Inverter buttato nel pattume :)

Jan 19, 2005 9 Replies

Visto che mi avete consigliato di buttare nel pattume lo schema dell' inverter col pic mi spiegate come posso costruirmene uno SEMPLICE ma che dia in uscita minimo 500VA / 1kVA ? vannno bene anche piccoli da 100va o 50va da poi perfezionare. i buh715 come finali secondo me vanno bene, ma trovandomi in giro un discreto numero di finali ;)


2SC5149
2SC5801 BU208 ed altri tutti facenti parte della sezione deflessione di tv/monitor rotti e cannibalizati per componenti tipo questi li posso sfruttare ?

Inti3


"Il PC e' come il maiale : non si butta nulla" "Gli standard sono fatti per essere superati" inti2@interfree.it retro2k@interfree.it questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it

Il giorno Wed, 19 Jan 2005 13:31:49 +0100, snipped-for-privacy@BLUinterfree.it (Inti3) ha scritto:

In effetti quello schema era fatto male.

In pratica il pic fa solo da oscillatore e gli optoisolatori usati in quella configurazione rallentano la commutazione dei transistors e mantengono la VCE di questi ultimi alta, aumentando la dissipazione dei finali.

Se vuoi ottenere più o meno le stesse caratteristiche, (rendimento scarso ~ 50% , tensione in uscita fortemente dipendente dal carico) puoi ottenere lo stesso risultato utilizzando un oscillatore con un multivibratore astabile CMOS CD4047 alimentato a 12V e comandando i transistors finali attraverso un paio di NPN in collettore comune a

+12. (non collegare il collettore del driver e quello del finale) Più semplice ed efficiente.

Se vuoi fare un inverter semiprofessionale, allora il discorso diventa molto più complesso, devi usare mosfet, modulare in PWM per ottenere una sinusoide, aggiungere feedback, protezioni, ecc.ecc.

Se non ti danno link o consigli migliori, prova a fare come ti ho suggerito

ciao Stefano

SB ha scritto:

[CUT]

Non mi interessano soluzioni professionali, mi basta un inverter che butti fuori 220vac e sono a posto.

Anche se quest' ultima non sarebbe da scartare, ma per ora mi interessa quello semplice, solo che voglio 220vac. sono felice di non dover fare anche il programmatore di pic :)

Inti3

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Il giorno Wed, 19 Jan 2005 16:05:11 +0100, snipped-for-privacy@BLUinterfree.it (Inti3) ha scritto:

Mi dispiace, non ce l'ho in uso e non posso installare niente su questa macchina.

Comunque la descrizione che ti ho fatto dovrebbe essere sufficente per fare uno schemino. Disegnandolo tu puoi approfondire e capire come funziona.

ciao Stefano

SB ha scritto:

Why ?

Infatti avevo gia' cominciato guardando anche il datasheet del cd4047. ma come npn vanno bene i 2n2222 ed inoltre ci sono i due finali, e i due transistor pilota. le basi le unisco e le collego all' uscita dell' oscillatore, poi collego i collettori alla 12v e l' emittore a pilotare la base dei finali giusto ?

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Il giorno Wed, 19 Jan 2005 18:43:17 +0100, snipped-for-privacy@BLUinterfree.it (Inti3) ha scritto:

Discorsi sulla sicurezza e balle varie, non dipende da me...

2N2222 dovrebbe essere da 30V 1A, forse ce la fa.

No, i transistors pilota li devi collegare alle uscite Q pin10 e Q\ pin11 ciascuno con una resistenza da 4k7.

http://213.45.21.18/golem/old/magazzino/progetto-pdf/cmos/cd4047.pdf

guarda a pag.4 come devi connetterlo per astabile.

Tra l'altro mentre cercavo la formula del 4047 ho trovato che qualcuno aveva già pensato a farci un inverter, più complicato.

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Ti consiglio di connettere al +12 il collettore dei drivers.

qui il forum con tutte le osservazioni, leggilo per fare tesoro dell'esperienza degli altri

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ciao Stefano

SB ha scritto:

[CUT]

Grazie di tutte queste informazioni preziosissime !

Inti3

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Il 19 Gen 2005, 13:31, snipped-for-privacy@BLUinterfree.it (Inti3) ha scritto:

Vorrei chiarire perchè buttare nel pattume lo schema, visto che ho fatto questa affermazione. Partiamo dallo stadio di potenza(push-pull) e dal suo pilotaggio. I dispositivi usati BU508D, sono transistori bipolari di potenza ad alta tensione con Hfe molto basso intorno a 10. L'opto usato (4N25) ha il CTR minimo intorno al 20%, la corrente nel diodo dell'opto è circa (4-1,2)/220=12,7mA. Ho considerato 4Volt la tensione in uscita al PIC, è probabile che sia un pò più bassa, 1,2volt è la caduta ai capi del diodo led interno all'optoisolatore. La corrente che posso inviare in base al BU508D (caso peggiore) sarà intorno a 12,7mA*0,2 = 2,54mA. E' probabile che abbia fatto un conto pessimistico ma di sicuro i due BU508D entreranno solo in debole conduzione, non satureranno mai. Diciamo che è sbagliato usare dispositivi come il BU508D o simili in questa configurazione e con queste tensioni di lavoro così basse come pure l'uso dell'opto. La soluzione migliore è usare un mosfet che può offrire una caduta in conduzione realmente trascurabile. Se si usa una configurazione darlington con bipolari la caduta in conduzione è molto alta e quindi anche le perdite. Naturalmente usando i mosfet con il PIC bisogna usare Mosfet pilotabili con logiche o un semplice buffer che adattail livello di tensione. L'uso del PIC potrebbe essere un pò esagerato ma fino a un certo punto. Premetto una cosa, non conosco il programma scritto per il PIC per cui non posso fare commenti su quello. Se vogliamo avere in uscita una tensione a onda quadra con valore efficace

230V non possiamo con il circuito dello schema usare un'onda quadra al 50% cioè 10ms positiva e 10ms negativa, il valore efficace sarebbe circa 325V. Non andrebbe bene neanche per accendere una lampadina. Inoltre se si usasse anche un onda quadra al 50% ottenuta con un 4047, e un trasformatore con diverso raporto spire, al fine di ottenere il giusto valore efficace,si deve introdurre un ritardo di sicurezza nel pilotaggio dei transistori del push-pull, altrimenti è molto probabile una conduzione contemporanea dei transistori con possibile rottura o con enormi perdite. Utilizzando un PIC si può fare tutto con un solo integrato, però è solo questione di preferenza. Mancano gli snubber nel push-pull, tenendo conto che le induttanze di dispersione in un trasformatore a 50 Hz sono molto elevate, il loro uso è caldamente consigliabile. Fare commutare non troppo rapidamente i transistori può ridurre le sovratensioni, visto che si lavora a 50Hz le perdite di commutazione penso siano tollerabili. Anche un limite di corrente, non farebbe male visto le correnti che vorresti avere in uscita e quindi conseguentemente anche quelle nei transistori. Se usi una batteria è meglio mettere un blocco all'inverter quando la tensione di batteria scende sotto un certo valore, per non correre il rischio di danneggiarla.Se scarichi troppo la batteria la rovini. E' praticamente d'obbligo mettere un fusibile sul cavo della batteria, un corto su una batteria può essere molto pericoloso. Con una sola batteria da 12V è decisamente improbabile ottenere in uscita da questo inverter le potenze che desideri(500Va/1kVA), le correnti in gioco diventano molto alte. Meglio metterne due o più in serie. Ultima cosa il diodo 1n4007 non è adatto per fare quello che desideri (diodo di ricircolo) sia per per le sue caratteristiche dinamiche sia per la sua portata in corrente.

Ciao Stefano Delfiore

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Il giorno Wed, 19 Jan 2005 22:52:14 GMT, snipped-for-privacy@libero.it (stefano delfiore) ha scritto:

scritto:

Questa non l'ho capita. Non è un ponte H ma si comandano due secondari separati, quindi non serve uno switch off, indispensabile invece nei ponti H.

Mi riferisco a questo tipo di circuito:

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ciao Stefano

Il 20 Gen 2005, 11:08, SB ha scritto:

un

conduzione

Il circuito in questione è proprio quello che tu hai indicato in figura, un push-pull. Non capisco la tua affermazione "i due secondari sono separati". Sono avvolti sullo stesso nucleo, perciò percorsi dallo stesso flusso, e hanno un punto elettrico in comune. Se tu piloti contemporaneamente un transistore a chiudere e uno ad aprire hai un tempo (t1) dove, il transistore che vuoi aprire non è ancora aperto mentre l'altro che vuoi chiudere è già chiuso. Nella configurazione ponte ad H hai un corto di ramo nel tempo t1, nella configurazione push-pull ti ritrovi i due transistori entrambi in conduzione nel tempo t1. Questa sistuazione corrisponde a una situazione di corto circuito per entrambi i transistori, basta guardare come sono disposti gli inizi e le fini degli avvolgimenti del primario del trasformatore.

Ciao Stefano Delfiore

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