Dei faretti a LED da 3,4W di Ikea ancora non se n'è guastato nemmeno uno! I primi li acquistai appena messi in commercio e i due in corridoio li usiamo moltissimo.
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Dei faretti a LED da 3,4W di Ikea ancora non se n'è guastato nemmeno uno! I primi li acquistai appena messi in commercio e i due in corridoio li usiamo moltissimo.
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Quando le lampadine a LED erano ancora una novita', gli esperti delle novita' ci spiegavano che un LED durava "minimo 20.000-50.000 ore senza bruciarsi !!! Imparate baluba!".
Adesso che tutte le lampadine di casa sono LED, si scopre che bruciano tanto quanto quelle a filamento. Fluttuano poi sfarfallano (insopportabile) poi buio.
Certo, dicono gli esperti, noi avevamo ragione, non e' colpa del LED ma dell'alimentatore, anzi ve lo avevamo detto fin da subito.
Prima o poi qualcuno arrivera' alla conclusione che la soluzione migliore e' cablare casa con un linea luce in corrente continua e a bassissima tensione.
In parte della mia cella (ho una casa microscopica) è già così.
Ho preso un paio di alimentatori da server da 1350 W, uno è collegato e l'altro è di riserva. Per adesso non si è bruciato niente ma due anni sono circa metà delle 20000 ore citate (ammettendo che vengano accesi 12 ore su 24) e ancora non posso confermare niente.
Mi spiace solo di non trovare o un alimentatore della stessa potenza per i 5 V per alimentare tutti gli arduini e cose simili in giro per casa, oppure dei riduttori decenti che siano anche efficienti. I vari modulini, anche dichiarati 'di potenza' al carico elettronico e metà corrente dichiarata scaldano veramente tanto, ovvero così efficienti non sono.
Potrei ovviare sezionando e usando 2-4 alimentatori mean well disponibili ma non voglio complicarmi la vita. In parallelo, stando al tam tam non si può e non si deve manco con gli Schottky quindi boh, mi rassegno ad avere una pletora di fili per casa.
Giacobino da Tradate ha scritto:
il problema è principalmente che una comune lampadina puo lavorare a temperature elevate ,mentre i LED ,essendo sei semiconduttori, NO se prendi un led e lo fai lavorare al max a 50-60°C, ti dura una vita piu alzi la temperatura piu la vita si accorci...trovi delle tabelle in merito ps-logicamente facendolo lavorare anche dentro ai suoi parametri elettrici
E un buon 90% delle volte le apri e el ripari con pochi centesimi di componenti. Quando sfarfallano e poi crepano è quasi sempre colpa di uno o più condensatori che livellano la tensione sulla linea di feedback. Il chippetto comincia a vedere dei picchi e giustamente attiva la protezione che spegne la lampadina; l'uscita va a 0 e il chippetto non essendoci un corto in uscita si riattiva, passa un po' e risuccede. Poi col tempo l'elettrolita degrada ulteriormmente e la cosa diventa sempre più veloce fino al punto in cui hai al max un lampeggio ogni tanto.
I led durerebbero realmente tanto, ma tanto loro che il circuito che li pilota possono essere costruiti ad minchiam per una serie di motivi: economia, obsolescenza programmata, ecc. Ti stupiresti di vedere quanti faretti buttati perchè non funzionanti possono essere riparati con poco sforzo e minima spesa.
Rispondo qui sotto a LAB
Io avevo una lampada ikea da 2watt, a ogiva, usata come luce notturna, ma restava accesa anche di giorno.
Ha funzionato ininterrottamente per 15 anni (quindici), 24 ore al giorno, senza mai essere spenta. E poi l'anno scorso è saltata, poverina.
Le ho fatto un piccolo funerale ;o)
Il 01/03/2025 11:11, Giacobino da Tradate ha scritto:
Ora mi sparerete ma se consideriamo la produzione e lo smaltimento, rispetto alle incandescenza o alogene, che con poco si producevano e si riciclava tutto in modo semplice, l'ambiente e noi non ci abbiamo guadagnato, unica vera differenza è il consumo ma se per le auto elettriche dicono che abbiamo surplus di energia non vedo perché non ci sia anche per le lampade.
Basterebbe che il circuito accendesse il led lentamente e che fosse regolato in corrente ma poi costerebbe troppo, ovvero, ci guadagnerebbero meno.
Il giorno Sat, 1 Mar 2025 16:46:32 -0000 (UTC) asdf snipped-for-privacy@nospam.invalid ha scritto:
Ti ho messo una foto, fammi vedere come lo ripari.
Appunto: "ma".
Ma poi non perdo tempo a riparare pezzi da 10 euro.
E la peppa... l'hai aperta come una vongola!:)
Marca? Di solito quelle decenti si aprono con meno sforzo e in modo meno distruttivo.
Succede anche con roba da design da centinaia di euro. Indovina cosa contiene un faro Una Pro che costa un fottio di soldi? Il solito alimentatore cinese!
Perche' ?
Cambia l'approccio.
Una volta raggiunto lo stato dell'arte, il "poco" e "tanto" si riflette sul prezzo e oggi le lampadine LED si trovano a scaffale a 0,99 euro (per esempio Leroy & Merlin, senza promozione). Il che indica che si producono "con poco".
Ecco, siamo alle solite: quelli per cui se e' complicato, non va bene, anche se piu' efficiente. Vedi ad esempio come i polli si fanno prendere per il naso dal fotovoltaico quando nel sistema elettrico nazionale si inserisce meglio il solare termodinamico. Problema ? Mentre il fotovoltaico lo si attacca al muro e produce energia per "l'allenatore della domenica" che cosi' pensa sia anche piu' efficiente per le grosse aziende dell'energia, il solare termodinamico e' invece una vera centrale elettrica che richiede tecnici competenti. All'allenatore della domenica (cioe' chi si crede di pontificare la sua opinione su temi di cui non ha neanche una infarinatura) non interessa la questione della dispacciabilita' (cosa e', dirano molti ?) o delle intermittenze.
Taglio corto: il ragionamento che tutto inizia e finisce con la fabbricazione e tritturazione della lampadine, chiude gli occhi (deliberatamente ? o per mera ignoranza ?) sul corollario distruttivo a carico della natura e dell'ambiente per fare funzionare tale lampadina. Per esempio, il migliaio di disastri marini causate da petroliere squarciate o affondate (si, sono migliaia gli incidenti) non tocca i consumatori o se li tocca (perche' si trovano sulla spiagga sporca di petrolio) non collegano che e' una conseguenza dell'uso delle lampadine.
"noi" chi ? Che "categoria" rappresenta lei ? O a nome di chi parla ?
Quisquìglie, questo pensa l'allenatore della domenica.
Ma chi e' la fonte idiota ? Se Italia importa massivamente, come fa ad avere un surplus di energia ? Forse e' meglio che riformuli o spieghi la sua affermazione.
Ma che sta a dire ? Se c'e' bisogno di piu' elettricita' la si produce (importando combustibili) o la si importa direttamente. Il problema ? C'e' un costo, sia ambientale che in moneta.
In realta' i LED sono progettati con cura. Vedete: trattandosi di elettronica, non e' necessario ogni volta chissa che produzione raffinata. Basta progettare una volta (per esperienza di iterazioni del prodotto fino ad arrivare alla combinazione ideale di parametri) poi "stampare in serie MASSIVE i circuiti con un costo irrisorio". Cosi' irrisorio che oggi costano come le lampadine ad incandescenza, ma hanno TCO dieci volte minore.
Forse confonde dei commerciali idioti con "esperti della tecnologia" ?
Curo la sostituzione di 50 punti luce in condominio e mi sono fatto un registro di ogni cambio (per mia informazione e capire se ci sono marche migliori o meno e ricavare le vere durate). I servizi sono di due tipi: funzionamento continuo per 10-12 ore (la notturna) e il servizio temporizzato. Stranamente la durata media e' uguale per tutti e due, ovvero 5 anni (mentre con le fluorescenti la temporizzata le massacrava nel giro di sei mesi, massimo un anno).
Nel caso della notturna sono 10 ore al giorno per 365 giorni sono
3'650 ore all'anno. Per 5 anni fanno oltre 18'000 ore. Quindi non ho mai visto queste famose 50'000 ore che trovate scritte sulle scatole. E aggiungo che per legge la durata minima garantita e' 6'000 ore (se si rompe prima e potete provarlo, avete diritto al cambio).Quante ore duravano quelle a filamento ?
Non ho mai visto una lampadina LED sfarfallare. Ma anche se lo facesse la cambierei subito. What else ?
Quindi il dato di 50'000 ore era riferito al LED nudo e non alla lampadina ? In elettronica e' normale che il singolo componente abbia un MTBF molto piu' alto del circuito completo. Ma questo cosa e' ? Il gruppo di cucina visto che non sembrate conoscere le nozioni piu' elementari ?
Cioe' si rompe il motore a turbina ?
Questo e' quello a cui sto puntando, ma non per la durate dei LED, bensi' per due ragioni:
Il 01/03/2025 22:08, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
poche e semplici materie prime tutte perfettamente e semplicemente riciclabili rispetto alle moderne led.
ehhh? ma che stai dicendo, forse eri troppo preso dalle tue solite farneticazioni per comprendere come la penso, oppure è vietato pensare, che sei diventato fascista?
noi popolo di Gaia.
ma veramente ricordo che lei ha sempre detto, riferendosi all'obiezione che non abbiamo abbastanza potenzialità per tutte le auto elettriche, che invece ne abbiamo pure troppa.
se produco lampadine a incandescenza che durano come le led ma costano un centesimo sia in produzione che in smaltimento direi che ci guadagniamo tutti, compreso l'ambiente, non consumeranno più di un miliardo di auto elettriche e comunque in una famiglia media quali consumi, in percentuale, sono i più alti? Non credo proprio che sia l'illuminazione.
Ma per piacere, sono progettate per costare poco e durare meno, basta aprirne una e vedere, sempre se sei in grado di capire un circuito elettronico. Aggiungiamo l'inquinamento che producono dalla nascita allo smaltimento e vedrai che non c'è alcun guadagno per NOI e per l'ambiente. Giusto, se vuoi dei dati cercateli che sei bravo e se li trovi voglio vedere chi li ha stilati perché non mi fido :-D
Ora sentiti libero di sbroccare nuovamente :-D
ArchiPit ha scritto:
ok...ma parliamo di pochi W,facili da dissipare,prova con una da 10 o 15W vedrai che le cose cambiano. io ho acquistato quei dischi con una cinquantina di led sopra,che funzionano a 220V, ma gli ho messo un bel disco di alluminio aggiuntivo con piccole alette , per dissipare i 40W , e dopo anni funziona ancora bene e rimane acceso molte ore al giorno
Drizzt do'Urden ha scritto:
il problema del riciclaggio elettronico è molto complesso...per le lamapde si risolve ,parzialmente,facendo delle normative che obblighino le case costruttrice a fare un prodotto con x ore di lavoro continuativo garantito, il tutto certificato da un ente
Veerissimo, e ne ho esperienza diretta.
A me piace avere una forte illuminazione riflessa, e nel mio studio ho usato per anni una lampada da 3500 lumen, che inesorabilmente salta ogni qualche mese. Ho provato sia quelle che su una piastra di alluminio montano anche un centinaio di diodi e che funge da dissipatore, sia quelle a filamento che generano molto meno calore: saltano allo stesso modo.
Da tempo mi sono stufato di questo continuo saltare di lampade ostose e ho sostituito quella unica lampada potentissima con una tripletta di lampade da 1050 lumen ciascuna.
In tal modo ho triplicato i punti di generazione del calore ed anche la superficie di dissipazione proprio perchè mi durino più a lungo.
Il giorno Sat, 1 Mar 2025 21:05:12 -0000 (UTC) asdf snipped-for-privacy@nospam.invalid ha scritto:
Purtroppo non e' stato possibile aprirla senza romperla, pur con tutte le cautele dell'esperienza. La frase "le ripari con niente", in questo caso, non e' vera.
Poi indubbiamente finche' funzionano consumano un decimo, il vantaggio finisce li'.
Il 01/03/2025 23:34, emilio ha scritto:
Si ma alla fine le dovrai riciclare, è più semplice e ricicli di più su una elettronica o su una incandescenza?
Rispondo qui sotto a Drizzt do'Urden
MI sembra che il confronto vada fatto sui grandi numeri a parità di illuminazione: una lampada a incandescenza produce mediamente 10 Lm/W, quelle a led circa 120 Lm/W
Quindi il rapporto è che ci vogliono 12 lampade a incandescenza per fare il lavoro di una lampada led.
Quindi la domanda diventa:
"Si ma alla fine le dovrai riciclare, è più semplice e ricicli di più su una elettronica o su dodici a incandescenza?"
Così il confronto è più equilibrato, ma credo sempre in svantaggio per quelle elettroniche, a meno di considerare la minor quantità di fumi di scarico prodotti dalle centrali per la minor potenza elettrica richiesta a parità dei lumen.
La solita tattica italiota della derisione quando non si hanno argomenti.
8>< ---- [se uno non vuole sentire inutile spiegare]E che sarebbe questo "popolo" ?
Ha qualche riferimento con l'ipotesi che propone gli organismi viventi ad interagire con i dintorni inorganici sulla Terra per formare un sistema complesso sinergicistico e auto-regolante che aiuta a mantenere e perpetuare le condizioni per la loro vita sulla Terra ?
E' falso, cioe' travisa la mia affermazione fino alla falsita'. Gia' le parole da lei a me imputate "ne abbiamo pure troppa" sono una menzogna (a mio danno) visto che da anni affermo che l'Italia deve costruire 1 terawatt di centrali solari termodinamiche. Se >>>ne avessimo<<< veramente troppa di energia, perche' investire cosi' pesantemente nel produrre energia ? Forse sono irrazionale io oppure e' lei ad avere mentito sapendo di mentire ? E perche' mentire cosi' ? E' una questione di cultura ideologica ?
Dato di fatto: l'Italia importa massivamente energia. Punto. E l'Italia importa anche tanta energia elettrica. Punto.
Ora, e' corretto, come implicato con derisione nella frase abilmente costruita secondo la tattica sofista dell'imputare una tesi sbagliata all'avversario, onde ottenere ragione a tutti i costi, che l'Italia non ha surplus di energia (elettrica o termica che sia).
Ma ora lei si e' incastrato in un angolino: MA SE L?ITALIA NON HA SURPLUS DI ENERGIA, come fanno a circolare decine di milioni di automobili in Italia ?!!!
Scappi, scappi ...
Avrei anche pronti un paio di insulti, ma andiamo oltre e proviamo a chiarire qualcosa al popolino italiota.
Se mettiamo da parte la potenza distruttiva di una scarica atmosferica (come i fulmini) o la microenergia di origine biologica, l'energia elettrica, come intesa nell'utilizzo umano, non esiste in natura. Punto.
L'energia elettrica e' generata invece per "conversione" di altre forme di energia, usando principalmente due tecnologie:
Si puo' eventualmente parlare di "surplus" di mezzi di conversione atte a generare energia elettria. E' questo e' cio' che accade in Italia, allo stato attuale, usando la tecnologia convenzionale, il sistema elettrica nazionale e' in grado di arrivare, su semplice richiesta, fino a 400 TW·h/anno ed oltre.
Il che ovviamente potrebbe lasciare perplessi, a prima vista. Infatti, perche' importare grandi quantita' di "costosa" energia elettrica se, a fronte di un consumo elettrico sull'ordine dei 300 TW·h, potremo generare in Italia ben oltre ?
La ragione sta appunto, nel fatto che si tratta di una CONVERSIONE energetica e che l'energia elettrica prodotta e' ottenuta da energia [primaria] che importiamo ugualmente e quindi per l'Italia l'alternativa diventa:
Naturalmente, in principio, importare la materia prima e "trasformarla" in Italia (come si fa anche con il petrolio, che anche se l'Italia non ha pozzi petroliferi a non finire, ha cosi' tante raffineria per convertire il petrolio in carburanti e altri composti utili, da potere anche esportarli) sarebbe piu' redditizio.
Ma, a causa di una politica energetica delle rinnovabili stolta nelle sue fondamenta, il prezzo dell'energia elettrica varia selvaggiamente nelle 24 ore. Infatti abbiamo la povera Germania che si trova in certi momenti ad essere inondata di energia elettrica di origine eolica che non sa dove mettere. Il che fa crollare le quotazioni dell'energia elettrica. Anzi, ci sono situazioni in cui il produttore eolico e' disposto a pagare perche' si accetti la sua energia elettrica (no, non lavora in perdita: vedete, se il produttore eolico ha sulla sua produzione una tariffa incentivante, gli viene pagata solo se "consegna" e quindi di fatto cio' che accade e' che il produttore eolico propone al mercato di dividersi il succoso incentivo, una delle tante distorsioni create da questi falsi ambientalisti. Fortunato chi e' in grado di accettare (non, non vale mettere resistenze per dissipare semplicemente tale energia, anzi no, pare che ci siano proposte in tale direzione: scaldiamo l'acqua calda ... dicono), perche' piglia tanti soldi senza fare niente.
L'Italia ha grossi impianti di pompaggio (che la Germania praticamente non ha) e quindi, tenendoli semivuoti, e' pronta a ricevere anche corpose iniezioni di energia elettrica senza preavviso. Ovviamente, c'e' un certo rischio: in caso di morta, non si crea riserva nel bacino idroelettrico: ma il gestore di rete ha l'asso nella meccanica scelto dall'Italia, le centrali turbogas.
E quindi, nonostante il complesso di produttori nazionali (ricordate, non c'e' piu' una monolitica ENEL, ma una varieta' di parti) possa trasformare energia primaria in elettrica fino a 400 TW·h ed oltre, c'e' la concorrenza estera di energia elettrica "intermittente" svenduta letteralmente sottocosto.
Attenzione, non confondiamo questo afflusso alle centrali di pompaggio, con l'afflusso programmabile di energia nucleare dalla Francia. Quella energia non passa necessariamente dalle centrali di pompaggio, ma puo' mettere fuori mercato parte della generazione di base (notturna) nazionale.
Ora, chi e' ignorante di tutto questo, potrebbe invece avere creduto che se l'Italia importa un quinto dell'energia elettrica che consuma, sia perche' non ha sufficiente capacita' nazionale. Una presunzione falsa, da ignoranti.
E' falso: ci vogliono 5 lampadine ad incandescenza come minimo al posto di una LED, nel mio caso poi sono 10-15 lampadine. Alla faccia dell'inquinamento. Ma le sue lampadine ad incandescenza quante ore duravano ?
Cosa significa incentrarsi sui "consumi piu' alti" ? Ancora con la tattica sofista della divagazione esagerata '
Semmai, SENZA PERDERSI SUI CONSUMI PIU' ALTI (come se fossero gli unici da controllare) si tratta di osservare se i consumi di illuminazione possono farsi sentire sul bilancio famigliare. Oggi, non di certo.
In passato, quando dominavano le incandescenza e le alogene, la quota dei consumi elettrici per illuminazione era cosi' pesante che chi pagava la bolletta litigava con chi accendeva a sproposito le luci.
Per ogni persona che non era nella stessa stanza della abitazione, il consumo tipico con le lampadine tradizionali era di 200 kW·h/anno. Se una famiglia aveva due figli, ognuno con la sua stanza, erano circa 600 kW·h/anno. E questo a raffronto di un consumo medio allora della famiglia italiana di 2700 kW·h/anno. Mj scusi ma 600 kW·h/anno su 2700 non sono poca roba.
Oggi invece si puo' dividere per 8, anzi facciamo per 5 (cioe' con i risparmi della maggiore efficienza, al gente e' invogliata a scegliere potenze luminose maggiore e abbondare con l'illuminazione, il che in parte riduce l'efficienza, ma cio' nonostante non cancella i risparmi. Dividendo per 5 abbiamo che la famiglia media italiana consuma 120 kW·h/anno per l'illuminazione cioe'
480 kW·h in meno. E quindi i 2700 - 480 diventano circa ~2200 kW·h/anno.E indovini, la media della famiglia italiana di oggi e' ... 2'200 kW·h/ anno. Una coincidenza o mera aritmetica ?
E come spiega che a me durano mediamente 18'000 ore ? (statistica su una cinquantina di punti luce, con tanto di registro, non tre lampadine in casa valutate a naso)
L'ho spiegato tante volte: per ogni watt in meno si risparmiano
18 kW·h di energia elettrica. Se prima usavo una micragna lampadina da 60 watt (e indovini perche' la gente vive in mortori con lampadine da 60 watt ???!!!) a oggi uso una generosa lampadina LED da 1200 lumen (l'equivalente dei 100 watt di una volta) che assorbe 12 watt, ho un risparmio di energia elettrica pari a (60-12) · 18 = 864 chilowattora (spalmati su mediamente 5 anni). Ora, lei ha idea di quanto ambiente si distrugge per produrre 864 chilowattora ? Senza contare una decina di lampadine ad incandescenza ?Per chiudere: la mia classifica di "robustezza" delle lampadine LED vede all'ultimo posto (tolte una paio di sottomarche italiane oggi scomparse di cui ho fatto un reso di una decina di lampadine guaste nel giro di pochi mesi nel giro scale) in su (piu' si scende nella classifica e meglio e':
In altre parole, chi pensava che spendendo di piu' si avesse qualita' non ha fatto i conti con le spregevoli tattiche della obsolescena programmata dei produttori/rimarchiatori europei. Vedi rasoi elettrici: i marchi blasonati (Braun e Philips) duraon un anno e costano. Le disprezzate "cineserie" mi durano un decennio e li ho pagati 10 euro con incluso un intero sette di ricambio lame e testina.
Quindi meglio cercare le promozioni di GDO serie (quelle che vi fanno i resi senza ne ma, ne mu) e lasciate perdere i marchi blasonati (hmmm, le Philips sono fuori classifica perche' non le ho mai acquistate perche' care ... per chi le ha provate, sono meglio o peggio delle LED Advance/OSRAM ?)
PS: la OSRAM non esiste piu', come non esistono piu' tanti marchi di televisori (oggi buona parte dei marchi europei sono di una multinazionale turca).
Servito.
Il 02/03/2025 16:35, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
uno a caso ma che sicuramente ho travisato:
comunque in quanto a insulti TU non sei da meno di nessuno, sei sempre il primo a insultare ma forse sei fascista e non lo sai...
comunque rimango dell'idea che le vecchie incandescenza erano meno impattanti sull'ambiente, è vero che consumano di più ma stanno accese molto meno di quello che sembra, vuoi le led? Vanno benissimo sull'illuminazione pubblica anche se costano un rene e ogni tanto ne vedo qualcuna spegnersi dopo poco che le hanno montate. Tutto non si può avere ma sono convinto che questa mania delle led sia venuta fuori anche per intercessione dei partiti verdi a vantaggio di amici industriali. Ora aspetto un nuovo pippone, buonanotte :-D
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