cambio batterie ups

Nov 23, 2010 41 Replies

E' questo che non capisco. E' vero o no che 1 Amperora è un'unità di carica elettrica, che equivale a 3600 Coulomb? Se questo è vero, perché se le metto in serie "sparisce" metà della carica elettrica delle due batterie prese separatamente, o messe in parallelo? Dove si sono scaricati 4x3600 Coulomb?

Il giorno Wed, 24 Nov 2010 09:58:15 +0100, HeadLessBoot ha scritto:

Non sparisce niente, se metti le batterie in parallelo la corrente che possono erogare sarà doppia, se le metti in serie si raddoppia la tensione ai capi della serie e la corrente no.

Mi sembra anche abbastanza intuitivo e facile da capire senza nemmeno tirare fuori i Coulomb, che sono solo unità di carica ( 1C = 1A * 1s ) quindi indipendenti dalla tensione.

-- ciao Stefano

Sono ignobilmente duro di comprendonio, provo a fare un esempio numerico.

Due batterie da 4Ah, 6V. Una batteria da 12V, 4Ah. Una resistenza da 0,75 Ohm costituisce il carico.

La batteria da 12V I=V/R = 12V/0.75 Ohm = 16A Avendo 4Ah, in condizioni ideali si scarica in un quarto d'ora.

Le due da 6V in parallelo:

6V/0.75 Ohm=8A Si scaricano in un'ora.

Le due da 6V in serie:

12V/0.75 Ohm=16A Si scaricano in mezz'ora, come se avessimo 8Ah, o si scaricano in un quarto d'ora perché adesso abbiamo solo 4Ah?

Grazie per la pazienza.

Il giorno Wed, 24 Nov 2010 11:07:02 +0100, HeadLessBoot ha scritto:

La seconda che hai detto. Si comporta come una 12V 4Ah

Si, mi sto giusto chiedendo se il tuo nick è casuale...

-- ciao Stefano

Le 2 batterie sono in serie, quindi gli amper che circolano in una circolano anche nell'altra, ecco perche gli amper ora sono gli stessi. Cio che raddoppia e' la tensione o se vuoi l'energia totale fornita dalle due che e' doppia rispetto una sola: E=V*Carica, essenso la carica -> Et=V*I*tempo

Ciao, Giorgio

Attentamente studiato :-)

Allora rimane proprio la domanda finale. Perché c'è altra gente convinta che 1 Amperora sia un'unità di carica elettrica, coincidente con 3600 Coulomb? Questa pagina di wikipedia non l'ho scritta io:

formatting link

O quella pagina dice gran corbellerie (possibile su wikipedia), o qui c'è il mistero dei 3600 x 4 Coulomb che scompaiono senza alcuna scarica quando metto in serie le due batterie da 6V che prima erano in parallelo. O meglio ancora, il miracolo di 14.400 Coulomb che si materializzano dal nulla solo spostando i collegamenti da serie a parallelo.

Se mi chiarisci dove vanno e vengono quegli elettroni, avrai la mia eterna gratitudine.

Ciao, HLB

scusate partito msg... senti ma se lo prendi come dogma? :)

coals

Il giorno Wed, 24 Nov 2010 12:54:27 +0100, HeadLessBoot ha scritto:

Capisco

Ultima volta e poi rinuncio.

Il Coulomb è un unità di carica 1C = 1A * 1s per cui se 1h =3600s allora 1Ah = 3600C.

Queste grandezze però sono indipendenti dalla tensione, quindi la connessione in parallelo o in serie ha poco senso, come se connettessi condensatori con la stressa carica ma uno a 10V l'altro a 1000V

Torniamo alle batterie. Dal momento che tu hai 6V * 4Ah avrai 24VAh.

Nel caso ne metti 2 in parallelo avrai 6V con 48Vah , se le metti in serie avrai

12V sempre con 48VAh.

La quantità di carica è la stessa in tutti i due i casi, varia solo l'impedenza d'uscita vista come il rapporto tra tensione di uscita e corrente erogabile.

Detto questo, certo che tu non hai comunque capito, lascio a chi ha più spirito missionario di me.

-- ciao Stefano

HeadLessBoot:

Sono passati all'altra batteria, da questa nel circuito e sono poi tornati alla prima batteria.

Gli elettroni circolano, non vengono creati e distrutti, altrimenti, nel processo, emetterebbero ed assorbirebbero una quantità di energia pari alla loro massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce, insomma il famoso E=mC**2.

Non è che una batteria carica contenga più o meno elettroni di una scarica, semplicemente ne contiene di più sull'elettrodo negativo che su quello positivo.

Vedila come due scatole di biglie poste ad altezze diverse e collegate da uno scivolo. Le scatole sono gli elettrodi della batteria, lo scivolo il circuito che alimenta. Se hai tutte le biglie nella scatola più alta le puoi far cadere, attraverso lo scivolo, in quella più bassa e ne puoi ottenere un lavoro (ad esemppio far girare una ruota a pale, pale che vengono spinte dalle biglie che passano sullo scivolo). Quando tutte le biglie sono nella scatola bassa la batteria è scarica, ma il numero di elettroni è sempre lo stesso.

Se hai due batterie in serie avrai uno scivolo quasi orizzontale che mette in contatto la scatola più bassa della batteria più alta con la scatola più alta della batteria più bassa. Lo scivolo-circuito sarà alto il doppio di prima, quindi potrai far girare una ruota a palette più "pesante", ma il numero di biglie (doppio che nel caso precedente) non cambia, sia a batterie cariche (biglie nelle scatole alte) che a batterie scariche (biglie nelle scatole basse).

Devo fare anche l'esempio del parallelo o ci sei finalmente arrivato?

Che tu metta le batterie in serie o in parallelo, quella che non cambia è l'energia accumulata, che è pari alla quantità di elettroni moltiplicata per la tensione. Difatti 4 Ah * 2 * 6 V = 48 Wh = 4 Ah * 6 V * 2.

Grazie Giorgio, ovvio, in un circuito la corrente è costante in tutti i punti. Non capisco dove vuoi arrivare. Mi spieghi perché cambierebbe la *carica* di due batterie, a seconda che siano collegate in serie o in parallelo?

Elementare, raddoppiando la tensione raddoppia la corrente. A parità di carica totale, le batterie si scaricheranno in metà tempo. Questa cosa a me sembrava abbastanza ovvia. Invece tutti sostenete che si scaricheranno in un quarto del tempo, perché mettendo in serie le due batterie, raddoppierà la corrente ma ci sarà carica dimezzata, uguale a quella di una sola batteria. Questo per me è il punto incomprensibile. C'è una sparizione di Coulomb che nessuno finora è riuscito a spiegarmi.

Per cortesia, mi tirate fuori una formula che tenga conto dei Coulomb (o Ah) in serie e in parallelo e che dimostri l'apparizione/sparizione di carica?

E questa è l'unica cosa in cui siamo d'accordo, meno male.

Appunto. Ma stranamente la carica diventa dipendente dal diverso collegamento, in serie o in parallelo, che facciamo di batterie o condensatori. E' questo che non mi torna.

Se ha poco senso, perché due batterie o condensatori in serie avrebbero metà della carica che in parallelo?

La carica è fissa, 4Ah=14.400C. Che grandezza è tensione per carica VAh?

Eh?? Traduco in numeri in parallelo 6V con 48Vah ossia 48VAh / 6V = 8Ah in serie 12V con 48VAh ossia 48VAh / 12V = 4Ah

Questo è quello che dico io da due giorni!!! Invece nel tuo esempio non è la stessa manco per sogno: 8Ah in un caso, 4Ah nell'altro. Hai solo questa grandezza VAh che è la stessa, e non è la carica.

Ma soprattutto non mi spieghi neanche un po' perché appaiono o scompaiono 14400C in un caso e nell'altro. C'è una scarica da qualche parte che giustifica questa perdita di carica elettrica? Se non c'è, come la mettiamo?

Attendo speranzoso un missionario, perché in questo post hai fatto più confusione che altro.

Per cortesia, mi tirate fuori uno straccio di formula che tenga conto dei Coulomb (o Ah) che passano in circuito, in serie e in parallelo, e che dimostri l'apparizione/sparizione di carica al semplice variare del collegamento? Altrimenti temo che rimarrò irrimediabilmente nel mio errore.

HeadLessBoot:

Perché invece di continuare a cacar dubbi non leggi ciò che ti ho scritto?

O l'hai letto e ancora non ti è chiaro?

O vuoi solo rompere le balle?

*APPLAUSO*

Ora la cosa comincia ad avere senso! E' l'energia totale che non deve variare, non la carica totale. Grazie a te e agli altri per la pazienza.

HeadLessBoot:

Questo ti era già stato scritto diversi post fa.

Ah, ok, ritiro l'altro post. ;-)

F. Bertolazzi:

Meglio E=mc**2. Ho ripremuto lo shift troppo presto.

Il carico è utile al trasferimento di carica (elettroni) dall'anodo della prima cella (a potenziale minore) al catodo della seconda. L'anodo della seconda cella (a potenziale intermedio) cede elettroni al catodo della prima. In altre parole al catodo della prima cella per la reazione di riduzione servono elettroni forniti dall'anodo della seconda con cui è in contatto diretto essendo in serie...

Come vedi all'elettrone "fornito" al carico dalla prima cella corrisponde un elettrone fornito dalla seconda cella alla prima. E questo è ovvio altrimenti ci troveremmo con creazione di carica. La batteria anche quando carica è elettricamente neutra nel suo insieme.

Armando

Il giorno Wed, 24 Nov 2010 15:58:21 +0100, "F. Bertolazzi" ha scritto:

Difatti, ma quando lo scrivevo io non capiva. :(

Sei nominato missionario del ng :-)

-- ciao Stefano

E' questa neutralità che non mi era assolutamente chiara, per questo la vedevo come una "bombola" di elettroni. Da qui i miei primi esempi balenghi. Grazie.

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