Un doppia semionda verso un ponte di Graetz

Feb 22, 2026 Last reply: 4 months ago 13 Replies

Parliamo di circuiti per passare da corrente alternata a corrente continua.



Il doppia semionda consiste in un trasformatore con presa centrale sul secondario e due diodi.



Il ponte di Graetz utilizza un trasformatore semplice e quattro diodi (o un ponte di diodi).



Riflessioni ?



In caso di potenze rilevanti, il risparmio di due diodi potrebbe fare la differenza. Ma e' l'unica questione ?



Quando/se preferibile uno schema rispetto l'altro ?


Assumo che si parli di raddrizzatori AC/DC per frequenza di rete, perche' per gli switching valgono considerazioni diverse secondo la topologia. Il doppia semionda conveniva solo quando i diodi erano molto costosi e/o complicati da configurare a ponte (tubi elettronici). Si usa tutt'ora per ricavare tensioni duali, con un doppia semionda per il + e un altro per il -. In questo caso un ponte ha i diodi collegati "casualmente" nel modo giusto, ma non lavora realmente da FULL BRIDGE RECTIFIER :-) cit.

Il problema del doppia semionda e' che richiede un trasformatore con piu' rame a parita' di prestazioni, quindi piu' grosso e costoso. Questo perche' i due secondari messi in serie per creare la presa centrale devono avere almeno la stessa sezione di rame del singolo secondario richiesto dal ponte, che viene utilizzato in entrambe le semionde. Ho scritto almeno, perche' doppio secondario implica trasformatore piu' grande per farcelo stare implica maggior sezione di primario e secondario a parita' di perdite. La maggior caduta sui diodi e' del tutto marginale in confronto e preoccupa solo a bassa tensione, dove sono peraltro disponibili diodi a bassa caduta (schottky) o addirittura diodi quasi ideali implementati coi MOS.

Ciao,

...

Perhe' mai? La potenza totale in gioco non cambia da uno o due secondari, ogni secondario lavora per una semionda, quindi a corrente media meta' del totale. Mi spieghi il motivo per il quale e' necessaria la doppia sezione? Io non ci arrivo. Grazie.

angelo

Il 23/02/26 11:04, angelo ha scritto:

...

... semplicemente aggiungendo due diodi.

Quando mai ho parlato di doppia sezione? Ho scritto stessa sezione, pero' con doppio secondario che aumenta il volume. Nel doppia semionda la corrente scorre meta' del tempo su un secondario e meta' sull'altro, in entrambi i casi con resistenza serie R. Lo stesso avviene col circuito a ponte a parita' di sezione del filo e con un solo secondario. La dissipazione complessiva nel rame e' uguale nei due casi, ma la quantita' di rame lato secondario e' (almeno) doppia col mezza semionda.

Ciao,

Hai ragione, non hai parlato di doppia sezione, hai pero' parlato di pari sezione per meta' della corrente, in pratica si tratta di doppia densita' di corrente. in pratica si tratta di doppia sezione a parita' di corrente complessiva.

Continua a sfuggirmi il motivo per il quale, a parita' di potenza trasmessa, il trasformatore con avvolgimento con presa centrale debba avere quantita' del rame doppia rispetto a quello con ponte di Graetz. Me lo spieghi? Grazie.

angelo

Il 23/02/26 13:36, angelo ha scritto: ...

Pardon, meta' densita' di corrente

angelo

La dissipazione sul secondario del trasformatore e' R*Ieff^2, dove Ieff e' il valore efficace della corrente che esce dal raddrizzatore, che supponiamo coincida nei due casi doppia semionda e ponte. Nel caso del doppia semionda, R e' la resistenza di uno dei due secondari in serie, che sono utilizzati solo per il 50% del tempo. Nel caso del ponte, R e' la resistenza dell'unico secondario, utilizzato per il 100% del tempo. Ne deriva che, per ottenere la stessa efficienza del trasformatore, nel caso doppia semionda bisognerebbe far stare due secondari uguali al posto di uno. In pratica, siccome la dissipazione del secondario e' solo una porzione di quella globale, si accetta la minore efficienza (con sezione del filo inferiore) o si sovradimensiona un po' tutto il trasformatore.

Ciao,

8>< ----

Ringrazio per la considerazioni portate.

Dato che il trasformatore con presa centrale vede lavorare ogni sezione per meta' ciclo, la sezione del rame da usare, a parita' di potenza, e' minore. Quindi, e' vero che il filo e' piu' lungo (il doppio), ma e' piu' sottile (la meta') quindi non concordo sulla tesi che si usi piu' rame. In corrente alternata, nel calcolo della sezione, si usa la corrente media, non quella impulsiva.

8>< ----

I diodi a bassa caduta non cambiano l'equazione: la configurazione a presa centrale e' piu' efficiente di quella con il ponte di Graetz. Se lei mette diodi a bassa caduta sul ponte di Graetz, posso farlo anche con la soluzione a presa centrale.

Roberto Deboni DMIsr scriveva il 22/02/2026 :

Che per fare uno starter per auto, avendo raccattato un trasformatorone con zero centrale e piu' prese sul primario, ho scelto con cura due grossi diodi e la presa sul primario, in modo da avere poco piu' di

13V. Comunque, non mi e' piu' capitato di trovare la batteria a terra... ma ho usato il bestione (un kw) a mo' di mantentore di batteria, visto che al massimo arrivava a 13,4V. Avrei potuto farlo con un economico trasformatore da dieci o venti W, 10V sul secondario e ponte raddrizzatore, ma "quello" avevo. Un po' ingombrante, anzicheno'.

Francamente si. Le riviste dicevano che comunque raddrizzava ad onda intera, quindi ci si trovava in uscita una tensione pulsante a 100Hz uguale uguale.

Quando si ha un trasformatore a zero centrale?

Se usi una sezione inferiore, *complessivamente* il trasformatore dissipa piu' potenza, perche' la resistenza serie risulta superiore su entrambe le semionde. Non farti ingannare dal fatto che il singolo secondario dissipi di meno: se vuoi la stessa efficienza tra i due schemi (caduta dei diodi a parte) devi avere la stessa dissipazione su tutto il trasformatore.

Non e' quello il punto. Il punto e' che la dissipazione sui diodi si puo' rendere di gran lunga inferiore a quella sul trasformatore, per cui e' la seconda a comandare la scelta di configurazione. Ho citato i diodi a bassa caduta, perche' altrimenti la bilancia tenderebbe a spostarsi verso i diodi quando la tensione e' bassa.

Ciao,

"A bridge rectifier does not require a bulky center tapped transformer, nowadays the center tapped transformers are costlier than diodes and a step-down transformer hence reduced size and cost."

Mi sembra un po' fazioso, non elenca nessun vantaggio per la soluzione TF a presa centrale. Ad esempio, la maggiore corrente per cui e' preferito negli alimentatori ATX.

Vedo che indica la stessa efficienza (81,2%) per le due soluzioni, quindi il fattore di utilizzo avrebbe solo effetti dimensionali (il TF a presa centrale occuperebbe piu' spazio) ?

Interessante schema riassuntivo. Grazie.

L'avevo detto all'inizio, gli switching sono un caso a parte. Ci sono tante topologie e il trasformatore incide meno sul costo complessivo rispetto al caso dell'alimentatore lineare.

Beh, mi pare abbastanza ovvio che il confronto abbia senso solo a parita' di dimensioni o costo o peso del trasformatore: qualunque minore efficienza si puo' sempre recuperare mettendoci piu' rame e piu' ferro.

Ciao,

Join the Discussion

Have something to add? Share your thoughts — no account required.

Didn't find your answer?

Ask the community — no account required