Ho ritrovato un tagliacapelli Rowenta sepolto tra tante altre cose per più di 15 anni e l'ho tenuto sotto carica per alcuni secondi, giusto il tempo di sentire la lama scaldare parecchio, per cui non mi sono fidato e ho subito staccato. Ho fatto bene o è normale un surriscaldamento cosi rapido ?
Dentro c'è un pacco di 2 accumulatori AP 12J10 da 800 mAh 2.4V, prontamente messi in isolamento sulla scrivania. La tensione dopo quei pochi secondi di carica era mi sembra su 1,27v, adesso 0.7 V circa, forse bassa per recuperarli o meglio comprarne due nuovi ?
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E
emilio
zebra62 ha scritto:
prova a caricarli sul "banco" con un alimentatore limitato in I, e controlla l'andamento della V ,se dopo aver raggiunto i 1.5-1.6V in poco tempo la V scende rapidamente a 1V...cacciale ps-controlla pure la temp. della batteria,se scalda troppo,da non tenerci la mano...cacciale
A
asdf
I 2.4V sono totali, immagino. Se si, allora è una serie di due NiMH (o forse anche NiCd) dai canonici 1.2V ciascuna.
*Prima di procedere assicurati che si tratti di questo tipo di batterie!*
Se sono due NiMH o NiCd, il motivo del surriscaldamento è quasi certamente dovuto alla formazione di dendriti all'interno di almeno una delle celle, e il circuito di carica probabilmente fatto con i piedi e non regolato come dsi dovrebbe, come in quasi tutti gli apparecchi di quel tipo dell'epoca, non ne tiene conto e finisce per sovraccaricare l'elemento buono. Se sai farlo, puoi provare o a sostituire tutti gli elementi, cosa abbastanza facile ed economica - non importa che siano gli stessi, basta solo che la tensione sia la stessa e la corrente uguale o maggiore - oppure puoi tentare il recupero, comunque solitamente temporaneo, dell'elemento in corto sottoponendolo ad una scarica a bassa tensione e alta corrente per un tempo molto basso, anche meno di un secondo, per es. connettendolo ad un alimentatore da anche 1 solo Volt, ma almeno 3-4 Ampere in modo da bruciare i dendriti velocemente senza dare alla cella il tempo di surriscaldarsi. La soluzione funziona quasi sempre e ho recuperato molte celle in questo modo, ma il problema si ripresenterà dopo un po' di tempo, perciò il rimedio è solo temporaneo.
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zebra62
Grazie dei consigli, sì forse meglio andare sul nuovo.
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zebra62
Il 03/09/2023 15:48, emilio ha scritto:
grazie ma preferisco non rischiare e andare sul nuovo ;-)
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zebra62
Oggi ho comprato due ricaricabili al NiMH da 1.2v ciascuna e 1800 mah, un millimetro più lunghe delle originali. In teoria dovrebbero durare più del doppio rispetto alle originali da 800 mah ma penso che il circuito di ricarica staccherà comunque quando avrà fornito 800mah, sbaglio ?
, a lui non dovrebbe importare quanto è la capacità delle ricaricabili riuscirà a ricaricare/staccare indipendentemente dalla capacità degli accumulatori, quindi se interrompe la carica quando questa è al 100 %
Adesso non so come funziona il circuito di ricarica, cioè se funziona indipendentemente dalla capacità delle pile e riconosce quando deve staccare.
A
asdf
Se il circuito di carica fosse fatto con tutti i crismi dovrebbe accorgersi del delta-v delle celle e staccare quando sono cariche, oppure dopo un tempo di sicurezza che in quel caso però sarebbe tarato su quello necessario per le celle vecchie. Ma dubito che siano così sofisticati; i circuiti fatti bene li ho sempre trovati nei caricabatterie, mentre negli utilizzatori le celle se uno non staccava dopo tot tempo finivano quasi sempre per danneggiarsi. Nel dubbio, potresti provare a mettere tutto in carica ed osservare il consumo di corrente nel tempo per vedere se e quando stacca da solo.
Z
zebra62
questo è il circuito di ricarica
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zebra62
ho saldato le due stilo AA e ho tenuto collegato il pacco una ventina di minuti ieri notte con l'amperometro del tester in serie e la corrente di ricarica risultava di 0.01 A, riacceso stamattina leggo 0.09 A, però trovato il manuale, dice di fare una carica di 14 h non superando le 19 h. Presumo che lo stacco non sia automatico, devo farlo io e comunque leggevo che dovrebbe esserci un sensore di temperatura a contatto con la batteria ma non c'era niente di ciò.
A
asdf
Alla faccia... diodo e resistenza come sui mitici caricatori prebabilonesi:) Efficacissimo, non si rompe mai, e ovviamente economicissimo, ma a lungo andare danneggia le celle se uno non mette una limitazione di tempo e/o un feedback serio sullo stato di carica, che però sulle NiMH, specie se in serie non è sempre affidabile. (la corrente costante non serve a un tubo in questo senso)
Se il led fosse collegato in modo da spegnersi quando le celle sono cariche, sarà lui a darti lo stato di carica adattandosi al tipo di celle che metterai, quindi spegnendosi in teoria al raggiungimento della tensione nominale, ma poichè parliamo di NiMH e non di litio, quasi certamente si spegnerà molto prima del raggiungimento della carica (o molto dopo, o mai, se fatto coi piedi) perchè le celle NiMH anche se non ancora cariche ("di corrente") raggiungono presto la tensione nominale. Se invece il led fosse lì solo a dirti che il coso è in carica rimanendo sempre acceso, allora dovrai essere tu a calcolarti il tempo, tenendo presente che una cella di capacità doppia e completamente scarica, a parità di corrente di carica, ci metterà per caricarsi il doppio del tempo, ma se fosse scarica solo in parte ne servirà di meno.
(in pratica dalla carica che immetterai devi sottrarre quella che già c'è, quindi a parità di tutto il resto sottrai tempo)
Per non sbagliarti, in questo caso, tieni tutto in carica per il tempo originale, e lascialo per il tempo doppio solo quando si ferma perchè completamente scarico, così sei sicuro di non logorare le celle.
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