dati di targa trasformatore: a vuoto o a carico?

Apr 22, 2011 10 Replies

Sto studiando un progetto per un alimentatore stabilizzato di potenza (5-14V, 25A) di un vecchio numero di Elettronica Pratica (1988). Il progetto prevede un trasformatore da 475W (scrivono W, non VA), primario 220V, secondario 19V 25A.



Penso comprer=F2 un trasformatore da 500VA, primario 230V, secondario



19V. Domanda: i 19V si riferiscono alla tensione a vuoto o a carico?

Seconda domanda: c'=E8 qualche controindicazione nell'usare un trasformatore toroidale? So che costano un po' di pi=F9, ma dovrebbero essere meno ingombranti, pi=F9 efficienti e soprattutto vibrare molto meno.



Grazie!


se stai nei limite dei 25A di assorbimento la tensione non dovrebbe subire forti variazioni , misurerai 19 volt a vuoto , se il trasformatore e ben fatto , ti scendera di mezzo volt . non vedo controindicazioni nell 'usare un toroidale , anzi dovrebbe avere un campo magnetico piu confinato . sei sicuro che 19 volt non siano troppi ?

19 V una volta radrizzati e livellati diventano 26

e

un

Intanto grazie per la risposta.

Cito l'articolo: "[...] e si considera che, a valle del ponte raddrizzatori, esattamente sul terminale positivo di questo [...] il valore di tensione =E8 di 23Vcc (27Vcc a vuoto) [...]".

Dunque 19V sembrano corretti. Mi parlano per=F2 di una differenza di 3V tra la tensione a vuoto e quella a carico, tu parli invece di mezzo volt. Come mai questa discrepanza?

C'=E8 da dire poi che il progetto =E8 vecchio, ma non credo che questo tipo di alimentatori siano cambiati negli ultimi anni. C'=E8 il ponte raddrizzatore, i condensatori elettrolitici per livellare la tensione,

4 transistor MJ4502 per stabilizzarla e un po' di resistenze e condensatori. Penso sia uno schema del tutto consolidato, se cos=EC non fosse spero di essere da voi corretto.

Cito l'articolo: "[...] e si considera che, a valle del ponte raddrizzatori, esattamente sul terminale positivo di questo [...] il valore di tensione è di 23Vcc (27Vcc a vuoto) [...]".

Dunque 19V sembrano corretti. Mi parlano però di una differenza di 3V tra la tensione a vuoto e quella a carico, tu parli invece di mezzo volt. Come mai questa discrepanza?

----------------------------------------------------------------------- i 27 v sono cc sul condensatore elettrolitico di livellamento che sotto carico avra un ripple piu elevato e la tensione si siede , all'uscita del trasformatore hai 19v alternata che non dovrebbero variare , tanto per farti un esempio ho una lampada alogena da scrivania che consuma quanto la potenza del trasformatore , sul secondario ci sono quasi 12 v se stacco la lampadina varia di poco

C'è da dire poi che il progetto è vecchio, ma non credo che questo tipo di alimentatori siano cambiati negli ultimi anni. C'è il ponte raddrizzatore, i condensatori elettrolitici per livellare la tensione,

4 transistor MJ4502 per stabilizzarla e un po' di resistenze e condensatori. Penso sia uno schema del tutto consolidato, se così non fosse spero di essere da voi corretto.

----------------------------------------------------------------------------- no non sono cambiati , volevo solo far notare che dovrai dissipare in calore molti W

ore

In effetti il progetto prevede quattro grossi dissipatori. Allo stato attuale delle cose non credo per=F2 che mi azzarder=F2 a modificarlo, preferisco piuttosto capirlo in dettaglio, in particolare capire il perch=E9 delle scelte progettuali.

ore

Ripensandoci, potrei procurarmi un trasformatore con pi=F9 "prese" al secondare, per esempio 17, 18, 19V e poi fare delle semplici prove empiriche, cercando la tensione ottimale che mi permetta di utilizzare l'alimentatore a pieno carico alla tensione voluta minimizzando la potenza da dissipare.

Ci sono controindicazioni?

Per esperienza diretta (sto collaudando il mio da 45A) i 19V una volta raddrizzati e livellati diventeranno circa 25V, cioè

19 x 1.41 - 1.4 = circa 25 (1.4 è la caduta sul ponte diodi) , ma quando avrai 25 A di assorbimento si "siederà" fino a tornare a 19-20 V

ottima soluzione, anche perchè nei toroidali puoi modificare facilmente la tensione del secondario aggiungendo o togliendo spire, io avevo due toroidali da 13V e li ho portati a 18.5 V aggiungendo 8 spire.

dissipa molto bene il ponte di diodi, io ne ho fatti saltare due in parallelo da 50A con assorbimento in uscita di 43A nonostante il grosso radiatore e la ventilazione...

ciao, Francesco

Ripensandoci, potrei procurarmi un trasformatore con più "prese" al secondare, per esempio 17, 18, 19V e poi fare delle semplici prove empiriche, cercando la tensione ottimale che mi permetta di utilizzare l'alimentatore a pieno carico alla tensione voluta minimizzando la potenza da dissipare.

Ci sono controindicazioni?

e

A me in effetti l'alimentatore interessa per i 13.8V standard degli apparecchi radioamatoriali. Il progetto per=F2 prevede che la tensione sia variabile in quell'intervallo e in effetti specifica che la corrente massima sia erogabile solo intorno ai 12V.

quando

Dunque questo giustifica la scelta di un trasformatore da 19V per ottenerne 14, dico bene?

approfitto per avere un consiglio anch'io......

i ponti non erano proprio in parallelo, ognuno aveva a monte il suo trasformatore e le uscite si univano sugli elettrolitici...ma gli ho chiesto troppo e sono inceneriti (li vendono per 50A, ma a 25 sono saltati!!!)

ora ne ho comprati 4 sempre da 50 A , e penso di metterli in parallelo a coppie (due per ogni trasformatore), ma le resistenze di equalizzazione sono impensabili con queste correnti e quindi pensavo di seguire il consiglio trovato qui

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(scorri fino in fondo)

che ne dici? così i diodi in parallelo appartengono allo stesso ponte

ciao, Francesco

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