Salve a tutti, facendo delle misure su un alimentatore ac/dc 230Vac - - >24Vdc ho notato c on dispiacere che il cos fi è di 0,56. La potenza attiva è di 65W e la reattiva è circa dello stesso valore. Ora poiché il carico a 24Vdc è palesemente di 59W, il rendimento lo cal colereste come Pcarico/Pattiva o Pcarico/(Pattiva +Preattiva)? Cambierebbe ovviamente non poco. La corrente che assorbe dalla rete è la somma delle due componenti attiva e reattiva, dunque io sarei per la second a ipotesi di calcolo. Grazie. Saluti. Andrea
Calcolo rendimento alimentatore ac/dc
Aug 03, 2013
19 Replies
snipped-for-privacy@gmail.com:
Come mai ti dispiace?
Come l'hai misurato?
Perché "palesemente"?
Comunque, il rendimento di conversione di un alimentatore (immagino che tu parli di quel rendimento) è la potenza di uscita diviso la potenza di entrata.
-basso cos fi non mi pare un indicatore di bontà dell'alimentatore per co ntenuto armonico, potenza reattiva ecc.
-misurato con wattmetro
-il carico è resistivo e noto
- dunque la potenza di ingresso si intende comprensiva della reattiva (chie do conferma)
Cito la passata discussione, altrimenti non si capisce nulla:
E ora il seguito:
snipped-for-privacy@gmail.com:
Probabilmente ti riferisci al fattore di potenza, con i carichi elettronici il cosfi non è molto significativo. Un basso fattore di potenza è normale per un alimentatore elettronico.
Immagino quelli economici passanti, giusto?
Bene.
La "potenza reattiva" in realtà ha un nome fuorviante, perché non è una potenza. L'unica potenza è quella che è anche chiamata "potenza attiva" per marcare la sua differenza dalla "potenza reattiva" che, ribadisco, non è una potenza. Per esempio, non richiede energia per essere generata, non può produrre lavoro, non si paga in bolletta (nelle utenze domestiche).
Quindi la risposta è no: nei calcoli di efficienza si usa solo la potenza di ingresso e la potenza di uscita, e in entrambi i casi la potenza reattiva non va considerata.
molti alimentatori elettronici hanno cos fi > 0,9 (misurati sperimentalment e danno 0,96)
no, uno strumento da laboratorio, da qualche keuro di costo, tarato e certi ficato
ok, non ero al corrente di ciò
posso concordare, in quanto, una nota azienda di alimentatori dichiara ren dimenti typ. dell'87% e se vado a fare misure, un carico di 59W noto richie de una Pattiva di poco più di 65W (stanti circa 60W di reattiva il rendimento sembra essere proprio come spie ghi, ovvero Putile in uscita/Pattiva ingresso) Peccato che per avere la suddetta potenza utile in uscita la corrente assor bita in ingresso sia di 0,72A (dunque la corrente va generata, portata sui cavi, sezionata/portata con gli interruttori ecc. - e non è detto che l'u tenza sia domestica) Andrea
"pot" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@tucano.isti.cnr.it...
Quindi la corrente in piu' che passa sui cavi dove c'e' un cosfi di 0.5 rispetto a 0.9 (a parita' di potenza attiva) e' una corrente immaginaria? Non la genera nessuno?
snipped-for-privacy@gmail.com:
Gli alimentatori elettronici hanno tutti un cosfi alto, ma non è rilevante. La maggior parte hanno un fattore di potenza molto basso. Quelli più grossi e moderni (che io sappia dall'alimentatore da PC in su) hanno circuiteria che corregge il fattore di potenza (PFC), ma non so a partire da che potenza sono richiesti. Quello che tu hai misurato aveva un PFC.
Interessante. Come ce l'hai avuto per le mani?
Sono contento che tu concordi :)
Sì, sembrerebbe proprio così :)
Se hai alcune centinaia di carichi di quel genere sulla stessa linea in effetti potresti cominciare ad avere dei problemi, ma avrai bisogno del consiglio di qualcuno più competente di me per consigli su come ovviare al problema.
Il Mon, 5 Aug 2013 16:35:50 +0200, "Carbon Copy" ha scritto:
Certo che viene generata dall'alternatore che produce anche la potenza attiva, la differenza sta nel fatto che per generare potenza attiva mi occorre energia per esempio termica (metano), per generare potenza (e quindi corrente) reattiva non si spende energia poichè questa energia circola solo far l'alternatore che in questo caso funge da condensatore e il tuo carico che per una quota parte è un induttore. Lungo la strada per arrivare al tuo carico chiaramente le perdite e le cadute di tensioni sono più alte che nel caso di carico a cosfi 1, ma questo è un aspetto diverso.
Non sono concetti semplici se non hai una base di elettrotecnica.
Giorgio
E' corretto dire che non viene addebitata in bolletta? Nel mio caso gli alimentatori in questione alimenteranno dei carichi per no n più di 10kW all'interno di uno stabilimento in cui ci sono molte altre macchine e servizi per una potenza installata nell'ordine di centinaia di k W. La reattiva dei miei carichi dovrebbe essere una percentuale infima rispett o al totale (anche se le linee delle macchine immagino siano rifasate) ma s e si vedesse la cosa in termini di risparmio energetico, le considerazioni circa la generazione di potenza reattiva (senza spesa di energia) restano v alide? In ottica "green", scegliere un alimentatore con pfc e alto cos fi ha maggi or senso a mio avviso, visto che ad esempio non poche norme (en61000-3-2 pe r citarne una recente) relative al contenimento delle armoniche fanno dei d istinguo all'aumentare della potenza
non sono assolutamente d'accordo sulla relazione opposta tra cosfi e PF, vd .
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nel lighting, per fare un esempio, è richiesto il pfc già a 25W
"Carbon Copy" :
Se tagli il contesto non si capisce niente. Per esempio, non si capisce che il soggetto della mia frase che hai citato è «la "potenza reattiva"» e non «la corrente».
Per rispondere alla tua domanda: no, la corrente è reale, non è immaginaria, e viene generata dall'alternatore. Ma (a parte le perdite sulla rete e sull'alternatore stesso) non richiede energia per essere generata, e non trasferisce energia.
snipped-for-privacy@gmail.com:
Per le utenze domestiche sì. Per quelle da (vado a memoria) 15kW in su il fornitore ti impone un fattore di potenza minimo, altrimenti ti fa un addebito perché la corrente in più gli carica inutilmente la rete e causa perdite in vari punti.
Sarà il caso che tu ti rivolga a un elettricista competente in questi impianti, allora.
Il risparmio energetico non c'entra, perché il fattore di potenza non ha a che fare con il consumo di energia. La "potenza reattiva" non è una potenza, e non trasporta energia.
Per i carichi elettronici, come ho già detto un paio di volte, il cosfi non ha molto senso, ed è spesso prossimo a uno anche con fattore di potenza basso. Le norme impongono la correzione del fattore di potenza per diminuire il rumore sulla rete e ridurre i problemi del fornitore. Se "green" vuol dire "buono", allora un PFC è green. Se "green" vuol dire "che consuma meno" allora non lo è.
snipped-for-privacy@gmail.com:
Non c'è alcuna relazione opposta, e non è questione di essere d'accordo o meno: si tratta di definizioni, non di opinioni.
Quella pagina è sbagliata, appena posso la correggo. Se conosci l'inglese, guarda la pagina inglese corrispondente, che è corretta e tratta di tutti i problemi che stai cercando di capire.
Interessante. Da quando?
"pot" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@tucano.isti.cnr.it...
Per avere la stessa potenza attiva, con un cosfi piu' basso, devo aumentare la corrente che circola nel circuito. Quindi buona parte della potenza verra' dissipata in calore lungo la linea.
Perche' dici che la reattiva non trasferisce energia? Non la trasferisce all'utilizzatore ma rimane "confinata" appunto, come dice Giorgio, fra generatore e carico.
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"Carbon Copy" :
È un altro discorso. Tu stai parlando delle perdite lungo la linea, che sono uno dei motivi per cui il fornitore di energia pretende dai medi e grossi utenti che i loro carichi abbiano un alto fattore di potenza.Perché (di nuovo :) *non è una potenza*.
Non fornisce potenza al carico.
Quella di cui parla Giorgio è quella che rimbalza fra utilizzatore e generatore nei carichi lineari (i motori, esempio tipico). In questo caso (che è l'unico in cui ha senso parlare di cosfi) c'è un'energia (piccolissima in rapporto a quella utilizzata dal carico) che "rimbalza" fra utilizzatore e generatore, e andando avanti e indietro genera una potenza media nulla (non è nulla se ti fermi a guardare per un centesimo di secondo), per cui non trasferisce energia, ma la rimpalla.
Ma questo discorso ha senso per i carichi lineari. In quelli elettronici, di cui si parlava, la corrente è in fase con la tensione in tutti i casi che ho visto, per cui questo effetto non c'è.
Di nuovo, per gli ignoranti curiosi e volenterosi, la pagina Power factor nella wikipedia inglese è molto ben fatta ed esauriente.
snipped-for-privacy@gmail.com:
Grazie. Quindi, dal 2001 sono soggetti alla norma gli apparecchi sopra i 75W, e dal 2006 anche quelli sopra 25W se sono da illuminazione.
Gli attrezzi domestici esenti sono i varialuce fino a 1kW, e fin qui ci siamo, e gli «heating elements with symmetrical control methods» sotto
200W: cosa sono?"pot" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@tucano.isti.cnr.it...
Non hai detto questo, non stiamo parlando di questo.
Dire che non e' una "potenza" perche' nessuno la utilizza e' sbagliato. La linea fa parte del carico per il generatore, lo e' sempre stato.
Se non e' cosi' allora vado a bruciare i libri di elettrotecnica e di impianti elettrici degli anni '90.
Poi vado ad prendere a calci in culo i miei professori, anche se oggi avranno 70 anni suonati.
"Carbon Copy" :
Non so di cosa stai parlando :) Quanso si risponde si cita il contesto. Sono andato a guardare il messaggio precedente, dove ti spiego diverse cose, cui non rispondi. Se vuoi capire qualcosa, prova a fare domande sulle cose che ho detto.
La potenza è una grandezza fisica, equivalente al lavoro e all'energia diviso il tempo. La "potenza reattiva" non è una potenza. Ti sei mai chiesto perché non si misura in watt?
Devi scegliere un punto dell'impianto dove fare la misura. Finora abbiamo parlato del punto che normalmente interessa l'utente, che è dove arriva la linea, cioè il contatore. Se preferisci il punto di vista del fornitore, allora ci mettiamo all'uscita del generatore. Viste da quel punto le perdite sulla linea consumano potenza attiva, ovviamente, e il carico non è lo stesso di quello visto dall'utente.
Non commento, se non che probabilmente i libri li hai almeno in parte dimenticati, e comunque dubito molto che parlassero di carichi elettronici, i che fose spiega perché continui aparlare di cosfi, che in questo contesto non è rilevante.
Il giorno mercoledì 7 agosto 2013 00:37:45 UTC+2, pot ha scritto: .........
qui trovate un bel lavoro in parte condiviso con questo gruppo:
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