Impianto fotovoltaico stand alone

Dec 18, 2012 43 Replies

Sì, certo. Si chiama impianto a isola. Batterie ricaricate con pannelli solari. Alle stesse batterie colleghi un inverter per creare i 220V.

Enel cosa può dirti? Non hai fatto niente di illegale. Enel può far storie dal momento che vuoi immettere la tua energia in rete, perchè la rete è SUA non tua. Ma nel tuo caso non vuoi farlo. Qualcuno ti impedisce di comprare batterie? pannelli? inverter? Li vendono anche i cinesi

Ciao CG

La rete di "ENEL" ? Quale rete ?

Forse si e' perso un paio di privatizzazioni per strada, il termine di un monopolio, e lo splittamento del sistema elettrico ...

...snip...

Intende dire dal suo distributore locale ?

Certamente.

Mettiamola cosi': se qualcuno non mi trova una legge che vieta esplicitamente di chiudersi in un impianto autonomo, significa che cio' e' permesso.

Visto che non mi risulta esistere una legge che vieta di diventare autoproduttori, direi che e' ampiamente permesso.

nte

al

i

uhm... scusa ma mi pare che una batteria si ricarica lo stesso anche con 8A, solo ci metterà piu' tempo, no? Voglio dire: io vado li solo il pomeriggio, 3-4 ore, il resto è tutto tempo in cui la batteria è sottoposta a ricarica, anche con 6-8A non ce la fa?

vedi titolo thread. STAN ALONE

inverter da 1,5kW/3 di picco... per contenere i costi , e mi dovrebbe bastare.

ce

e

di

so che esistono dei pannelli canadesi con efficienza 40%. Usano delle lenti di concentrazione... non ricordo il nome, con quello la dimensione del pannello sarà molto contenuta... se lo trovo :-)

ALTRA QUESTIONE che differenza c'e' tra una batteria al piombo (per auto) e una al Gel per impianti solari (barche ecc.)?

ciao fuzzy

li

la

Forse quella che gli fa arrivare la 230 V fase-neuto in casa?

Non penso che Sorgenia o Tirreno Power si preoccupino per un po' di metri quadri di pannelli qua e la'...

Saluti e dorsali.

Basterebbe informarsi presso i "bancarellari" dei mercatini di Natale se devono pagare qualche gabella per usare i gruppetti elettrogeni per accendere le luminarie...

Saluti a scoppio.

Tomaso Ferrando wrote in news:0245b6f9-544d-4cbc-96d0- snipped-for-privacy@a8g2000vby.googlegroups.com:

In linea di principio dipende dalla taglia del gruppo:

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Non so però se quelli dei bancarellari rientrino nella voce "piccoli impianti generatori comunque azionati" oppure in "gruppi elettrogeni di soccorso". La soglia è molto diversa... ;-)

Altro link:

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saluti tassati

AleX

Certamente, ci sara' qualche imposta da pagare (sospetto che l'incentivo per il fotovoltaico lo vogliano anche dagli autoproduttori), ma si tratta di aspetti fiscali, non di un divieto. In ogni caso non sono informato sulla fiscalita' relativa, qualcuno ha esperienza ?

Suppongo che lei viva dove ENEL e' il suo distributore geografico. Ebbene, la informo che da sempre, in molte citta', anche prima della privatizzazione e splitting, la corrente arriva a casa grazie ai servizi di una municipalizzata e non di ENEL. Oggi si e' poi aggiunta Edison, che ha rimpiazzato ENEL in svariate realta'. In quanto alle ex-municipalizzate, svariate sono diventate societa' private, continuando a gestire la loro vecchia rete, anzi, comperando da ENEL anche quella "a monte", che prima li sperava dalla dorsale (oggi in mano a Terna). Quindi, in queste citta', ENEL e' proprio uscita dalla finestra.

Ma ACEA, IREN, Hera, A2A, Terna, installano anche i "loro" contatori.

Anzi, merita una menzione meritevole ACEA, che ha sperimentato un contatore con visualizzatore remoto completo di riarmo a distanza. Chi aveva optato per questo tipo di contatore poteva fare le lettura comodamente in casa, e se il contatore scattava, riarmarlo senza uscire per strada.

Quindi, non solo non esiste piu' "LA" ENEL, ma la concorrenza di svariati distributori ha gia' portato ad un risultato interessante: un'approccio verso il cliente piu' attento, meno da suddito (come piace invece ad ENEL, che ha anche ignorato mie raccomandate che chiedevano informazioni sulle eventuale possibilita' futura di potere leggere i contatori in remoto da casa, senza dovere scendere nello scantinato: una volta si trattava solo di scrivere un numero, oggi si deve armeggiare per alcuni minuti per trovare come minimo i tre numeri necessari):

ACEALINK =

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a pagina 4, punto 5)

5) Icona casetta: indica che al contatore è associato un terminale utente AceaLINK. L?icona lampeggia quando il terminale non viene raggiunto dalla comunicazione.

a pagina 5, descrizione simboli

Notare che il contatore installato da ACEA e' un prestigioso Landis+Gyr, marchio che gli elettricisti conoscono dal secolo scorso, ed ovviamente non e' della stessa marca di quello installato da ENEL che e' invece un prodotto ibrido americano-cinese (Echelon Corporation + CHNNT), che e' la dimostrazione di quali sono le priorita' di ENEL. Una industria nazionale ? Ma neanche per sogno!

Secondo voi, la Echelon Corporation americana per avere la commessa da ENEL ha "unto" qualcuno nel governo italiano oppure

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per gli stretti legami con militari USA (buon fatturato della Echelon con le commesse militari) e' bastata la telefonata del compare USA del ministro italiano ? Almeno la Landis+Gyr era Svizzera, roba "europea" (e chi, se non esperti orologiai potevano produrre precisi misuratori elettromeccanici ? :-)

Notare che il sistema installato da ACEA e' estensibile anche ai suoi contatori del gas e dell'acqua (ma non so se hanno iniziato qualche prova nei settori).

Quali sono i partner dei romani nella installazioni dei misuratori elettronici ?

Landis+Gyr, BTicino and Ericsson

Paragonateli a quelli di ENEL e ditemi se ENEL ha mantenuto il patto non scritto di proseguire la cura agli interessi italiani della sua precedente veste di ente pubblico ? Mi pare invece che si sia comportata come la piu' becera multinazionale, ma straniera. Ovvero se ENEL avesse avuto subito dopo la privatizzazione, la sede generale a Washington oppure a ... San Jose, USA, il risultato delle scelte industriali sarebbe stato identico.

Ecco una descrizione del sistema:

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Nella foto a pagina 1 potete vedere "Terminal" che appunto il dispostivo "Acea Link" da tenere in casa.

E notate a pagina 3 come si vede chiaramente dalla nota serigrafia rossa che l'interruttore e' Bticino e non roba extra-europea.

A pagina 4 e' descritto l'ACEA Link (Dialog Tool):

Puo' essere offerto ai clienti di ACEA ed e'

- connesso al misuratore tramite communicazione PLC bidirezionale (PLC = power-line-carrier)

- puo' essere connesso a qualsiasi presa elettrica domestica di rete (ovviamente non interrotta da un trasformatore o gruppo di continuita', UPS)

- visualizza il consumo, informazioni sullo stato del servizio e di fatturazione (suppongo il tipo di contratto), incluse le curve orarie di carico

- puo' chiudere in remoto l'interruttore sul misuratore che si trova all'esterno (con l'opzione motore)

- puo' communicare con il centro di controllo per ricevere messaggi (ad esempio il preavviso della attivazione di un piano PESSE ?)

- avvisa il cliente quando il carico supera certi limiti dati, permettendo al cliente di prevenire lo scatto dell'interruttore

- puo' anche effettuare un servizio di prepagamento (uso negli alberghi ? bho).

ACEA ha 1'500'000 utenze a Roma, utenze che non hai mai visto ENEL (non per nulla ancora ci sono quelli con i 115+115V = 230V, ovvero hanno il bifase e non il monofase "ENEL".

Dimenticavo, un elenco di alcuni clienti di Landis+Gyr (e quindi installato i loro contatori invece dei "tele-gestori" ENEL) sono:

ASM Terni ASM Voghera CEDIS Trentino Alto Adige CEG Aosta IRIS Gorizia SECAB Friuli Venezia Giulia

tutti clienti che non hanno visto ENEL. Anche l'AASS Repubblica di San Marino ha snobbato la soluzione ENEL

Quindi, ha capito perche' chiedo "quale rete ENEL" ? :-)

Roberto Deboni [Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]

Il 20/12/2012 22:04, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

Un nome, una garanzia. Non basta che vengano intercettate le mie mail e le mie comunicazioni, ma anche capire quando accendo il computer o quando voglio cucinare l'arrosto in forno. Nelle mani di chi siamo ...

Qui voglio essere serio: in realtà la sopracitata monofase "sfigata" funziona con tensione stellata a 127 V, non 115 volt (tensione concatenata=tensione stellata * sqrt(3))

Sul problema di Saint Venant: "Al momento, preferisco il taglio".

Anche storico. E forse anche chi ha parlato di "rete ENEL" ricade nel mio stesso caso.

Saluti.

Se per "bifase" intende la distribuzione di due fasi anziche' fase neutro (di un sistema trifase), mi permetto di farle osservare che il calcolo indicato non e' proprio corretto.

Saluti.

Rispondo a tutti e due.

Ha ragione sulla denominazione: non e' "bifase" ma "monofase a neutro centrale".

Poi, se io una tensione stellata di 133V (vi siete dimenticati che i 127V sono ormai superati ?), ovvero trifase a 133V il che significa tre fasi da 133V, quale e' la tensione come mi appare rispetto a terra (l'unico riferimento possibile per chi non ha il neutro) una linea di quel tipo, ovvero con solo due fasi al punto di presa ? :-)

Suggerisco questa equazione: 133 * [SQRT(3)]/2 = 133 * 0,866... ch sono appunto 115V (ed in passato sarebbero stati 127 * 0,866 = 110V).

Roberto Deboni [Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]

Mi viene un dubbio, ma a Roma che tensione hanno ? Se e' 133V (o ancora 127V) allora e' un vero bifase. Se e' 115V (o 110V) allore e un monofase a neutro centrale.

Roberto Deboni [Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]

Il 22/12/2012 00:36, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

La tensione rispetto a terra ? Visto che in cabina di trasformazione il il neutro del secondario del trasformatore può essere messo a terra, allora la tensione stellata che vedono le utenze è ancora 133 volt. Comunque sì, il 127 V lo avevo ottenuto dai 220 V, che non dovrebbero più esistere.

Mmm, non vedo il motivo di dividere per due, a meno che metà dell'impedenza del carico non sia causata dal neutro. Cosa che sarebbe abbastanza grave.

Sul problema di Saint Venant: "Al momento, preferisco il taglio".

Mi comunicano che a Roma, tra una fase e la terra, si misurano 133V quindi si tratterebbe effettivamente di trifase 133V con fornitura di sole 2 fasi alle prese domestiche.

In sostanza, abbiamo le due fasi sfasate di 180 gradi, percio' non si sommano mai insieme i due picchi contrapposti (che darebbero 266V), ma quello che viene fuori e' appunto 230V.

Il caso invece di alimentazione a presa centrale eroga la tensione all'uscita di un trasformatore il cui secondario ha la presa centrale posta a terra e che fornisce il Neutro. In questo caso, le due estremita' del secondario non si denominano "fasi", bensi' "polo" o "ramo" (quale e' il termine usato dagli elettrotecnici in Italia ?).

Il metodo e' molto usato negli Stati Uniti, perche' permette di distribuire per la abitazione prese a 120V, che sono decisamente meno pericolose della tensione di 240V. La tensione di

240V e' invece fornita agli apparecchi di grossa potenza, che ovviamente sono costruite con caratteristiche di isolamento e protezione maggiorate o semplicemente le parti elettriche ed i collegamenti non sono accessibili normalmente.

La maggiore sicurezza del sistema a presa centrale, che nel contempo pero' non limita le potenze erogabili, ove necessario, e' sfruttato nel Regno Unito per l'utilizzo nei cantieri. Insomma, si sono stufati dei tanti morti per elettrocuzione. E' stato scelta una tensione di 55V, che si ritiene ai limiti della pericolista' nelle condizioni di un cantiere. Pero', per evitare di alzare troppo le correnti necessarie, il sistema prevede una alimentazione con trasformatore a presa centrale collegato al Neutro. In questo modo, collegandosi ad uno dei "poli", ed il neutro, si ha una tensione di 55V per gli utensili ed apparecchi di potenza moderata. Ma per apparecchi oltre una certa potenza, l'alimentazione, particolarmente protetta, avviene con i due rami, ovvero a 110V.

Quindi in questi cantieri (che puo' anche essere l'intero di una abitazione ove avvengono lavori "importani") abbiamo un trasformatore alimentato a 230V la cui uscita' e' una tensione ribassata a 110V, ma oltretutto con una presa centrale che permette di avere "solo"

55V.

Dovremo farci un pensiero anche in Italia.

Lo stesso vantaggio e' sfruttato nei nuovi sistemi di alimentazione dei treni alta velocita' in Italia, ove i treni 25kV 50Hz sono alimentati da una linea da 50kV ma con presa centrale, ove quindi il treno riceve tensione da un ramo e dalla presa centrale.

Roberto Deboni [Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]

Il 22/12/2012 22:35, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

Se a Roma viene impiegato il sistema trifase consueto, allora le tensioni sono sfasate di 120 gradi. L'impiego di due monofasi "contrapposte" lo vedo un po' improbabile per la maggior complicazione, anche se non tecnicamente impossibile.

Della trazione ferroviaria non mi pronuncio: ho appena scoperto del sistema 2 x 25 kV e preferisco studiarmelo un po', prima di dire qualcosa.

Sul problema di Saint Venant: "Al momento, preferisco il taglio".

Argh ... intendevo 120 gradi! Grazie della precisazione.

Il valore citato era appunto illogico, perche' se fossero a 180 gradi, cioe' contrapposte, sarebbero 266 gradi. E' proprio perche' sono 120 gradi che la tensione risulta essere 230V.

Roberto Deboni [Messaggio Usenet via Tiscali su text.giganews.com. Se leggete via Web il sottoscritto informa che non conosce o partecipa al sito/forum Web.]

266V ...

n

il

Definizione usata unicamente sa ACEA, immagino!

.

Suggerisco un qualsiasi testo di elettrotecnica che tratti di tensioni alternate trifase.

Lascia perdere, continua con la privatizzazione: qualcuno che non ne capisce niente potrebbe credere alle tue ciarlatenerie..

Saluti.

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