Adriano <adriano snipped-for-privacy@virgilio.it ha scritto:
Esistono per qualunque corrente, Google a caso: diodo schottky 10 a
Adriano <adriano snipped-for-privacy@virgilio.it ha scritto:
Esistono per qualunque corrente, Google a caso: diodo schottky 10 a
pozz snipped-for-privacy@gmail.com ha scritto:
P.es.
Nel datasheet di quel modello di batteria dovrebbe essere riportata la tensione di mantenimento in tampone.
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Ho un'apparecchiatura elettronica alimentata in continua (10-15Vdc) normalmente da uno switching. Quando va via la corrente, vorrei tenerla in funzione per il tempo possibile con una batteria al piombo da 7Ah (tipo questa[1]), tipo UPS.
La teoria per caricare e tenere in tampone queste batterie è infinita e controversa (nel senso che spesso leggo cose diverse). In genere si parla di una prima fase a corrente costante, poi a tensione costante. In alcuni casi si aggiungono diverse altre fasi.
La situazione, nel mio caso, è semplice. Mi serve un circuito che carica, anche lentamente (giorni), la batteria al massimo, tenendola sempre in tampone per evitare l'autoscarica.
E' sufficiente una resistenza da 12R 10W, protetta da un fusibile, collegata ad un generatore di tensione costante? Se sì, che tensione dovrei usare a monte della resistenza?
I sacri tomi indicano 2.3V per cella, che si traduce in 13.8V per una normale batteria a 12V nominali. Secondo me se usi correnti basse e non cerchi il massimo del massimo in fatto di durata della batteria (parecchi anni), la semplice limitazione di corrente con la classica resistenza va più che bene, e ti serve solo regolare la tensione.
ps. Molto utili gli articoli su
Ma stai parlando proprio della tensione a monte della resistenza di carica, oppure di una tensione misurata ai capi della batteria a vuoto?
Essì, ma a quanto? A 13.8V? Perché tra resistenza interna della batteria e resistenza di limitazione, anche dopo svariati giorni, avrò raggiunto una buona carica?
Il 29/04/2024 09:00, pozz ha scritto:
Alimenti la batteria con un fido LM317 impostato a 13,8V Tanto piu' di 1,5A non tira fuori e quindi c'hai anche il limitatore di corrente aggratisse Ovviamente da batteria a carico ci metti un bel diodone per evitare che l'alimentatore (che alimenta sia il carico che l'ellemme317) pompi corrente direttamente alla batteria/uscita lm317 E' inutile che cerchi ancora, questa e' la mellio solussione :) :)
Il 29/04/2024 09:15, RobertoA ha scritto:
Quindi l'uscita dell'LM317 a 13.8V direttamente sulla batteria senza resistenza?
Il giorno Mon, 29 Apr 2024 09:17:37 +0200 pozz snipped-for-privacy@gmail.com ha scritto:
qualunque alimentatore regolato a 13,8V va bene, in quanto quando la batteria e' piena la differenza di tensione batt. <-> alim si azzera e non passa piu' corrente. E' un sistema autoregolante.
Nella brutta ipotesi che vada via la corrente, la batteria (rimasta carica) potrebbe erogare corrente all'indietro verso l'alimentatore, con esiti imprevedibili. Quindi e' bene mettere un diodo all'uscita dell'alimentatore.
Ma siccome il diodo produce una caduta di tensione di 0,7V circa, il
13,8V dell'alimentatore va misurato a valle del diodo, quindi l'alimentatore nudo sara' tarato diciamo verso i 14,5 V.Siccome poi il 99% del tempo l'alimentatore dovra' fare solo da mantenitore contro la autoscarica, un aliment. piccolino da 200 mA basta e avanza.
Il 29/04/2024 11:49, Giacobino da Tradate ha scritto:
Concordo ma aggiungo che sarebbe cosa buona e giusta provvedere ad un semplice controllo in tensione che disabiliti la batteria in caso la tensione in uscita scenda troppo onde evitare danni alla stessa.
pozz ha scritto:
io per tnere alimentato il controllo di un pannello solare termico,se dovesse venire a mancare la 220V di rete,ho messouna batteria al piombo (grossa...100Ah) ,con un inverter 12/220V e l'ho collegata con un alimentatore stabilizzato a 13.6V limitato in corrente a 1A...sono 5 anni che va!
Giacobino da Tradate ci ha detto :
concordo totalmente salvo su questo ultimo punto, perche':
1) non sappiamo quanta corrente assorbe il carico 2) non sappiamo quanto tempo deve restare alimentato. pozz dice semplicemente che vorrebbe tenerlo acceso se andasse via la corrente: potrebbe essere un dspositivo sempre acceso.In questo caso la corrente di ricarica deve essere comunque almeno leggermente superiore a quella assorbita dal carico. Se fosse un'accensione occasionale, allora potrebbe bastare anche meno corrente di ricarica, ma si dovrebbero fare 4 conti per valutare quanto si attinge mediamente dalla batteria e quanto tempo sarebbe disponibile, sempre mediamente, per la ricarica. Imho pero', una corrente ragionevolmente piu' alta del minimo sindacale non dovrebbe fare danni, se la batteria non andasse mai in scarica totale, perche' come giustamente dicevi, il sistema e' autoregolante durante la carica.
Renato ha spiegato il 29/04/2024 :
sarebbe cosa buona e giusta avere un'idea di cosa sia l'apparecchiatura elettronica, quanto assorbe e quanto resta mediamente accesa (o se deve restare sempre accesa). Se no si resta sempre nel campo delle ipotesi
Il 29/04/2024 18:33, emilio ha scritto:
La cosa più giusta da fare per non rovinare la batteria. Comunque la regola sarebbe caricarla fino a 14.4V, quando la corrente di carica scende sotto a un certo valore, che dipende dal tipo di batteria e dalla capacità, si porta la tensione a 13.8 per il mantenimento. Sicuramente nel tuo modo la batteria dura anche se immagazzina minor capacità.
Drizzt do'Urden ha scritto:
ho scelto una batteria di elevata capacità,proprio per aumentare la durata visto che tenevo una carica "tampone" al disotto di quella ottimale di 13.8V il carico era sostanzialmente il circolatore del pannello solare che è di una decina di w o poco piu
Ovviamente prima della resistenza; la resistenza serve a limitare la corrente, non la tensione. Poi ovviamente avrai una caduta dopo la resistenza, ma quella dipenderà dalla tensione della batteria e dalla corrente che passa, ed idealmente tenderà a zero man mano che ti avvicini allo stato di carica completa e quindi non ci sarà differenza di potenziale fra i due capi. Per questo devi limitare anche la tensione: se la batteria carica arriva fino a 13.8 e tu fornisci più tensione, tanto resistenza che batteria dovrebbero dissipare quello che fonisci in più, col risultato di scaldare e degradare la batteria accorciandone la vita.
Il 29/04/2024 11:49, Giacobino da Tradate ha scritto:
Benissimo, grazie dei consigli. Però cosa succede se collego una batteria scarica? Probabilmente l'alimentatore piccolino si siede e non riesce a caricare? Forse è meglio prevedere una limitazione di corrente più alta, magari ad 1A?
Il 29/04/2024 14:01, Renato ha scritto:
Intendi quando manca la tensione di rete e la batteria alimenta l'apparecchiatura fino alla sua scarica profonda?
Il 29/04/2024 19:56, Adriano ha scritto:
Sempre accesa. Il suo alimentatore AC/DC è da 50W con uscita regolabile
10-15Vdc. Assorbe circa 2-3A.Il 29/04/2024 19:54, Adriano ha scritto:
2-3A dall'uscita del suo alimentatore tarabile nel range 10-15Vdc.Esatto. E dovrebbe rimanere accesso per quanto possibile dopo un black-out.
Non ti seguo. Qual è la relazione tra il limite di corrente di carica della batteria e la corrente assorbita dal carico?
La batteria assorbe corrente quando è molto scarica (diciamo dopo qualche ora di black-out). L'alimentatore dovrebbe reggere sia questa corrente (che non può essere superiore ad 1A con una 12R di limitazione) e quella del carico (2-3A).
A parte questo, quando c'è blackout, la batteria dovrà essere in grado di alimentare il carico di 2-3A... ma cosa c'entra la corrente a cui è stata caricata?
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