L'avevo lasciato sottinteso anche perché in quasi tutti gli amplificatori (con l'eccezione di quelli a ponte): l'alimentatore è *parte integrale* del circuito di uscita dell'amplificatore. Ed è appena il caso di ricordare che sugli alimentatori tra "audiofili" le corbellerie si sprecano... c'era su TNT audio, qualche tempo fa una "monografia" sugli alimentatori che costituiva una buona raccolta delle "non-conoscenze" che girano in merito in quell'ambiente. Non che da questa parte della barricata si sappia sempre necessariamente tutto (anzi, e lo dimostrano le reiterate richieste di chiarimento su questo o quel modo di alimentare le cose, se è sicuro, se non brucia niente, se non si fanno frittate...) ma almeno si evita di buttare in filosofia cose che con la filosofia non c'entrano un tubo.
Ciao! Piercarlo
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
Didn't find your answer? Ask the community — no account required.
D
Daniele!
Jaco the Relentless ha scritto:
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
D
Daniele!
DEVE andare in macchina! Cmq il SMpS sarà fatto a regola d'arte... Quello che deve uscirn fuori sarà un amplificatore Hi-End Car!1!
Ho sentito MOLTI pareri su questo ampli e NESSUNO ne ha parlato male! Cmq se ti interessa ne ho una versione praticamente identica MA con una retroazione! se ti interessa posso mandartela in mail e mi dici cosa ne pensi!
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
P
Piercarlo
Jaco the Relentless ha scritto:
cinese :
specialmente sui
mio
lo
Non è necessariamente così schifoso. In effetti le sue distorsioni dovrebbero aggirarsi sullo 0,5 per cento o, con un po' di fortuna, anche intorno allo 0.2.
I problemi reali sono altri, praticamente tutti derivanti dalla soppressione della retroazione che, pur portandosi con sé i suoi vizi (veri o presunti che siano: lascio ad altri litigarci sopra!) si porta via anche le sue virtù.
La prima conseguenza è quella di dover utilizzare un'alimentazione stabilizzata ovvero, in altri termini, della retroazione spostata da un'altra parte dei circuito e sfruttata in maniera più antieconomica (vale a dire con un circuito dedicato sotto forma di stabilizzatore).
Altre conseguenze le si hanno sulla costanza delle prestazioni, soprattutto nei confronti della deriva termica dei finali, che vanno a inficiare un po' di cose (corrente di riposo, punto d'incrocio, carico presentato all'amplificatore di tensione ? ma quest'ultimo dovrebbe essere il meno dei problemi) e che ancora una volta richiedono l'intervento della fortuna per tenere le cose a posto. La distorsione d'incrocio potrebbe addirittura arrivare a dipendere dalle correnti d'aria... Salvo che il tutto non venga fatto funzionare in classe A naturalmente, cosa che, se obbligata, la ritengo tutto tranne che un pregio del circuito.
Eh sì, sulla carta le cose sono sempre più belle che nella realtà...
Ciao! Piercarlo
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
D
Daniele!
X la deriva termica ci sono i 4 diodi (quelli in serie) che vedi nel circuito... servono a quello!
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
D
Daniele!
Stanne certo che quella capacità (specie se ottenuto usando buoni condensator a basso esr...) non guasta...
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
P
Piercarlo
Daniele! wrote:
Già tenuto conto... Non esiste attualmente nessun sistema di sensing della temperatura dello stadio di uscita (a diodi o a moltiplicatore di VBE) *discreto*, cioè con i sensori di temperatura *esterni* ai chip dei transistori di potenza, che sia in grado di correggere in tempo reale la deriva termica. Su un arco di tempo medio (minuti o anche decine di minuti: dipende dal montaggio meccanico e dalla massa del dissipatore) ci riescono (non sempre bene ma ci riescono) ma in tempo reale no. Tieni poi conto che questi sistemi variano, e di parecchio, il loro responso a seconda della stagione. Mi sono ritrovato alle volte, tra estate e inverno, variazioni della corrente di riposo anche del 200%, soprattutto quando lo stadio di uscita è uno stadio composto (come è pure il caso di questo amplificatore) e quando le correnti di riposo sono appena un po' più consistenti dei minimi teorici da classe B "pura". Oltrettutto non è neppure costante la modalità di risposta: a parità di transistori, montaggio, dissipatori, elementi di sensing ecc. ti puoi ritrovare per una gamma di correnti di riposo (le più basse per quello che ho rilevato finora) un responso negativo (il sensore riesce ad "anticipare" l'escursione termica e la sovracontrasta, diminuendo la corrente di riposo con l'aumento della temperatura) mentre con correnti tipicamente "audiofile" (oltre i 100 mA) il responso tende ad essere quasi sempre più o meno marcatamente positivo (il sensore rimane sempre in "ritardo" nel compensare l'aumento di corrente di riposo che, pur venendo limitato - e ci mancherebbe! - tende comunque a salire, e neppure di poco: probabilmente è questo, se ce n'è uno, il motivo per cui tanti finali a stato solido "caldi" suonano un po' meglio degli stessi "freddi" - anche se non è una regola: ne esistono molti che si comportano in maniera esattamente opposta - ovvero il finale si spinge di quel tanto in classe A da divenire effettivamente un classe A per tutta la gamma di potenza dei segnali di "dettaglio" del messaggio musicale - diciamo tra i 50 mW e i 500 mW).
A quel che ne so, l'unico modo di "fermare" veramente la deriva termica è un servocontrollo sulla corrente di riposo che richiede la sua brava controreazione tra riferimento e variabile controllata. Insomma, ancora una volta, la retroazione esce dalla porta per rientrare dalla finestra...
En passant: se ti vai a vedere le "quiescent currents" in funzione della temperatura di quasi tutti gli integrati audio analogici scoprirai da te che, nonostante una situazione circuitale ottimale quant'altre mai per "marcare stretta" la deriva termica, questa continua comunque a sussistere. Figurati in un circuito discreto dove, per sopramercato, vi sono pure problemi di inerzie termiche legate al dissipatore, ai contenitori di transistori e agli stessi elementi utilizzati come sensori. Insomma, se si comincia a pelare le cipolle è dura non piangere...
Ciao! Piercarlo
PS - Se ti interessa, mi pare che proprio la Sanken, in collaborazione con Pioneer, avesse prodotto delle coppie particolari di finali con diodo sensore incorporato. Prova a cercarne i dati: in linea di massima sono equivalenti alla coppia 1302/1381 (come, del resto, ormai quasi tutta la gamma di finali per bassa frequenza prodotti dai giapponesi - sono peraltro rimasti gli unici, gli altri ormai se ne sbattono alla grande!)
P
Piercarlo
Mha, ho i miei dubbi. In ogni caso prova a cercarti in rete le curve che mostrano l'andamento dell'impedenza di un elettrolitico rispetto alla frequenza e avrai qualche sorpresa. Il basso ESR è importante negli alimentatori switching per ottimi motivi (surriscaldamento, durata e anche possibili "botti") ma a parte questo gli elettrolitici rimangono comunque delle schifezze. Servono giusto come "tank" di energia e in questo contesto vanno intesi. Se si comincia a pensarli come condensatori utilizzabili *comunque* come tali si rischiano un po' di sorprese, anche spiacevoli.
Da ultimo, in un amplificatore audio l'ESR non incide praticamente in nulla e, di fatto, non migliora nulla... Su it.hobby.hi-fi, prima dell'invasione dei talebani, avevo già fatto un discorso del genere, e sulle sue ragioni di fondo, uno o due anni fa...
Ciao! Piercarlo
J
Jaco the Relentless
Se riesci a fare un alimentatore a commutazione del genere, che deve dare tutta quella corrente (visto che devi buttarne via molta per far uscire qualcosa di decente da quell'ampli....che l'unica salvezza penso sia farlo lavorare in classe A), senza controreazionare...... non ti esplode niente e ti dura un po'...sei un fenomeno!
Considerami uno di quelli. Il mio parere su quell'ampli è che una ciofeca, è un circuitino che fanno studiare alle superiori (ho fatto l' ITI e posso confermare) e merita poca considerazione
Beh, non puoi controreazionarlo così, senza toccare altro.....prima devi farlo guadagnare MOLTO di più, altrimenti con la reazione rischi di peggiorare le cose (quindi lavora sullo stadio di ingresso in particolare). Inoltre comincia a pensare a modificare la polarizzazione, che fatta così non può stare ferma....anche con un rozzo moltiplicatore di VBE, magari piazzato sull'aletta dissipatrice, in modo da avere una qualche controreazione termica. Insomma.....te la voglio dire tutta.....qui ci sarebbe quasi da ripartire daccapo! Forse l'unico che si salva è lo stadio di uscita, ma polarizzato in quel modo non mi piace per niente.....
Inoltre vuoi metterlo in macchina.....andiamo dalla padella nella brace...... ti serve un circuito stabile, non uno come questo che magari ti funziona bene solo la mattina quand'è freddo, e come alza la temperatura comincia a fare schifo.....dai....... finchè li teniamo in casa va tutto bene, ma i criteri per la progettazione di ampli car sono altri, e la cosa più da considerare è proprio la variazione di temperatura .... senza considerare il rendimento!!! Quando cominci a buttare via centinaia di watt, potrebbe romperti le scatole nella progettazione dell' SMPS, e, se mettiamo butti via 100W di polarizzazione.....sulla linea a 12V hai quasi 10A continue, non è bello !!!!
Ciao
------------------------------------
Per.Ind. Jaco the Relentless :-P
cgaudiolaboratories@interfree.it
http://cgaudiolaboratories.interfree.it/
------------------------------------
J
Jaco the Relentless
Supply,
Non sono d'accordo, assolutamente. Tutta quella capacità, a mio parere, serve solo a far del male all'alimentatore.
guarda questo finale :
formatting link
sono 100+100W abbondanti per canale.....l'alimentatore è comune e ha 10000uF per ramo. Il ripple alla massima corrente richiesta viene ammazzato dal PSRR dell'ampli..... e l'alimentatore non soffre.
L'ho venduto (non ti dico a quanto) ed il compratore è molto soddisfatto
Ciao
------------------------------------
Per.Ind. Jaco the Relentless :-P
cgaudiolaboratories@interfree.it
http://cgaudiolaboratories.interfree.it/
------------------------------------
P
Piercarlo
i3hev, mario held ha scritto:
possa
per
Nel caso dello stadio finale è proprio Hfe (o meglio il suo andamento con la corrente) a influenzarne maggiormente le sue prestazioni mentre la transconduttanza, salvo che intorno alla zona di incrocio, non incide praticamente per nulla. Questa è l'unica parte di un amplificatore in cui, per le sue particolarità, potrebbe avere un minimo di senso parlare di "suono dei transistori" proprio perché li costringe ad esibirsi nel loro lato peggiore.
Ciao! Piercarlo
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
I
i3hev, mario held
Piercarlo ha scritto:
perché?
... e riperché?
Il finale, tipicamente, è una coppia complementare di emitter follower, nei quali l'unica cosa che condiziona significativamente la differenza tra ingresso ed uscita, che io sappia, è proprio la transconduttanza - a meno che, naturalmente, il driver non sia insufficiente per fornire la corrente di base richiesta... e sempre che non ci sia qualcosa che mi sfugge :-o
Ciao.
73 es 51 de i3hev, op. mario
it.hobby.radioamatori.moderato
http://digilander.libero.it/hamweb
http://digilander.libero.it/esperantovenezia
P
Piercarlo
Scusa il ritardo con cui ti rispondo ma solo oggi ho potuto dare un'occhiata decente a ciò che "si dice" in NG! :-(.
Per il primo quesito. Lo stadio di uscita a emitter follower di un finale non fa altro che "moltiplicare" la resistenza di carico collegata sull'uscita (l'altoparlante) da far "vedere" all'ultimo stadio amplificatore di tensione (che è, sotto quasi tutti i punti di vista - escluso in pratica solamente la sua capacità di erogare corrente - il "vero" amplificatore dell'amplificatore :-). In queste condizioni è Hfe e non gm (che viene fortissimamente degradata dal carico che di fatto rappresenta una resistenza di emettitore - reattiva, non lineare, balorda come poche - per entrambi i finali) che gioca il ruolo principale; con il suo variare, fa variare anche il valore del carico visto dall'amplificatore di tensione, con tutto ciò che ne consegue. Ed è proprio a causa di questo comportamento che lo stadio finale infonde, tra tutti gli stadi, il contributo più "transistorico" alle prestazioni di un finale audio. E, per inciso, è praticamente il solo aspetto che possa essere realmente migliorato (ma non senza contropartite) dall'utilizzo come dispositivi di uscita dei mosfet al posto dei bipolari.
Personalmente nei miei amplificatori ho preferito risolvere la questione in un altro modo (suggerito peraltro anche da D. Self nei sui scritti): far lavorare l'ultimo amplificatore di tensione su un carico noto, costante e soprattutto resistivo e bufferizzarlo con un emitter follower in classe A dalla circuiteria di ingresso dello stadio finale (compresa quella di polarizzazione) lasciando quest'ultimo libero di fare tutte le bizze che vuole... a casa sua. Il risultato è stato da una parte l'ottenere amplificatori che si comportano (o "suonano") sempre allo stesso modo con qualunque tipo di carico e dall'altra... il farmi perdere ogni interesse per ulteriori ricerche in merito: non vi era più nulla di verwamente migliorabile!
Per il secondo quesito. La transconduttanza propria dei finali incide solo nella zona intorno all'incrocio proprio perché è il solo punto in cui essa può divenire minore della conduttanza rappresentata dal carico, inserendo di fatto una resistenza in serie all'uscita che deve poi essere contrastata dalla retroazione (che, come tutte le medicine, va usata in giuste dosi: né troppa, né troppo poca). E' appena il caso di notare che questo comportamento rende ancora più aleatorio il già aleatorio discorso della "corrente di riposo ottimale": una corrente ottimale (che minimizzi la distorsione di incrocio) per un carico non lo è più per un'altro (minore o maggiore) e una corrente ottimale per un carico resistivo non lo è per un carico reattivo; e una corrente ottimale per un carico reattivo (un diffusore) non lo è altrettato per un altro carico reattivo (un diffusore diverso)... e così via. Tutto questo viene solitamente ben coperto dalla retroazione; togliendo questa non so bene dove si vada a finire ma non mi stupirei del fatto che in queste circostanze un finale "eufonico" si degradasse senza tanti complimenti a un finale "citofonico".
Voglio chiudere con una "strappata di orecchi" a quanti vanno a cercare "prestazioni esoteriche" spendendo inutilmente barche di soldi in componenti presunti "esoterici". Il vero "esoterismo" di un buon circuito (di qualunque genere, non solo audio) sta nell'intima comprensione di ciò che il circuito sta REALMENTE facendo dal punto di vista fisico e regolarsi di conseguenza: non serve a niente spendere soldi in componenti "top" o "fighi" se poi si trascura come essi potranno e dovranno comportarsi nei circuiti in cui li si andrà concretamente a impiegare. Le ruote di una Ferrari montate su una Panda non trasformano questa in una Ferrari: la trasformano semplicemente in una Panda inutilmente costosa... Non dico di scendere ai miei livelli che, spilorcio per necessità, cerco di farmi andare bene anche gli AC128 quando li recupero in giro, ma neppure di esagerare dalla parte opposta!
Ciao! Piercarlo
I
i3hev, mario held
Piercarlo ha scritto:
non c'è nulla di cui scusarsi, ciascuno ha i propri impegni... ;o)
si certo, tutto questo è vero (e noto), ed è il motivo per cui avevo specificato che il driver deve essere in grado di fornire al finale la corrente richiesta - ma è un problema del driver, non del finale: se il guadagno dei finali è basso, semplicemente il driver dovrà fornire più corrente, tutto qua. Per inciso, non mi è chiaro il tuo accenno alla degradazione (?) della gm, che dipende praticamente solo dalla (temperatura e) corrente di collettore dei finali, non dal carico :-o
tranne forse il consumo... :o)) comunque, è un'idea interessante!
be', insomma.... questo sarebbe vero se il carico non avesse zeri e/o minimi dell'impedenza, cose che invece purtroppo ha, ed in numero imprevedibile... :o/
diciamo che mi stupirei del contrario ;o)
allora, fatti una risata: li ho visti recentemente impiegati appunto in un oggetto "esoterico"; pare che l'ultima moda sia il germanio... e che prezzi! >:o)))
Ciao!
73 es 51 de i3hev, op. mario
it.hobby.radioamatori.moderato
http://digilander.libero.it/hamweb
http://digilander.libero.it/esperantovenezia
P
Piercarlo
i3hev, mario held wrote:
Stavolta rispondo un po' più celermente! :-)
"Degenerazione" andava forse meglio di "degradazione". Comunque tu continui a vedere una "gm" che in questo caso è ininfluente per il buon motivo che essa viene resa "invisibile" (trascurabile) dal carico all'uscita che va a inserirsi IN SERIE agli emettitori dei finali e di fatto ne definisce la conduttanza dell'intero circuito di uscita. Supponendo una corrente di riposo di 100 mA, una qualunque coppia di finali esibirà all'incirca una "Re" propria di circa un ottavo di Ohm (due giunzioni in parallelo) che, finendo in serie a RL praticamente "sparisce" e diviene ininfluente, lasciando la "piazza" soltanto ad Hfe che funge da moltiplicatore di RL+Re verso l'amplificatore di tensione. In realtà devi poi anche aggiungere le solite resistenzucole di emettitore (da 0,15 a 0,33 Ohm solitamente) che, se da un lato peggiorano leggermente l'impedenza di uscita propria della coppia di finali (che però va sempre in serie all'impedenza di uscita dell'amplificatore di tensione "demoltiplicata" da Hfe - è esattamente l'altro lato della frittata...), dall'altro danno un'altra botta a rendere trascurabile l'influenza di gm, soprattutto al crescere della corrente di uscita. E' ovvio che "dentro" il transistore la gm continua a esistere ma è nell'intero circuito che essa cessa di giocare un ruolo utile (di inutili e dannosi ne può invece giocare se si mantiene sufficientemente alta ad alta frequenza, dove con l'aumento dell'influenza delle induttanze parassite sulle aliemntazioni può contribuire a innescare autoscillazioni distruttive - ma è più un problema dei Mosfet, che in questo caso odio cordialmente, che non dei bipolari)
Il consumo è giusto quello di un transistore di segnale in più. L'emitter follower va al posto normalmente occupato dall'amplificatore di tensione (e quindi si smazza direttamente tutto il circuito solito: rete di bootstrap o generatore di corrente, moltiplicatore di Vbe, basi dei finali, carichi riflessi ecc.). All'amplificatore di tensione viene invece fatto vedere un carico resistivo (opportunamente dimensionato in modo da sovrastare l'influenza dello stadio di uscita che comunque, pur ulteriormente "demoltiplicata" dall'emitter follower, continua ad esistere). I pro di tutto questo consistono in un guadagno ad anello aperto più costante, che si sviluppa su un carico resistivo - decisamente più "sicuro" del carico di uscita riflesso attraverso il beta dei finali - e che pertanto consente anche di essere un po' meno "assassini" con le compensazioni (il roll-off del polo dominante lo si può piazzare anche al di sopra dei due kHz, garantendo così una controreazione più costante su una banda di frequenze acusticamente abbastanza critica - quella grosso modo della voce umana). Il contro, oltre allo stadio in più, consiste in un guadagno ad anello aperto parecchio minore (diciamo non più di 60 dB) che, ovviamente, costringe a prendersi cura di altri aspetti solitamente "nascosti sotto il tappeto" (in primo luogo reiezione ai disturbi di alimentazione e, più secondariamente, linearità generale dell'intero circuito che va curata con un occhio in più - in proposito valgono comunque le considerazioni che si trovano già in D. Self). Il primo di questi problemi l'ho risolto (con ottimi risultati) stabilizzando o alimentando in maniera più curata tutta la parte dell'amplificatore che tratta essenzialmente segnale (quindi tutta la parte che precede lo stadio di uscita). Ne risente un po' l'efficienza (ci si scorda le escursioni di uscita prossime alla Vcc) ma non è che sinceramente me ne fregasse più di tanto: per quello che sono le normali potenze d'uso in ambito domestico (al più un quarto della potenza massima) la parola "efficienza" è solo una sciacquatura di gengive. Se si vuole "efficienza" l'unica strada è andare su un classe D a commutazione - ma non è certo roba da dilettanti (sicuramente non è roba per me!).
Tutto quanto sopra è, beninteso, il frutto di scelte un po' "ideologiche", basate anzitutto sulla convinzione che l'orecchio è tanto più insensibile a disturbi e distorsioni quanto più queste si mantengono costanti come composizione, livelli e rapporti con il messaggio che inteerssa riprodurre. Per dirla in un altro modo, più un disturbo è "grigio" e invariante e meno tende a farsi notare sul più bello; lo si può constatare quotidianamente in qualunque impianto siano presenti livelli non eccessivi (quindi "mascherabili") di ronzio o fruscio. Peraltro tutti gli amplificatori che ho trovato incondizionatamente "buoni" si sono sempre distinti, prima che per altre caratteristiche magari più "reclamizzate", proprio per l'effettivo conseguimento di due requisiti che, pur di "base", nella pratica tanto di base non sembrano essere: un eccellente rapporto segnale/rumore e una risposta in frequenza effettivamente piatta e neutra in grado di rendere un amplificatore, durante la riproduzione della musica, "invisibile" come dovrebbe sempre essere.
OK ma in media l'influenza di gm rimane comunque trascurabile (con carichi dagli sfasamenti ragionevoli). Inoltre, tenendo conto delle resistenze di emettitore solite sull'uscita dei finali, la cosa cessa di avere influenza non appena le correnti di uscita si fanno un po' consistenti - diciamo dal mezzo ampere in su, corrispondenti alla spaventosa potenza di uscita di 1 Watt su 8 Ohm...
...eppure sembra che molti finali "citofonici" vengano ammirati per "dettaglio" e "realismo"... Forse, con lucine e tutto, richiamano alla mente qualche genere di "citofono erotico" ("scala A, piano 7, interno
37..."). Si raccomanda il rosso caldo fioco e... roco ovviamente ;-)
Avevo il sospetto che prima o poi ci avrebbero provato... ;-) Secondo te, con una quarantina di "Ge-Alloy" assortiti posso mettermi nel "business"? :-))).
Ciao! Piercarlo
PS - i3hev è la tua sigla di radioamatore vero? Perché prima di arrivarci mi ero lambiccato sul suo significato "fisico": "h" x "ev" e "i3" non sapevo cosa cavolo volesse dire!... ;-)
P
Piercarlo
i3hev, mario held wrote:
Eh, con i tempi che corrono alle volte preferirei... nel mio settore (arti grafiche, fotolito e affini) tira veramente brutta aria...
Se un amplificatore BF si trova a lavorare su un carico risonante può solo raccomandarsi al padreterno, su questo non ci sono dubbi. Fortunatamente la maggior parte dei diffusori non arriva ad essere così brutale (ma molti ci si avvicinano di brutto, lo ammetto).
Forse è qui l'origine dell'equivoco. Il problema non sta tanto nell'azione di Hfe inteso come guadagno di corrente nudo e crudo; al riguardo è sufficiente (con reti bootstrap o con generatore di corrente come carico attivo dell'amplificatore di tensione) garantire che la corrente di riposo dell'ampli di tensione sia giusto un po' superiore alla massima corrente richiesta dai finali (che sono ormai quasi sempre dei darlington: se non sono "integrati" tipo BD680 e simili lo sono comunque "discreti") e ti togli il pensiero di torno. Il problema sta nell'azione di Hfe come "moltiplicatore" del carico di uscita che, a causa delle sue variazioni, può provocare (e provoca) un bel po' di casini.
Infatti non lo è. La soluzione è stata riproposta altrove con il pomposo nome di "triple emitter follower" la cui differenza principale è di spostare la bufferizzazione dal lato dell'amplificatore di tensione al lato dello stadio di uscita vero e prorpio (raddoppiando i transistori).
Vale quanto detto sopra: si spera che chi progetta diffusori abbia sentimenti cristiani nei confronti dei possessori di amplificatori.
In effetti è così; d'altra parte però va sottolineato che esso, dal punto di vista dei consumi e delle dissipazioni, prende semplicemente il posto di un transistore che c'è già. Nel complesso non cambia molto: un transistore "mulo" lo devi utilizzare comunque; cambia soltanto il "come".
Qui occorre aprire una parentesi. Il carico di lavoro dell'ultimo amplificatore di tensione di un finale (ma anche di un operazionale) è in pratica definito da tre componenti: il carico di uscita "moltiplicato" dal beta dello stadio finale (e qui vi metto una pulce: vi siete chiesti come mai il guadagno open-loop di un operazionale venga specificato solo per valori superiori ad un carico minimo? - solitamente un paio di kOhm), la componente "hoe" del transistore amplificatore di tensione e infine il carico attivo di quest'ultimo costituito da una rete bootstrap (nei circuiti più anzianotti) o da un generatore di corrente (soluzione oggigiorno più usuale che ha peraltro il grosso vantaggio di avere lo stesso comportamento a qualunque bassa frequenza, cosa che invece il bootstrap, a meno di non utilizzare condensatori esagerati - che poi è quello che si è costretti a fare - non ha). Queste tre componenti definiscono anche il "tetto" massimo del guadagno open-loop ottenibile da un finale. Di esse il carico moltiplicato dal beta è l'unica componente effettivamente variabile (e responsabile, in alcuni casi, della famosa "febbre autodistruttiva" che affligge certi amplificatori in assenza di carico: semplicemente il guadagno open loop raggiunge un livello troppo alto rispetto alle compensazioni adottate rendendo instabile l'intero l'amplificatore; questo è peraltro un problema che il tipo di soluzione da me proposta elimina alla radice in quanto il guadagno open-loop del circuito diviene sì più basso ma anche largamente indipendente dalle variazioni del carico - e non è un vantaggio da poco!). Il valore complessivo di questo carico "attivo" vale all'incirca quanto l'inverso di 2*Hoe del transistore amplificatore di tensione (tanto per dare i numeri, circa 15-20 kOhm senza carico collegato e più o meno 7-8 kOhm con il carico collegato) che, supponendo una corrente di riposo tipica di questo stadio compresa tra i 10 e i 15 mA (con una gm media che gira intorno al mezzo siemens) fornisce guadagni ad anello aperto per il solo amplificatore di tensione piuttosto elevati (compresi grosso modo tra mille e tremila) che viene ulteriormente moltiplicato dal guadagno dello stadio di ingresso. Il tutto conduce ad un guadagno open-loop solitamente compreso tra gli 80 e i 100 dB... abbastanza da far tremare i polsi!
Facendo invece lavorare l'amplificatore di tensione su un carico resistivo con tensione di riposo pari a metà Vcc il suo guadagno si riduce drasticamente: un simile amplificatore alimentato a 40 Volt (20+20 Volt duali, tipici di un amplificatore domestico "civile" da
15-20 Watt su 8 Ohm) ha, per una corrente di riposo di 10-15 mA, un guadagno di non più di 100 - ovvero 40 dB - che moltiplicati per il guadagno dello stadio di ingresso (in media 20 dB) conduce appunto ai 60 dB massimi (sperabili...) da me riferiti in precedenza. E' appena il caso di notare che, facendo lavorare l'amplificatore di tensione finale in questo modo, è praticamente escluso in partenza l'utilizzo di uno stadio di ingresso a JFET, salvo che non lo si faccia lavorare su un carico attivo (current mirror).
Non so se sono stato chiaro. L'ora è tarda e la lucidità si attarda...
E ce ne sarebbe da dire sull'azione di questo benedetto filtro! Ma vallo a dire ai talebani di it.hobby.hi-fi...
Vero! Provato a collegare all'uscita di una radiolina da mezzo watt una delle mie casse. Se la cavava, urca se se la cavava! Con distorsioni accettabilissime.
Ci avevo pensato anche a quel business... ma non ero riuscito a decidermi tra l'olio per friggere patatine e quello avanzato dalle scatole di tonno esselunga... Comunque sono business che non ho la giusta indole per intraprenderli: troppo forte è la tendenza a scoppiare a ridere in faccia alla gente, tsk, tsk...
Meno male! ;-)
Ciao... a domenica prossima! :-) Piercarlo
I
i3hev, mario held
Ciao Piercarlo,
Piercarlo ha scritto:
mi sembri ottimista...
basta che l'impedenza di uscita del driver sia sufficientemente bassa, e questo effetto non c'è più... in realtà, secondo me, tutti i problemi nascono dal tentativo di risparmiare sul driver >:o)
be', il senso si è capito :o)
mai bazzicato da quelle parti ;o) ma non è escluso che uno di questi giorni mi ci faccia un giretto.
secondo me, meglio il secondo: i sali del mare gli conferiscono una timbrica decisamente più frizzante, mentre il primo fornirebbe una timbrica ovattata, un po' pastosa, a causa dei troppi amidi assorbiti... >:o)))))) Ciao!
73 es 51 de i3hev, op. mario
it.hobby.radioamatori.moderato
http://digilander.libero.it/hamweb
http://digilander.libero.it/esperantovenezia
P
Piercarlo
i3hev, mario held ha scritto:
O almeno ci provo... :-(
bassa, e
In effetti il problema VERO è proprio questo. Con l'aspettativa che tanto la retroazione mette a posto più o meno tutto si va a fare gli sparagnini anche su cose che, in altre condizioni, verrebbero riguardate un po' meglio. Ma anche questo è progresso (veramente: altrimenti ci sogneremmo tutti la possibilità di ascoltare musica con una fedeltà decente a prezzi "possibili").
Meno male! :-)
Attento che è un NG un po' hard... ma non in senso "buono".
Ho trovato il mio business! Impianterò una stazione marittima con bagni e sabbiature per amplificatori reumatici! :-))
Ciao! Piercarlo
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
I
i3hev, mario held
Piercarlo ha scritto:
:o)
diciamo piuttosto che è industrializzazione... comunque, sul fatto che l'industrializzazione aumenti la disponibilità del prodotto non hai certo torto: diciamo che per avere la disponibilità si deve accettare una certa riduzione del valore, ma qualcosa è pur sempre meglio di niente ;o)
ecco, adesso mi hai fatto incuriosire ancora di più :o) Peraltro, di solito prima di scrivere lurko Ho trovato il mio business! Impianterò una stazione marittima con
ok, buona idea; e non dimenticare che, per ogni timbrica frizzante e/o spumeggiante, mi dovrai versare una royalty... :o)
Ciao, a presto!
73 es 51 de i3hev, op. mario
it.hobby.radioamatori.moderato
http://digilander.libero.it/hamweb
http://digilander.libero.it/esperantovenezia
P
Piercarlo
(...)
Ma certamente! :-). E se riesci a sopravvivere alla "lurkata" a "quel" NG facci sapere! ;-)
Ciao stammi bene! Piercarlo
Join the Discussion
Have something to add? Share your thoughts — no account required.
Didn't find your answer?
Ask the community — no account required
Report Content
You are reporting this content to the moderators. They will look at it
ASAP.