDVD da quanto (poco) ho capito. Comunque è una soluzione alquanto complessa che richiede elettronica e antenne abbastanza ingombranti anche sul corpo del violino.

Esatto, sono "circa parallele", ma non esattamente parallele e, soprattutto se il sensore si trova leggermente più in alto del polo (al contrario di come l'ho disegnato io) dovrebbe tagliare linee ancor meno parallele, che quindi potrebbero avere una componente radiale sufficiente a far saturare il sensore.

Quasi quasi ci provo, poi vi racconto :-)

Anche io :-) Quindi senz'altro aiuta avere un'altra opinione.

Grazie di nuovo

Pasu

Penso di aver trovato le mie risposte qui:

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Tra un inglese approssimativo e una castronaggine elettronica (vedi la loro idea di amplificatori per strumentazione) e una ridefinizione dell'arcotangente, ho trovato un passaggio in cui dice che la distanza utile per mantenere in saturazione il coso è appunto di 1/4 di pollice per i magneti all'AlNiCo (~1kGauss) e 1/2 pollice per quelli al neodimio, o Neo-Dimio (~3kGauss), da cui una distanza di rilevazione di...8mm, suppongo per la versione a +/-45gradi,

sqrt(2)*6.3mm =~ 8mm,

quindi presumibilmente qualcosina in più per i magneti al neodimio e sensori a +/-90gradi. Evviva la trigonometria.

Ma Brütti Idjoti.

P.

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