Un carissimo saluto a tutto il NG !!!
Mi sono avvicinato all'elettronica da poco tempo. Al momento sto studiando giunzioni pn e BJT e c'è una domanda che mi stuzzica la fantasia....credo di aver dato una risposta, ma mi rivolgo a voi, ben più esperti di me, per diradare la nebbia!! La situazione è la seguente: un BJT di tipo npn ha la giunzione EBJ polarizzata direttamente. L'emettitore (di tipo n, quindi silicio drogato con atomi donatori che cedono un elettrone ciascuno) sarà ricco di elettroni; la base (di tipo p, ovvero silicio drogato con atomi accettori che non aspettano altro che "accoppiarsi carnalmente" con elettroni per ricombinarsi) sarà ricca di lacune. Da sola la giunzione non permette il passaggio spontaneo per diffusione dalla zona n alla p, a causa del muro di potenziale che si stabilisce ai capi della giunzione, nella zona svuotata. Ma nel momento in cui la giunzione EBJ viene, appunto, polarizzata direttamente, tale muro viene abbassato, il campo prodotto spinge le cariche dall'emettitore verso la base, determinando un flusso di corrente. Attenzione perchè ora viene il punto.....siccome la base ha un piccolo spessore, gli elettroni che in esso vengono spinti dall'emettitore non hanno possibilità di ricombinarsi....la ricombinazione avviene solo per poche cariche. Se poi al collettore applichiamo una tensione più alta di quella presente sulla base (BJT in zona attiva, ovvero giunzione CBJ polarizzata inversamente) tale campo attira a sè gli elettroni che stanno transitando nella base e quindi il BJT svolge la sua funzione di amplificazione della corrente di base. La domanda è questa.....
"E se collegassi tra loro due diodi anodo - anodo (cioè tipo così ---||--- ) avrei comunque una sorta di giunzione npn....ma perchè non funziona come un transistor?"
La risposta che mi sono dato è che il "segreto" del BJT sta nella base sottile: gli elettroni quindi, provenienti dall'emettitore, non hanno il tempo di ricombinarsi con gli atomi presenti nella base (atomi a cui manca un elettrone esterno per raggiungere la stabilità elettronica, cioè 8 elettroni sull'orbitale esterno). Invece, nel doppio diodo, si avrebbe una base di dimensioni doppie rispetto alla dimensione dell'emettitore e del collettore.
Vi pare giusta come analisi?
Ho scritto troppa roba....vi chiedo scusa.....ma mi serviva per darvi un'idea di ciò che "credo" d'aver capito del funzionamento del BJT...se trovate delle fesserie tra le mie righe, segnalatelo pure....è proprio mia intenzione imparare dai miei errori, come tutti del resto.
Grazie mille.
Daniel C. Kawinsky