20.000 ore senza i guasti

Mar 01, 2025 Last reply: 1 year ago 42 Replies

ArchiPit ha scritto:

esatto...e come conclusione bisognerebbe guardare al fattore economico globale: quanto costa produrre N alogene,per avere la stessa durata di una OTTIMA led,riciclaggio compreso considerando anche quanta energia elettrica in piu consumano nella loro vita...presumo che ,cosi a naso,il confronto sia impietoso,con una larga vittoria per le led

Giacobino da Tradate ha usato la sua tastiera per scrivere :

Il problema e' che hanno messo dei baluba a progettar lampadine. Cosi', oltre all'uso di componenti di bassa qualita', la dissipazione e' trascuratissima. Risultato: quello di cui lamenti.

Oggi saro' un po' tardo, ma non comprendo l'immagine.

Quando poi il baluba di cui sopra fa a gara a seminare debolezze...

Veramente, la soluzione migliore sarebbe driver e led separati, corrente adeguata e ben dissipati. In alternativa, "meno corrente, meno calore". Hai un driver da 700 mA e fa un calore d'inferno? RIBASSA!

La linea a bassa tenzioen e' sia intrigante sia rischiosa: introduce un sia pur piccolo rischio, se l'alimentatore BT salta... sei al buio. Forse un trasformatore toroidale di potenza adeguata.

Anche se non credo che valga la pena nelle abitazioni, a meno che non si sia progettata e cablata una linea separata, tipo la linea delle luci di emergenza.

Si, infatti parlavo di led in generale, faretti potenti, ecc. non avevo ancora visto il link. Le lampadine ormai le prendo solo da IKEA: costano poco (ovviamente con come la robaccia cinese) ma durano parecchio, e se si rompono le cambio e basta.

ps. Evitate le offerte tipo "pacco da 6 a 4 soldi" da Tecnomat e simili di quelle con marche mai viste: è tutta robaccia cinese di infima qualità, e durano niente.

Su Osram e altri produttori c'era in giro una simpatica storia che andrebbe relegata fra le tante teorie del complotto da terrapiattisti rettiliani, se non fosse tutto vero. E dubito che la mentalità degli industriali sia cambiata nel tempo.

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Il giorno Mon, 03 Mar 2025 11:50:47 +0100 BowlingBPSL snipped-for-privacy@people.it ha scritto:

riconoscerai sicuramente lo zoccolo filetto E27 di quella che era una lampada a LED col bulbo a pera.

Nello zoccolo sta il circuito da 230V AC a ??V DC.

Devi cambiare centinaia di milioni di portalampade tipo Edison in milioni di case, solo in Italia (in cui, ricordiamo, ci sono piu' case che cristiani). Quindi per adesso il driver rimane dentro la singola lampadina.

Ma va, basterebbe una batteria in tampone.

Il giorno Mon, 3 Mar 2025 12:51:46 -0000 (UTC) asdf snipped-for-privacy@nospam.invalid ha scritto:

Si' e' nota, ma a me interessano le lampadine di adesso. Comunque e' bello vedere che le vecchie tradizioni vengono tuttora rispettate.

Mettiamola cosi', se lei avesse scritto "esubero di capacita'" sarebbe stato giusto. Ma esubero di energia e' sbagliato.

Mostri un caso in cui sono il primo ad insultare. Io reagisco sempre ma reagisco, Non parto a gamba tesa come fa anche lei.

Eppure i dati mostrano l'enorme falsita' della sua convinzione di pancia. Come minimo una lampadina ad incandescenza di pari luminosita' colpisce l'ambiente almeno dieci volte di piu'. Come diamine fa quindi a dire che impatta meno ?

Se si riferisce a lampadine posti in luoghi ad uso sporadico e' da sempre che affermo che tanto vale lasciarci la lampadina ad incandescenza esistente. Infatti, se parliamo di una lampadina accessa 10 minuti una volta alla settimane, ad esempio, sarebero circa 520 minuti all'anno ovvero neanche

10 ore. Ogni watt quindi si mangerebbe quindi 0,01 kW·h. Una lampadina ad incandescenza da 100 watt farebbe 1 solo chilowattora all'anno, ovvero 20-25 centesimi al peggio. E parliamo di 100 watt. Tanto vale lasciarla sul posto.

Mortalita' infantile ? In ogni caso e' sotto garanzia.

"partiti verdi" ? Quali sarebbero ? E in particolare al soldo degli industriali. Quali industriali ? Cinesi ?

Piu' che altro tante domande.

E poi dopo la notte e' giorno. Cominciamo con un video per restare in tema:

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E parlare che oggi l'asticella si e' alzata ancora: 210 lumen/watt.

Per le lampadine alogene non c'e' piu' storia.

fatto oggi una prova: preso un modulo a led ,rettangolare da 10W,che si compera a pochi euro e che funziona direttamente a 220V, e l'ho alimentato senza nessun dissipatore, dopo 30 sec il chip led era gia a 80°C e saliva,saliva...l'ho montato su un adeguato dissipatore di Al alettato e dopo un ora il chip era a 48°C. conclusione: se il chip led non dissipa la potenza che assorbe,aumenta di temp. e dopo un tot tempo va al creatore,se lo si tiene a temp. basse,dopo 10 anni funziona ancora (a meno di altri guasti :-) )

Il 03/03/2025, Giacobino da Tradate ha detto :

beh, si, come si fa da quando ci sono le CFL. Non e' esattamente un punto debole, SE il driver e' fatto appena con UN MINIMO di criterio. Lo so, non e' scontato. Ne abbiamo smontati tanti... BTW, avevo letto che per fare dei joule thief, conveniva recuperare i toroidini che si trovavano nelle CFL di poco tempo fa.

A dire il vero, no: non e' assolutamente necessario cambiare i portalampade Edison, basta rendere smontabili le lampadine. Ma anche senza smontarle, questa gara alla miniaturizzazione "porta jella", senza che alla fine freghi niente a nessuno. Si rompe, sembrano dire i produttori? Fottesega, compratene un'altra!

Non sarebbe nemmeno difficile ideare un sistema modulare, il difficile sarebbe trovare la "voglia" di farlo ed imporre uno standard.

Valutiamo il rischio: se ti salta una lampadina e' un conto, se ti salta l'alimentatore delle luci di tutta casa... ecco. Piu' il cablaggio della "privilegiata" dovunque.

Anche se... la tecnica avanza. Poco tempo fa, ho buttato un occhio ai tubi T8 LED: vistosa etichetta che avevano 165 (centosessantacinque!) lumen/W. Prezzo, per un tubo da

120 cm (i vecchi "36W"), poco piu' di 5 euro.

Sono rimasto stupito. Maggiore efficienza, minore calore.

Rispondo qui sotto a BowlingBPSL

Ho letto tempo fa in una rivista scientifica che sono già stati sviluppati sperimentalmente più di 300 Lumen/W

ArchiPit ci ha detto :

...e contemporaneamente, su fai-da-te il Deboni esprime il suo stupore per aver visto lampadine attacco Edison da 200 lumen/W.

In effetti c'e' da rivedere l'assetto attuale "lampadine in casa".

Sembra che Drizzt do'Urden abbia detto :

Bang?

Hai detto mica niente: paghi soldi sudati per ogni wh che consumi.

...ancora? Ebbasta! il "surplus di energia" non ha alcun senso. Semmai c'e' una POTENZIALITA' PRODUTTIVA. Esistono generatori che sono pronti ad entrare in produzione per supplire alle necessita' ed evitare il Grande Blackout.

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Ti ricordo che la risposta ti e' stata data perche' hai abboccato ad una delle tante bufale "non c'e' energia per caricare le auto elettriche", quando un banale calcolo indica che, arrivasse il Genio della Lampada a modificare magicamente TUTTE le auto in elettriche, il fabbisogno aumenterebbe "non del doppio, non della meta', ma di UN QUARTO".

Che esista una potenzialita' produttiva di scorta, comunque non c'entra granche' con le lampadine led in generale e la loro longevita' in particolare.

Se potenzialmente la presunta bassa longevita' di una nuova lampadina LED ti porta comunque a risparmiare perche' nella sua vita utile, tu risparmi abbastanza da ricomprarla, allora l'ammortamento "ha funzionato". Porta il RAEE dove prescritto. E comunque "ammesso e non concesso": fai come me e scrivi a matita sulla base della lampadina la data di installazione, io ho sempre sorprese "positive".

Il 01/03/2025 11:11, Giacobino da Tradate ha scritto:

Sono vittima della strage di lampadine LED anche perchè nella mia zona la tensione è moplto alta. L'enel è inertvenuta e agendo su un trasformatore ha ridotto leggermente la tensione inutilmente. La strage continua. Nella mia abitazione non si parla di anni di durata ma mesi. Ho voluto fare una prova che ritengo istruttiva. In uno dei punti luce dove la morte della LED era piu frequente ho installato un piccolo ventilatore che entra in funzione all'accensione della lampada e dirige il suo flusso d'aria dal basso verso l'alto passando sulla lampada. Sono tre anni circa che funziona e la lampada non da segni di cedimento. Risulta ovvio che la morte delle LED, almeno nel mio caso, è da imputarsi alla temperatura dei componenti. Anch'io sono propenso a credere, come qualcuno ha già ventilato, che l'ideale sarebbe un impianto dove i punti luce siano in circuito indipendente alimentate direttamente dalla tensione CC occorrente. Ma credo che lampade E14 o E27 LED per alimentazione CC diretta non siano repereibili (con beneficio di inventario). Saluti Gab

Il giorno Thu, 6 Mar 2025 12:06:31 +0100 Gab snipped-for-privacy@alice.it ha scritto:

fare una linea apposita in Corrente alternata 220 V con un gruppo continuità ? Avrebbe il vantaggio di avere lampade accese anche quando manca la corrente

Gab ha scritto:

è quello che ho constatato io...la UE ,invece che pensare a comperare armi, per alimentare le lobby che poi finanziano questi alti "gerarchi",sarebbe piu opportuno che facesse una direttiva in merito,in modo da avere un reale risparmio energetico,ma come al solito, questa non procurerebbe tangenti e quindi niente flusso di denaro nelle loro tasche

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Non solo nel suo caso. Tutte le mie plafoniere con lampadine LED di potenza sono plafoniere "aperte" (quindi atte alla ventilazione naturale). Ho anche delle plafoniere chiuse, ma sono punti luce con lamadine da 5 watt (quindi le 40W di una volta, tipo il corridoio, che essendo "punto di passaggio e di piccolo spazio" non ha bisogno di tanti lumen.

Perche' in corrente continua ? Un fan di Edison ? :-)

Esistono pero' lampadine LED alimentate a 12V e 24V:

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Il circuito alimentatore a tensioni cosi' base potrebbe essere piuttosto elementare. Oltre a non dovere sopportare lo stress di forti differenze di potenziale. Queste pero' sono lampadine per la corrente alternata e se all'ingresso c'e' un condensatore in serie, non si accendono con la corrente continua.

Sempre rimanendo sui 12V ricordo che c'e' tutta la serie di lampadine LED sostitutive delle alogene a 12 volt (vi ricordate l'attacco G4, un cosidetto attacco "bi-pin" ?).

Piu' interessante e' il caso di un bulbo LED alimentato in corrente continua (deve essere fabbricata appositamente). Ho trovato questa che utilizza 48 volt (errori permettendo del commerciale, ma l'avere scritto "48 volt (DC)" dovrebbe escludere una svista con 48 watt):

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Credo che di regola una lampadina LED alimentata in CC sia anche dimmabile, ma va sperimentato.

Un vantaggio della alimentazione a 12V o 24V o 48V in corrente continua e' che e' facile ottenere un servizio di continuita' con semplici batterie al piombo, non serve convertitore in uscita.

Quindi, parlando di "batterie al piombo" viene naturale guardare al settore degli autocaravan, camping e il settore marino:

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Vedo che commercialmente sono offerte tensioni in corrente continua di: 12-24-32-36-48-60 e 72 volt.

Essendo alimentate in corrente continua, forse il circuito della lampadine e' ridotto ad un semplice limitatore di corrente ?

PS:l'attacco E26 dovrebbe essere compatibile con l'E27, a parte un po' di gioco, e forse basta un po' di "domopack" alluminio (una strisciolina intorno al bulbo) per un fissaggio soddisfacente. L'E12 invece mi sembra troppo piccolo per l'E14, quindi dovrete prendere le basi apposite.

Si', si', perche' lei crede alla favola che ai pacifici saranno date le chiavi del regno su ... "questa terra" ? Oppure, crede che in Russia si viva bene (a patto di stare zitti). Oppure lei e' contro il consumismo (e quindi la Russia pensa sia ideale) ma e' un drogato del consumismo e non sa resistere e quindi vuole il proibizionismo per tutti (e quindi "la Russia"). Insomma, il popolo dei pacifisti e' variegato nelle sue motivazioni, ma c'e' un comune denominatore: hanno perso il senso della realta'.

Perche' una cosa e' chiara: dal 1600 ad oggi, la Russia ha sempre cercato di espandersi a ovest (una volta raggiunto il Pacifico ad Est e bloccato dalla Cina ad andare a sud) ed e' sempre stata fermata con le armi, non con la diplomazia.

Notare come i fascisti danno addosso ai fascisti ... infatti:

... sogna una direttiva tecnica per imporre dall'alto della politica cio' che su cui e' meglio la politica stia fuori (cioe' pontificare su scienza e tecnologia). Insomma una visione "fascista" ventilando aspirazioni "anti-fasciste". Essere figli di una cultura di stampo fascista (anche non volendo esssere fascisti) mostra il suo brutto viso. E non si offenda, si legga cosa ha scritto e rifletta.

Per fortuna l'approccio usato finora e' quello della sicurezza degli impianti elettrici, a partire dalla famosa Legge 46/1990:

Art. 7 - Installazione degli impianti

  1. Le imprese installatrici sono tenute ad eseguire gli impianti a regola d'arte utilizzando allo scopo materiali parimenti costruiti a regola d'arte. I materiali ed i componenti realizzati secondo le norme tecniche di sicurezza dell'Ente italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI), nonché nel rispetto di quanto prescritto dalla legislazione tecnica vigente in materia, si considerano costruiti a regola d'arte.

In altre parole la "legge" impone che le soluzioni siano secondo "la regola d'arte" esistente, indicando le fonti tecniche che possono soddisfare il criterio, ma non univocamente. Infatti la legge non vieta di usare implementazioni non previste dagli enti e comitati elencati, a patto che si possa dimostrare che si stia rispettando la "regola d'arte" attuale. Questa o' la soluzione migliore, in particolare a fronte di una tecnologia in rapido, sviluppo UNI e CEI possono, restare indietro e quindi la legge, se c'e' la capacita' (ad eesmpio l'ufficio tecnico di una grossa azienda per gli impianti interni) NON IMPONE l'obbligo di seguire UNI e CEI. Ma seguire UNI e CEI "semplifica la vita" :-)

Le scelte tecniche vanno prese da comitati tecnici indipendenti dalla politica. Anzi, oggi si tende a lavorare a livello internazionale:

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con la partecipazione di comitati nazionali per ogni nazione, per esempio per l'Italia:

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I "tecnici" (che non sono solo quelli dell'industria, ma ci sono anche quelli delle associazioni professionali e non, che partecipano anche gratuitamente all'attivita' (come c'e' chi fa volontariato alla croce rossa ... c'e' chi lo fa in altri campi di utilita' collettiva). Ad un ingegnere, ad esempio, non interessa che si preferisca un modello di spina o norma di rete o un marchio, etc. ma che sia la migliore praticabile allo stato dell'arte.

Ora. ci sono due obiettivi da guardare sul tema:

a) energetico cioe' l'efficienza b) economico (preferire il metodo "musk" o il metodo "nasa" ?)

Eh, si', nel mondo reale, occorre anche guardare l'aspetto pratico che la soluzione non deve costare come il programma spaziale NASA, perche' se risparmio 10 kW·h ma spendo un costo di ammortamento di 10 euro all'anno ho fallito. Notare che l'aspetto economico include anche la robustezza, perche' se mi si rompe una lampadina ogni mese, anche questo e' un costo.

Ma fermiamoci all'efficienza, lei scrive: "un reale risparmio energetico"

A parte che quel "reale" pare implicare che finora non sia ottenuto un risparmio energetico (in realta' tutti abbiamo visto almeno

100 chilowattora in meno dal 2000 ad oggi, a parita' di tutte le altre condizioni), ma forse la sua intenzione era scrivere:

"un massimo risparmio energetico" ?

Allora, l'idea di una alimentazione dedicata che permetta di fabbricare bulbi LED:

  • piu' robusti (tensioni piu' adatte ai semiconduttori ?)
  • meno costosi (risparmio sui componenti di circuito ?)
  • meno perdite di convesione ?

Il tema e' in discussione presso vari comitati nazionali e quindi anche alla IEC e non c'e' una facile soluzione come invece prospettato in questa discussione.

Vediamo ad esempio, il tema della efficienza. Un circuito di alimentazione ad hoc richiede la conversione della tensione di rete, e se da una parte potremo arrivare alla soluzione ideale di una lampadina LED senza elettronica a bordo (salvo forse l'equivalente di un fusibile/limitatore), dall'altra pero' ci scontriamo con il fatto che un circuito di conversione per alimentare la linea dedicata ha anche esso delle perdite. Perdite che potrebbero essere peggiori, in particolare nella condizione media in cui il circuito dedicato non sia caricato al massimo della sua capacita' (tutte le luci di casa accese).

Ebbene, un circuito AC/DC (da 230V-ca a 12V-cc, ad esempio) oppure anche un banale trasformatore AC/AC (vedi quelli toroidali per le lampadine alogene da 12V-ca) ha una efficienza che diminuisce allo scendere rispetto alla sua portata nominale.

Quindi dal punto di vista del "risparmio energetico", l'avere un circuito dedicato nelle abitazioni non pare migliorare le cose, insomma non c'e' una risposta certa, e la faccenda e' in costante verifica.

Restano pero' gli altri due aspetti: quello economico (ove pero' occorre verificare che il costo di ammortamento del convertitore di tesione e forse di AC/DC sia inferiore al vantaggio economico a lungo termine del "avere meno guasti") e quello della robustezza (meno interventi per ripristinare).

Aggiungo anche un fattore di sicurezza: le lampadine in genere cambiate dagli utilizzatori e oggi con gli attacchi a vite si espongono le "dita" al rischio di una scossa elettrica, specialmente, vista la non polarizzazione delle spine italiane e tedesche (al contrario di quelle francesi e britanniche), se la tensione di fase e' presente sul "filetto" del porta lampada invece che sul puntale centrale. L'avere un circuito dedicato a bassissima tensione (che significa dai 48 volt in giu') sarebbe quindi una cosa buona.

Al contrario: cambiare la normativa dei circuiti di illuminazione (domestici e non) aprirebbe un lucroso mercato per alcuni decenni.

Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

direi che non sai nulla degli attuali driver per lampade led...non hanno nessuno dei problemi da te segnalati, se cerchi con google imparerai molto su queste novità (il C in serie non lo usa piu nessuno) e l'unico problema reale che persiste è che bisogna dissipare questa potenza elettrica assorbita,altrimenti come dice Joule,si trasforma in calore e la T aumenta

in 10 righe ai scritto 20 luoghi comuni senza senso a partire da testi bibblici sino ad arrivare a temi geopolitici,potrei dirti che la Russia o meglio la ex URSS ha eliminato la presa sui paesi suoi ad ovest, ma guarda caso strano,la Nato li ha inglobati piazzando basi militari a ridosso dei confini russi,Cuba del 62 ti dice nulla? per il resto inutile risponderti perchè ,indottrinato come sei ,sarebbe inutile...la cosa importante è non piangere poi

questa non l'ho capita...bohhh....

quindi tutte le direttive fatte sino ad ora dalla UE,che siano tecniche o politiche erano tutte di stampo fascista? ma ci sei o ci fai? spero che tu sia sotto l'effetto di qualche oppiaceo, altrimenti c'è da preoccuparsi

il resto è il tuo classico bla...bla...bla che non porta da nessuna parte auguri di buona pasqua e buon natale

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Cuba e' esattamente la dimostrazione della differenza tra un paese dove conta il volere popolare (Stati Uniti) e dove si impone la volonta' di una casta violenta (Russia).

Russia, al posto degli USA avrebbe invaso Cuba senza discussioni e non avrebbe avuto bisogno di fare alcun altola perche' le navi che portavano atomiche non avrebbero piu' trovato posto dove metterli.

Il problema per un Presidente democratico e' stato quello di impedire senza una invasione di Cuba, che Cuba fosse nuclearizzata.

In quanto al discorso missili/vicino o lontani. Quando la distanza contava (oggi non ha piu' importanza avere o meno Cuba, l'arma nucleare piu' letale si trova a bordo di sommergibili nucleari che possono restare per mesi fuori da ogni radar, senza rifornirsi) la Russia si era ritagliata una sua base personale praticamente nel cuore dell'Europa, cioe' nella ex-capitale prussiana di

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Nonostante distruzioni e stragi, alla dichiarazione di pace, c'erano ancora 73'000 tedeschi. Il metodo russo (che ha evitato l'equivalente russo della "gaza" che sta sopportando Israele) e' stato di deportare

73'000 civili tedeschi e nessuno ha strillato "pulizia etnica". Infatti oggi, rinominata Kaliningrad, e' una base poderosa base militare nel fianco dell'Europa, con una popolazione 100% russa.

Questa e' storia, questo e' l'attuale presente. E Putin l'ha ricordato anche in occasione di questo conflitto:

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"Quasi tutte le capitali europee saranno minacciate se i nostri missili saranno posizionati a Kaliningrad: Berlino, Varsavia, tutti gli stati baltici, Parigi, Bucarest, Praga e, naturalmente, le basi americane in Germania", ha affermato il conduttore televisivo e deputato della Duma di Stato Yevgeny Popov durante la trasmissione ripresa dall'emittente indipendente di informazione investigativa Agentstvo."

Russia, in una situazione speculare, ripeto, avrebbe invaso Cuba senza tanti complimenti, cosa che anche gli USA avrebbero potuto fare, senza rischiare una guerra mondiale. Ed e' un dato di fatto che Russia non ha fatto nulla del genere di un blocco al trasporto, ma ha invece direttamente invaso l'Ucraina. La questione di fondo e' che le democrazie vere danno peso al volere popolare e tutti i popoli, americani o russi, se gli viene dato scelta non vuole la guerra. Salvo non ci sia costretta, come ad esempio, l'Ucraina che vuole difendere il suo paese da una invasione. Quindi, l'invasione di Cuba era fuori discussione, per gli USA (lasci perdere il tentativo pietoso dei servizi segreti USA, paragonabile alla debacle russa del credere che Kiev sarebbe crollata in poche settimane, quella non era una "invasione degli Stati Uniti" come propagandata da una stupida propaganda anti-amerikana, ma un tentativo di sollevare una rivolta locale (tanto che si basava su esuli cubani portati ad entrare con forza nel paese) che e' fallito per una erronea valutazione dei reali sentimenti dei cubani), perche' il popolo americano non precepiva alcun pericolo reale da parte dei cubani. Diversa invece era la questione dei missili atomici russi ed infatti, lo scontro non e' avvenuto "cuba-contro-USA", ma USA contro Russia (URSS). Continuando il parallelo, Putin, invece di attaccare l'Ucraina, avrebbe dovuto porre un ultimatum alla NATO, ma i fascisti sono in fondo dei vigliacchi, preferiscono prenderla con il debole (o creduto debule). E questa, ripeto, e' storia, recente e storia attuale.

parla di altro...hai scritto un mucchio di baggianate che soltanto con una semplice ricerca con google...non avresti scritto. è inutile risponderti ,in quanto ideologizzato come sei ...non capiresti...rimani nel tuo brodo...auguri ,camerata!

Il primato citato e' avvenuto nel lontano 2014:

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... oltre dieci anni fa! :-) Direi che qualcuno potrebbe dire "avevo perso ogni speranza ..." da cui la "meraviglia" :-)

Una fonte in italiano:

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"Cree ha misurato l'efficienza dei Led pari a 303 lumen-per-watt con temperatura di colore di 5150K e corrente di pilotaggio di 350mA."

Chiudo osservando che c'e' una differenza tra esperimento da laboratorio e prodotto commerciale (e in particolare a prezzi "umani"). Ecco una evidenza in questo comunicato della Philips:

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e si tratta di un tubo LED (che e' cio' che aspetto ancora, perche' i piu' dei tubi a LED sono meno luminosi dei tubi fluorescenti che rimpiazzano): un propotipo TLED da 200 lumen/watt cambierebbe tutto. Eppure, dal 2013 ad oggi ancora non sono arrivati sul mercato di massa.

Quando li' vedro, esprimero' ancora una volta "meraviglia" :-)

Direi che e' un passaggio come quello avvenuto dalle lampadine CFL alle prime lampadine LED. La media delle CFL sul mercato viaggiava sui 50 lumen/watt (*) e nel giro di pochi anni le LED si sono assestate intorno ai 100 lumen/watt.

Ora, abbiamo un ulteriore raddoppio disponibile commercialmente, da

100 lumen/watt a oltre 200 lumen/watt.

Da notare che il grossista Tecnomat non pare avere recepito questi nuovi prodotti, suppongo abbia prima da smaltire l'esistente (e poi gli acquirenti di Tecnomat sono principalmente installatori che rifilano l'esistente a consumatori ignari ...).

(*) le migliori CFL non superavano gli 80 lumen/watt, ma i tubi fluorescenti di alta fascia arrivano a 100 lumen/watt (ma soffrono fortemente le ripetute accensioni come su una plafoniera temporizzata di passaggio)

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