sistema per evitare cortocircuito

Sep 06, 2007 32 Replies

forse sara' una cretinata, ma mettendo una piccola resistenza in serie a tutto l'impianto elettrico (per esempio sotto il contatore) non si eviterebbe il cortocircuito?



o forse mi sto sbagliando.. qualcuno mi corregga



grazie



che succede in oltre mettendo sta resistenza? da quanto deve essere questa resistenza, che valore e potenza? come mai non c'ha pensato nessuno fin'ora?

:)

coals

La resistenza va messa in alto, sopra al contatore, non sotto.

Saluti.

antonyfrank ha scritto:

Scusa ma allora a che servono il dispositivo termico e il salvavita?. Se bastasse una resistenza... e poi che succederebbe? La resistenza ti limita la corrente e consuma potenza e basta, come dire vai a 120 invece che 240, sprechi dei watt in calore, hai le luci basse e devi cambiare frigo, lavatrice ecc. e probabilmente paghi di più.

L'idea buona sarebbe invece quella di un dispositivo rilevatore di cortocircuito che riarma un automatico supplementare messo a valle di quello dell'Enel quando questo cessa. Ovviamente dovrà essere più sensibile di quello dell'Enel per intervenire prima. Magari si piuò prendere lo spunto da quelli che si utilizzano talvolta negli alimentatori.

Andrea

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da ignorante in materia, penso che l'impianto stesso, i cavi stessi, siano già "una piccola resistenza". aggiungerne un'altra non potrerebbe grandi benefici, mi sa. :P

ciao, g.

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nire

Magari prendendo spunto da qualche libro di Elettrotecnica?

Poche idee (essenziali) ma ben confuse...

Saluti.

Che, se non ci fosse, potrebbe essere anche meglio!

Parrebbe di no... Ma chi puo' saperlo?

Saluti.

dicevo: se tra la fase e il neutro c'e' una piccola resistenza, collegando tra loro questi 2 fili non c'e' il cortocircuito. giusto?

il problema sarebbe che la resistenza fa abbassare la tensione? non c'e' una resistenza che da 230v la fa abbassare ad. esempio a 229v ?

spiegatemi dove sta il problema. grazie

Il problema sta nel capire (almeno per me) quale possa essere lo scopo di tutto cio'... (a parte quello di farci discutere amabilmente sull'argomento!).

Saluti.

Tomaso Ferrando ha scritto:

Anche no, il cortocircuito sarebbe a corrente infinita, e nel tempo che l'automatico cerca di scattare ti si =E8 vaporizzato tutto il rame dell'impianto(o fritti gli isolanti).:-) E' il problema di chi =E8 collegato troppo vicino alla cabina enel, gli interruttori devono avere potere di rottura superiore al normale altrimenti al primo corto i contatti non ci sono piu' :-(

mandi

antonyfrank ha scritto:

Nella matematica. Calcola il valore di una resistenza che non causi il cortocircuito e poi calcola quanta caduta di tensione crea e di conseguenza che tensione avresti sull'impianto quando accendi, che so una lampadina da

20W e poi solo la lavatrice.

mandi

Visto che abbiamo tirato a mezzo la matematica, prima di avventurarci nei calcoli, non sarebbe meglio definire e quantificare la grandezza "cortocircuito"?

Saluti.

Una specie di bomba H che non tiene conto di nessuna resistenzucola/induttanzina distribuita qua e la e neanche del fatto che il tempo che il cavo impiega per arivare alla temperatura di fusione potrebbe essere superiore a quello che ci mette l'interruttore ad intervenire?

Metteremo una reattanza di smorzamento...

Saluti catasrtofici.

Sei sicuro che se la resistenza è nulla la corrente è infinita? Quindi 0/0 fa infinito? Oppure, mettila così: se la resistenza è nulla, la dissipazione non è ancora RI^2 che, con R=0, diventa 0?

...

Questa mi suona tanto di leggenda metropolitana :-)

Ciao

Pasu

Pasu ha scritto:

=E8 ancora

:-) la tensione =E8 quella del generatore ! Con un filo unisci i due poli della batteria della tua auto e avvicina la mano per sentire se il tuo calcolo della potenza =E8 giusto :-)) Puoi usare anche una chiave inglese :-D

Perche in elettrotecnica non hai fatto "impianti nelle cabine", la resistenza della linea ti limita il cortocircuito a poche migliaia da ampere, vicino alla cabina non hai questa limitazione. Nelle banche pretendono comunque gli interruttori con potere di interruzione superiore.

mandi

Tomaso Ferrando ha scritto:

:-? Unire i due fili di linea tra loro tramite la resistenza dei due fili :-(

mandi

Tomaso Ferrando ha scritto:

A chi =E8 caduto il cacciavite sulle sbarre della 380 dice di s=EC (c'era solo il manico).

Eh no, non vale, hai detto che sarebbe meglio non ci fosse, lo dico alla mamma.

Cos=EC quando l'interruttore apre diventa un generatore di tesla :-D

Nella realta', saluti con limitatore.

mandi

Pasu ha scritto:

Quella cade sulla resistenza del generatore... Se la resistenza è nulla, la caduta su di essa è nulla, fino a prova contraria! Questa è la legge di Ohm, almeno come l'ho imparata io.

Scusa, la mia attrezzatura è molto limitata... Mi manca la chiave inglese a superconduttore :-)

Infatti le cabine mi mancano... Perciò mi fido di quello che dici..

Ciao

Pasu

Anche trascurando resistenze di contatto eccetera, come calcolo la "resistenza dei due fili"? Quanto sono lunghi?

Grazie.

Saluti.

si,

Posto che sia vero (e ho qualche dubbio e non solo per quanto riguarda la tamperatura... ), se con una corrente tale da fondere un cacciavite (che credo sia possibile assimilare ad una corrente di cto cto o perlomento di guasto) non e' intervenuta nessuna protezione, non direi lo si possa definire un impianto fatto a regola d'arte...

Certo, ma e' possibile che non ci sia? Comunque non ci conterei per poter risparmiare sul potere di interruzione dell'interruttore (magnetotermico, ovviamente...)

li

Ci metteremo una protezine contro i ritorni di energia, che ti devo dire!

In conclusione, da ignorante, preferisco affidarmi ad un magnetotermico che non andare a invischiarmi in calcoli i cui risultati sono (ed in certi casi non possono che) dipendenti da assunzioni e quindi di dubbia affidabilita'.

Poi non sono neanche abilitato a mettere le mani su un impianto, fosse anche quello di casa mia, figuriamoci se mi metto a pensare se devo utilizzare un "coso" con caratteristica K piuttosto che C...

Grazie comunque.

Saluti.

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