Rele a 5 volt

Jul 06, 2005 39 Replies

"Regae" ha scritto nel messaggio news:GTVye.124565$ snipped-for-privacy@news4.tin.it...

Cibba ! Sicuramente meno di 2?urini ! (lungi da me spendere 2?urini ;-)) io userei questa soluzione : transistor NPN 2N2222 con collegato al collettore l' entrata, all' emittore l' uscita e alla base la stessa tensione del collettore pero' con un Zenerino in parallelo. In tal modo si riesce a stabilizzare con 50?cent e si risparmia ;-)

I.

Regae ha scritto:

Ma dai :-) Per un singolo piccolo 78l05 basta sborsare 24 miseri centesimi.

Ciao Diego

Etru ha scritto:

si gli schemi su quella pagina sono corretti, pin 1 ingresso, 2 massa e tre uscita, i condensatori non elettrolitici servono per evitare oscillazioni del 78xx, mettili vicini ai pin. poi il relè da 12 volt lo alimenti come detto direttamente dal ponte raddrizzatore. il diodo in antiparallelo alla bobina metticelo, rallenta il tempo di caduta, ma evita ritorni sul transistor di pilotaggio e in ogni caso, che i contatti aprano prima o dopo, sempre aprono, non so per la tua applicazione se una frazione di secondo può essere determinante. E comunque se i contatti sopportano un carico forte, o soprattutto induttivo, li devi proteggere con qualche altro sistema, ma sul carico, e non in parallelo alla bobina. ciao Danilo

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e in ogni caso, che

Certo! Peccato che se la corrente non e' trascurabile i contatti si rovinano molto di piu,' riducendo di moltissimo MTBF.

Ciao Muzio

"Regae" ha scritto nel messaggio news:1xUye.41243$ snipped-for-privacy@news3.tin.it...

ho suggerito il 7805 perché non so cosa ha di altro sul 5V, se è solo il pic si può esare lo zener

Ste

"PeSte" ha scritto nel messaggio news:fb7ze.6292$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...

oltre il pic c'è il sensore ir

Muzio ha scritto:

Ovvio che inserendo un ricircolo o una camicia di rame sulla bobina il tempo di caduta aumenta, quindi i contatti anche se aperti impiegano più tempo ad allontanarsi, e se il carico è induttivo il problema degli archi diventa più grave, però Etru ci deve controllare una lampada a 220 Volt, non mi sembra una situazione così estrema, io mi preoccuperei di più che venga scelto un relè con i contatti bene dimensionati, che potrebbero buciarsi, non all' apertura, ma in uso, per surriscaldamento, o per mancata pressione, o rimbalzi, se la tensione applicata alla bobina non provoca un attrazione completa dell' ancorina, come probabilmente nel caso di relè da sei volt alimentato a cinque attraverso una giunzione, magari mal pilotata. ciao Danilo

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"Diego Marson" ha scritto nel messaggio news:JdYye.3536$ snipped-for-privacy@twister1.libero.it...

Eh, ma uno zener costa almeno il 70% in meno.... è tanto il 70%! :-)

J.

Etru ci deve controllare una lampada a 220 Volt,

La mia osservazione sul diodo di ricircolo era quasi filosofica. Nel 99% delle applicazioni il diodo va piu' che bene, bisogna pero' sapere quali sono i pro ed i contro ed utillizzare la soluzione circuitale piu' idenea. Se debbo alimentare una lampadina da 20W poche volte al giorno uso un relay da 5A con il diodo e sicuramente non avro' problemi, diverso e' discorso se debbo alimentare un circuito di lampade che assorbe un valore di corrente uguale o simile al la corrente nominale del relay.

Insegnare ad una persona di usare sempre il diodo di ricircolo e' secondo me' un errore, perche nel 99% dei casi e' una soluzione ottima ma non nel

100% dei casi.

Ciao Muzio

"gnat" ha scritto nel messaggio news:daif8p$ehj$ snipped-for-privacy@news.newsland.it...

spiegami meglio!! collegare il rele dall'uscita del 7812,subito dopo il parallelo dei condensatori ??? Quindi l'uscita della cc di 12 volt va al circuito quello con il 7805 ?? Che ponte diodi dovrei utilizzare ??

Etru ha scritto:

non ho capito da dove esce il 7812, finora abbiamo parlato di 7805 o zener per il pic, la dodici da dove la prendi? se da un trasformatore ci devono essere ponte raddrizzatore e elettrolitico di filtro. Se usi un alimentatore da 12 volt in cc, hai già la 12 filtrata e metti solo il 7805 con i filtri alimentando il pic dal pin 3 e il relè dal pin

1, ovviamente il pin 2 è massa comune per pic e transistor di pilotaggio.

si due alimentatori in cascata, la 12 per i carichi e la 5 per la logica.

se fai l' alimentatore completo partendo da un trasformatore, un ponte da

1 A può bastare, poi elettrolitico da 1000 o 2000 microfarad (abbondo). due condensatori sul 7805 da 10 o 100 nanof o comunque quello che hai visto sugli schemi e meglio aggiungere un elettrolitico da pochi micro, almeno una cinquantina sull' uscita del 7805. Ovviamente sono conti fatti a spanne, non sono valori critici ciao Danilo
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"gnat" ha scritto nel messaggio news:daj81n$2c5$ snipped-for-privacy@news.newsland.it...

ti ringrazio di avermi chiarito il tutto !!

"Valeria Dal Monte" ha scritto nel messaggio news:TiUye.2795$ snipped-for-privacy@twister2.libero.it...

Ti risulta tanto sensibile? Io mi sono stupito tanti anni fa, passando da micro con bus esterno ai microchip, di quanto fossero robusti. Se non ci sono buchi sull'alimentazione, con le capacità messe bene vicino alle alimentazioni, non si riesce a fregarli. A te hanno dato problemi? In che condizioni?

Si', problemi di reset inaspettato e altre rogne, molti anni fa, ma non soltanto a me, i pic erano famosi per la sensibilita' ai disturbi. Il reset era sensibile a impulsi brevissimi sull'alimentazione, difficili da rilevare e eliminare. Recentemente ho usato altri pic piu' nuovi e non ho trovato difficolta', percio' suppongo che abbiano risolto questi problemi in tutti pic di nuova concezione. In questo thread mi sembrava che si parlasse 16f84, che, essendo molto vecchio, potrebbe soffrire ancora di tali problemi.

ultimamente un pic18f1320 e' stato spedito in orbita per circa 15 giorni ha fatto una sola tirata per tutto il tempo , nessun problema !

In effetti anch'io non mai trovato problemi di questo genere con i microchip. C'è da dire che, dopo esperienze negative con altri microcontrollori, mi è venuta un po' la fissa dell'alimentazione ben stabilizzata per il micro, e poi, malgrado in molti documenti la microchip indichi per il reset un circuito fatto di solo una resistenza verso la vcc, io non mi sono mai fidato del tutto, e ho sempre adottato il classico schema con capacità, resitenza e diodo. Presto forse dovrò avvicinarmi agli RFPIC. Avete qualche esperienza e indicazione da darmi su questi oggetti? Sono robusti come gli altri?

ho giocato essenzialmente con la serie 18F , ho sempre usato come circuito di reset quello completo

una cosa che ho notato e' che non amano cicli di power-down power-up troppo 'veloci'

come regolatore nel circuito in questione c'era un lp2951.

"fabiosky70" ha scritto nel messaggio news:iHOze.137207$ snipped-for-privacy@news4.tin.it...

[...]

gli rfPic sono semplicemente pic serie 12 con appesso sotto il trasmettitore RF. Sono due IC separati nello stesso package, non sono molto versatili perché lo stadio RF va pilotato (data e enable) dal pic attraverso i pin di I/O...che sono già pochi :-( Speravo in una soluzione più integrata...tipo registro interno per i dati da trasmettere....

Ste

"PeSte" ha scritto nel messaggio news:q4oAe.12257$ snipped-for-privacy@tornado.fastwebnet.it...

Scusa, mi sono sbagliato nel confondermi. In effetti non volevo scrivere RFPIC, ma DSPIC. Scusate, è che ultimamente dormo poco.

"fabiosky70" ha scritto nel messaggio news:nxoAe.55547$ snipped-for-privacy@news3.tin.it...

no problem...purtroppo non ho mai usato DSPIC, sorry

Ste

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