valvole termoioniche

Feb 26, 2004 29 Replies

Molti dicono gli amplificatori siano migliori di quelli a transistor, soprattutto nello stadio di finale...Di contro però le valvole si consumano e risentono molto delle condizioni ambientali, mica si può fare qualcosa per farle durare di più, e magari per renderle meno sensibili ali sbalzi di temperatura.?..che ne so (ora dico una cazzata) circuiti di compensazione o roba varia?


Ah gia`, dato che hanno il filamento fanno un suono piu` caldo.

Valvole sensibili alla temperatura ambiente? Questa non la sapevo.

Franco Um diesen Satz zu verstehen, muß man der deutschen Sprache mächtig sein.

mm.. che sia un audiofilo? :-D

Ciao Daniele

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Roberto85 ha scritto:

Tutte balle. Il loro suono "più caldo" non dipende dalle valvole ma dai circuiti che, usando per forza di cose trasfo e bobine di filtro per ogni dove, "gonfiano" il suono. Ed è un difetto, non un pregio.

Di contro però le valvole si consumano e risentono molto delle condizioni ambientali, mica si può fare qualcosa per farle durare di più, e magari per renderle meno sensibili ali sbalzi di temperatura.?..che ne so (ora dico una cazzata) circuiti di compensazione o roba varia?

A parte le perplessità già sollevate sulla "sensibilità alla temperatura" (le valvole hanno già di loro un catodo che per funzionare non può lavorare a meno di 1000-1200 gradi se a riscaldamento indiretto e a

1900 e passa gradi se a riscaldamento diretto) l'unico modo che conosco per far "durare" le valvole è quello di tenersi ben al di sotto dei limiti di lavoro, in corrente, in tensione e in potenza. Dimezzare i limiti massimi di lavoro può far durare le valvole (se buone e non raccolte in qualche bidone) anche 10.000 ore e oltre, mentre se si lavora al pelo dei limiti ci si può baciare i gomiti se durano 1.000-2.000 ore.

Insomma le valvole sono componenti elettronici come tutti gli altri; se rispetti limiti e specifiche campano altrimenti no!

Ciao! Piercarlo

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"Piercarlo" ha scritto nel messaggio news:c1lk1o$714$ snipped-for-privacy@news.newsland.it...

Questa proprio mi mancava....una sana risata ogni tanto fa bene!!!!

Coriolano ha scritto:

Non c'è di che! :-)

Piercarlo

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"Roberto85" ha scritto nel messaggio news:Kym%b.36063$ snipped-for-privacy@news4.tin.it...

consumano

per

o

Tante se ne dicono, tante se ne sentono. Io penso che la bontà di un ampli, conti quanto la bontà dell orecchio che ascolta il suono e da quanto consideriamo importante la musica. Vedi il link seguente, a me pare interessante.

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Sarebbe bello sapere cosa ne pensa qualcuno che la musica la ascolta, tramite un impianto valvolare. Ciao.

Premetto che non sono audiofilo e che sono in genere molto scettico finchè le cose non le sento, però mi è effettivamente capitato di sentire degli impianti di fascia alta sia a stato solido che a valvole e effettivamente suonano diverso e in genere più vicini alla sensazione che si prova ad un ascolto dal vivo. Interessandomi di musica suonata inoltre, ho provato vari ampli per chitarra e devo dire che sui suoni dove l'ampli satura il suono degli ampli valvolari è decisamente più gradevole. Io credo che in questi casi non bisogna fare un discorso prettamente di progettazione elettronica ma sopratutto di ascolto. Mi spiego, può darsi che un ampli a valvole abbia un THD peggiore di un ampli a stato solido o che abbia misure di carattere elettrico peggiori (poi bisogna vedere rispetto a quali parametri), se però il sistema nel suo insieme produce un buon risultato ben venga. Credo che la bontà di un progetto sia sopratutto nell'efficacia di raggiungere lo scopo, in questo caso un ascolto gradevole. Detto ciò trovo allucinanti e ingiustificati certi prezzi che girano negli ambienti Hi-Fi e che certe credenze "audiofile" siano tutte da verificare dal punto di vista tecnico-scientifico.

Scusate la lunghezza del post. Ciao Giovanni

Alderaan wrote:

In linea di massima sono d'accordo con te. Essendo dopotutto l'ascolto della musica una questione di gusti, ognuno è libero di preferire quel che meglio crede. Dei gusti non si discute mai, in nessun caso; si discute piuttosto, e molto, quando la discussione sui gusti invade il campo tecnico che coi gusti c'entra poco o nulla, soprattutto per specularci (da una parte) o, per certi versi peggio (dall'altro), costruirci sopra una vera e propria ideologia, con tutti i "noi contro loro" che ne conseguono.

Delle valvole si parla molto spesso in chiave poco meno che "magica" che, per molte persone - incluso il sottoscritto - è quanto meno urticante. Senza tener conto che, se ci si prende la briga di fare qualche giro in biblioteca e andare anche solo a sfogliare i testi che,

40 e oltre anni fa, parlavono di valvole per necessità di cose e di professione in maniera approfondità, ci si rende conto dei macelli di ignoranza che regnano sull'argomento. Di per sè lo studio approfondito della tecnologia delle valvole non è meno complesso, dal punto di vista tecnologico, fisico e matematico, dello studio dei semiconduttori: al punto che, spesso e volentieri, tratto il "vuoto" (e le interfaccie fisiche tra i materiali che emettono e ricevono cariche elettriche nel vuoto) un altro tipo di "semiconduttore" tout-court, da trattare con tutto il rispetto che merita.

Io personalmente, che pure sono stato affascinatissimo da ragazzo dalle valvole (avevo un radiogrammofono stereo della Schaub ereditato da un parente), mi son reso via via conto che le valvole, a parte l'indubbia suggestività del loro funzionamento (a sera tardi, a luci basse o spente, è uno spettacolo guardare una radio a vavole accesa che "suona"!), di per sé sono componenti attivi come tutti gli altri, almeno quelle che appartengono alla categoria dei "tubi riceventi". Con i loro pro e i loro contro. Quello che conta sono i circuiti che le impiegano, non le valvole in sè. E se vai a vedere l'ultimo numero di CHF in cui si parla estesamente di un famoso amplificatore QUAD, ci si rende conto che la "bontà" di quell'amplificatore non stava certo nelle valvole ma piuttosto nell'intero circuito: garantire, come faceva, distorsioni dello 0,03% alle potenze di ascolto casalinghe significava aver lavorato parecchio per "addomesticare" componenti che altrimenti, per conto loro, viaggiavano a livelli di distorsione praticamente "telefonici". In questa ottica le valvole ricoprono ne più ne meno il giusto ruolo che gli spetta: semplicemente essere i componenti che allora passava il convento. Un particolare che spesso e volentieri oggi viene sottaciuto quando è invece la chiave di tutto. In conclusione, se piacciono le valvole, il loro suono e soprattutto la loro distorsione (perché di questo si tratta: la distorsione, la quantità e i modi in cui viene prodotta è, alla fin dei conti, una componente del "gusto" quanto le altre) nulla da dire. Purché si tenga conto che il discorso si apre e si chiude qui. Un po' come in cucina: per me un tartufo è solo una patata marcia venduta troppo cara, per altri è il non plus ultra della gastronomia: chi ha ragione? Tutti finché ognuno gusta senza imporre i propri gusti, nessuno se tutti cercano di imporre i gusti agli altri (magari giusto per non riconoscere francamente - questa è banale psicologia - di aver pagato troppo caro qualcosa che, a conti fatti, non valeva i soldi sborsati - almeno se per il loro esborso si vuole dare una giustificazione "oggettiva"; se invece si accetta la spesa in un'ottica più "artistica", bhe allora il "bisogno" di giustificare non si dovrebbe proprio porre: ognuno è libero, nel momento in cui decide di buttare una parte dei propri soldi dalla finestra, di buttarli dalla finestra che più gli piace).

Una cena con Sharon Stone (anche di adesso, non solo dei bei tempi) può valere la pena di accendere un mutuo per portarla a mangiare dove e come si deve? Per alcuni sì, per altri no... Ma i "sì" e i "no" non possono in nessun caso avere ragione gli uni degli altri.

Ciao! Piercarlo

Effettivamente molti "audiofili" spingono il discorso all'esoterisomo e non solo sulle valvole. Certe volte anche su molte altre cose tipo cavi da cifre esorbitanti. Una cosa però l'ho notata: cambiando cavi di potenza su un'impianto ho sentito una certa differenza nell'ascolto. Poi che questo dipenda da suggestione o meno non so. Essendo però il cavo una specie di filtro distribuito credo che possa influire in funzione delle sue caratteristice ma solo su impianti di livello via via più alto cioè capaci di non mascherare certe variazioni dei parametri.

IO non le ho studiate in maniera approfondita ma credo che sia come dici tu che non si discosti molto dallo studio dei componenti a stato solido

....

.... Verissimo, ma forse, come dicevi tu nel post precedente è prorpio qui che stà la peculiarità del suono valvolare:Il punto nodale è capire quello che si vuole sentire. Molti sostengono infatti che il vantaggio di questa differenza e che il suono risulti più simile ad un ascolto dal vivo. In sostanza credo ci si riferisca al fatto che la complessità del suono che arriva dal vivo sia emulata meglio dal tipo di distorsione di un sistema a valvole. Questo credo sia verificabile però con tanti ascolti dal vivo e di sistemi a valvole e a stato solido e armati di uno schermo con tro i pregiudizi dall'una e dall'altra parte.

.... Qui colgo la palla al balzo per una critica a chi si riferisce alla distorsione con argomenti tipo : "Ma come si fa a dire che un ampli suona bene se ha una THD del.." assumendo che l'amplificatore audio ideale debba essere lineare. Io credo che una certa distorsione dia come dici tu il "gusto" del suono e quindi un ascolto più o meno gradevole anche perchè è inutile avere un ampli super lineare se tanto vengono inserite distorsioni in altri punti della catena, dalla registazione in studio (fatta comunque con un microfono che non può catturare tutte le informazioni che catturerebbe un individuo nello stesso ambiente) fino ai diffusori per non dire l'ambiente in cui viene ascoltata la sorgente audio che può avere un'acustica più o meno favorevole.

Sono pienamente d'accordo.

Beh nei bei tempi penso che no ce ne fossero davvero pochi :)

Ciao! Giovanni

L'unica cosa che hanno in piu' le valvole rispetto al silicio e' il loro innegabile fascino!

Inoltre, a differenza dei transistor, capisco come funzionano ;-)

Ciao Boiler

(...)

Qui posso cogliere io l'occasione di fare una puntualizzazione: le allucinazioni auditive, contrariamente a quelle visive, si creano praticamente a ogni piè sospinto, al punto che basta (e dico proprio BASTA) credere di sentire una cosa per sentirla effettivamente, soprattutto se la "cosa" è o al limite dell'udibile o al limite della discriminabilità dal rumore di fondo (anche alto). Questo lo verifico personalmente tutte le volte che, a causa della mia sordità, sono in parte costretto a "interpolare" tra le parole dell'interlocutore (l'alternativa sarebbe farlo urlare... e non è proprio il massimo!): ebbene, essendo il processo in gran parte inconscio, le parole "interpolate" mi paiono autentiche quanto quelle effettivamente percepite. Non solo ma alle volte, quando ho di fronte l'interlocutore e gli leggo inconsciamente le labbra, ho perfino l'impressione di sentirlo PARLARE più chiaro! Tutto questo, che nella mia situazione è abbastanza "esagerato" dalle circostanze, in realtà accade a chiunque e più spesso di quanto si creda soprattutto in un "panorama sonoro" confuso in cui le varie componenti tendono praticamente a mascherarsi e a sopraffarsi a vicenda.

En passant, un esperimento involontario (e pericoloso: può, in persone predisposte, scatenare alcuni tipi di follia) è quello di cercare, in un rumore di fondo, delle "voci" come se si stesse ascoltando una stazione radio molto lontana e disturbata. Se si è abbastanza convinti che le "voci" ci siano veramente ("voci di Raudive") si finisce per sentirle... inventandosele di sana pianta.

Per tutto il resto che segue non ho nulla da aggiungere o da obiettare.

Ciao! Piercarlo

no non devi scusarti, hai detto delle cose giustissime, sono pienamente d'accordo per quanto riguarda il progetto..Ma ke cos'è il THD? "Alderaan" ha scritto nel messaggio news:CCw%b.41165$ snipped-for-privacy@news4.tin.it...

dai

ogni

Questo è molto filosofico come discorso, mi ricorda un pò la relatività e hai ragione..potremmo dire che alle fine la cosa migliore è avere un ampli valvolare e uno a transistor, e usarli a seconda di quello che vogliamo sentire, a seconda di dove lo dobbiamo usare, a seconda della musica che vogliamo farci passare dentro!

Ciao

Roberto!

"Piercarlo" ha scritto nel messaggio news:1g9tiy2.749sd4uxxybkN% snipped-for-privacy@tiscali.it...

Roberto85 ha scritto:

Il THD (acronimo di total harmonic distortion) è il rapporto che esiste tra la somma delle potenze delle armoniche di un segnale esclusa la prima e la potenza della prima armonica. Può essere espresso in percentuale o in dB. Le armoniche di ordine superiore alla prima scaturiscono a causa di una relazione non lineare tra l'ingresso e l'uscita di un sistema. Spero di non essere stato impreciso o poco chiaro.

Ciao Giovanni

Ti assicuro, per esperienza diretta, che almeno per quanto riguarda le allucinazioni auditive o più banalmente il prendere fischi per fiaschi è anche un discorso pratico. Se ti capita prova a fare un audiometrico: ti accorgerai da te che, via via che l'ampiezza del segnale di prova si abbassa (e la sua frequenza si alza) le risposte dubbie o immaginarie (per cui dall'altra parte del vetro ti fanno segno di non aver inviato nulla anche se a te sembra di aver sentito qualcosa) aumentano. Peraltro ritengo che questa eccessiva sensibilità al notare segnali che non ci sono sia in parte dovuta a ragioni evolutive: è meglio fuggire per aver sentito un nemico immaginario (che oltrettutto in natura si attrezzano parecchio bene per divenire silenziosi!) che "sentirlo" quando ormai si è a portata delle sue fauci!

Ciao! Piercarlo

La relativita` non e` filosofia, e` fisica (e di quella bella)

Franco Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen. (L. Wittgenstein)

Forse puoi soddisfare una mia curiosita`: sei all'ultimo anno di itis, e sei sicuramente fra i migliori della tua classe in quanto speri di uscire a pieni voti dalla maturita`. D'altra parte fai delle domande su cose abbastanza "normali", tipo modulazioni, pll, amplificatori ecc. ecc... La mia domanda e` questa: ma cosa si insegna all'itis e soprattutto come lo si insegna?

Il dubbio viene perche' poco tempo fa jaco sosteneva che in pratica all'itis aveva gia` praticamente fatto tutto quanto sta facendo all'universita` (e anche di piu`, tipo antitrasformazione di laplace con l'integrale in campo complesso!).

Le due posizioni mi lasciano un po' perplesso :-)

Franco Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen. (L. Wittgenstein)

Dipende dal fatto che vedi che cavo stai usando! Se sai cosa e` collegato spariscono tutte le differenze.

A qualche decina di megahertz e` una linea distribuita. A qualche kilohertz non fa differenza.

Un sistema che risenta di una capacita` di carico diversa come quella che puo` esserci fra due cavi, non e` di livello alto, ma e` uno progettato (parola grossa) da un incompetente totale :-).

Occhio che non ci sono solo le distorsioni non lineari, ma anche le distorsioni lineari. E poi la cosa piu` importante (l'ambiente), come dici, viene spesso dimenticato. In effetti molto spesso non e` hi-fi ma my-fi :-)

Franco Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen. (L. Wittgenstein)

Franco ha scritto:

Questo l'ho pensato anch'io e infatti avrei sempre voluto fare dei test a sorpresa con amici miei appassionati da hi-fi per vedere se effettivamente, senza sapere cosa si ascolta, ci si accorge o meno delle differenza. Purtroppo su me stesso non lo posso fare :)

In effetti è la stessa risposta che ho ricevuto dal mio prof di campi elettromagnetici. Lui mi ha detto che al massimo il punto debole dei cavi può essere il connettore e la connessione dei cavi.

Forse mi sono spiegato male, ma intendevo dire che se un sistema ha le varie componenti di alto livello una di più basso livello ha un peso superiore rispetto ad un sistema tutto di componenti medi. Ad esempio (spero che calzi) in una Formula 1 non usano certo le stesse mescole per le gomme delle macchine sportive di serie.

Si lo so, ma penso che la timbrica caratteristica ad esempio di una chitarra distorta sia dato da una distorsione di tipo non lineare.

Ciao Giovanni.

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