Nuova elettronica è ancora nuova?

Dec 02, 2009 22 Replies

Che ne pensate di Nuova Elettronica?

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"Emanuele" ha scritto nel messaggio news:DvwRm.51347$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...

Che ne pensi tu?

Non la compro da anni , scrocco la lettura dove possibile. Non la ricomprerei, su internet trovo tutto quello che voglio. Però se ci fosse la possibilità di averla in lettura online pagando una cifra ragionevole, perchè no! Come posso dimenticare i miei primi esperimenti con EL1 poi EL2 , il ricevitore CB quarzato supereterodina... Il fatto che funzionavano sul serio e bene, anche montati su millefori...

Insomma ;) sigh!! è storia.

"Emanuele" ha scritto nel messaggio news:DvwRm.51347$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...

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Bei ricordi e basta, un abbonamento fatto quasi per sbaglio e in corso, ma mai piu'!

Una volta la ritenevo molto interessante. Con il passare del tempo, poi:

- io cominciato a progettare da solo - i progetti hanno cominciato a essere ripetitivi - hanno cominciato a fare uso sempre più di microprocessori - l'elettronica è cambiata, rendendo molto più conveniente acquistare qualcosa di già fatto (eventualmente partendo già dall'idea di modificarlo per adattarlo alle proprie esigenze) che costruirla da soli - ho cominciato a vedere scelte incomprensibili, errori descrittivi o concettuali, le parti più interessanti di un circuito venivano tranquillamente sorvolate nella descrizione (forse perché la stessa persona che scriveva l'articolo o addirittura il progettista [!] non ne aveva capito un'H) - giri di parole per cercare di spiegare qualcosa rendendola, in realtà, molto più complessa di come in realtà è - uso di formulette "semplificate" con i vari 159 al posto di 1 su 2 pigreco con le capacità in pF le induttanze in uH e le tensioni in Gigavolt... :-) - tabelle intere di decibel e rapporti vari (tanto chi non sapeva che cosa sono i dB ha continuato a non saperlo e, in più, si è posto altre domande...) . Ho qui (in "ufficio", la mia "sala di lettura" :-)) sottomano un numero a caso: il 129 di Marzo 1989. Vediamo un po': VU meter per lampade a 220V. "I 10 TRIAC presenti nel circuito sono in grado di pilotare ciascuno un carico massimo di 1Kilowatt, quindi su ognuno di essi potremo applicare anche due o tre lampade poste in parallelo". 1 CHILOWATT??? due o tre lampade? Da quanto? due da 300W? Sì, dai, così viene un bell'effetto! 10x2x300= ... SEIMILAWATT!!! A parte il fatto che non basta tutta la corrente di casa, per una potenza simile bisogna avere le idee chiare su ciò che si sta facendo e bisogna rispettare delle norme di scurezza, quantomeno dettate dal buon senso. Anche le piste del cs si sarebbero fuse lavorando con potenze simili. Dovrebbero anche mettere un avviso in bella vista all'inizio dell'articolo sulla pericolosità di quell'oggetto se realizzato da mani inesperte.

Altrove fanno trattazioni sui Watt efficaci, RMS, musicali, di picco, picco-picco (!!!) lunghissime ma senza mai dire, ad esempio, che la potenza "musicale", che è il doppio della potenza RMS, ha un preciso significato matematico: è la potenza che l'amplificatore può dare se all'ingresso viene applicata un'onda quadra, che ha fattore di cresta = 1, perciò è la massima potenza che può uscire da quell'apparecchio, su una certa impedenza di carico, con qualunque segnale più o meno musicale gli si faccia amplificare.

Non parliamo, poi, di quei circuiti che funzionano male, ai quali apportano modifiche stravaganti che risolvono solo parzialmente un difetto che, in realtà, non ha soluzione. Addirittura mi è capitato di vedere una modifica per risolvere un problema che, secondo me, solo secondariamente apportava qualche beneficio. In realtà era più o meno come mettere un filtro passa basso a un amplificatore che distorce...

Una volta fecero un prescaler divisore per mille, non ricordo se per leggere fino a 100MHz con un frequenzimetro da 100kHz (ora non trovo la rivista). A parte che un frequenzimetro da 100kHz (99.999) se tutto va bene (è un giocattolino...) ha cinque cifre, quindi su 100MHz perdi le ultime tre, il bello era che dicevano che la stessa frequenza poteva essere letta con la loro interfaccia per computer che leggeva fino a 36kHz!!!

Molti altri commenti avrei da fare su moltissimi progetti di NE. Datemi solo uno spunto... :-)

Gianluca

LAB ha scritto:

[cut]

Quoto tutto!

Ad esempio io *aggiungo* che mettere una parola ogni 10 in *grassetto* mi irrita *oltremodo*. Infine, tutte le volte che mi è capitato di *dialogare* per iscritto o per telefono con *loro* si sono mostrati sempre poco cortesi e molto

*arroganti*.

Marco

James T. Kirk ha scritto:

se leggi l'articlo mi sembra chiaro il mio pensiero: rispetto e stima, ma devono ascoltare la voce dei lettori se vogliono mantenerli

LAB ha scritto:

Molto completa ed esauriente la tua esperienza, che ne dici di postarla anche nei commenti dell'articolo?

No, non è completa. E' solo l'introduzione all'opera enciclopedica... :-)

Gianluca

LAB ha scritto:

Questo a dimostrazione che Nuova Elettronica fa parte della nostra storia... enciclopedica storia elettronica. :)

"LAB" ha scritto nel messaggio news:4b171bf4$0$691$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it...

Questo è successo a tutti:-)

Vero, quoto al 100%

Anche negli anni ruggenti (io ritengo fino a metà anni '80) gli articoli erano lacunosi, a volte farraginosi pieni di termini che si potevano chiamare "neologismi elettronici)

Stile Montuschiano, voleva che fossero così, ho avuto a che fare per anni con una persona che è stato redattore e progettista della rivista ai tempi degli studi a Bologna e anche dopo con un suo laboratorio di progettazione, era rimasto in tali ottimi rapporti che si portava a casa scatoloni su scatoloni di Kit spediti dai lettori non funzionanti e li dava in pasto a noi ragazzini freschi di scuola che frequentavamo il laboratorio come lavoretto propedeutico in attesa della cartolina dell'esercito:-) E ci girava i 4 soldini che NE gli dava:-))

Folclore folclore

Un decibel non si nega a nessuno:-)

ROTFL...immagino che nessuno abbia mai messo più di 60w per un v-u meter a

220, la taglia classica dei faretti colorati, però hai pienamente ragione sulla fuorviante descrizione contenuta nell'articolo!

Cmq io ritengo che negli anni '70, quando ho cominciato a leggerla fosse una discreta rivista, i progetti di riffa o di raffa andavano quasi tutti (notevoli svarioni ci sono sempre stati) Da quello che so, molti dei progetti non erano redazionali ma comprati, chiunque mandasse un circuito decente, magari anche con un prototipo funzionante veniva preso in considerazione e se c'era l'accordo veniva costruito l'articolo! Il caso più eclatante fu il "computer con Z80" progetto comprato da un tizio, credo tedesco o di Bolzano, che creo non pochi malumori in redazione dove una certa area puntava su un progetto autarchico con altro microprocessore!

Un famoso ampli da 200W (sempre rigorosamente su 4 ohm, così si gonfiava il dato) era di un'azienda esterna, credo facesse ampli per locali da ballo o giù di li:-)

La scelta di usare dei microprocessori e discutibile, si può criticare, ma se ci si ostinasse a non usarli Nuova Elettronica diventerebbe l'elettronica pratica degli anni 2000 (ricordiamo cosa era elettronica pratica, quando usavano un uA741 era un progettone molto complesso)

Non la leggo e non la sfoglio da anni e mi baso sulle "recensioni" che leggo qui, certo che se fornissero il micro vergine e il firmware sarebbe meglio, però sarebbe un suicidio commerciale, a quel punto chi si comprerebbe un kit? un pic ormai si trova dal lattaio, un pic-kit costa poche decine di euro, se ho un firmware utilizzabile..............................chiaro no? Ci sarebbe da fare una scelta precisa, vivere come "RIVISTA" con i proventi dell'editoria o aggiungere anche i proventi del settore commerciale?? Probabile che una rivista diversa forse venderebbe di più, anche se ne dubito fortemente, i tempi sono decisamente cambiati, ma non arriveresti mai al pareggio con i proventi dei Kit e in più dovresti fare una rivista -VERA- :-)))

La verità è che l'hobbismo elettronico e al lumicino e anche quel poco ha preso altre strade:-) Un tempo solo nella mia cittadina esistevano 4 negozi che vendevano componenti elettronici e facevi lunghe file di attesa, come se non bastasse si andava anche i quelli delle città vicine! Ora ne è rimasto uno che si barcamena con antennisti e gli ormi sparuti riparatori TV:-( ciao Rusty

Il Thu, 03 Dec 2009 09:14:15 +0100, Marco Trapanese ha scritto:

Quoto. Anni fa scrissi una mail perche' nello schema del decoder dolby surround (differenza dei canali ritardata e mandata su di un diffusore posteriore) c'era un errore grossolano sul collegamento di alcuni operazionali. Risposero piccati che non c'erano errata su quello schema, quindi era corretto. Provai ad insistere, ma niente da fare. Ergo, che vadano allegramente a fallire, cosa che succedera' fra pochi anni (e chi passa dalla sede a bologna capisce il perche' appena varca la soglia di ingresso)

Rusty in data Thursday 03 December 2009 14:36, nel gruppo it.hobby.elettronica ha scritto:

Non posso fare altro che confermare in pieno quanto tu dici. Mi sono abbonato a NE intorno ai numeri 30-35 ed ho smesso col 200-e-qualcosa. Tra le riviste che leggevo negli anni 70-80 vi erano radio elettronica, sperimentare, elektor (versione italiana), piú altre varie in ordine sparso, come elettronica 2000, fare elettronica, ed altri nomi che non ricordo piú. Inizialmente NE mi piaceva, sopratutto perché non era piena di pagine pubblicitarie! I progetti, mi servivano principalmente come idee per cose mie, anche se con gli anni ne ho costruiti parecchi, per lo piú adattati. Grossi problemi non ne ho mai avuti. Un tempo qui a Bologna vi erano parecchi negozi che vendevano componenti, ora sono praticamente estinti! L'hobbismo elettronico é praticamente scomparso. La capacitá di lavorare e comprendere la componentistica, pure! E le scuole non aiutano: i ragazzi che escono sanno accedere a facebook od a twitter, ma quanto ad usare saldatore, poco. Solo come aneddoto: Mercoledi (l'altro ieri) ero assieme ad un mio giovane collega (22 anni appena compiuti, diplomato in elettronica) a fare un intervento tecnico da un cliente, su una macchina utensile costruita all'inizio degli anni 80. Stavamo guardando con l'oscilloscopio 2 tracce su una scheda con 4 transistor,

7-8 diodi ed un solo operazionale (ma741). Non aveva nemmeno mai sentito parlare di operazionali, e sapeva solo accendere l'oscilloscopio, perché c'era un pulsante con scritto "ON". Ho, ovviamente, fatto tutto il lavoro io! Un mio carissimo amico, che aveva un negozietto di componentistica, e che é appena andato in pensione, tirava avanti ultimamente, praticamente, vendendo pilette per telecomandi, interruttorini, connettori per cuffiette et similia. Mi viene quasi da pensare, che siamo una specie in via di estinzione! Scusate lo sfogo!
+---------------------------------------------------------------------------+ | Dall'inizio dell'anno 11 morti sulle nostre autostrade. | | Siete troppo prudenti. | +-----#12--------------------Campagna contro le pubblicita` idiote.---------+

"BIG (Umberto)" wrote in news:qbfSm.103846$ snipped-for-privacy@twister1.libero.it:

Magari lo sanno usare il saldatore. Il problema è chissà cosa ti saldano...

(come quello studente per il quale tutti i "chip" con 8 piedini, 741 e 555 compresi, erano modifiche per la playstation...)

Difficile insegnare a chi non vuole apprendere: quando gli studenti ti dicono "a me la teoria non interessa", cosa puoi fare?

(N.B. in quel contesto che "teoria" era anche scrivere v=ri o parlare della polarità dei diodi.)

AleX

AleX:

Esattamente questo è il punto. Ho "colloquiato" decine di studenti dell'ITIS e nessuno di loro sapeva la legge di Ohm.

E' vero che quelli che la sapevano, evidentemente, erano già stati assunti da aziende meno ridicole della mia, ma che anche un solo diplomato non sappia v=ir è inaccettabile.

Cosa caspita vuoi che si mettano a costruire elementi del genere?

"F. Bertolazzi" wrote in news:k0q36cthrduq$.f6zbexdhzcrv$. snipped-for-privacy@40tude.net:

Peggio ancora quando sanno che v=ri, ma senza sapere che v, r ed i devono "stare" sullo stesso componente... :-(

Magari "vorrebbero" anche.

Ma nel senso che gli piacerebbe arrivare subito ("seguo uno schema e monto il circuito") al prodotto finito , senza perdere troppo tempo a capire come e perchè.

Ovviamente la delusione è in agguato perchè il circuito commerciale funziona subito e meglio di un autocostruito con quelle premesse.

Ciao, AleX

Lavoro da radio montatore, insomma... e magari è anche ingegnere!

Gianluca

"LAB" wrote in news:4b19a6ad$0$6834$ snipped-for-privacy@news.tiscali.it:

Peccato che il radio montatore non esiste più. Né come titolo di studio, né di fatto come mestiere..

Noooo.... l'ingegnere vola molto più in alto: "calcola e simula" saldare...tsk! non sia mai detto ;-)

Ciao, AleX

AleX:

In effetti era proprio così. La formula la sapevano, ma non avevano la più vaga idea di come applicarla, né cosa significasse. Forse per l'"emozione", non ci riuscivano manco dopo una veloce analogia idraulica (il tubo per annaffiare il giardino con il dito a occluderne l'uscita). Bah.

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