sia cercando sul web che chiedendo a colleghi vedo che c'è molta confusione in proposito (e io sono il primo a essere confuso!).
Ho trovato tutto e il contrario di tutto per cui vi domando quali documenti ufficiali chiariscono:
1) quali direttive (macchine, EMC, bassa tensione, ecc...) devono essere seguite per applicare il marchio CE in funzione delle caratteristiche della scheda?
2) quando vale la proprietà "transitiva"? Tutti componenti certificati
-> apparato certificato
3) come ci si comporta in situazioni limite? es. apparato già certificato, si modifica/aggiunge qualcosa. Questo qualcosa deve essere certificato? Oppure si deve ricertificare il tutto? Ovviamente immagino che tutto dipende da cos'è questo "qualcosa", ma appunto cerco una procedura oggettiva per poter decidere correttamente.
Grazie! Marco
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C
Claudia
Marco Trapanese ha detto questo martedì :
direi direttiva macchine, direttiva bassa tensione (ma senza avere uno straccio di descrizione è dura dura la cosa!) comquenu il mio consiglioè semrpe andare in un laboratorio e fare una chiacchierata, s e+ un laboratorio buono darà info(non va contro la sua opera). trova un laboratorio e diventa amico, ti servirà pr ogni dubbio o piccola incertezza! ovvio ceh se ti rivolgi a laboratori blasonati...spesso il tempo che dedicano lo fanno pagare (perchè loro son così)...ma se trovi laboaratori meno impegnati e burocraticizzati vedrai che trovi in consulente oltre che un posto dove fare test!
assolutamente NO ti faccio un esempio banale....una piantana metallica a 230Vac che rischiede solo sicurezza elettrica e opera di assemblaggio, lampada CE, portalampada CE a se aesempio ti dimentichi di collegare la terra alla struttura metallica, diventa fuorilegge. (ho semplificato molto e magari il mio esempio può essere ocntestato in mille modi ma era solo per fare capire che non basta che una cosa si aCE per dire che la sua combinazine con altre CE è tutta regola)
in genere le certificazioni sono per famiglie di prodotti ....e una aggiunta può portare a dover fare solo i test che comporta il cambiamento del pezzo....esempio se cambi una parte di alimentazione, i test che coinvolgono l'alimentazione (qui mi riferisco sia a BT che EC) andrebbero rifatti per controlalre...a meno che tu non ti assuma la responsabilità di fare un'analisi dei richi e del tutto teorica ...ma ti dico subito che spesso è più facile e veloce fare una sessione di test aggiuntivi , anche questi consultandoti col laboratorio! kk Cai
Cai
(Pisa)
F
Francesco Sacchi
Premetto che quello che dico deriva solo da esperienza personale, non lavoro direttamente nel settore della certificazione, quindi potrei indicarti delle inesattezze.
Il 06/03/2012 11:56, Marco Trapanese ha scritto:
Purtroppo le direttive dipendono dalle caratteristiche della scheda: tipo di apparato, destinazione d'uso, ambiente, etc...
Alla fine la certificazione viene fatta sul *prodotto* nel suo insieme, non sulla tua singola scheda. Siccome le normative sono potenzialmente infinite, o il tuo cliente ti dice in dettaglio a quali normative dovrai sottostare oppure l'unica strada è chiedere una consulenza preventiva al laboratorio a cui ti appoggerai poi per fare le prove finali.
Come ti dicevo alla fine viene certificato il prodotto nel suo insieme, se la tua parte si limita alla progettazione/produzione di una sola scheda, potrai fare delle prove di pre-compliance, ma le prove definitive con report ufficiali e tutto il resto devono essere fatte sull'oggetto completo.
Se parliamo di schede elettroniche interconnesse, dalla mia esperienza direi praticamente mai.
Come dici dipende sempre da *cosa* modifichi, ma alla fine, se si tratta di un prodotto solo, si certifica sempre tutto insieme e non le singole parti.
Per modifiche piccole di cui sei assolutamente certo che non cambieranno il risultato delle prove, di solito non si ri-certifica l'oggetto; il produttore se ne prende la responsabilità (che per altro è sempre sua anche quando ha un report da un laboratorio, a limite si rivale su di esso in seguito).
Se hai dei dubbi, puoi chiedere qualche ora del laboratorio per verificare che effettivamente le cose non siano cambiate, facendo solo le prove che ti interessano (ma qui è solo per una tua sicurezza personale, di solito il laboratorio non rilascia test report per queste attività).
_|/ Francesco Sacchi - Develer S.r.l.
|\http://www.develer.com/ - http://www.bertos.org/
M
Marco Trapanese
Il 06/03/2012 12:23, Claudia ha scritto:
Ma infatti :) Io cerco esattamente l'opposto: data una descrizione come identifico quali direttive applicare?
Ciascuna direttiva riporterà le condizioni per applicarla; io cerco il contrario: date le condizioni, quali direttive si applicano?
Questo è già in programma (nel senso che mi devono proprio confermare un appuntamento) ma volevo andarci un minimo preparato!
Questo vale *sempre*? Quando sento dire questa cosa è quindi sempre falsa?
Ok grazie Claudia! Girerò le domande al lab.
Marco
M
Marco Trapanese
Il 06/03/2012 12:29, Francesco Sacchi ha scritto:
Ogni contributo è benvenuto!
Esattamente. Per questo cercavo una corrispondenza tra tipo apparato, caratteristiche, ambiente, ecc... e direttive coinvolte.
Quindi non mi possono proprio richiedere la certificazione della singola scheda? Ovvero marchio CE sul PCB?
Il cliente non sapeva nemmeno che doveva preoccuparsi delle certificazioni :(
Capito. E immagino che anche i costi siano molto più alti in questo caso. Un conto è portare una schedina in un laboratorio un conto è fare le misure a un impianto operativo!
Un esempio molto vicino alla realtà: esiste un macchinario già certificato. Viene richiesta l'aggiunta di una scheda - connessa solo alla sua alimentazione.
Va ricertificato tutto il macchinario? Ok, hai risposto sotto :)
Speravo vi fosse un modo oggettivo per dirimere la questione :)
Il "produttore" chi è? Chi produce la scheda o chi la inserisce nell'apparato producendo di fatto il macchinario finale? Perché il problema potrebbe non essere necessariamente imputabile alla scheda ma appunto alla sua interazione con il macchinario.
Ho capito che la questione è più complicata ancora di quanto pensassi :( Vedrò cosa mi dicono al laboratorio.
Grazie! Marco
C
Claudia
Scriveva Marco Trapanese martedì, 06/03/2012:
l'unica risposta a questo punto è leggi le direttive (se hai proprio voglia...non lo auguro a nessuno di farsi un ascorpacciata!!)! comquneu non esiste un algoritmo esaustivo....meglio cercare la soluzione sapendo di che si tratta perchè poi oltre alle direttive ci sono le norme relative all'ambito in cui la scheda dovrà operare..... non è solo al direttiva a dare la lsita dei test da fare! esempio la direttiva R&TTE va applcata se ci sono trasmettitori o ricevitori...ma non ho detto altro che quello che c'è scritto sulla parte descrittiva della direttiva....la dirttiva EMC se ci sono apparecchiature elettroncie....e di nuovo basta legegre il titolo della direttiva aper capilo.....
paura di cosa?
esattp è uno degli assiomi .... cioè tu puoi dire che CE+CE è CE solo supportando con analisi e documentazione...e ti ripeto , prendersi una responsabilità così è dura ed è preferibile una sessioen di test!
purtroppo non esistono riposte buone per ogni apparato! ecco perchè ti serve chiedere ad un laboratorio. kk
Cai
(Pisa)
C
Claudia
Scriveva Marco Trapanese martedì, 06/03/2012:
non semrpe..ovvio che a volte si preferisce fare certificazion di sistemi riprodotti (ovvero la tua scheda in un sistema di interconnessioni tali da riprodurre una situazione nell'impianto definitivo)
ma nelle funzioni che coinvolgono o negli aspetti che coinvolgono la scheda , non semrep serve tutto
chi la commercializza in definitiva quidni tu sei responsabile (se chi la usa all'interno del proprio apparato ti chiede certificazione) della tua scheda. se invece ( e questo in enere si traduce con uno sconto del prezzo da parte tua)loro si reputeranno responsabili anceh per tua parte) beh saranno accordi che dovrete stipulare fra di voi kk cai
Cai
(Pisa)
M
Marco Trapanese
Il 06/03/2012 12:50, Claudia ha scritto:
Capito.
Nessuna paura. Solo che preferisco informarmi piuttosto che ricevere passivamente le informazioni.
Chiarissimo.
Farollo.
Ciao! Marco
M
Marco Trapanese
Il 06/03/2012 12:55, Claudia ha scritto:
Ok, ma anche qui dipende tutto dalla situazione, purtroppo.
Confermo il purtroppo :) Al laboratorio, spiegando dettagliatamente la situazione reale dovrebbero consigliarci correttamente, spero.
Questo è chiaro. La mia domanda era però più sottile. Esempio pacchiano ma che rende l'idea:
Io fornisco e certifico una scheda che viene alimentata a 5V. Il mio cliente la installa e ci collega sbadatamente la 380V. Tutte le protezioni che vuoi ma la scheda fa kabooom e causa danni al macchinario.
Mi sembra evidente che si è trattato di un uso *improprio*, quindi ne dovrebbe rispondere chi ha effettuato il collegamento. Ma... come dimostrarlo se mi venissero a contestare i danni?
Marco
C
Claudia
Marco Trapanese scriveva il 06/03/2012 :
beh qui non è nemmeno questione di certificazione...tu redigi per bene il manuale d'uso ed ogni uso improprio o sbagliato collegamento non è tu aresponsabilità!!!
dovrebbero dimostrare che la tua scheda ha causato e non è stata causa! tu i test per controlalre che la scheda è sicura i un certo range di disturi o tensioni la produci (con il TR) kk cai
Cai
(Pisa)
L
lowcost
Il 06/03/2012 12.41, Marco Trapanese ha scritto:
allora eccone un altro. :-)
lo scopo (o campo) di applicazione e' descritto esaustivamente nella intestazione delle singole norme; poi vi sono le diverse direttive. la cosa migliore, per iniziare da zero, e' rivolgersi ad un ente notificato (es milano via quintiliano) e _chiedere_un_preventivo_ ; avrai una prima idea dei costi e delle normative applicate.
a
si, per alcune tipologie (safety critical) e' obbligatoria, con simbolo CE e codice di omologazione sul pcb; sul sito di cui sopra trovi una serie di apparecchi omologati (anche singole schede elettroniche) con relativo codice di omologazione.
chissa' perche' non mi sorprende affatto.
fare
nel caso di cui sopra si fanno entrambi.
si :(
esatto.
--=20 saluti lowcost
C
Claudia
Scriveva lowcost martedì, 06/03/2012:
il ragonamento è contrario ovvero le direttive stabiliscono ambiti e tipo di test in linea generica poi le norme attualizzano la direttiva X per il campo specifico. vuoi un esempio ? Direttiva EMC e verie norme specifiche per ambiti Navali, Civili, medici ecc ecc...
kk
Cai
(Pisa)
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