Sarebbe anche interessante capire come la corrente possa ripartirsi in maniera cosi' equa tra le due prese...
E se le due prese fossero nello stesso cassetto in parallelo fra loro, per quale corrente dovrebbe essere calcolata la sezione del cavo che porta alimentazione al cassetto? E se nel cassetto ci fossero tre prese da 16A?
Qundi cavo da almeno 2,5mmq anche per la presa vicino al comodino o per quella vicina allo specchio del mobiletto nel bagno dove si attacca il rasoio elettrico?
Saluti.
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M
Muttley
"Tomaso Ferrando" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@mygate.mailgate.org...
...
Premessa: sono ormai quasi nove anni che non mi esercito più in dimensionamenti, però provo a risponderti, se qualcuno mi smentisce ne approfitto per ripassare :-) tu comunque considera che sui valori vado a memoria e di anni son passati... Detto questo la sezione del cavo va dimensionata tenendo conto di questi fattori - per legge deve essere
T
Tomaso Ferrando
A prescindere dalla normativa (che non conosco) e soprattutto senza mettere in dubbio la tua esperienza, sembra che, come sostiene qualcuno, da una presa con portata nominale di 16 A, si possano "succhiare" 16 A indipendentemente da qualsiasi altro fattore, sezione del cavo inclusa.
Cordialmente.
Tom.
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M
Muttley
"Tomaso Ferrando" ha scritto nel messaggio news: snipped-for-privacy@mygate.mailgate.org...
...
Altissima esperienza :^) anzi, più che altissima diciamo pure scolastica, ormai da più di 6 anni ho lasciato gli ampere per i byte...
Per succhiare li succhi, se però l'impianto non è fatto bene il cavo nel muro si surriscalda, rischiando di danneggiare l'impianto, ma il discorso vale anche se colleghi un altro carico, tipo stufette, forni,... Secondo me i problemi, anche ignorando le norme, sono di sicurezza e di non confondere fase e neutro (se colleghi la fase di una presa col neutro dell'altra fai un bel corto secco) su questi due punti magari potresti pensare ad un controllo elettronico. Poi c'è il fatto che il carico non si divide proprio a metà sulle due prese, ma è anche vero che stiamo parlando di elettrotecnica, e qui le tolleranze sono ben più alte dei milliampere elettronici :-)
Buona giornata,
Muttley
L
Lo
In linea teorica possiamo dire che si ripartono equamente, (non è proprio così per via dell'impedenza dei cavi che può essere minore o maggiore in uno piuttosto che in un altro) ma per linee di ridotta lunghezza si possono assumere come parametri trascurabili.
il cavo dovrebbe essere sempre in grado di portare la corrente massima che si può assorbire il carico contemporaneamente, pertanto, se ho due prese da
16 alimentate dallo stesso cavo esso dovra essere in grado di fare scorrere almeno 32 A, se le prese fossero 3 almeno 48A e così via.
In effetti si tende sempre a sovraddimensionare una dorsale (un cavo) proprio in previsione del fatto che un bel giorno molto probabilmente da dove c'è una presa se ne aggiungerà un'altra o più.
E'lo stesso principio secondo il quale in linea teorica non si dovrebbero mai usare le ciabatte che potenzialmente potrebbero sovraccaricare un singola presa.
C'è una sezione minima da adottare, ma per lo più le dorsali vanno dimensionate con un calcolo apposito che tiene conto della posa, della corrente da far scorrere, dal tipo di cavo impiegato e da altre cose, alla fine del quale stabilisci qual'è la sezione minima che ti serve, se questa risulta minore a quella stabilita dalle norme ci si deve attenere alla norma, se dal calcolo ottieni una sezione maggiore di quella minima stabilita dalla norma, devi tenere conto di quella calcolata.
In linea di massima avere una più grande sezione del filo e meglio ma non in assoluto, c'è la giusta proporzione oltre la quale, i costi aumentano inutilmente senza giovamenti per la sicurezza.
Ciao.
Lo
T
Tomaso Ferrando
Smonta un po' di prese che hai in casa, guarda la sezione dei cavi e poi vedi se la sezione del cavo che ti arriva in casa e' la somma delle sezioni dei cavi dei vari punti luce.
Saluti.
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L
Lo
Non hai capito... Stavo parlando di AMPERE cioè corrente, non di sezioni cioè mm quadri... perchè devi sapere che non ci vuole il doppio dei mm quadri per fare passare il doppio della corrente, la regola che usano gli elettricisti che dice (3 A per ogni mm quadro) e MOLTO approssimativa anzi è addirittura errata, tanto per fare un esempio, un cavo da 1,5 mm ha una portata che va all'incirca da 10 A a 13 A a seconda di com'è posato, se ad una presa arriva il filo da 2,5 è solo perchè la norma vieta di usare il filo da 1,5 mm per alimentare le prese. (per la cronaca la portata di un filo di 2,5 mm va da 18 a 20 A e in casi particolari 30 A) pertanto il tuo ragionamento non è valido.
Ciao.
Lo
L
Lo
anzi
Inoltre c'è da dire un altra cosa; è vero che a una presa da 16 A dovremmo poter prelevare tutti quanti i 16 A ma nel caso fosse così, in quel momento, posto di avere un contratto da 3 kW non potrei assorbire nulla di più. A quel punto stò usando tutta la pontenza contrattuale disponibile; quindi la sezione del cavo di arrivo o "principale" (la dorsale principale) dell'impianto è calcolata sulla base della potenza massima disponibile (sovradimensionandolo un pò ovviamente), normalmente le utenze domestiche oggigiorno vengono calcolate per una potenza installata almento di 4,5 kW, e vero che di solito i contratti domestici sono da 3 kW ma oggi giorno sono sempre di più quelli che partono con 3 kW, poi montano il condizionatore, poi si accorgono che non possono stare al fresco metre stirano o cucinano con il forno elettrico contemporaneamente, pertanto chiedono un aumento di potenza contrattuale all'ente elettrofornitore e passano al 4,5 kW se non al
6 kW, così facendo il loro impianto deve avere per forza un margine di sicurezza.
Perchè tu lo capisca basta fare il seguente ragionamento:
supponiamo che tu abbia 5 prese da 16 A in casa tua ed un contratto da 3 kW.
Ogni presa deve essere in grado di fornire da sola 16 A ovvero all'incirca puoi collegarci un carico da 3000 W.
Ma sicuramente non puoi collegare 5 carichi da 3000 W contemporaneamente perchè il tuo contratto con l'ente elettrofornitore contempla solo 3kW (3000 W) e quindi il contatore si aprirebbe.
Pertanto la sezione del cavo che ti "arriva" in casa deve essere sufficiente per 3000 W non per 15000 W (3000x5).
Di fatto viene solitamente dimensionato per potenze maggiori di 3000 W, (ma non sarebbe raro che ciò non avvenga), stà alla serietà dell'elettricista e/o alla competenza del progettista (qualora l'opera di quest'ultimo fosse necessaria), valutare opportunamente un sovradimensionamento adeguato ma non esagerato.
Progettare impianti Elettrici è il mio lavoro, spero di essermi spiegato, capisco che per chi non abbia mai studiato Impiantistica non sia poi cos' facile da afferrare.
Ciao.
Lo
L
lucky
io
in uno
Se per "equamente" intendi dire "in parti uguali" direi che sarebbe un caso davvero fortuito che si verificasse. Non c'=E8 poi ragione perch=E9 "per linee di ridotta lunghezza" la differenza di impedenza dovrebbe essere trascurabile, atteso che per la ripartizione della corrente tra due rami in parallelo conta la differenza relativa di impedenza e non la differenza assoluta. Piuttosto per linee di lunghezza ridotta, a rendere pi=F9 dispari la ripartizione, c'=E8 la maggiore incidenza di differenze imponderabili tra le due linee, come le resistenze di contatto dei vari morsetti, dei poli delle prese e dei poli degli interruttori.
e da
re
Questo sarebbe un caso particolare, in cui si richiede la contemporaneit=E0 totale dei carichi, caso piuttosto raro. Il cavo montante v=E0 dimensionato valutando la massima contemporaneit=E0 dei carichi. La sua protezione a monte deve pure essere dimensionata per la stessa massima contemporaneit=E0 dei carichi. E le singole prese che hanno portata inferiore alla massima contemporaneit=E0 dei carichi devono avere la propria protezione, di valore pari o inferiore alla loro portata.
Non =E8 affatto vero che non si dovrebbero mai usare le ciabatte, almeno per la ragione che tu dici. Una presa a muro da 16A correttamente posata deve avere conduttori dimensionati per 16A e una protezione, individuale o sul montante, da
16A. Pu=F2 quindi erogare fino a 16A in tutta sicurezza. Superando i 16A interverr=E0 la protezione, propria o di montante. Collegando a questa presa una ciabatta da 16A non si pu=F2 procurare alcun sovraccarico, atteso, ripeto, che la presa sia correttamente posata con i dovuti conduttori e protezione. Infatti se la ciabatta richieder=E0 pi=F9 di 16A interverr=E0 la protezione, propria o di montante, della presa. Se poi la presa =E8 posata male, allora il sovraccarico, dell'impianto o della singola presa, si pu=F2 manifestare, ma anche senza ciabatta.
Perch=E9 solo le dorsali? Anche le derivazioni vanno calcolate cos=EC.
Ciao.
lucky
L
Lo
Se vai a calcolarti una derivazione con quel metodo scopri (quasi sempre) che la sezione necessaria è minore di quella minima prevista dalla normativa os baglio?
Pertanto, giusto per dare un infarinatura ad un profano gli dicevo che in linea di massima le dorsali si dimensionano opportunamente mentre le derivazioni generalmente si mantengono sulle disposizioni senza scendere in calcoli alla fine dei quali nella maggior parte dei casi di derivazioni beninteso, non di dorsali arriveresti a scoprire che devi impiegare la sezione minima prevista dalla norma e non quella calcolata.
Tutto il discorso che hai fatto e che ho snippato di brutto è senz'altro vero, ma sfido io qualcuno che non è ferrato in materia ad averci capito qualcosa.
Il mio invece era un discorso un pò più "terra - terra" forse non proprio corretto dal punto di vista tecnico ma mirato sopprattutto ad essere compreso anche dai non addetti ai lavori.
Auguri.
Lo
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