Resistenza differenziale diodo

Jul 01, 2005 11 Replies

In conduzione, uno degli schemi semplificato di un diodo puo' essere quello di una batteria avente una tensione pari a quella di soglia con in serie una resistenza differenziale.



Dalla seguente formula, deduco, che la resistenza differenziale dipende



*approssimativamente* solo dal punto di riposo e dalla tensione termica.

Quindi, per *piccole* variazioni nell'intorno del punto di riposo, avro' sempre un valore rd *costante* e pari a circa:



rd = Vt/Id (Tensione termica / Corrente nel punto di riposo)



Non credo pero', che se applico solo una tensione *continua* ad un circuito con diodo, abbia senso parlare di resistenza differenziale(visto che non vi sono variazioni di tensione e corrente nel tempo).



In tal caso, dovrei avere un circuito equivalente per il diodo, considerando *solo la tensione di soglia*, escludendo la resisetnza differenziale in serie; cadrei pero', forse, in contrasto con quanto espresso dalla suddetta formula......



Mi potete dare, se possibile, qualche chiarimento???



Ciao e grazie a tutti Pino



C'e` ed e` un circuito non lineare.

La tensione di soglia del diodo *non esiste*, e` solo un possibile modo di approssimare la caratteristica "vera" del diodo che e` sempre quella esponenziale (eventualmente piu` una resistenza in serie).

Franco Herz, mein Herz, sei nicht beklommen und ertrage dein Geschick. (H. Heine)

Il mio dubbio, era se in *continua* ha senso parlare di resistenza differenziale e se il suo valore e' giusto che sia ancora approssimativamente pari a:

rd=Vt/Id (Tensione termica / Corrente di riposo)

Ciao e grazie per la tempestiva risposta !!! Pino

no, non mi pare che abbia alcuna utilita` (senso potrebbe averne, se si definisce la resistenza differenziale con la pendenza della caratteristica del diodo: anche un punto ha una tangente con una determinata pendenza, solo che non serve a nulla saperla).

Franco Herz, mein Herz, sei nicht beklommen und ertrage dein Geschick. (H. Heine)

Supponiamo che semplico la caratteristica del diodo con una *retta* inclinata, se sono in continua, quanto vale la resistenza ...???

Ciao e grazie Pino

Per ogni punto della caratteristica hai sempre la stessa pendenza e quindi la stessa resistenza differenziale. (suppongo retta che non passa per l'origine)

Come approssimazione non e` un gran che, se poi vuoi parlare di resistenza differenziale. L'equazione del diodo e`

Vd=eta*Vt*ln(Id/Is) + Rs*Id e su questa ha senso parlare di resistenze differenziali. Sulla retta ne ha un po' meno. Il termine Rs*Id puo` anche essere omesso, dipende dal modello che usi.

Franco Herz, mein Herz, sei nicht beklommen und ertrage dein Geschick. (H. Heine)

Quindi in continua avrei rd=Vd/Id???

Infatti la formula rd=Vt/Id e' ricavata partendo dalla seguente approssimata:

Id = Is* (e^(Vd/Vt)); e derivando Id rispetto a Vd.

Cosa rappresenta Rs nella formula che hai scritto???

PS: Ne approfitto... :-))... puoi dare uno sguardo al thread "generatori dipendenti"??

Ciao e garzie miiiilllllleeeeeeeeeeeee!!!!! Pino

Se stai riferendoti alla retta che non passa per l'origine, no, non e` la resistenza differenziale. Se invece la retta passa per l'origine, e` la resistenza differenziale.

Esempio di diodo linearizzato (non metto le unita` di misura nelle formule per semplicita`, anche se la cosa non mi piace tanto):

Id= 2.5 (Vd-0.6)

Prendiamo il punto a Vd=0.8V. Se sostituisci nella relazione, trovi che Id=0.5A. Questo e` un punto in continua sulla caratteristica linearizzata del diodo.

La funzione Id=Id(Vd) ha una pendenza nel punto Vd=0.8 e se si`, quanto vale? Si` ha una pendenza, dato che e` una funzione continua e derivabile e quindi ha una pendenza pari a (derivando Id rispetto a Vd)

2.5 S (sono siemens, e` una conduttanza) ed e` la pendenza di tutta la relazione, che essendo una retta, ha ovunque la stessa pendenza (il risultato della derivata non dipende da Vd)

Il rapporto Id/Vd invece vale 0.5A/0.8V= 0.625S e si chiama resistenza apparente (valore che non e` quasi mai utile).

D'altra parte, se sei in continua e stai SOLO sul punto Vd=0.8V, non te ne frega nulla della pendenza della funzione in quel punto, anche se la funzione comunque ha una sua pendenza.

Due domande: hai gia` dato gli esami di analisi, e da che scuola superiore arrivi?

E` una resistenza parassita in serie al diodo, data dalle connessioni, dalla resistenza del silicio... A seconda del dettaglio del modello che usi la si considera o la si omette.

Alla domanda di quel thread non ho una risposta semplice e che mi soddisfaccia. Se mi viene in mente ti faccio sapere (in realta` avrei una risposta molto complicata, che spegne anche i generatori dipendenti, ma non voglio complicarti la vita)

Franco Herz, mein Herz, sei nicht beklommen und ertrage dein Geschick. (H. Heine)

Hai ragione, sono stato troppo precipitoso nel porre la domanda: mi riferivo proprio al caso in cui la retta non passa per l'origine, quindi la sua equazione sara' del tipo:

y = m*x + n

ed il tuo esempio (esposto in forma molto chiara, semplice ed

*elegante*) successivo chiarisce ogni dubbio.

Seriamente parlando...hai mai pensato di fare il prof. Universitario????

[cut]

Perito elettronico (diploma nel lontano anno scol. 80/81).

Domanda lecita, visto il mio grossolano errore... :-(((

Vedi la mia domanda del 29/06/05 su "it.istruzione.universita" avente per oggetto "Decadenza e forse possibilita' di convalida?"

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Visto il tempo che ho disponibile, *resta* solo un pensiero..., un forte *rimpianto*.. :-((( ... cmq diciamo che al momento e' *solo* un hobby...

Consigli, suggerimenti a riguardo?? Grazie miiiilllllleeeeeeee!!!

Ciao Pino

E a te sembra che per fare il prof universitario si debbano avere buone capacita` didattiche?

E` solo per calibrare meglio le risposte.

Se e` uno hobby, divertiti! e` la cosa piu` nobile che possa fare una persona :-)

Franco Herz, mein Herz, sei nicht beklommen und ertrage dein Geschick. (H. Heine)

Come in qualsiasi campo lavorativo, credo ci voglia una grande

*professionalita'*, quindi teoricamente, a mio parere, un professore deve avere ottime capacita' didattiche e soprattutto comunicative:

deve essere un *trascinatore*!!!!

In realta' poi, entrano in gioco le *raccomandazioni*, le conoscenze...ecc..., Cosa ne pensi???

Verissimo!!!!

Noto che hai *driblato* la mia domanda..:-),..complimenti,..diplomatico ed ottima capacita' di sintesi... :-)).

Cmq, anche la "professione" dello studente, potrebbe essere un divertimento.

Giusto??

Ciao Pino

Se lo e`, e` meglio, ma non sempre capita.

Ci sono raccomandazioni, certamente. A ingegneria tipicamente non sono nepotistiche, ma per merito.

Non ho dribblato la domanda: quella era la mia risposta meditata. Altri suggerimenti te li hanno dati: tutte le lezioni e gli esami sono pubblici (non i laboratori), puoi andare a seguire senza essere iscritto.

Si` e l'ho fatto a lungo :-) (anzi probabilmente lo sto ancora facendo)

Franco Herz, mein Herz, sei nicht beklommen und ertrage dein Geschick. (H. Heine)

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