Salve, secondo voi ha senso parlare di risoluzione di uno strumento di misura analogico ?...Oppure la risoluzione ha un significato solo quando la misura e' espressa da un numero su un quadrante ?...grazie...
Strumenti analogici e risoluzione
Nov 09, 2005
7 Replies
"Smile" ha scritto nel messaggio news:hs2w3m4i62sy$. snipped-for-privacy@40tude.net...
direi di si...la scala più fine dello strumento
Ste
"PeSte" ha scritto nel messaggio news:iLkcf.9212$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...
non credo che abbia molto senso, poichè negli strumenti digitali la risoluzione rappresenta il valore che corrisponde alla cifra meno significativa del numero con il quale è espressa la misura, mentre per gli strumenti analogici possiamo dire che l'indicazione meno significativa della lettura sia l'intervallo tra una divisione e l'altra ossia parliamo di sensibilità dello strumento cioè dalla variazione apprezzabile, da non confondere con la soglia di sensibilità che è il minimo spostamento dell'indice al variare della grandezza.
"lele" ha scritto nel messaggio news:uoncf.30316$ snipped-for-privacy@twister1.libero.it...
[...]non è che ti confondi con le precisione?
sono daccordo che la lancetta si sposta anche per variazioni inferiori alla distanza minima tra le tacchette...però non può misurarla...quindi è come non averla
Ste
PeSte ha scritto:
Da quel che ricordo del corso di misure, per gli strumenti analogici non si parlava di risoluzione in quanto è prerogativa di indicazioni discrete. Eventualmente puoi parlare di risoluzione della scala graduata, questo si. Teoricamente la risoluzione della lancetta sarebbe infinita (ho detto in teoria...). Anche l'incertezza viene trattata diversamente a seconda del tipo di strumento (interpolazione con l'occhio, parallasse, ecc...)
Ciao! Marco / iw2nzm
"PeSte" ha scritto nel messaggio news:Crncf.10008$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...
La precisione di uno strumento viene definita in base alla classe dello strumento, ove vi è indicato un numero che rappresenta l'indice di classe, nonchè l'errore relativo percentuale che può commettere lo strumento a fondo scala.
parliamo
non l'ho mai messo in dubbio, ho detto apprezzabile, e poi si chiamano "divisioni". e per apprezzabile voglio dire che sia una lettura significativa.
>"lele" ha scritto nel messaggio news:ncIcf.31628$ snipped-for-privacy@twister1.libero.it...
concordo. nono concordavo sulla tua definizione di risoluzione scritta qui sopra... ...per quanto ricordo io l'ultima cifra significativa in uno strumento digitale è legato alla precisione e non alla risoluzione
[...]chiedo venia per l'imprecisione ;-)
ecco, c'era una discrepanza sull'interpretazione di "apprezzabile" perché consideravo apprezzabile una variazione in grado di muovere l'ago dello strumento anche se non porta ad una lettura diversa
Ste
"Smile" ha scritto nel messaggio news:hs2w3m4i62sy$. snipped-for-privacy@40tude.net...
Certamente, solo che dipende dalla finezza della scala graduata lungo cui si muove l'ago.
La scala viene disegnata con tante piu' divisioni quanto piu' e' riproducibile lo spostamento angolare dell'equipaggio mobile. Allora si puo' anche usare un ago sottile e a quel punto siccome diventa importante anche l'errore di parallasse all'atto della lettura, per correggerlo ci metti pure una scala a specchio. A quel punto minime variazione di corrente provocano minimi spostamenti dell'ago, che diventano meglio apprezzabili se l'ago e' lungo e si muove su un quadrante ampio, con una scala disegnata a tratti sottili e ben incisi.
Equipaggio sensibile ma stabile e ben frenato, struttura relativamente robusta e grandi dimensioni dello strumento sono tutti fattori che contribuscono al pregio e al costo di un amperometro analogico.
Su un testerino cinese con quadrante da 3 cm, la risoluzione e' approssimativa, a parita' di corrente l'ago oggi e' su una tacca, e domani su quella al fianco...
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