problemi fotoincisione

Jun 08, 2010 11 Replies

Ciao a tutti, da poco mi sono affacciato al mondo dell'elettronica "hobbistica" e, bench=E8 di lavoro faccia il programmatore su piattaforme embedded, quando passo al livello "cacciavite e martello" ho chili di problemi. Vi spiego l'ultimo, sperando che ci sia un'anima pia che mi possa aiutare. Sto cercando di fotoincidere "qualcosa". Ho costruito un bromografo utilizzando due lampade UV ed un vecchio scanner come base, e fin qu=EC nessun problema. Questa sera/notte, ho provato a incidere un master con varie piste di varie dimensioni su due basette differenti a vari tempi, dai 15 secondi ai 15 minuti. Ho fatto il passaggio nella soda e non si =E8 mai visto *nulla* (giusto nell'incisione a 10min. mi =E8 parso di vedere una riga storta, ma credo fosse la visualizzazione dei miei sogni che svanivano) e al passaggio al cloruro ferrico non si =E8 sciolto niente (almeno credo: ho poggiato il tester in vari punti e bippava). Non so pi=F9 che pesci pigliare, e visto che tutti i suggerimenti che ho avuto sono provenuti da Internet (anche se non da questo ng) pongo qui i miei dubbi principali:



1- il vecchio scanner nel quale ho messo le lampade ha un "vetro" che penso essere in realt=E0 plasticaccia trasparente economica. Qualcuno mi ha detto che gli UV non passano attraverso il vetro: potrebbe essere questo il problema?
2- il "master" l'ho stampato su carta con una stampante laser. E' sufficente o devo fare, come qualcuno consiglia, una stampa su lucido?
3- visto che l'incisione non =E8 avvenuta (almeno credo visti i risultati del tester), pu=F2 essere che la soluzione di soda era troppo diluita? Personalmente non sembrava, e a scanso d'equivoci un pezzo di basetta l'ho tenuto a bagno per pi=F9 di 10 minuti, senza risultati.
4- come dovrebbero apparire le soluzioni di soda e di coluro ferrico? A me la prima appare biancastra/giallognola un po' "polverosa", mentre la seconda di un marrone molto molto scuro. Grazie mille a chi mi potr=E0 aiutare!

P.S. Gi=E0 che ci sono pongo un ulteriore quesito: la soluzione di soda l'ho superdiluita e buttata nel water (come del resto dicono le istruzioni in caso di cessi otturati ;) ), mentre quella di cloruro l'ho imbottigliata per riusarla. Mi rimane un po' (diciamo un litrozzo o poco pi=F9) d'acqua sporca di un po' di tutto (=E8 l'acqua dove ci ho sciacquato le basette). Quella cosa diamine ci faccio? :-) Grazie ancora!


FtM ha scritto:

Non mi risulta, se e' vetro gli UV passano, dietro un vetro ti abbronzi lo stesso. Cio che non passa sono le frequenze + bassa come gli infrarossi, da qui l'effetto "serra" degli ambienti chiusi su vetro. Per le plsatiche trasparenti non saprei, se e' plastica sostituiscila con del vetro.

Assolutamente lucido DA LASER, attento che con i soliti lucidi rovini la laser, in quanto si liquefarebbero a contatto col fusore: la carta blocca gli UV, di conseguenza non "imprimi nulla". Credo di potermi fermare in quanto per me e' questo il problema.

Ciao Giorgio

Giorgio Padoan ha scritto:

Tratto da wikipedia: "Il vetro comune non è invece trasparente alle lunghezze d'onda minori di 400 nm (ovvero il campo ultravioletto), a causa dell'aggiunta della soda. La silice pura (come il quarzo puro, piuttosto costosa) non assorbe infatti gli ultravioletti e viene perciò impiegata nei settori dove occorre questa caratteristica".

Ciao

Giorgio Bibbiani

io ho un metodo economico per stampare i master . stampo al massimo del nero e della risoluzione su carta bianca normale da fotocopiatrice. poi procurati dell'olio di paraffina , io uso quello ma secondo me puo andare anche con l'olio di frittura . metti qualche goccia sulla carta , o meglio sopra il disegno del circuito , e stendi con le dita , se e necessario aggiungi qualche goccia . se ne hai messo troppo tampona con uno straccio, alla fine ti rittoverai della carta oliata che e divetanta semitrasparente , lascia il tutto riposare per 15 minuti in modo che l'olio si assorba bene nella carta . poi io faccio cosi , lastra di vetro sotto , metto la piastra ramata sopra metto il master e sopra un latra lastra di vetro , blocco il tutto ai quatto lati con delle mollette da bucato , espongo per 3.30 minuti , ma questo dipende dalla lampada , io ho una lampada a vapori di mercurio modificata ( senza bulbo esterno) da circa 200W espongo ad una distanza di 30cm . per la soda sul barattolo spray di photoresist c'e scritto 7grammi per litro . appena esposto se guardi la piastra gia vedrai qualcosa , appena messa nella soda ti compariranno immediatamente le piste in un colore rame , il resto diventara violetto e nel giro di qualche minuto la soda si colorera di viola , la piastra sara pronta quando la parte di photoresist colorata di viola se ne sara andata via , puoiprovare a strofinare delicatamente con le dita . poi la lavi e la incidi , io faccio con l'economico acido cloridrico+h2o2. considera che per piccoli circuita va ancora meglio il metodo stira e ammira.

Sbaglia lambda, gli UVA terminano a 400nm, Wikipedia non e' una Vera Enciclopedia... e non e' il primo errore grossolano che leggo, vedi sotto cosa dice un universitario:

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- i raggi A, gli UVA, di lunghezza d'onda tra i 320 e i 400 nanometri (dove un nanometro = un miliardesimo di metro)

- i raggi B, gli UVB, di lunghezza d'onda tra i 280 e i 320 nanometri, radiazioni più potenti che aumentano durante l'estate e che sono la più diretta causa delle scottature

- i raggi C, gli UVC, di lunghezza d'onda inferiore a 280 nanometri, i più forti e pericolosi.

Gran parte dei raggi B e dei raggi C sono assorbiti dallo strato di ozono dell'atmosfera prima di raggiungere la superficie della terra, e molte delle radiazioni che la raggiungono sono poi assorbite in gran parte da vari materiali, come ad esempio il pulviscolo presente nell'aria o anche i comuni vetri delle finestre. La maggior parte dei vetri più comuni è però trasparente agli ultravioletti più vicini alle lunghezze d'onda della luce visibile, ovvero gli UVA, e le radiazioni necessarie per indurire i fotopolimeri presenti i cementi ottici da Lei citati sono tipicamente di 365 nanometri (sono cioè proprio degli UVA). Più complicato è spiegare perché certe radiazioni attraversano un materiale, mentre altre sono assorbite e altre ancora riflesse. La fisica dell'interazione tra onde elettromagnetiche e materia può infatti rapidamente divenire molto sofisticata. Basti dire che i raggi ultravioletti "lontani" sono le radiazioni meno penetranti in assoluto dell'intero spettro elettromagnetico, perché entrano più facilmente in risonanza con le energie tipiche degli elettroni nei livelli energetici molecolari.

Demian Battaglia Laboratorio di Neurofisica e Fisiologia, Università Renè Descartes, Parigi

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Ciao, ti rispondo solo in base alla mia esperienza:

Quello che ho costruito io sembra che abbia una superficie in vetro ed i raggi UV passano tranquillamente.

Ho provato entrambe i metodi (carta e lucido) e, per ci=F2 che mi serviva (piste circa da 1mm) non ho trovato grosse differenze. Ah, chiaramente quando ho utilizzato la normale carta da 80gr/m^2 ho aumentato i tempi di esposizione dai 3 min. del lucido fino a circa 15 min.

Se non ricordo male la concentrazione corretta dovrebbe essere 7gr in mezzo litro d'acqua. Gi=E0 un questa fase si dovrebbe vedere una colorazione dell piste leggermente diversa!

Soluzione di soda: trasparente, esattamente come acqua pura. Soluzione di cloruro ferrico: marrone molto scuro.

prego

Per chiarirti eventuali dubbi puoi leggere questo piccolo manuale che ho trovato in rete per l'incisione in casa.

formatting link

Ciao Luca

Giorgio Padoan ha scritto:

...

OK, grazie per la correzione ;-), errore mio che non avevo considerato che in questo caso gli ultravioletti sono prodotti da lampade UVA, e avevo generalizzato troppo...

Ciao

Giorgio Bibbiani

Grazie veramente a tutti dei consigli, stasera mi rimetto a provare - in caso di successo scriver=F2 per ringraziare! ;)

Lucast85 ha scritto:

formatting link

Ecco: questo l'ho scritto io (compreso il Cloruro ferriNo!.....porc..) La giusta concentrazione della soda caustica é 7 grammi in un litro; la stessa proporzione era indicata anche nel manuale allegato alle bombolette di "Positiv 20". Grosso modo bastano da 30 secondi a un minuto per sviluppare. Concentrazioni superiori, indotte dalla voglia di far prima intaccano anche la parte di fotoresist che non ha preso luce e alla fine si ottiene una bella basetta ramata perfettamente pulita (anche dai circuiti).

Ciao, Paolo

i miei hobby: http://digilander.libero.it/pieffe43 questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it

FtM ha scritto:

Qui sembra che la basetta non si sia sviluppata.

(almeno credo: ho poggiato il tester in vari punti e

Questo invece fa pensare che sia stato asportata tutta la lacca fotosensibile.

Non hai detto che tipo di basetta hai usato, cioè se presensibilizzata o altro e come l'hai maneggiata. Comunque il fotoresist è abbastanza tollerante in fatto di luce (c'é gente che espone con lampade a filamento!)e il vetro va bene, anche se ferma molti degli UV.

Su trasparente, altrimenti la luce non passa.

7 grammi per litro, senza discostarti.

Versala pure nel lavandino, che non fai danni.

Ciao, Paolo

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Cristallo e plexiglass passano, vetro no.

Archlinux on (uname -a) F

Leggi il primo ramo e troverai la risposta, gli UVA passano il vetro, giorgio

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