[neofita] Costruire una calamite con un solenoide

Sep 25, 2011 31 Replies

Claudio_F ha scritto:

Non ho capito, io intendevo che la corrente circola intorno al nucleo cilindrico percorrendo traiettorie che all'incirca sono circonferenze che giacciono in piani ortogonali all'asse del cilindro, e concentriche con l'asse, traiettorie percorse tutte nello stesso verso.

Anche qui non ho capito cosa intendi, e' chiaro che nel primo caso, quello con il filo rettilineo che "porta indietro" la corrente, ci sara' anche un contributo al campo dovuto alla corrente che scorre nel filo, ma questo contributo sara' nel complesso piccolo e trascurabile per quanto riguarda il funzionamento dell'elettromagnete.

Ciao

Giorgio Bibbiani

Claudio_F ha scritto:

Piccolo suggerimento: Cerca da qualche elettricista un vecchio campanello tipo ronzatore o apriporta elettico: la bobina e' di filo smaltato adatta in genere a 12 Volt c.a., quindi in corrente continua "attirera'" probabilmente gia' con 4-6 volt; eventualmente togli qualche spira. Se poi sul cartoccio della bobina sono scritti numero spire e diametro filo hai in mano i dati di calcolo. Buon lavoro, Piero

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Se fai due strati in andata ritorno non avrai molto campo anulare intorno all'avvolgimento. Se invece fai un solo strato o due strati con un "a capo" avrai un debole campo anulare intorno all'avvolgimento, come se fosse un filo dritto lungo come la lunghezza dell'avvolgimento.

L'effetto e` minimo, ma in alcuni casi non trascurabile. Ad esempio nel caso di filtri fatti con due induttori su nucleo toroidale (la migliore scelta per non avere flusso disperso), se l'avvolgimento non e` fatto correttamente si ha un accoppiamento "inspiegato" dei due avvolgimenti.

Capita molto di rado, ma fa parte di quelle cose che bisogna avere nel toolbox delle conoscenze se si lavora in compatibilita` elettromagnetica.

Franco Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen. (L. Wittgenstein)

Giorgio Bibbiani ha spiegato il 25/09/2011 :

Ho provato ad avvolgere un filo in rame (coperto di isolante), sottile, credo, circa 1mm di diametro, su una vite lunga 35mm, spess. circa 0,6mmm ed ho alimentato con una pila da 1,5V....sorpresa: la pila si e' riscaldata dopo pochi secondi come anche la rudimentale elettrocalamita...ho dovuto togliere le mani mi stavo scottando...

Considerzioni?

PS

Per fissare l'avvolgimento del filo sulla vite, ho ricoperto l'avvolgimento con del nastro isolante.

Ciao a tutti Pippo

Pippo ha scritto:

Tutto normale, hai semplicemente messo in cortocircuito la pila, cioe' la resistenza di quel filo e' talmente bassa da far circolare una corrente cosi' elevata da riscaldare filo e pila stessa.

Un consiglio, per il nucleo sarebbe meglio usare un bulloncino di ferro da 1cm di diametro, e il filo avvolto dovrebbe essere il piu' lungo possibile (anche con strati sovrapposti, cosi' hai meno corrente e meno surriscaldamento).

Pippo ha scritto:

Pila da 1.5 V di che tipo? Una vite spessa 0.6 mm?! Sarebbe meglio una vite avente diametro di diversi mm, e lunga diversi centimetri, il valore di 1 mm per il diametro del filo mi sembra eccessivo.

Chi l'avrebbe mai detto...;-) In alcuni messaggi precedenti avevo scritto che se il filo fosse stato troppo corto o spesso, ovverosia se la sua resistenza fosse risultata troppo piccola, la pila ne avrebbe sofferto, e avevo anche osservato che non avevi specificato il diametro del filo (vedo comunque che ora non hai specificato la sua lunghezza...)

La resistenza interna di una pila alcalina da 1.5 V di tipo D puo' essere dell'ordine di 0.1 ohm, una resistenza uguale si ottiene con un filo di rame di diametro 1 mm lungo 4.6 m, allora la potenza dissipata dal sistema e': P = (1.5 V)^2 / (0.2 ohm) = 11 W, che e' troppo.

OK, ma ti consiglierei di scriverci il valore _esatto_ del diametro del filo, e la sigla della pila, se vuoi che calcoliamo la lunghezza del filo tale da non distruggere la pila, e comunque sarebbe il caso di utilizzare un filo piu' sottile (qualche decimo di mm di diametro).

Ciao

Giorgio Bibbiani

Giorgio Bibbiani ha pensato forte :

Pila Duracel 1,5V AA; per il filo credo di essermi sbagliato sul diametro...il filo e' sottile, togliendo la guaina e avvolgendo i piccoli filamenti per collegarlo alla batteria, ad occhio, credo sia pochi decimi di mmm...ho messo il filo su una squadretta e si sovrappone all'incirca con la tacca dello zero.

Potrei pensare di inserire una resistenza in serie alla predetta batteria?

Ciao e grazie mille!

Ciao a tutti Pippo

Nel suo scritto precedente, Pippo ha sostenuto :

Dimenticavo..la lunghezza del filo e' circa 40 cm.

Ciao e grazie mille!

Ciao a tutti Pippo

Pippo ha scritto:

La resistenza interna di una pila alcalina AA e' ~ 0.4 ohm, un filo di rame lungo 40 cm e di diametro 0.3 mm ha una resistenza di 0.1 ohm, quindi di fatto alla pila si presenta ancora un corto circuito, dunque il filo dovrebbe essere molto piu' lungo, diciamo almeno una decina di volte piu' di ora.. Mettere una resistenza in serie serve a ridurre la corrente nel circuito, ma riduce anche il campo magnetico generato, e' invece meglio aumentare la lunghezza del filo. Forse sarebbe il caso di procurarsi del filo di rame sottile per avvolgimenti recuperandolo magari da qualche elettrodomestico rottamato, le misure fatte ad occhio possono essere ingannevoli. In ogni caso mettere un filo lungo non fa male, se il filo invece e' troppo corto come hai visto possono insorgere danni.

Ciao

Giorgio Bibbiani

Sembra che Giorgio Bibbiani abbia detto :

Un filo di una decina di volte piu' lungo equivale a circa una resistenza di 1 ohm; se metto in serie(al filo da 40 cm di lungh.) una resistenza di circa 1 ohm non ottengo lo stesso effetto?

Ciao e grazie mille!

Ciao a tutti Pippo

tanti anni fa quando andavo alle professionali in 2° anche io studiavo l'elettromagnetismo e a casa mi venne voglia di produrmi una elettrocalamita...

allora presi un semplice chiodo di diametro circa 0,6 e lunghezza 10 cm.

ci avvolsi intorno 20 metri di filo di rame telefonico del diametro ad occhio del 0,1 mm2 e fermai tutto con il nastro isolante.

poi gli detti tensione con il caricabatterie dell'auto e scoprii che così già funzionava, ma se bettevo la batteria questa veniva esaurita in breve tempo.

allora misurai la resistenza dell'avvolgimento con il tester (non mi ricordo il valore) e mi calcolai il valore di una R da mettere in serie per limitare la tensione.

trovai la Resistenza, la inserii in serie e la calamita ora funzionava alla grande.

poi la staccai la misi via doddisfatto della mia esperienza, e me la dimenticai fino ad oggi quando ho visto questo post.

avevo 12/13 anni, facevo le professionai e non ho chiesto aiuto a nessuno per poter realizzare il mio progetto.

IMHO puoi lasciare che il tuo nipotino alle soglie dell'università si possa anche un po arrangiare da solo.

ciao.

Lo

Pippo ha scritto:

Ottieni lo stesso effetto, ma come avevo gia' scritto: "Mettere una resistenza in serie serve a ridurre la corrente nel circuito, ma riduce anche il campo magnetico generato, e' invece meglio aumentare la lunghezza del filo", cioe' l'elettrocalamita funziona sicuramente peggio, e comunque senza conoscere il diametro esatto del filo si rischia di doversi mettere a indovinare. Tra parentesi in precedenza avrei dovuto scrivere meglio "almeno qualche decina di volte", in effetti dubito che una pila AA duri a lungo erogando una corrente di ~ 1 A (avendola a disposizione si potrebbe magari usare una pila di tipo D), quindi se vuoi provare con la resistenza parti da un valore di qualche ohm, diciamo magari 6.8 ohm 1 W. Se me lo permetti insisto nel mio consiglio precedente: procurati del filo di rame _sottile_ per avvolgimenti isolato con vernice, smontando qualche elettrodomestico distrutto (ricavandolo da un trasformatore, o da un motorino elettrico), e realizza un avvolgimento _lungo_ sul nucleo, se aggiungi spire il campo magnetico non puo' che aumentare, almeno fino al punto in cui il rapporto diametro/lunghezza diventi troppo grande, cosi' facendo otterrai il duplice vantaggio di preservare la pila da danni e di ottenere un elettromagnete efficiente.

Ciao

Giorgio Bibbiani

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