LED in parallelo

Aug 07, 2009 8 Replies

Su un numero di FE c'era un tutorial sui LED e a un certo punto ho visto uno schema che usava una sola resistenza di limitazione con più LED in parallelo:


+VCC |---\ \---|>|---\ \---|>|---\ \---|>|---\---| GND

Per dimensionare la R prendeva in considerazione la somma delle singole correnti dirette circolanti in ciascun LED (es. 4 * 20 mA)



A me la cosa mi ha un po' fatto "accappionare la pelle"...all'ITIS mi dicevano che i diodi non si mettono mai in parallelo a meno di non usare per ognuno di essi una resistenza di limitazione.



L'approccio e' un accrocco (evidentemente i LED preferiscono essere alimentati in corrente) oppure è corretto?


Conscio delle conseguenze, honest un bel dì scrisse:

E' un metodo non molto sicuro perchè la corrente circolante nei led dipende in larga parte dalle singole caratteristiche di ognuno.

IBM: I Bring Madness News 2002 [v 2.4] - [ StopDialers/PopDuster/SMTP Proxy - http://www.socket2000.com ]

Anche secondo me non va bene. Per poterlo fare bisognerebbe che i diodi fossero tutti assolutamente identici, e questo non avviene mai. O forse adesso i led vengono costruiti con tolleranze pi=F9 strette di qualche anno fa e potrebbe essere possibile collegarli in parallelo. Bisognerebbe sentire chi li costruisce.

Il giorno Fri, 07 Aug 2009 08:33:55 +0200, honest ha scritto:

Di solito il parallelo secco si usa con i LED alimentati in pwm perchè in quel caso essendo la corrente di picco più alta aumentano la resistenza serie intrinseca del diodo e quella dei collegamenti.

-- ciao Stefano

honest ha scritto:

Anche io, in passato, avevo votato per la dispersione delle caratteristiche, quando qualcuno (Piccio?) mi fece notare che, alla prova pratica, queste sono meno disperse di quanto sembri.

Puoi fare tu stesso una piccola prova pratica con un alimentatore Vcost, una resistenza, un milliamperometro (, un voltmetro) e una decina di led, "giustoper" avere una idea di quanto siano differenti i parametri.

Gi=E0 fatta. Sette LED rossi HP ultraluminosi in parallelo. Le differenze di luminosit=E0 tra l'uno e l'altro erano molto evidenti.

Dettaglio: era diversi anni fa.

Ciao

Tullio

[cut]

Confermo. I led in questione, per=F2, erano "molto uguali" e non ultraluminosi. Forse converrebbe selezionarli con un tracciacurve scegliendo quelli con la pendenza minore, distante dal diodo ideale. Il punto di lavoro andr=E0 scelto facendo in modo che variazioni piccole di tensione non comportino grandi variazioni di corrente. In questo modo le potenze nei vari led si manterrebbero abbastanza circoscritte.

Piccio.

honest ha scritto:

Bisognerebbe anche sperare che non si brucci qualche LED, altrimenti i LED rimanenti assorbirebbero più corrente magari andando oltre il limite....

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it

honest ha scritto:

o=20

n=20

In un solo caso e' corretto, quando deve essere acceso un solo led alla=20 volta (ad esempio con le uscite di un micro).

Per i diodi in parallelo c'e' anche il problema termico, se uno scalda=20 piu' degli altri inizia a condurre di piu' e finisce per assorbire tutta =

la corrente da solo... una volta avevo maldestramente parallelato due=20 alimentatori con due diodi... ottenendo un commutatore a soffio ;)

ciao Claudio_F

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