Due di Picche ha scritto:
configurazione a ponte con un solo amplificatore stereo senza survoltore siete sicuri che si puo' fare?
Due di Picche ha scritto:
configurazione a ponte con un solo amplificatore stereo senza survoltore siete sicuri che si puo' fare?
Pestando alacremente sulla tastiera luca ebbe l'ardire di profferire:
L'amplificatore a ponte pilota l'altoparlante in controfase che non ha più il riferimento alla massa (e non c'è bisogno del condensatore di disaccoppiamento). In questo modo si raddoppia la Vpp d'uscita.
luca wrote in message
4604514b$0$17940$ snipped-for-privacy@reader1.news.tin.it...quindi
cerrto,il ponte si usa proprio per quadruplicare la potenza senza bisogno di survoltore,si faceva già credo più di 25 anni fa anche coi nostrani TDA2005 della ST,e probabilmente ai tempi era molto più facile che fare un efficiente e compatto survoltore
beh dai,certo che per usare i l classe A in macchina....,esistono comunque... in ogni caso c'è classe A e classe A,dal più inefficiente,quello a resistenza,a quello con corrente costante,questo si che assorbe la stessa potenza qualunque sia il volume ,a quelli mi pare con generatore di corrente variabile.Dipende da come si definisce classe A. Mi chiedo in classe A vuol dire che un dispositivo(leggi transistor ,MOS,IGBT ecc) conduce per tutto il periodo allora io mi permetto di provocare dicendo che la classe dipende da quanto è ampio il segnale,da che carico ho e da quanto sono grandi le resistenze di emettitore,nel caso di un push pull che esce di emettitore.Es. ho due bjt finali polarizzati a 10 mA su res. da 0.5 ohm.tra le basi ho 0.65+0.5*10mA+0.5 *10 mA +0.65=1.32 mV,il circuito del bias se non è particolare tiene costante questa tensione,v istantanea vi=20V sul carico da 4 ohm,ok,passano 5A.La controreazione locale o generale quindi ha fatto si che vi fosse questo segnale sull'uscita,dicendo al driver di pompare di più per compensare cadute varie.Allora 5A su 0.5 ohm generano 2.5 V di caduta,tra uscita e base del bjt npn ho 2.5+0.65=3.15V.L'altro transistor,il PNP allora si trova polarizzato inversamente b-e,dato che sulla sua Re non vi è altrettanta caduta,perchè sta pompando l'altro,l NPN,quindi il suo E è a potenziale d'uscita,ma la sua base è 0.65(caduta b_e dell'npn)+3.15-1.32 mV(mantenuti dal circuito del bias)=2.48 V positiva rispetto all'emettitore,quindi è apertissimo.Lo stesso toccherà all'altro transistor per avere 20 V in uscita.
Altro ampli,costruito allo stesso modo,stesso criterio,solo che ha Re=0.1 ohm e lavora su carico da 8 ohm segnale massimo
10V.10/8=1.25*Re=0.125+0.65=0.775 la vbe dell'altro =1.32-.0.775=0.545,diciamo che conduce un pò ancora.Volendo mi pare che questo secondo caso possa essere definito classe A,e l'altro caso classe B.
Negli ampli
No ,è più alto,penso si superi senza problemi l'85%,fanno ampli da 50 W dove il chip di potenza è grande come una moneta da 1 euro e usa giusto un pò di massa del circuito stampato per dissipare il poco calore "sprecato"
anzi mi pare vi sia una Application Note della Linear Technology in cui si riutilizza persino l'energia meccanica accumulata dal sistema elastico altoparlante -aria della cassa.
In teoria... Solo se l'amplificatore è un carro armato, come pochi se ne vedono per impianti casalinghi (curva di carico limite verticale). In pratica la potenza anzichè quadruplicare se tutto va bene triplica.
Pestando alacremente sulla tastiera "LAB" ebbe l'ardire di profferire:
Mi pare ovvio che se progetti un amplificatore che deve sopportare una determinata potenza lo progetti per lavorare adeguatamente...
se ne
ma nel commerciale se il budget per lo stadio finale è di 10 euro o meno probabilmente si fa un qualcosa che sopporti la situazione peggiore senza rompersi pur cedendo un pò in erogazione di corrente
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