ho in mente di realizzare un semplice cronotermostato per gestire la caldaia; volendo utilizzare oltre alla sonda di temperatura interna anche quella esterna, come devo comportarmi a livello di codice? cioè come si corregge il valore (di temperatura) richiesto dall'utente quando è nota la temperatura esterna all'abitazione?
grazie!
-ice-
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D
Due di Picche
Pestando alacremente sulla tastiera "ice" ebbe l'ardire di profferire:
Mi sfugge il senso di sapere la temperatura esterna... Se desideri 18 gradi in casa quale impatto ha sapere quanti ce ne sono fuori?
credo per ottimizzare i tempi di intervento e il comfort
le caldaie più moderne hanno quasi sempre la sonda esterna; penso sia legato al fatto che se fuori è molto freddo rispetto alla temperatura richiesta in una certa fascia oraria allora la temperatura di mandata viene aumentata un po' per prepararsi a compensare un maggiore flusso termico che dall'interno dell'abitazione fluirà verso l'esterno (il dQ dipenda dalla deltaT)
ciao!
-ice-
F
F. Bertolazzi
ice:
Per implementare questa utilissima funzione, che permetterebbe di contenere i consumi prevenendo le future richieste di riscaldamento e controllare la temperatura con un'isterisi molto minore, devi conoscere la capacità e la dissipazione termica della tua casa.
In pratica sono misure e calcoli abbastanza complessi e comunque approssimati, che vengono effettuati da ingegneri specializzati e quindi, per via dei costi, applicate solo ad interi stabili, dove, a fronte di un lavoro pari a quello che dovresti fare per un singolo appartamento, dividi le spese tra più condomini.
Se poi abiti in un appartamento, i tuoi sforzi sarebbero comunque vanificati dal vicino di sotto o, peggio, da quello di sopra che se ne vanno in settimana bianca spegnendo il loro impianto.
L
lowcost
ice ha scritto:
dipende dal protocollo di comunicazione e dalle funzioni, ma non puo' essere tanto semplice.
=20
e=20
se leggi qualche documento di prodotto esistente trovi tutto e capisci tutto. la parte di compensazione della mandata, con tutte le curve alta_bassa temperatura, si risolve con poca matematica, solo somme e moltiplicazioni.
saluti
--=20 lowcost
I
ice
*dipende dal protocollo di comunicazione e dalle funzioni, ma non puo' essere tanto semplice.*
l'interfacciamento alla caldaia è termostatico... imposti la temperatura di mandata ad un livello alto (non dico il max, dipende dal differenziale che vuoi ottenere) e poi è il termostato ad accendere/spegnere la caldaia
per cui se implemento giusto fascia giorno e fascia notte me la cavo con un
16f84 :)
*se leggi qualche documento di prodotto esistente trovi tutto e capisci tutto.*
ok, seguo il tuo consiglio; più tardi esco e vedo se riesco a soffermarmi qualche attimo in un centro fai-da-te per leggermi le istruzioni di un cronotermostato pronto all'uso!
ciao!!!
-ice-
C
cabernet berto
vab$ snipped-for-privacy@tdi.cu.mi.it...
Giusto.
Che e' utile solo nel caso la caldaia sia a temperatura scorrevole (modulante aria-gas assieme)
(il
Esatto, ma la sonda esterna agisce sulla scheda della caldaia che modifica la temperatura di mandata, a meno che sul cronotermostato sia possibile inserire i dati di mandata riscaldamento e acs e quindi la caldaia e' costruita per dialogare con il cronotermostato. Alterare le impostazioni della temperatura interna in base a quella esterna non credo abbia senso, lo scopo e' quello di avere una temperatura interna costante. Ridurre l'isteresi del termostato ambiente ti causerebbe un aumento dei cicli on/off con aumento di usura e consumi, aumentare l'isteresi ti peggiora solo il comfort. L'utilizzo della temperatura esterna potrebbe essere utile se l'accrocchio costruito puo' modificare la T mandata, mi pare di capire che la regolazione sia meccanica, quindi dovresti o sostituire il termostato caldaia(con il tuo circuito) o ruotare la manopola di regolazione(sempre con il tuo circuito).
Non vorrei sbagliare ma la regolazione della mandata e' veramente utile solo con impianti a pavimento. Anche per questo non viene quasi mai collegata.
mandi
F
Franco
Controllo in feedforward :), in pratica si aggiunge uno zero di trasmissione. Perche' sia efficace bisogna progettarlo bene.
Franco
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
(L. Wittgenstein)
I
ice
per "zero in trasmissione" intendi dire che devo piazzare uno zero nella FdT sulla catena diretta?
-ice-
S
SB
Il giorno Tue, 06 Jan 2009 11:25:50 GMT, "ice" ha scritto:
Io ho utilizzato anche una sonda esterna per il termostato della casa in montagna, adattando il software di controllo che avevo fatto tempo prima per un essicatore. In particolare fa la misura della capacità termica della casa e decide quanto tempo prima deve partire il riscaldamento per avere una data temperatura all'ora prestabilita.
La temperatura esterna influenza la curva di salita della temperatura perchè se più bassa aumenta ovviamente la dispersione e quindi la caldaia deve partire un pò prima.
La cosa funziona abbastanza bene e quando arrivo ci sono sempre i 20C°.
-- ciao Stefano
F
F. Bertolazzi
SB:
all'ora
Quindi è adattivo? Splendido! Ma come hai fatto a farlo in assembler? ;-)
Riesci a misurare anche questa? Come fai a discriminarla dalla capacità termica? O basta fare tutto un minestrone e chissene?
Po'. Accidenti al T9.
S
SB
Il giorno Thu, 8 Jan 2009 10:33:37 +0100, "F. Bertolazzi" ha scritto:
all'ora
Non è così difficile farlo in assembler, credimi.
Poi il mio assembler è particolare :-)
se
La capacità termica e la relativa curva di salita le misura la volta prima, perchè lo scopo dell'accrocchio è quello di accendere in anticipo la caldaia, dal momento che la persona che lo faceva purtroppo è mancata.
Però se nessuno va attorno alla manopola della temperatura dell'acqua la misura è sostanzialmente valida.
L'influenza della temperatura esterna agisce un pò empiricamente, nel senso che quando ho visto che la formula tendeva ad essere troppo complicata (in fondo stavo adattando un controllo PID) ho aggiunto un parametro di correzione all'algoritmo di calcolo del tempo.
No, quello è il fiume. :-P
-- ciao Stefano
I
ice
ecco, è un po' quello che interessa a me; procederò anche io implementando questo anticipo in funzione della Text;
tu dove hai messo il termostato interno? a livello di comodità sarei portato a metterlo vicino alla caldaia così non ci sono cavi da tirare... ma rimane il fatto che in cucina (dove è la caldaia) è sempre più caldo che in altre stanze
-ice-
F
F. Bertolazzi
F. Bertolazzi:
Dimenticavo: il risparmio immediato (e che quindi compensa il costo degli studi necessari) che si ha, in un impianto centralizzato, è nel dimensionamento della centrale termica, che può essere più piccola in quanto non le si chiederà mai di compensare la dispersione E la capacità termica, ma solo la prima.
Credo che sia lo "zero in trasmissione" a cui accennava Franco.
S
SB
Il giorno Thu, 08 Jan 2009 10:00:39 GMT, "ice" ha scritto:
Vicino alla caldaia, soprattutto perchè ci resta sempre la tensione di rete.
In questo caso devi comunque fare un compromesso, ma lo fai in sede di regolazione se vuoi più caldo nelle stanze.
-- ciao Stefano
F
F. Bertolazzi
ice:
Per ovviare a ciò puoi installare valvole termostatiche su tutti i termosifoni oppure (in teoria) ridimensionarli aggiungendo o togliendo elementi ai radiatori in funzione delle esigenze.
Oppure, sempre in linea teorica, visto il costo dell'operazione, sostituirli con dei fan-coil, che, tyra l'altro, possono essere un ottimo sistema a "bassa temperatura", senz'altro più pratico da installare che non i tubi a pavimento.
Sarebbe meglio premettere alla firma la stringa "-- " , ovvero trattino-trattino-spazio-acapo, almeno non dobbiamo cancellarla a manina.
D
Due di Picche
Pestando alacremente sulla tastiera SB ebbe l'ardire di profferire:
LOL. Una volta si accendeva una mezz'oretta prima per avere calore all'ora giusta, adesso dobbiamo affidarci alla sonda esterna... ;-)